Film

Recensione | Blue Jasmine

Mum said you used to be okay but you got crazy.

Studiare per la maturità è, a mia modesta opinione, un biglietto di sola andata per il nido del cuculo.
Forse sarà per questo che ho deciso di abbandonare ogni sana ripetizione che avrei potuto fare in queste ore e le tre recensioni che avrei dovuto fare per poter scrivere di questo gioiellino di film.

In primis perchè qui a Parole Pelate amiamo i grandi film e questo ne è un esempio lampante e poi perchè avevo bisogno di parlare della recitazione straordinaria di Cate Blanchett e in quale modo avrei potuto farlo, se non in una recensione?

File:Blue Jasmine poster.jpg

Blue Jasmine è stato diretto dal sommo Woody Allen e vede la partecipazione di Sally Hawkins, Alec Baldwin, Bobby Cannavale, Louis CK, Peter Sarsgaard ed infine la protagonista, la già nominata Cate Blanchett.

La storia infatti verte principalmente proprio sul personaggio, interpretato dalla bella attrice australiana, di Jeanette “Jasmine” Francis, una donna che dopo aver perso tutto a causa di uno scandalo finanziario, soffre di un crollo nervoso e decide quindi di trasferirsi dalla sorella Ginger.

Innanzitutto, devo dire che il bello di questo film consiste prevalentemente nel dividere la narrazione tra scene ambientate nel passato e scene ambientate nel presente, proprio per farci entrare nella testa della protagonista e capire perchè dopo il dissesto economico ha cominciato a perdere il senno.

La Blanchett è riuscita a trovare il consenso del pubblico e della critica proprio perchè è come se avesse interpretato magnificamente due ruoli, quello della Jasmine ricca che vive in un clima ovattato e agiato e quello della Jasmine squattrinata, esaurita e in perenne crisi ma come vedremo in seguito questa descrizione è piuttosto sommaria.

Gli altri personaggi fanno da contorno alle sue (dis)avventure e sono testimoni inconsapevoli del suo esaurimento nervoso, il quale si manifesta in tutte le forme possibili ed immaginabili.
Jasmine è una donna che ha sofferto e che ha visto pian piano la sua vita sgretolarsi sotto i suoi piedi, prima col tradimento del marito e poi con i problemi finanziari.
Per questa ragione nel film l’aspetto più evidenziato è proprio il tema della “differenza”, da quella economica a quella sociale, da quella intellettuale a quella di pensiero.

Questa donna ha sempre creduto di essere superiore ma l’amara realtà è che non lo è mai stata: non lo era quando viveva negli Hamptons e aveva un marito che pensava l’amasse, non lo era quando andava col figliastro in villeggiatura e sicuramente non lo era quando si pavoneggiava davanti alla sorella e al cognato.
Aver perso tutto l’ha messa in condizione di farsi delle domande che era convinta non avrebbe mai dovuto porsi: ha realizzato perciò di aver lei stessa contribuito al suo sfracelo, in primo luogo per aver abbandonato gli studi per intraprendere una vita fatta di lusso sfrenato, poi per l’aver chiuso gli occhi dinanzi gli affari del marito e sicuramente infine per aver fatto la chiamata “fatale” all’FBI, quella che ha completamente rovinato la sua vita e quella della sua famiglia.

Abitare con Ginger quindi sarebbe potuto divenire il punto di svolta, quello che avrebbe potuto aiutarla a ricominciare una vita differente, anche se fatta di squallidi locali e personaggi di dubbia presenza.

Ma secondo ciò che vediamo, è chiaro che lei pensi che la svolta avvenga solo con l’arrivo di Dwight, un affascinante uomo che sembra poterla riportare ai fasti primordiali, una vita fatta di ricchezze e di proprietà in tutto il mondo.

 

Quello che però poteva divenire un lieto fine per la nostra splendida protagonista si tramuta nel preludio di un finale amarognolo quando il bel diplomatico decide di lasciarla dopo aver scoperto la vera identità della donna, la quale gli aveva mentito probabilmente per un senso di vergogna nei riguardi del suo passato drammatico.

Per questa ragione il film rimane sempre sul confine tra comico e drammatico e più di una volta m’è capitato di ridere per le scene dove lei sclerava proprio perchè la recitazione della Blanchett e le musiche in sottofondo creavano il giusto equilibrio tra i due generi, come se fosse normale compatirla e ridere di lei nello stesso momento.

A controbilanciare c’è la bravissima Sally Hawkins nei panni di Ginger, la sorella di Jasmine, una donna con i piedi per terra e più eccentrica, proprio per evidenziare la differenza che intercorre tra i due personaggi.
Al contrario di Jasmine le due Ginger (quella del passato e quella del presente) sono molto simili: sono tutte e due legate ad un uomo possente e mascolino, entrambe difendono la sorella e cercano di non giudicarla.

La vicinanza tra le due donne però non fa che creare in Ginger la voglia di meritare qualcosa di meglio, qualcosa che vada al di là della virilità dell’uomo che ha accanto, qualcosa che abbia a che fare con la personalità o con il comportamento.
Conoscere e frequentare Al diviene quindi per lei la prima vera possibilità di ambire ad un uomo migliore ma in realtà la verità è che tutti mentono e se da un lato lei si sente ingannata nello scoprire che quel fantastico uomo con cui ha una relazione è sposato, dall’altro anche lei mentiva a se stessa credendo che quel genere d’uomo avrebbe potuto farla sentire una donna diversa.
Alla fine quindi si vede costretta a ritornare da Chili, un po’ come una sorta di triste rivincita dopo aver perso Al.

La scena conclusiva tra le due è un colpo al cuore perchè noi spettatori sappiamo che Jasmine è stata appena lasciata da Dwight e vederla mentire così spudoratamente perchè ormai ne ha fin sopra le spalle fa comunque male.

Forse una delle scene più forti dell’intero film proprio perchè assistiamo al crollo finale di Jasmine, quello che la allontana dall’unica persona rimasta che le vuole bene e che le distrugge l’ultimo briciolo di sanità che aveva ancora in corpo.


Cate Blanchett ha meritato quell’Oscar (e l’avrebbe meritato anche Sandra Bullock, ma quella è un’altra storia) perchè la sua recitazione ha veramente “spaccato i culi” e mai un esaurimento nervoso ha avuto così tanto stile e fascino.
Ma come avevo scritto in precedenza la vera bravura è stata nell’aver saputo interpretare un ruolo e sdoppiarlo, recitando così non nel ruolo della Jasmine del prima e della Jasmine del dopo ma nel ruolo della Jasmine del passato e della Jasmine del passato che ha avuto una crisi di nervi nel presente, che è ben diverso.

Un film che consiglio a grandi e piccini, senza distinzione di sesso, proprio perchè è la storia universale di una donna che perde tutto, materialmente parlando e non, e quindi non può essere consigliato ad un certo tipo di persone e ad altri no ma dovrebbe essere visto da chiunque proprio per la sua bellezza e per non perdersi la straordinaria magistrale interpretazione della Blanchett.

E prima di concludere non posso che mettere le gif che meglio rappresentano il lato semi-comico del film ed infine quelle della mia scena preferita, quella dove Jasmine ha un attacco respiratorio perchè il marito vuole lasciarla:

Spero che questa recensione/analisi di questo film vi sia piaciuta e che abbiate gradito 🙂

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