Hannibal/Telefilm

Recensione | Hannibal 2×08 “Su-zakana”

Ave Fannibals! Avete passato delle belle vacanze? Avete fatto incetta di cioccolato? Le mie vacanze sono state piuttosto piene: compleanno di Fratello, l’arrivo del Padre dall’America, e tanti pranzi e tante cene con troppi parenti. Ho potuto vedere Hannibal solo a spezzoni, cosa che odio, ma oggi finalmente ho potuto rivederla con calma. Che dire, un’altra puntata ben strutturata, tanto Hannigram e l’entrata di un nuovo personaggio, che secondo le voci dovrebbe essere il prossimo interesse amoroso di Will. Ma passiamo alla recensione dell’episodio.

Tutta la recensione ruota intorno alla Donna Matrioska e al concetto del io so che tu sai che io so tra Hannibal e Will, ma procediamo con ordine.

La puntata inizia con Jack e Will che pescano in un lago ghiacciato, per l’appunto in pieno inverno. Will è abituato, lui è un grande pescatore, ma Jack… Beh Jack non proprio, infatti tende a lamentarsi. Tutta la scena e il discorso che si sviluppa è semplicemente una metafora per descrivere il comportamento di Hannibal. Come fai a catturare un pesce che non ha fame? Lo stesso discorso vale per Hannibal, come fai a prenderlo se lui non vuole essere preso? Dobbiamo capire che non hanno davanti un serial killer “normale” ma bensì un uomo intelligente e con anni e anni di pratica. Non so in quanti di voi abbiano letto “Hannibal Lecter: Le origini” ma fin da subito sperimenta l’arte dell’assassinio, fin da ragazzino. Ma soprattutto è in grado di manipolare i fatti, l’abbiamo visto, sappiamo che è in grado di farlo. Will ha capito il suo gioco, sa che non riuscirà a prenderlo utilizzando i metodi convenzionali.

“Cambi tattica, usi esche vive… Che si muovono e che lo portano ad agire. Devi farlo abboccare. Anche se non ha fame.”

Catturati i pesci, i due intrepidi amici, vanno a casa di Hannibal, che si presta a cucinare per tutti e tre, dando spettacolo nella sua cucina. Se, poi, facessero uno spin-off sulle sue ricette, a me farebbe molto piacere! Solo io ho trovato esilarante il fatto che mangiassero pesce? Soprattutto il modo in cui erano presentati. C’è molta tensione, e molte frecciatine, soprattutto riguardo al cibo e al tipo di carne utilizzata da Hannibal. Un siparietto davvero divertente, soprattutto per Jack che avrebbe voluto sprofondare. Inizia così una sorta di confessione, come se fossimo ad una riunione degli alcolisti anonimi.

Ciao, io sono Will.

Ciao, Will.

Non tento di uccidere Hannibal da più di dieci minuti!

Tutti e tre confessano le loro colpe, e Hannibal, da bravo samaritano perdona entrambi. Baggianate, se qualcuno avesse provato ad uccidermi non l’avrei mai perdonato, ma Hannibal ha bisogno di tenere Will vicino.

Intanto, viene introdotto il caso dell’episodio, chiamato da me Caso-Matrioska, che ha un significato spirituale: la rinascita. Un uomo trova uno dei suoi cavalli morto. La prima cosa che fa, ovviamente è quella di chiamare un veterinario. La causa della morte dovrebbe essere la depressione causata dalla morte del figlio appena nato. Il veterinario, durante il controllo, nota i punti del classico parto cesareo, e armato di forbice toglie i punti ed inizia ad estrarre le interiora dell’animale e anche una donna, ormai morta. Non so chi di voi abbia mai visto il film sui Fratelli Grimm, ma c’è quella particolare scena in cui il cavallo si mangia la bambina. Ecco: traumi su traumi. I ragazzi della scientifica arrivano sul luogo del ritrovamento insieme ad Hannibal e Jack. Osservando la scena, nasce quasi spontaneamente il collegamento con la sacralità, con la rinascita, dove il cavallo rappresenta il bozzolo che protegge il corpo. La vittima, Sarah, viene portata al laboratorio dove vengono fatte le ultime analisi.

“Le batte il cuore!”

“Cosa?”

“E’ in rigor mortis!”

“Non ha polso.”

“Le. Batte. Il. Cuore.”

“Non ha… Le batte il cuore.”

“Qualcosa sta pulsando.”

