Grimm/Telefilm

Recensione | Grimm 3×19 “Nobody Knows the Trubel I’ve Seen”

Nessuno sa dei guai che ho passato.
Nessuno conosce il mio dolore.

Frase che racchiude in due righe la puntata e comprende in un modo o nell’altro, ogni personaggio.

Partiamo dal Capitano, il quale con la sua nonchalance è seduto al bancone a buttar giù quantità indecifrate di alcool, fissando un fazzoletto con su scritto il nome di sua figlia, Diana. Se pensiamo al fatto che è di famiglia Reale e la piccola si chiama Diana, non potevano essere che sfighe le sue. Una volta fatto credere al cugino che la piccola è stata presa dalla Resistenza, questo se ne ritorna a Vienna, nel suo castello di Hogwarts, mentre Renard, rimasto a Portland, viene seguito dal famoso Agente dell’FBI complice del Verrat, che tenta di ucciderlo con scarsissimi risultati.

Le sfighe del Capitano non son finite qui però. Se la bambina ora è al sicuro con mamma Grimma, lui non lo è. Adalind, convinta che lui abbia consegnato la bambina tra le mani di Viktor, è più nera che mai, e si diletta nel sfoderare il suo lato Hexenbist ogni tre per due, in offerta al supermercato, secondo scaffale a sinistra. Si accinge prima a casa di Nick, che insieme a Juliet cercano di imbastirle una scusa per non aiutarla. Poi si trasporta da Renard, il quale si prende anche un ceffone con tanto di graffi per le sue scuse che non ha. Ed infine bussa alla porta di Rosalee e Monroe, già in ansia di loro, che si vedono costretti ad ospitarla finchè Nick non trova una soluzione. Poveri i miei Monrosalee, utilizzati sempre come esca quando nessuno sa cosa fare.

Rosalee le propina una bevanda dalle dubbie proprietà che l’aiuta a dormire, ma anche ad avere incubi. Stufa di piangere per la perdita della sua piccolina, decide di aiutarsi da sola, visto che nessuno le offre manco un dito. Disperata chiama Viktor, supplicandolo di ridarle sua figlia. Costui, già con qualche idea perversa in mente, asseconda la Hexenbitch, dicendole di richiamarlo più tardi, che ci deve pensare. A cosa figlio mio, a cosa? A distruggere il Grimm, tale Nick. Dopo una chiacchierata con quello che pare il Re, ergo suo zio, ha capito che la cosa più importante da fare, che non ha fatto fino ad ora, è distruggere il Grimm. E alla seconda telefonata di Adalind, le spiega tutto il da farsi. Possiamo dirlo, la Hexebithc is back. Finalmente. Ho aspettato non so più quante puntate per vedere Adalind di nuovo con i suoi poteri, sperando nel suo ritorno in grande stile a Portland, per combinar guai. Ho dovuto aspettare che partorisse, giustamente. Ho sperato in una ship con Meisner che non è mai arrivata e l’unica cosa che ci ho guadagnato è stata il non vedere più quest’ultimo. Ora che è tornata a Portland ha passato tre quarti del tempo a piagnucolare da uno e dall’altro. E mo basta. Detto sinceramente, Adalind la preferisco di gran lunga versione bad ass, tra complotti e quant’altro. Come ha ben detto Nick, non la vedo come mamma, ne come moglie, casalinga o altro.

La frase iniziale però non si riferisce solamente alle sofferenze di Adalind per aver perso la figliola, o alle sofferenze degli altri nel doverla sopportare. Ma anche ad una ragazza, Theresa, che vaga di notte per una strada isolata dal mondo. Chi vuoi che passi in quella strada, se non un pick up con due wesen alla guida dalla fedina penale che pare un campo minato? I due cercano di abbordarla e visto lo scarso risultato, come mi pareva ovvio che fosse, la trascinano per la boscaglia cercando di violentarla aka mangiarsela, spargendo sangue ovunque. Pensavate fosse il solito caso della settimana? Io sì, e ci son rimasta parecchio quando l’indomani, chiamata la Polizia, il cadaveri ritrovati erano dei due wesen. WTF? Sicuramente la ragazzina sarà un wesen raro o giù di lì, che non si controlla e che uccide il mondo. E invece.

