Da Vinci's Demons/Telefilm

Recensione | Da Vinci’s Demons 2×07 “The vault of heaven”

Shall we begin?

Buonasera a tutte le persone alla lettura e benvenuti a questa nuova recensione!

Vi dico la verità, non sono sicura che questa puntata mi sia piaciuta del tutto, anzi forse mi ha un po’ deluso, ma procediamo con ordine e vediamo un po’:

Lucrezia e i quaranta ladroni

Ho deciso di iniziare con una delle storyline più corte (e no, non è perché Lucrezia mi sta profondamente antipatica, non siate cattivi!). Lucrezia arriva a Costantinopoli, cioè non proprio, è più un accampamento/palazzo nel mezzo del deserto, dove viene accolta dal figlio del sultano ed erede al trono dell’impero Ottomano. Wow, certo che i turchi non si sprecano in quanto a comitato d’accoglienza!

Comunque, la donna si fa portare dal futuro sultano e lo convince ad ascoltarla restituendogli la spada di Osman I, quella che aveva trafugato dagli Archivi Vaticani con l’aiuto di Lupo, ve la ricordate? L’uomo la riconosce subito e accetta di avere un colloquio con Lucrezia.

I due parlano amabilmente di fronte ad una tazza di tea e finalmente capiamo perché il Papa imprigionato ha mandato la figlia a Costantinopoli: in cambio della spada, Lucrezia chiede al principe di marciare alla volta di Roma (e dell’Italia in generale), in modo da mettere fine alla guerra tra gli stati italiani, così che il papa possa regnare sull’Ovest mentre il sultano regna sull’oriente. Ditemi che non sono l’unica a vedere l’enorme falla in questo piano, ma Lucrezia sembra convinta così come il suo ospite che, grazie anche ai riferimenti che la donna fa a scavalcarlo per andare a parlare con il padre o, ancora peggio, con il figlio prediletto del sultano, accetta il suo piano.

Una volta finita la sua missione, Lucrezia sperava di poter trascorrere del tempo lì alla Spa del sultano, ma l’uomo è di altro avviso: Lucrezia è troppo bella e intelligente perché possa fidarsi di lei mentre lui va a conquistare l’Italia, quindi la fa imprigionare.

Carlo il Magnifico

Restiamo in tema di donne e andiamo a vedere come se la cava Clarice senza il marito al suo fianco.

Piuttosto bene direi: la sua scappatella con Carlo prosegue, ma l’uomo non può vivere di sola carne e infatti il nostro orsetto di cioccolato vuole parlare dei suoi sentimenti. Carlo teme che la donna gli spezzerà il cuore una volta che Lorenzo sarà di ritorno, ma Clarice lo avverte: anche se apprezza molto il tempo che passano insieme, è pur sempre una signora con una reputazione da difendere. Carlo si prepara a farle una scenata con i fiocchi, ma a salvare Clarice arriva un aiuto dal cielo, nei panni di una sorta di attentatore/ninja che prova ad ucciderli ma viene sconfitto da Carlo.

I due non fanno in tempo a cantare vittoria che un grido scuote il silenzio della notte: è Vanessa, anche lei aggredita da un ninja. Carlo e Clarice accorrono e, mentre la donna consola Vanessa e la porta via, Carlo uccide l’assalitore.

Carlo non è per niente soddisfatto del servizio di sicurezza del Palazzo e sgrida il capitano Dragonetti, che però non è disposto a lasciarsi sgridare dall’ultimo arrivato: se Carlo vuole andare da Lorenzo a lamentarsi di lui, anche il capitano ha alcune cosine che potrebbe raccontare al Magnifico, per esempio della relazione in corso tra lo zio (Carlo è figlio di Cosimo, quindi è lo zio di Lorenzo, giusto?) e la moglie. Starà poi a Lorenzo decidere con chi arrabbiarsi di più.

Mentre Carlo se la vede con Dragonetti, Clarice passa a trovare Vanessa per fare due chiacchiere davanti ad una cioccolata calda e magari discutere anche della morte che hanno evitato per un soffio giusto un paio di minuti prima. Già che c’è, Clarice le fa i capelli, come due vere besties, e si assicura che sia lei che il bambino che porta in grembo stiano bene.


Brava Vanessa, fatti sentire.

Dragonetti indaga e il mandante dell’attentato sembrerebbe essere il Duca di Urbino (il tizio con la benda sull’occhio che si era limonato Riario, che grand’uomo), ma Carlo dimostra di non essere solo un bel faccino e capisce che un attacco del genere non è per niente nello stile del Duca, lui non agirebbe in segreto, arriverebbe alle porte con tutto il suo esercito. In effetti, sapete chi agisce sempre nell’ombra? Il papa.

