Arrow/Telefilm

Recensione | Arrow 2×21 “City of Blood”

Bentornati, fan di Arrow!
Ieri abbiamo assistito ad un altro episodio formidabile di una stagione pressoché perfetta. Personalmente, a parte qualche episodio un po’ più scarso, ho trovato questa seconda stagione ben fatta, nettamente superiore alla prima, molto più coinvolgente e con un cattivo migliore, senza offesa per Malcolm.
Anche questo episodio, con un inizio più lento, quasi d’assestamento (e ci voleva), dopo gli avvenimenti finali della scorsa puntata, è volato e mi sono ritrovata alla fine dei quaranta minuti ad elemosinare qualche secondo più, una scena in più.

Dopo aver urlato il mio amore per lo show ai quattro venti, parliamo di City of Blood. [La cosa buffa è che sto realizzando ora il vero senso del titolo. Città di Blood, nel senso di città nelle mani di Sebastian Blood, aka come si fa a votare un candidato con un nome simile? Urla “CATTIVO” a caratteri cubitali.]
Come ho detto, a causa degli avvenimenti dello scorso episodio, nella fattispecie la morte di Moira, oltre ai fan, tutta Starling City è ancora sconvolta da questa inaspettata perdita, quindi ci troviamo da una parte il funerale di Moira e dall’altra Sebastian Blood che gongola dentro di sé per il fatto che è stato eletto sindaco e sfrutta la situazione per farsi ancora più bello agli occhi della gente.

Lasciamo da parte Blood per un momento e parliamo del funerale. Mi ero chiesta se Walter, l’ex marito di Moira, avrebbe partecipato a questa puntata, ma sinceramente, benché probabilmente necessaria per ovvi motivi, ho trovato la sua presenza inutile. Alla fine, a parte presenziare al funerale e blaterale a Thea che non può lasciare Starling City, fallendo pure, non è che faccia molto. L’unica scena degna di nota, secondo me, è quella in cui prende in mano la fotografia di lui e l’ex moglie, ma più per una cosa personale, perché è stato il momento in cui ho realizzato che Moira era morta davvero e non l’avrei più sentita mentire a qualcuno per un qualsiasi motivo. È stato devastante.
Al contrario, Oliver al funerale non si fa proprio vedere e Thea, già distrutta e furiosa per tutta una serie di cose, la prende malissimo. In questo caso, ero d’accordo con Blood: ognuno gestisce il lutto a proprio modo e presenziare o meno ad un funerale non significa un bel niente.
Poi si passa a Felicity, in lacrime, altra scena che mi ha colpito molto e assolutamente in positivo.
Felicity si sta disperando, ma non per Moira, visto che quella donna proprio non le piaceva e, anzi, era proprio diabolica e bugiarda. Felicity ammette tutto questo senza mezzi termini e mi veniva quasi da festeggiare, perché il funerale di Moira poteva trasformarsi nella fiera del moralismo, in cui si elencavano tutti i pregi di Moira, dimenticandosi di tutte le cose oscure che ha fatto e che la rendono una persona vera, non del tutto cattiva, ma nemmeno la fiera della bontà. Felicity è stata brutalmente sincera e ho amato lei e Arrow per questo.
Non ho amato invece Isabel, che oltre a presentarsi al funerale, chiede se Oliver parteciperà invece ai funerali di Diggle e Felicity.
[Prima al tuo, Bitch!] 

Passiamo invece a Blood, anche lui ospite indesiderato, che viene avvicinato da Laurel, la quale finalmente ha riacquistato fiducia nel suo fiuto da poliziotto e capta in Blood la brutta sensazione che aveva avuto anche quando non era in sé.
Come dire, meglio tardi che mai.
Non ho amato Laurel in tutto l’episodio, visto che nella seconda parte ci stava bene come i cavoli a merenda, ma in questo pezzo sì, tantissimo, dove indaga e finalmente trova le prove del collegamento tra Slade e Blood.
Si fa aiutare dal padre, che ancora una volta le dà fiducia e poi mette un dispositivo attaccato al tavolo di Blood (ma il dispositivo dove lampeggiare così tanto? Non so voi, ma io entrando nella stanza l’avrei notato subito, non è che fosse poi così invisibile!), fa hackerare il pc di Blood da un poliziotto (mi era simpatico! Assomigliava un po’ a Felicity quanto a carattere) e scopre che Blood sapeva che Moira sarebbe morta ancora prima che morisse!
Ci sono rimasta un po’ male su questa cosa, perché rende chiaro che l’obiettivo di Slade era sempre stata Moira, almeno da quando si era candidata alle elezioni. Peccato, ero convinta che Slade fosse lì per ammazzare una tra Moira e Thea e che poi avesse puntato sulla prima solo alla fine. In ogni caso, continuo a pensare che di Blood sindaco non gli importi poi così tanto e che, se fosse andata in modo diverso, non si sarebbe fatto scrupolo a far fuori Thea, al posto di Moira.