Mentre Nick ed Hank fanno le loro indagini, Theresa pensa bene di dar spettacolo in mezzo al prato, dove un altro wesen ha la peggio. Dunque, quei due loschi individui di prima, son morti. Questa è morta. Theresa non si trasforma in niente, ma sembra che combatta da quando era un bambina in fasce. Vuoi dirmi che .. è UNA GRIMMA! Pensavo fossere in via d’estinzione, vista la quantità smisurata di wesen in quel di Portland e dintorni. Diramata la foto di Theresa, il proprietario dell’ostello dove ostelleggia (?) la segnala. Nick ed Hank, con dietro Monroe che ci fa morire dalle risate in ogni circostanza, riescono ad arrivare in tempo per bloccarla, e prendersi qualche pugno.

Monroe si rende subito conto che è un Grimm e nonostante le parole di Nick, Theresa pensa di essere impazzita. Quando Nick cerca di aiutarla e spiegarle che lei è una Grimm, da di testa più che mai, ed è costretto a tirarle una testata per calmarla. Non vuole dire ne come si chiama, ne da dove viene, e l’unica cosa rimasta da fare è portarla in centrale, nonostante Nick non voglia arrestarla. Decide quindi, dopo averla messa dietro le sbarre per qualche ora, di portarla alla roulotte, cercando di spiegarle che non è pazza come crede, e come le hanno fatto pensare, rinchiudendola in manicomi a destra e sinistra. Mostratole un libro, pensa di essere presa per i fondelli, ma quando Nick le spiega che dentro alla roulotte trova praticamente tutte le risposte ci si fionda, nonostante sia ancora un po’ scettica del fatto che anche Nick
sia come lei; che anche Nick veda quello che vede lei. Alla fine, sfogliati i libri, decide di credergli – come puoi non credere al Grimmo? – e di farsi spiegare la situazione. Nick la porta a casa, dandole un posto in cui stare, ma la presentazione con Juliet diciamo che non è stata delle migliori.

Per dire, mi si presentasse una a casa, che si presenta così, di certo non dormirei sonni tranquilli, anche se a fianco ho il GrimmoAd ogni modo sono contentissima di questa new entry. Finalmente sto poveraccio di Nick non è solo in mezzo ad un numero infinito di wesen. Spero con tutto il cuore che rimanga e che inizino a “avorare” insieme. Mi piacerebbe vedere Nick in versione insegnante, mentore o quel che volete, per un altro Grimm. Siamo abituati a vederlo da solo, o al massimo con la madre, la quale non è di molte parole ne di tante carinerie. E gli unici con i quali può sfogarsi sono Juliet, che ne capisce quanto me. Monroe, che è comunque un wesen, idem Rosalee. Ed Hank, che è ancora molte volte scettico su quello che gli succede intorno. 

Mi chiedevo anche se fosse un caso che è arrivata proprio a Portland, oppure no. Se fosse in qualche modo imparentata con Nick? Alla fine abbiamo visto che tutti i libri sono stati lasciati dai suoi antenati; discendono tutti dalla stessa famiglia più o meno. 

Vi lascio con il promo della prossima puntata.

RINGRAZIO:   TelefilmSeries.Com | Serie Tv, che passione ღ | Serial Lovers – Telefilm Page |Telefilm Passion ღ | Serie Tv e film time | Film e telefilm ossessione. | Diario di una fangirl. 

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2 thoughts on “Recensione | Grimm 3×19 “Nobody Knows the Trubel I’ve Seen”

  1. Meravigliosa come sempre XD
    Anche io ho pensato ad un legame di parentela (vuoi anche il taglio di capelli molto ‘Grimmo’, tendenza primavera/estate 2014?)…chissà! E poi, mi sono quasi commossa….due Grimmi mi hanno ricordato due cacciatrici…e se poi tu mi citi Grimmo mentore, penso al signor Giles e…piango piango piango.
    P.S. Siamo tutte un po’ Hexenbitch LOL

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    • Due grimmi insieme mi sono piaciuti parecchio. Quindi spero proprio inizino una sorta di collaborazione, anche perchè il personaggio si theresa mi piace un sacco.

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