Da Vinci's Demons

Recensione | Da Vinci’s Demons 2×08 “The Fall from Heaven”

Buona sera pelatini e benvenuti a questa nuova recensione!

Questa puntata di Da Vinci è stata bella densa di avvenimenti e, se da una parte ho apprezzato questi passi in avanti nella trama, sono rimasta per l’ennesima volta delusa da sto benedetto Book of Leaves, che è ancora dato per disperso.

Ma procediamo con ordine e partiamo dalla storyline di un personaggio che non incontravamo da un po’ (va beh, una puntata):

 

Lorenzo contro tutti

Avevamo lasciato il nostro Lory subito dopo la terribile prova a cui King Ferrante l’ha sottoposto e lo ritroviamo oggi mentre intrattiene la sua amica Ippolita nelle sue stanze. Figlio mio, ma non ti è bastata l’ultima volta? Vuoi che Alonso non te le dia di santa ragione anche stavolta?

Comunque, mentre Lorenzo è in pena per il destino della sua amata Firenze e inizia ad avere sospetti che il palco di corna donategli da suo zio Carlo abbiano un significato nascosto, la dolce Ippolita è ancora innamorata di lui e gli propone di fuggire insieme. Mi sembra un’ottima idea, è pieno il mondo di posti in cui potreste nascondervi.

Per fortuna che c’è Piero, l’unico che sembra ragionare ancora con il cervello: l’uomo si sta infatti incontrando con gli esponenti della nobiltà napoletana, in modo da avere il loro appoggio nella trattativa con King Ferrante. A riprova che i buoni finiscono sempre nei guai, Piero e il nobile con cui sta parlando vengono rapiti in pieno giorni da alcuni pirati francesi.

Lo trovo molto plausibile, in fondo erano solo in una locanda (?) in pieno giorno, circondati da altri esponenti della nobiltà napoletana, come avrebbero potuto difendersi?

Purtroppo per loro, King Ferrante non ha alcuna intenzione di interrompere i suoi passatempi per dare la caccia a dei comuni pirati, quindi se Lorenzo rivuole Piero deve andarselo a riprendere. Con l’aiuto di Ippolita, Lory riesce ad individuare il covo dei pirati francesi, ma qui scopre che il prezzo per i prigionieri è aumentato, perché il fratello di uno dei pirati è stato ucciso dal cannone di Leonardo.

Lol, il nostro Leo riesce a far incazzare Lorenzo anche se si trova dall’altra parte del mondo.

Scopriamo che è stata Ippolita stessa ad organizzare il rapimento, per dare a Lorenzo l’occasione di attirare l’attenzione di King Ferrante uccidendo quei pirati che infestano il porto di Napoli da un bel po’. Dopo un primo momento di disappunto, in cui Lorenzo si chiede che fine abbia fatto la sua colombella, accetta la spada che gli porge Ippolita e fa piazza pulita.

Dopo quella che credo fosse una battuta sulle dimensioni dei rispettivi peni (ah, questi uomini!), Ippolita e Lorenzo possono tornare vittoriosi a palazzo, dove Lory dimostra la sua gratitudine alla Duchessa con una dimostrazione della sua abilità nella sottile arte del cunnilingus, ma proprio sul più bello, almeno a giudicare dalla faccia di Ippolita, qualcuno bussa alla porta.

Per un momento ho temuto che Alfonso li avesse scoperti e che avrebbe fatto fare loro una pessima fine, invece è un messaggio di King Ferrante, che si è finalmente deciso a concedere udienza a Lorenzo.

Tesoro, bastava dirlo che volevi che Lorenzo ti portasse in dono un cadavere, non c’era bisogno di mettere su tutta quella manfrina sulla prova mortale.

Anyway, prima che Lory e King Ferrante possano iniziare a discutere in santa pace, arriva Papa Sisto a rovinare il mood.

 

 

Vacanze romane

A proposito di Papa Sisto, in questo episodio lo disturbiamo in piena toeletta, mentre si fa bello per i suoi ospiti. Alfonso è a colloquio da lui (almeno sappiamo com’è possibile che Lory e Ippolita abbiano potuto rivivere i bei vecchi tempi in pace), e gli conferma che Lorenzo il Magnifico è ancora vivo e vegeto, notizia che non fa per niente piacere a Papa Sisto.