Intanto, nonostante le ricerche fatte, quello che rimane del Team Arrow, non riesce a rintracciare Oliver, quindi Diggle pensa di chiedere aiuto ad Amanda (solo io la trovo irritante da morire?).
Grazie al suo aiuto, Felicity e Diggle vanno nel secondo covo del Team Arrow, dove trovano Oliver.
Io sinceramente non mi ricordo se questo covo era mai saltato fuori prima, ma devo dire che non ha nulla a che vedere con quello ufficiale, anche se sarebbe utile come luogo d’emergenza.
Questa scena è stata devastante e chiunque pensi che i momenti tra Oliver e Felicity siano messi solo a smorzare la tensione con battutine, non ha capito niente, perché il loro rapporto non è solo questo e non è mai stato solo questo. C’è un legame fortissimo tra i due e, oltre a scene che dimostrano le loro differenze, facendo trasparire una chimica unica, ci sono quelle più forti, più tristi e oscure, come questa.
La cosa che mi ha colpito di più di questa scena è stato Oliver, senza ombra di dubbio. Lo troviamo accucciato a terra, contro un muro, che fissa il vuoto. Credo di non averlo mai visto così prima ed è stato proprio come guardare una marionetta a cui erano stati tagliati i fili. È stato terribile da guardare, perché era proprio l’ombra di se stesso e devo proprio fare i complimenti a Stephen per l’interpretazione, perché l’ho trovata molto sentita e ben fatta.
Poi c’è il resto, quello che dice. 

Una volta, qualcuno mi ha detto che l’essenza dell’eroismo è morire così che gli altri possano vivere”. 

[Non significa anche sacrificarsi a caso, però!]

Ovviamente, Oliver è devastato per la morte della madre, ma ancora una volta è sopraffatto dai sensi di colpa, perché aumentano le persone che vengono uccise a causa sua. Pertanto, decide di porre fine a tutto questo, di consegnarsi a Slade così che lo uccida e ponga fine alla faida tra di loro.
È una soluzione di comodo quella di Oliver, però. Si tratta di una fuga; lui muore e, nella sua testa, tutto va a posto: niente più morte, niente più dolore.
Così pensa, ma è palese che in questo momento annebbiato si sia dimenticato dell’esercito di Mirakurati creato da Slade, perché mi rifiuto di credere che Slade li manderebbe a pascolare, se Oliver si consegnasse a lui, dopo la fatica fatta per crearli. Slade, anche senza Oliver, secondo me rimarrebbe comunque un pericolo, quindi, oltre che essere la soluzione più facile, quella di Oliver è anche la più ingenua e stupida. Morto lui, i problemi non sarebbero svaniti comunque (personalmente, tremo al pensiero di Blood sindaco).
Altra cosa: Oliver è anche convinto di essere lui l’altra persona che deve morire per soddisfare la sete di vendetta di Slade, ma io non sono per nulla d’accordo. Penso che Slade dia per scontata la morte di Oliver, come qualcosa a cui alla fine si arriverà, punto e fine, e che quindi ci debba essere almeno un’altra persona che lui deve perdere, per distruggerlo del tutto (incrocio le dita comunque che non muoia nessun altro. Pretty please!), come tipo la donna che ama, per la storia del contrappasso.
Felicity prova a convincere Oliver a desistere dal suo proposito suicida, che non si può semplicemente accettare una cosa, lasciarsi trasportare dalla corrente, ma sarebbe il casa di nuotarle contro. Purtroppo, il suo discorso profondo non basta a smuovere Oliver, in questo momento troppo rotto e testardo per ragionare.
(Plus agli autori che non si sono dimenticati della ferita di Oliver alla gamba e l’hanno fatto uscire zoppicando leggermente).  

Dato che una persona che deve consegnarsi al suo rivale, deve prima salutare le persone care (ricordate Harry Potter con la pietra della resurrezione?), Oliver va da Thea, l’unico parente in vita che gli resta (ci sarebbe anche il bambino, ma quello ce lo teniamo per l’anno prossimo).

Altra scena straziante. Thea, dopo che la simpaticissima Isabel le ha portato via anche il locale a cui teneva, vuole andare via dalla città (vorrà andare a Central City? Si trasferiscono tutti lì, ormai) e Oliver non fa un bel niente per fermarla. Certo, per quanto ne sa lui, tra qualche ora sarà un cadavere freddo, meglio che la sorella se ne vada e chissene se per lei potrebbe essere il colpo fatale, poverina!
L’addio è stato tristissimo, perché lui si stava scusando per tutto, pensando di non avere un’altra occasione, mentre lei non si rende conto che il fratello sta andando a morire, che quello poteva essere il loro ultimo abbraccio.