A questa conclusione arriva anche Carlo, ma gli attentatori sapevano perfettamente come muoversi all’interno della casa, quindi dev’essere coinvolto qualcuno più vicino alla famiglia Medici. Per un momento io avevo sospettato proprio del mio orsetto di cioccolato, che invece sospetta di Sassetti, il membro del consiglio di amministrazione della banca che aveva tentato di spodestare Clarice, e lo affronta. Messo alle strette, l’uomo confessa di essere invischiato con Roma e, giusto per far arrabbiare Carlo un altro po’, gli ricorda gentilmente della sua condizione di figlio illegittimo.

Nel caso non fosse abbastanza ovvio, chiamare “bastardo” un figlio illegittimo non è molto carino e, soprattutto, fa scattare Carlo come una molla, che pugnala Sassetti a morte. Cosa non è quest’uomo? Non vedo l’ora che torni Lorenzo, voglio proprio vedere come si risolverà questo triangolo.

Lupo perde il pelo ma non il vizio

Prima di addentrarci nella Volta Celeste con Leo, abbiamo ancora una piccola storyline da affrontare: vi ricordate di Lupo Mercuri, che lavora agli Archivi Vaticani? In questo episodio lo ritroviamo intento a studiare alcune pagine del Libro delle Lamine conservate a Roma, ma Papa Sisto non è per niente contento e, da bravo bambino dispettoso qual è, gli ruba gli appunti e li brucia davanti ai suoi occhi, ricordandogli di tornare ai suoi doveri. Lupo è ferito e corre a piangere dall’altro Papa, che però lo sgrida a sua volta: Lupo non può perdere tempo a giocare con i giocattoli conservati negli Archivi, deve tenersi pronto per il prossimo passo del piano del Papa spodestato.

Povero Lupo, nessuno che lo apprezza! Ma il nostro uomo non si perde d’animo e si intrufola negli Archivi Vaticani e trafuga le pagine che stava studiando prima.

Credo che questa storyline ci servirà più avanti, ma per ora non capisco proprio dove gli sceneggiatori vogliano andare a parare.

 

Leonardo Da Vinci e il tempio maledetto

Finalmente arriviamo alla storyline principale: la puntata si apre con il povero Girolamo Riario che piange sulla tomba improvvisata di Zita, mentre Zo cerca di convincere Leo che non si possono fidare del conte. Evidentemente Zo è l’unico che non ha ancora capito che Riario servirà in qualche modo più avanti, quindi no, non possono ucciderlo adesso (ma neanche dopo, Riario è il motivo principale per cui guardo questa serie!).

Ima non ha tempo di aspettare che Riario finisca il suo lutto ed è impaziente di iniziare la sua luna di miele con Leo. E dove altro potevano andare se non nella Volta Celeste? Scopriamo così che la Volta è un luogo fisico e non una cosa mentale come l’ultimo viaggio di Leo e che la madre di Leo ci è entrata, ma non ne è mai uscita.

Riario non ci sta che Leo e Ima entrino nella Volta Celeste senza di lui, sospetto sia geloso della donna piumata (qualcuno ha detto LeoxRiario OTP? Beh, io sì!), e fa i capricci fino a quando Ima acconsente a portarlo con loro.

Gli sceneggiatori devono essersi accorti che era controproducente non far capire agli spettatori metà delle puntate, perché da oggi anche i Maya sono sottotitolati e infatti, quando il capo Maya sgrida Ima e li spedisce tutti nella Volta, noi lo capiamo. I nostri eroi si mettono in viaggio e noi li seguiamo, scoprendo così che l’entrata per la Volta Celeste è in cima ad un’altra montagna.

Non può essere tutto rose e fiori e prima ancora di entrare nell’entrata (?) c’è una prova da superare: per aprire la porta bisogna attraversare un breve corridoio che, se viene percorso da un qualcosa che pesi di più di un bambino, attiva un meccanismo che fa chiudere le pareti, per arrivare dall’altra parte e premere una sorta di pulsante sul muro. Ovviamente, tutto questo non poteva esserci spiegato a parole, perché se possono versare un po’ di sangue a caso gli sceneggiatori lo fanno, infatti per far capire come funziona il meccanismo del corridoio viene mandato avanti un povero lama, che viene spiaccicato.

Yay, un po’ di splatter fa sempre bene, ma in questo caso mi è sembrato un po’ troppo gratuito.

Tra l’altro, visti i precedenti, io inizierei a grattarmi se fossi in uno dei poveri quattro Maya sconosciuti che accompagneranno i nostri beniamini all’interno della Volta, perché temo saranno usati anche loro come morti-dimostrative.

Comunque, Leo è pur sempre Leo e si mette all’opera per superare questo primo ostacolo: in quattro e quattr’otto costruisce una specie di robot meccanico con ossa, corde e ingranaggi costruiti dai Maya sul momento.



Ormai dovremmo saperlo, Leo è meglio di McGyver, infatti il suo marchingegno, da lui battezzato lo Scorpione grazie ad una sorta di lancia con attaccato un peso che servirà per premere il pulsante, funziona che è una meraviglia e la porta si apre di fronte ai loro occhi.

