Game of Thrones/Telefilm

Recensione | Game of Thrones 4×04 “Oathkeeper”

No, non c’è stato alcun cambio di nickname. Questa settimana la recensione di Game of Thrones è passata a me, ma non vi preoccupate: songofastark tornerà la settimana prossima più forte di prima.
Ma bando alle ciance.
Dopo aver pianto tutte le vostre lacrime per la tragica morte dell’amato Re Joffrey, andiamo a scoprire le conseguenze di questa dipartita per il continente occidentale:

Jaime – Tyrion e tutta la gentaglia ad Approdo del Re. “You gonna fight for him now?”

Quanto sono belli i paesaggi in questo telefilm? Quando Bronn e Jaime si allenavano io ero letteralmente incantata da quel bellissimo mare argentato alle loro spalle. Finito l’allenamento, i due uomini discutono di Tyrion e il mercenario si lascia andare a un commento spassosissimo: secondo lui il nano non ha ucciso Joffrey; lo odiava, certo, ma d’altra parte chi non lo odiava? E io a ridere della faccia di Jaime. Povero Bronn, che battuta imbarazzante da fare di fronte al padre del defunto.
Comunque, molto commovente il richiamo alla prigionia del Folletto a Nido dell’Aquila, tanto tanto tempo fa: all’epoca, racconta Bronn – che dimostra una sensibilità inconsueta per un mercenario -, Tyrion aveva proposto come suo campione proprio il fratello, sicuro che il cavaliere avrebbe viaggiato giorno e notte per andare a salvarlo. Adesso gli sta chiedendo di andare a trovarlo in prigione: lo farà?
Sì, lo fa, regalandoci una delle tre scene più belle dell’episodio. Quando questi due si riuniscono lo spettatore è sicuro di non rimanere deluso.
Jaime paragona l’attuale situazione del fratello con la sua quando era prigioniero di Robb Stark; io più che altro avrei paragonato l’attuale cella a quella del Nido dell’Aquila: come dimenticare la quarta parete mancante che si affacciava su uno strapiombo? Come dimenticare il pavimento leggermente inclinato che tormentava il sonno dandoti l’impressione di poter rotolare fino a cadere di sotto? Almeno, ad Approdo del Re ci sono tutte e quattro le pareti e un secchio per i bisogni, come ci fa gentilmente notare Jaime: un lusso, insomma.


Jaime mi è parso estremamente ingenuo qui: lui voleva avere la conferma dell’innocenza del fratello, voleva proprio sentirglielo dire. E una volta appreso dalle sue labbra che non è stato lui a uccidere Joffrey, è convinto che la giustizia farà il suo corso, che il vero assassino sarà trovato e lui tornerà libero. Dopo tutto, ci sono altri sospetti, a partire da Sansa Stark; ma Tyrion sa che questo non basta, che nulla fermerà Cersei dall’avere la sua testa. Ed è vero, sua sorella lo odia talmente tanto che non capisco come mai non sia ancora andata da lui con un’ascia in mano per prendersi quello che vuole. Forse non le piace sporcarsi le mani. Mi commuove vedere la fedeltà di Tyrion verso la moglie bambina: sa che la fuga di Sansa è molto sospetta, ma sa anche che lei non è colpevole, non è un’assassina. Mi dispiace che la Stark non si sia accorta dei pregi dell’uomo, fermandosi sempre sui difetti del suo aspetto.
A proposito di Cersei, in questo episodio l’abbiamo vista davvero poco. È distrutta, ovviamente, ma nonostante questo ha avuto il tempo di elaborare un discorso volto a manipolare Jaime. Quando lui va a trovarla, non esita a dargli dell’incompetente per aver messo un solo uomo di guardia alla camera di Tommen. Lo critica per la promessa fatta a Catelyn, ma questo è solo un modo per convincerlo a cercare Sansa per lei, per accusarla di regicidio e giustiziarla insieme al Folletto. La perfidia di questa donna non ha limiti: non le importa catturare il vero colpevole della morte del figlio, le basta giustiziare qualcuno, tanto meglio se questo qualcuno le è sempre stato d’intralcio. Come si suol dire: due piccioni con una fava.
Stavolta però non riesce nel suo intento. Jaime chiama Brienne e le affida una missione, ovvero andare a cercare Sansa Stark ma non per realizzare il desiderio della sorella: lui vuole rispettare la promessa fatta a Catelyn e vuole assicurarsi che la presunta erede di Grande Inverno stia al sicuro.
E ora, che voi siate o no a favore della coppia Brienne/Jaime, vi sfido a rimanere impassibili di fronte alle loro scene in questa puntata. Il modo in cui la donna gli dice che cercherà Sansa per Catelyn e per lui. Come Jaime la guarda appena sente pronunciare queste parole. O il modo in cui reagisce quando lei gli comunica di voler chiamare la spada ricevuta “Oathkeeper”, Giuramento. Per non parlare del loro saluto: lei non riesce nemmeno a parlare, a stento deglutisce e gli fa un cenno con il capo. Io non lo so se questi due staranno mai insieme; anzi, sinceramente non credo. Però sono convinta che il loro rapporto sia ben più profondo, non si tratta di banale amore o amicizia ma proprio di anime che sono vicine. Per questo ogni volta mi emozionano così.
Per questo, quando Brienne si allontana e si volta a dare un ultimo sguardo allo Sterminatore di Re, lui sta facendo lo stesso. Non è già andato via: la sta guardando anche lui. Insomma, questo saluto mi ha davvero spezzato il cuore e non so quando mi riprenderò.
Devo aggiungere che questa è un’altra scena da podio? Non credo proprio.