Ad alleggerire l’atmosfera entra in scena la nuova sexy!beast della serie, il principe Bayezid (spero di aver azzeccato lo spelling >.< ), che, come promesso, si è presentato a Roma per negoziare la pace tra l’Impero Ottomano e l’Occidente. Lo ammetto, non avevo capito un tubo della richiesta di Lucrezia, ma neanche il piano vero e proprio mi sembra ottimale.

Il Papa, infatti, cade dalle nuvole e comunica al principe che nessuno l’ha invitato e da ordine perché venga arrestato. Bayezid lo minaccia di rappresaglie da parte del padre, ma il Papa conosce il Sultano abbastanza da sapere che non avrebbe mai mandato il figlio a Roma; scopriamo così che il principe non ha detto a papi delle sue vacanze romane, quindi il papa conclude che se non importa niente al Sultano, a lui importa ancora meno.

Il Papa, quindi, da l’ordine perché tutti gli Infedeli presenti vengano uccisi, a parte il principe. Bayezid, in un impeto d’orgoglio, ingaggia uno scontro con Alfonso, che però lo sconfigge (ovviamente, è Alfie, mica bruscolini!). Il principe viene spogliato di tutto e cacciato dalla città a piedi. C’è da dire che il Papa ci sa proprio fare con i suoi ospiti.

Quon, intanto, è riuscito a sfuggire dalla carneficina e manda segnali al Papa!Imprigionato, ma non sono riuscita a capire se le cose vanno come avevano previsto o meno.

Già che ci siamo, diamo un’occhiatina alla situazione di Lucrezia: la donna si trova ancora prigioniera, ma viene raggiunta da un consigliere del sultano che risulta essere italiano e conosce molto bene Firenze. L’uomo riconosce Lucrezia per chi è realmente e vuole sapere perché è venuta a Costantinopoli, visto che il principe è partito subito dopo la sua visita senza dire niente a nessuno. Chiama quindi una donna che è in grado di carpire la verità dalle persone senza nemmeno toccarle, con la semplice imposizione delle mani (?). Qui un sti cazzi ci sta alla grande, secondo me.

Passiamo quindi alla storyline più corposa (e più frustrante) dell’episodio:

 

 

Fuga da Maya-town

Ad inizio episodio, troviamo Leo e Riario chiusi in una cella umida che parlano a cuore aperto dei loro sentimenti del loro passato.

Ima arriva ad interrompere questo momento di intimità: non ha ancora trovato il libro delle lamine e ha deciso di sacrificare loro due per ottenere il favore degli dei. Tutte scuse, dì la verità che vuoi liberarti in un colpo solo di tuo marito e del suo amante dalla voce sexy. Zo e Nico, invece, sono stati giudicati inadatti al sacrificio, qualsiasi cosa ciò voglia dire, e vivranno il resto della loro vita da servi. Tutte le fortune a sti due, eh?

Prima di morire, Leo esprime il desiderio di poterli vedere per un’ultima volta e a me qui è scesa una lacrima, perché Leo ci tiene davvero ai suoi amici, almeno fino a quando non li chiama “Cumulo di sterco di cammello”. Mentre io mi arrabbiavo con Leo, però, Zo si ricorda di aver già sentito quella frase: era un messaggio in codice, Leo vuole che i due scappino e non si preoccupino per lui. Che abbia già un piano per salvare la pelle a tutti?

Zo ci resta di sasso (così come me) quando il piccolo Nico uccide uno dei guardiani a sangue freddo e gli chiede cosa gli ha fatto Riario per ridurlo così. La risposta di Nico mi ha fatto scendere una lacrima d’orgoglio.

He taught me to survive

Leo e Riario, intanto, vengono portati davanti alla folla per il sacrificio, ma siccome i protagonisti non possono morire a metà stagione, viene prima sacrificata una povera ragazza, giusto per farci vedere un po’ di sangue aggggratis. Grazie, ne sentivo proprio il bisogno.

Il piano di fuga di Zo prevede un diversivo che lui e Leo avevano usato alcuni anni prima, quando dovettero fuggire da una taverna perché Zo ci aveva provato con la ragazza sbagliata: deve gettare del grasso sul fuoco. Ok..?

Il capo Maya, intanto, decide che Riario sarà sacrificato per primo, ma Leo non ci sta a veder morire il suo fidanzato, quindi si ribellano e riescono a mettere in scacco il capo Maya, minacciandolo con un coltello. Leo avverte i presenti che loro hanno superato tutte le prove degli dei, quindi se loro li uccidono si tireranno addosso le ire degli dei.