Oliver va al molo, dove dovrebbe incontrare uno degli scagnozzi di Slade o lui stesso e si perde in pensieri sul fatto che lui doveva morire sulla barca, eccetera eccetera, rimproverandosi delle persone morte e dimenticandosi invece di tutte quelle che ha salvato.
Abbiamo capito che sei depresso, ma basta con questi sensi di colpa, okay? Tirati su e combatti!
Ogni tanto, Oliver ha questo cadute di autostima, ci voleva il fantasma di Tommy, come nella 2×09 – Three Ghosts.
Per fortuna, Oliver viene salvato da se stesso, fatto svenire e portato di peso nel covo del Team Arrow.
Questa puntata è bellissima e ha un solo, unico problema: questa scena. Laurel è stata infilata in questo punto a forza, solo per far vedere che è lei a dare il ceffone (in senso metaforico) in faccia a Oliver che serve per farlo scuotere. La verità… è che è tutto fumo negli occhi. L’unica cosa davvero utile delle parole di Laurel è lei che avverte Oliver che Sebastian Blood collabora con Slade ed è per questo che Moira è morta. Punto.
Il resto è il nulla ed era una cosa forzatissima, che quasi butta al vento l’evoluzione del loro rapporto, diventato ormai un’amicizia (ma chi vuole più Laurel come end-game dopo la scoperta che Oliver l’aveva tradita anche con altre donne oltre alla sorella e con una ci ha fatto anche un figlio? Come shipper mi sentirei insultata e come donna, al posto di Laurel, non ci sarebbe più una scusa che tiene.)

Comunque… l’importante è che Oliver sia tornato se stesso e che il Team Arrow sia quello di una volta.
Ora l’obiettivo non è più lasciarsi morire e sperare che Slade molli l’osso (ma chi ci crede?), ma fermare l’esercito di Mirakurati, visto che sono tanti e inarrestabili e sono come marionette nelle mani di Slade. A proposito di questo: capisco che Isabel fa quel che fa perché è alleata con Slade e per la sua stupida vendetta, ma gli altri? Solo perché Slade li ha liberati vanno in giro a distruggere la città?
L’idea sarebbe farli saltare in aria, ma i Mirakurati sono talmente tanti che Mirakurata!Isabel si occupa di Diggle, mentre un altro di Oliver, che quasi lo uccide. Per fortuna, arriva Laurel, che gli salva la vita abbattendo con un bel colpo in testa il Mirakurato. Intanto, Felicity riceve finalmente LA telefonata, quella dai laboratori S.T.A.R. Che l’antidoto sia finalmente pronto?
Purtroppo, ci sono ben altri problemi in città. Oltre che nel punto in cui hanno trovato quel grosso gruppo di Mirakurati, c’è molto di peggio in altre zone della città, visto che quelli si sono divisi e stanno attaccando posti come la polizia (povero Quentin! È stato appena dimesso dall’ospedale e già le prende di nuovo) o la stazione, dove Thea stava per partire (l’unica cosa buona è che la fermano).
Direi che la grande battaglia sta per avere luogo, non vedo proprio l’ora di assistervi.

Isola

La parte sull’isola di questa settimana, sebbene interessante, è stata un po’ di transizione, per preparare anche il “cinque anni prima” al grande finale.
Mi piace sempre quando fanno collegamenti tra presente e passato e, in questo caso, bello il riferimento alla frase sul essere eroi da parte di quel uomo a Oliver, che poi si sacrifica per far partire il sommergibile. Il piano è raggiungere Slade, prendere l’antidoto e sistemare un po’ di problemi. L’isola è fantastica, l’unico problema è il sapere in anticipo che finirà male. Oliver parla di tornare finalmente a casa e noi sappiamo ci vorranno ancora tre anni, Oliver dice di curare Slade e noi sappiamo che non succederà. Toglie un po’ di suspence.

Varie ed eventuali

– Non ho parole per esprimere la mancanza di Sara in questa puntata. Non so dove sia, cosa stia facendo, ma che si decida a tornare perché c’è bisogno di lei. La città va a catafascio e lei se ne va? Lo so che a molti non piace, ma anche lei è una grande eroina e Starling City ha bisogno di lei.

– Interessante anche l’incontro faccia a faccia tra Sebastian e Oliver, finalmente con le maschere calate. Solo una cosa non capisco: davvero Sebastian non sapeva che Oliver era Arrow? Scherziamo? Ero convinta che Slade glielo avesse detto o ci fosse almeno arrivato da solo.

– Meravigliosa la scena della “tortura”! Chi l’ha detto che bisogna usare pugni e coltelli? Siamo nell’era moderna, ormai basta un click.

– Tanto Olicity in questa puntata e delle scene che erano oro puro, come quella in cui lui se ne va dal covo numero 2 ed è come se non volessero lasciar andare le loro mani unite. Purtroppo, però, Oliver ha deciso e non possono fare niente per fermarlo. (Povero Diggle, sembrava quasi il terzo incomodo, in questo caso!).

Inoltre, questa scena era così carica di tensione che continuavo a sentirmi come se stessero per baciarsi, ma ciò non avveniva mai (e meno male, perché sarebbe stato il momento peggiore in assoluto per il primo bacio che stiamo attendendo da quaranta puntate).

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2 thoughts on “Recensione | Arrow 2×21 “City of Blood”

    • Vorrei che Diggle mettesse definitivamente a tacere Isabel, in effetti, ma al momento sono solo preoccupata di quello che quella strega malefica potrebbe fargli.
      Per la seconda cosa… oddio, sai che ho pensato la stessa cosa? Volevo anche scriverlo nella recensione, ma poi ho lasciato perdere. XD

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