I consigli di Lady Olenna, ovvero “Ops, credevo fosse la mia camera”

Una cosa che proprio non capisco è l’accusa mossa alla guardia reale da Cersei: sì, loro dovrebbero difendere il Re anche a costo della vita eppure nonostante questo il sovrano è morto, ma cosa potevano fare? Mettersi ad assaggiare i suoi cibi e bevande? Loro possono difenderlo da assassini armati di spada, ma non hanno nessun potere contro cibi avvelenati e ragazze di dubbia morale.

“You just do what needs to be done”

La nostra giovane Margaery non se lo fa ripetere due volte. Sicuramente Tommen, prima di andare a letto, non poteva immaginare che di lì a poco avrebbe ricevuto la visita della ex cognata ormai promessa sposa. Al massimo si aspettava di vedere arrivare la mamma pronta a dargli il bacio della buonanotte. Comunque mi permetto di sottolineare quanto Margaery sia devastata dalla morte del marito, sì. Inconsolabile.
La scena con Lady Olenna è stata esilarante: quando le racconta di come sia finita nella camera del futuro cognato ero a bocca aperta. Per fortuna mia nonna è molto più riservata di lei, e anche molto meno sbadata. Comunque, seguendo l’esempio della nonna, Margaery va da Tommen e parlano. Ho notato una bella contrapposizione di colori, con la regina illuminata dalla luce rossa della candela e Tommen in azzurro, illuminato invece dalla luna. È stato davvero un bell’effetto.
E mentre parlavano mi domandavo: ma come reagirebbe Cersei vedendo questa scena? Purtroppo non lo sapremo mai, perché quella furbacchiona di Margaery ha convinto il futuro sposo a tenere per sé questi incontri notturni, perché tutti hanno dei segreti. E come annuiva lui! sembrava un cagnolino. Povero ragazzo, tutti pensano a ingannarlo o a soggiogarlo.

Daenerys la compassionevole. “I will answer injustice with justice”.

Non ho ancora capito se Missandei e Verme Grigio mi piacciono oppure no. Ammetto di essere un’inguaribile romantica che vive a pane e scenette romantiche come la loro, ma conosco le prove alle quali vengono sottoposti i bambini che poi diventeranno Immacolati: devono comprare un bambino e ucciderlo davanti alla madre; dopo aver allevato un cucciolo per qualche anno, devono ucciderlo o verranno uccisi e dati in pasto al cane stesso. Prove disumane, insomma. Quindi dopo appena qualche mese di libertà i sentimenti di questi Immacolati si stanno risvegliando così? Non lo so, non mi sembra affatto credibile e naturale.
Dany finalmente riesce a conquistare Meereen. La Mhysa ha fatto la sua entrata trionfale, tra cittadini che la omaggiavano pronunciando il suo nome e padroni pronti a essere impalati. Neppure ser Barristan riesce a farle cambiare idea: 163 bambini erano stati crocifissi sulla strada per Meeren, e adesso quei bambini sono stati sostituiti dai vecchi padroni.
Ancora non mi sono fatta un’opinione precisa su Daenerys: in una puntata mi piace, in quella successiva vorrei darle un calcio sulle gengive e rimandarla a casa. Oggi, diciamo che nella sua vena vendicativa mi è piaciuta abbastanza. Anche se la preferisco quando è con i suoi bei draghi, che purtroppo non abbiamo visto.