Apro una piccola parentesi: non so quanti di voi abbiano guardato Spartacus (ç_ç), un altro show prodotto dallo stesso canale che produce Da Vinci’s, ma nelle ultime due puntate ci sono diversi riferimenti che fanno l’occhiolino a Spartacus, tra cui la scena finale tra Riario e Leo dello scorso episodio e quel “Shall we begin?” che Leo ha detto prima di far partire lo Scorpione, non lo so magari sono io che ho le traveggole, oppure gli sceneggiatori stanno torturando apposta noi poveri spettatori.

Torniamo a noi: Riario è il primo ad attraversare il corridoio e io ho perso dieci anni di vita temendo che mi finisse spiaccicato, invece riesce ad arrivare tutto intero dall’altra parte, quindi i suoi compagni di avventura lo seguono.

Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo che ci troviamo di fronte ad una seconda prova: una passerella in pietra che si affaccia su uno strapiombo conduce ad una nuova parete su cui è affisso un triangolo in pietra nera con cento serrature. La prova consiste nel trovare quella giusta. Leonardo va a colpo sicuro e apre quella centrale, ma, dopo un momento in cui non sembra succedere niente, la passerella inizia a ritirarsi all’interno della parete. Ima si mette al sicuro, quindi sulla pedana rimangono Leo, Riario, Zo e il povero Nico. La donna insiste perché anche loro si mettano al sicuro, ma il marito è certo di poter risolvere l’enigma in tempo. Per un pelo, capisce che la vera serratura è la 101, posta al di sotto della passerella.

Leo vorrebbe proseguire, ma Ima Kama deve tornare indietro, non si sa bene perché, avrà dimenticato qualcosa? Comunque, Leo aspetta solo che lei se ne sia andata insieme ai quattro maya, che grazie al cielo si salvano prima che sia troppo tardi, e poi attraversa la seconda porta.

Arriviamo quindi all’ultima prova: alla fine di un corridoio illuminato dai riflessi di un disco d’ora, c’è una terza porta con due serrature. Riario si è rotto delle spacconerie da genio di Leo e prova a rubargli le chiavi per arrangiarsi, ma così fa arrabbiare Zo.

 

Ci pensa Nico a calmare gli animi. Tra l’altro, questa nuova alleanza tra Riario e Nico me la devono ancora spiegare. In ogni caso, per far aprire la terza porta bisogna inserire le due metà della chiave nelle serrature e girarle nello stesso istante, mentre vengono colpite dal raggio di luce. Dopo un primo tentativo fallito, scopriamo anche che le due chiavi devono essere tenute ferme in quella posizione.

 

Yep, è quello che ho pensato anch’io.

Le porte per la Volta Celeste si spalancano finalmente davanti agli occhi dei nostri eroi.

 

E ci ritroviamo in una caverna. Sì, avete capito bene. Al centro di questa grotta c’è una sorta di piramide, ma niente di così eclatante. Riario e Leo si mettono ad esplorare e finiscono su un balcone da cui si gode una vista mozzafiato. Per fortuna che il green screen era fatto malissimo, altrimenti io ci sarei rimasta secca.

Deluso quanto me di questa fantomatica Volta Celeste, Leo inizia a sentire le voci e Riario a pentirsi di essere finito in quel buco insieme ad una persona del genere. Non abbiamo tuttavia il tempo di chiederci quali turbe abbiano colto Leo, perché torna in scena Ima Kama, incazzata come solo una moglie abbandonata un giorno dopo le nozze può essere: Leo le aveva promesso che ci sarebbero andati insieme nella Volta Celeste, invece l’ha mollata per andarci con i suoi amici.

Ima e i suoi scagnozzi Maya hanno pestato e legato Nico e Zo, e intendono fare lo stesso con Leo e Riario. Leo si arrende quando Nico viene minacciato con un coltello alla gola, ma il nostro conte prova a reagire e le prende anche lui. Mentre stanno abbandonando la caverna, Leo sente di nuovo una voce di donna chiamarlo, ma questa volta lo sente anche Ima.

È proprio vero il detto, dio li fa e poi li accoppia.

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One thought on “Recensione | Da Vinci’s Demons 2×07 “The vault of heaven”

  1. “Gli sceneggiatori devono essersi accorti che era controproducente non far capire agli spettatori metà delle puntate, perché da oggi anche i Maya sono sottotitolati e infatti, quando il capo Maya sgrida Ima e li spedisce tutti nella Volta, noi lo capiamo.” Io sto ancora ridendo, ma sorvoliamo.
    Leo e Riario sono la mia OTP da sempre, Lucrezia non può competere. Ho anche scoperto che questa coppia ha un nome “Leario” ma non mi fa impazzire. Questa puntata ha avuto i suoi alti e bassi, e sinceramente da questa fantomatica “Volta” mi aspettavo di più. Oddio, poi quando Leo inizia ad attraversare la passerella stavo morendo, pensavo che si sarebbe distrutta e avremmo perso il nostro “Artista” ç_ç

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