I feel you, Gi, ho pensato la stessa cosa.

Prima che i Maya possano decidere se ucciderli o meno, un’enorme esplosione li mette in fuga, così Riario e Leo riescono a scappare. Si ricongiungo a Zo e Nico, che vorrebbero fuggire nella giungla, ma Leo decide che è meglio scappare attraverso la Volta Celeste e, siccome la serie si chiama come lui, tutti fanno come vuole lui.

Fortunatamente per loro, i Maya hanno pensato bene di rendere il cammino verso la Volta molto più semplice da fare, rompendo meccanismi e costruendo ponti, quindi i nostri eroi arrivano oltre l’ultima porta in pochi minuti. Mentre Zo e Nico hanno l’incarico di costruire dei paracaduti (?), Leo e Riario cercano di risolvere l’enigma dell’ultimissima porta (sì, ce n’è ancora una).

Scopriamo così perché gli sceneggiatori ci hanno tenuto a mostrare a Leo la Gioconda: nel paesaggio alle spalle della donna, infatti, Leo ha nascosto la soluzione di quell’ultimo enigma, quindi riesce a posizionare le sfere di metallo raccolte da terra nel modo giusto e si apre quest’ultima porta.

Anche questa volta, però, rimaniamo delusi: dietro la porta, infatti, c’è un minuscolo ripostiglio con un busto in oro abbastanza angosciante. Mentre Riario si fa prendere dalla frustrazione e si pente per l’ennesima volta di aver mai lasciato Roma, Leo continua a frugare nello stanzino, perché è sicuro che la voce della madre provenisse da lì. Per aggiungere inquietudine all’inquietudine, il busto apre gli occhi e si mette a parlare.

Esatto, è quel coso che parla con la voce della mamma di Leo, ma per fortuna ad interrompere questo momento super creepy ci pensa Ima, che li raggiunge con un gruppo di compari pronta a fare la festa al marito fuggiasco. L’unica via d’uscita per i nostri eroi è saltare nel vuoto.

Riario è il primo a lanciarsi, ancora tutto inalberato per non aver trovato il libro delle lamine, seguito da Nico e Zo.

Leo sta per saltare, ma Ima lo supplica di non rubare il libro, perché le serve per salvare il suo popolo.

Quindi i Maya sono spacciati. Lo ammetto, ci ho messo un momento prima di realizzare quale catastrofe stia per abbattersi su di loro, cioè l’invasione europea.

Anyway, l’atterraggio dei nostri eroi non è stato ben organizzato, infatti il mio povero Riario si rompe una gamba; Zo propone di lasciarlo lì, ma Nico e Leo lo amano troppo per abbandonare il conte. Arrivati alla spiaggia, Riario è ancora del suo umore triste e meditabondo e cerca conforto nel fidanzato.



Dai, ditemi che quei due non si amano alla follia!

Il tenerissimo Girolamo è malinconico ed esprime ad alta voce i suoi dubbi, che lo tormentavano da almeno un paio di episodi (da quando gli hanno fatto uccidere Zita, ad essere precisi).

Riario è anche in vena di confidenze e racconta a Leo di quando il papa l’ha salvato da un orfanotrofio e l’ha cresciuto come figlio suo. Una volta uomo, però, ha voluto testarlo e gli ha fatto uccidere una prostituta ebrea, che lui ha scoperto poi essere sua madre. Valanghe di feels a parte, credo che questo sia un nuovo modo che gli sceneggiatori hanno trovato per rendere Riario più umano e io non vedo l’ora di vedere come si evolverà il suo personaggio una volta che saranno tornati a casa.

Ed eccoci quindi arrivati alla fine della puntata: gli sceneggiatori hanno messo un bel po’ di carne al fuoco, che presumo verrà rosolata per bene e mangiata nella prossima stagione (no, non si nota che quando ho scritto questa recensione ero affamata >.<).

Vi lascio con il promo del prossimo episodio, l’ultimo prima del season finale, che non promette niente di buono :/

Ringraziamo:  TelefilmSeries.Com | Diario di una fangirl. | Da Vinci’s Demons Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Serie Tv e film time | Serie Tv, che passione  | Tom Riley Italia | Diretta Telefilm

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