Angolo Stark, o almeno quello che è rimasto. “You are too smart to trust a drunk.”

Sansa Stark è in viaggio con Ditocorto verso Nido dell’Aquila, dove l’uomo sposerà Lysa, la zia della giovane lupa.
Se ripensiamo alla Sansa della prima stagione e la paragoniamo a quella odierna noteremo un cambiamento radicale nel personaggio: la vecchia Sansa viveva in un mondo tutto suo, un mondo felice pieno di rose e uccellini cinguettanti dove tutti mantengono le promesse e nessuno viene decapitato; oggi Sansa non si fida più ciecamente di chiunque, sa riconoscere le bugie quando le vede, trae conclusioni e pone le giuste domande. Ha perso un po’ della sua innocenza, seppur non abbastanza da impedire a Baelish di giocare con lei. Senza saperlo, la ragazza è diventata una pedina nelle sue mani e ha giocato un ruolo fondamentale nella morte di Joffrey. Se solo lei sapesse che anche Ditocorto ha contribuito a far decapitare il padre, probabilmente preferirebbe buttarsi in mare, piuttosto che viaggiare sulla sua nave. Ma non lo sa; e non sa nemmeno perché Ditocorto sta agendo contro gli interessi di quelli che fino a poco prima sembravano essere i suoi alleati. Cosa vuole ottenere veramente?
Solo io, comunque, ho notato gli sguardi lascivi che Petyr rivolgeva alla giovane Stark quando lei gli domandava cosa vuole ottenere veramente? Per i sette dei, Sansa, gettati in mare finché sei in tempo.

Bran, il vero erede di Grande Inverno, non se la passa tanto meglio. Dopo aver scoperto Spettro rinchiuso in una gabbia attraverso gli occhi di Estate, lui e la sua banda pensano di aver trovato degli amici quando si imbattono nei Guardiani della Notte. Il passo dalla speranza alla cattura è breve. Quelli, infatti, sono i famosi ammutinati.
Mantenere la sua vera identità segreta è fondamentale, ma quando Bran vede Karl Tanner, capo degli ammutinati, prendere Meera, accarezzarle i capelli – che sono come quelli di sua mamma, ottimo, ecco un soggetto affetto da complesso di Edipo – minacciare di ucciderla, Bran non può fare altro che rivelare di essere Brandon Stark di Grande Inverno. Ma per i guardiani lui è il fratello di Jon Snow. Ed ecco che la giornata diventa decisamente più luminosa per Karl.
La scena più dolorosa è stata quando tutti punzecchiavano Hodor con le lance: suvvia, far del male a lui è anche peggio che fare del male a un bambino, ma si può?

Jon Snow contro tutti. “All we can give him now is justice.”

Alla Barriera, i guardiani della notte sono ancora divisi tra quelli che si fidano di Jon Snow e quelli che vorrebbero decapitarlo seduta stante. Ser Allister Thorne è uno di questi: decide di approvare la missione di Jon e lo autorizza ad andare al castello di Craster per occuparsi dei corvi traditori, ma gli dice anche che non ordinerà ai confratelli di seguirlo. Insomma, ci saranno solo volontari.
Che geniaccio maledetto! Conosciamo tutti il grande carisma di Jon Snow, che sta zitto due volte e la terza pure, perciò non gli davo tante speranze. Già lo vedevo partire solo verso il Nord. Eppure il ragazzo ci ha stupiti tutti con un discorso davvero convincente. All’inizio non riesce nemmeno a farsi ascoltare dai suoi confratelli, ma poi ingrana la marcia facendo leva sul loro senso di giustizia e persino io mi sono alzata in piedi pronta per andare a nord della Barriera a vendicare Mormont. Alla faccia tua Allister, bravissimo Jon.
A proposito, mentre vi dirigete da Craster portate dei bicchieri perché i vostri ex confratelli li hanno finiti tutti.
Vediamo infatti Tanner bere dal cranio di Jeor Mormont. Raffinato.

