Telefilm

Recensione | Jamaica Inn – Part One

La BBC di rado sbaglia nel produrre una miniserie, ed anche questa volta ha scelto incredibilmente di portare on screen la novella giusta al momento giusto. Le atmosfere gotiche del romanzo di Daphne du Maurier, nota per titoli come ‘Rebecca, la prima moglie’ (dal quale Hitchcock trasse il celeberrimo film), sono il punto di forza di questo prodotto di tre puntate. Sarebbe sufficiente infatti affidarsi alla tetra e misteriosa soprannaturalità inquietantemente bellissima della brughiera, alla suspence che il cast di attori più che ottimi contribuiscono a comunicare, oppure all’assenza di dialoghi serrati perché in una gothic novel c’è molto di non detto, di psicologico, di percepito e di temuto. Il dubbio e l’insinuazione, le verità a metà tra due mondi sono infatti il motore attivo dell’azione quasi sospesa nella realtà, che parte dall’arrivo per quel di Bodmin Moor, in un ventoso giorno del 1821, di Mary Yellen.

Mary è certamente una ragazza bellissima e determinata (soprattutto nell’interpretazione resa dalla splendida Jessica Brown Findlay), provata dalle circostanze di una vita che l’ha messa a dura prova e che continuerà a testarne forza e resistenza, senza alcuna riserva. La giovane arriva in un posto dimenticato da Dio (nonostante la presenza di un apparentemente ‘pio’ parroco) e passerà ben poco prima che cominci a capire il giusto andare degli eventi. Lei, che si arma di “spavalderia timorosa”, di faccia tosta ma con riserva, non può far nulla quando viene messa all’angolo (anche fisicamente), quando si trova di fronte a quello che non po’ comprendere e tanto meno giudicare. A Jamaica Inn i suoi principi morali non sono e non saranno mai da prendere in considerazione, soprattutto se ci tiene a rimanere tutta intera.

Del resto, i suoi zii, Joss e Patience, una coppia grottescamente ben assortita, se da un lato l’accolgono, dall’altro fanno di tutto per cercar di ridestarla alla realtà concreta fin da subito, anche con metodi non proprio ortodossi. Suo zio forse, nonostante il suo atteggiamento duro ed autoritario, è quello che si preoccupa di più per lei, tanto da vedere in quella fanciulla qualcosa in più – e quanto ambiguo sia è difficile dirlo. Forse ha capito che il suo spirito “indomabile” può tornargli utile, o più semplicemente – come afferma lui stesso – che si capiscono, e che lei capirà. E’ un problema in più questa Mary, una bocca da sfamare, ma non se inizia a registrarsi e a comportarsi come dovrebbe.

Dovrà capire. Per sopravvivere.

Due parole vanno spese sicuramente sulle performance degli attori che interpretano Joss e Patience (Sean Harris e Joanne Whalley). Non è semplice rendere una gothic novel sullo schermo televisivo, ancor meno recitare e provocare determinate sensazioni anche solo con uno sguardo, interpretando un ruolo enigmatico così come enigmatico dovrà esser tutto ciò che si vuol comunicare. Le prime apparizioni di questa “normalissima” coppia sono quasi inquietanti e ben si sposano con l’atmosfera dai tempi dilatati e prevalentemente notturni di Jamaica Inn.

La locanda…Jamaica Inn…che non sia una semplice locanda è chiaro ed evidente, e dietro il baluardo del libero commercio-contrabbando si viene a capire come, in una piccola città affacciata sul mare, ci sia un meccanismo di sotterfugi che a molti permette di vivere, che intreccia relazioni più o meno lecite con la legalità, e ci fa comprendere che la vita, lì, è vissuta un rischio alla volta.

Conscio dei rischi che corre quotidianamente (lui e tutta la combriccola) è certamente il fratello di Joss, Jem (Matthew McNulty), tenebroso affascinante e guascone ladro di cavalli/contrabbandiere facente parte di questa grande rete di cui tutti conoscono e nessuno parla. E’ fra i primi a voler mettere in guardia la neo arrivata Mary, e non è solo per una probabile attrazione tra i due, ma perché a nessuno alla locanda verrebbe in mente di coinvolgere qualcun altro in una rete tanto fitta e tanto avviluppante dalla quale è difficile uscire se non con un cappio intorno al collo.

E poi, molto probabilmente, al giro dei traffici è anche da imputare parte di una nobiltà nascosta, o di chi non può mostrarsi, di qualcuno che è corrotto ai più alti livelli che comanda sulla cittadina e sui suoi “affari”. Vediamo Joss infatti eseguire più o meno controvoglia gli ordini di una sorta di ‘innominato’ del quale è meglio non sapere e non chiedere, lasciando così che la zio collerico che tanto ci ha inquietato all’arrivo di Mary alla locanda, si scopre in realtà vittima e pedina degli eventi.

Mary dunque, dopo le prime ritrosie, capisce che non è tempo di alzar la testa, ma di sfruttare il suo coraggio e la sua determinazione perché ormai, come ospite del Jamaica Inn, c’è dentro anche lei fino al collo, che le piaccia o no. Riuscirà comunque a sopportare la disonestà che proprio sembra mal tollerare e ad evitare di consegnare chi le è intorno alla giustizia?

Lo scopriremo nella seconda parte…

Ringraziamo:  Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | Serie Tv e film time | Telefilm Italia | Film e telefilm ossessione. | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita| Roba da Vittoriani

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