“Let’s give the walkers what they want.”

Le povere figlie di Craster sicuramente stavano meglio prima, con il padre: la loro casa si è letteralmente trasformata in un bordello dove si sprecano complimenti. Dalla bocca di Karl Tanner, ad esempio, non è uscita una sola parola che non fosse un insulto nei confronti di Rast.
Parlano anche di una bestia: e sorpresa, si tratta del povero Spettro. Ma quanto sono belli e grandi questi metalupi? Vorrei vederli più spesso. O averne uno a casa.
Quando Rast getta l’acqua fuori dalla gabbia e il povero animale guarda impotente e assetato, ho sperato che in qualche modo riuscisse a liberarsi per andare a morderlo sui gioielli di famiglia. Oppure che Bran riuscisse ad aprire la sua gabbia prima di farsi catturare, così da fare una bella entrata trionfale insieme ai due grossi animali. E invece sono rimasta delusa.
Ho trovato estremamente inquietante il modo in cui tutte le figlie di Craster cantilenavano “un dono per gli dei”. E ancor più l’abbandono del bambino in mezzo alla neve.

La scena finale è sicuramente quella che mi ha lasciato più di stucco: un misterioso Estraneo prende il figlio di Craster e lo trasforma in uno di loro. Insomma, adesso veniamo a scoprire che tutti gli estranei erano figli di Craster? Quanti figli ha avuto questo tizio?
Parlando seriamente, sono rimasta davvero impressionata. Io ho letto i libri e una cosa del genere non è proprio contemplata, ma non mi dispiace questa aggiunta: finalmente un evento che mi sconvolge davvero, finalmente sono cieca come i non-lettori. Grazie, avete stimolato la mia curiosità. Spero solo che non sia una scena buttata lì per poi finire nel dimenticatoio: vorrei che le vicende degli Estranei fossero approfondite e soprattutto voglio sapere chi è quell’Estraneo che sembra così importante.
Una cosa è certa: gli Estranei hanno un istinto paterno di gran lunga superiore a quello di Craster.

La puntata mi è piaciuta, anche se non ci sono stati eventi “importanti” per lo sviluppo della trama. Ma diciamo che quel finale potrebbe rendere interessante persino una puntata di cinquanta minuti in cui vediamo soltanto Pod sorridere a Brienne.

Io sono impaziente di vedere la prossima, e voi? Curiosi? Allora guardate il promo insieme a me e passate dalle pagine affiliate per qualche spoiler!

 

 

 

 

 

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5 thoughts on “Recensione | Game of Thrones 4×04 “Oathkeeper”

  1. Non ho mai letto una recensione così bella. complimenti.
    una piccola precisazione…inquietante per gli Stark.
    Locke il terribile compare di Roose Bolton si è unito ai guardiani della notte e ora va con Jon Snow al villaggio dei Bruti., Per il piccolo Brandon questo non dice niente di buono.
    alla prossima. 🙂

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    • Grazie mille! 🙂 cmq hai ragione, in effetti mi chiedevo anche io chi fosse esattamente questo Locke ma adesso l’ho inquadrato, e decisamente le cose stanno per mettersi proprio male! :/

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  2. Complimenti, bella recensione 😉
    In realtà nei libri si parla dei “figli di Craster”:
    Subito dopo la rivolta al castello di Craster, Mormont è appena morto e tre delle mogli di Craster si avvicinano a Sam. Una è Gilly le altre due sono due donne più vecchie che supplicano Sam di portare via la giovane e il bambino dicendo: “Se non lo prendi tu, lo prendono loro”
    Loro?” chiese Sam.
    “I fratelli del bambino” spiegò la vecchia a sinistra. “I figli di Craster. Il freddo bianco si sta alzando là fuori, corvo. […………]
    Loro saranno qui presto.
    I figli.”
    Mentre, riguardo all’Estraneo che prende il bimbo nella scena finale, ne parla Bran ai Reed, in “Tempesta di Spade” riferendosi alle leggende raccontante dalla vecchia Nan, quando sono al Forte della Notte vicino al pozzo che dovrebbe portarli dall’altra parte poco prima di incontrare Sam e Gilly: il tredicesimo Guardiano della Notte.
    http://wiki.ghiaccioefuoco.com/view/Re_della_Notte

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