Così prendono il bisturi e iniziano a tagliare, mentre io pensavo che adesso la tipa si sarebbe svegliata ed avrebbe iniziato ad urlare per il dolore. Divaricano le costole e da dietro il cuore esce un uccello! E’ stato tipo inquietante da morire, ho perso vent’anni di vita e li devo ancora compiere.

 

Finalmente viene introdotto un nuovo personaggio, conosciuto nei libri, e in seguito arriverà anche il fratello che causerà non pochi problemi ad Hannibal. La ragazza, maltrattata dal fratello, tenta di ucciderlo ma non ci riesce e viene mandata in cura da Hannibal, che senza tanti giri di parole le fa capire che avrebbe fatto meglio ad ucciderlo e la ragazza, fa intendere che ha tutta l’intenzione di farlo perché vuole vendetta. A prima vista sembra un personaggio interessante, combattiva e vendicativa, ma soprattutto bellissima.

Intanto, Will riesce a trovare il possibile artefice di questo omicidio, Peter che in precedenza lavorava alle scuderie con Sarah, ma che ha subito un grave incidente a causa dell’attacco di un cavallo. I problemi causati da questo incidenti sono vari, tra cui quello di non poter esercitare il tatto e la vista contemporaneamente. Questa sua situazione lo porta a dover avere un aiuto esterno da parte di un assistente sociale. A voi non ha fatto tenerezza? A me tantissima! E’ un uomo così indifeso, e il suo unico pensiero era lo stato di salute del piccolo uccellino ritrovato dentro la ragazza. Will capisce che c’è qualcosa che non va, che non è lui l’assassino ma che è stato manipolato. Va da Peter e porta con se l’uccellino, per spronarlo a parlare e Peter rivela l’identità del killer: il suo assistente sociale. L’uomo, che è di un viscido da far paura, viene interrogato da Alana, che è ancora viva, e nega di aver fatto qualunque cosa, che Peter è solo confuso e che se potesse tornerebbe indietro evitando di farsi affibbiare questo caso. Alana, che è sensibile sull’argomento casi difficili si trasforma in una psichiatra pazza. Io l’ho scrivo da almeno te recensione, devono uccidermi Alana! Fuori dalla saletta, il trio dei miracoli Hannibal, Jack e Will, ascoltano la conversazione lanciandosi delle frecciatine.

Hannibal, come ho scritto in una delle prime puntate, ha molte qualità e capacità, ma soprattutto ha tantissimi passatempi. Il cannibalismo, il disegno, il cannibalismo imposto ai suoi ospiti e la preveggenza. Nelle notti di solitudine si diletta nel predire il futuro usando i tarocchi.

 

E’ stata una delle conversazione più belle di questa stagione, e mi mancavano così tanto queste sedute, i loro discorsi. OTP Hannibal tenta ancora, con scarsi risultati, di definirsi innocente, e sinceramente non posso che dargli ragione. Will potrebbe registrarlo o altro e lui sa bene cosa potrebbe succedergli se venisse scoperto.

“L’ultima volta, tu mi ha quasi distrutto.”

“Dopo quel che è successo, ancora credi…”

“Risparmiamela. Forse tu devi fingere, ma io no.”

“E’ vero, non devi. Non con me.”

“Non mi aspetto che tu ammetta niente, non puoi. Ma preferisco peccare di omissione che mentire palesemente, dottor Lecter. Non… Mentirmi.”

E Hannibal ha quell’espressione compiaciuta, come se avesse sempre voluto vivere questo momento, e non abbastanza soddisfatto chiede a Will se immagini di ucciderlo e come, ovviamente. Dopo l’interrogatorio, Will decide di andare a trovare Peter perché teme che l’assistente possa fare qualcosa di sconsiderato nei confronti di Peter, ma non ha nulla da temere, perché Peter ha rinchiuso l’assistente sociale nella pancia del cavallo ucciso in precedenza dall’uomo a colpi di martello. Nessuno si domanda se sia ancora vivo, Will si limita a portarlo via dicendogli che provare odio non renderà la situazione più semplice, ma potrebbe risolverla uccidendolo e li, Peter sgancia la bomba.

“Ma io non l’ho ucciso. Volevo solo che capisse cosa si prova a soffocare e che vivesse il destino che lui stesso ha ideato.”

Will è sconvolto, non si aspettava che l’uomo fosse ancora vivo. Hannibal, intanto, è rimasto con il cavallo e coccola le pecorelle, ma noi spettatori riusciamo a vedere un dito che esce fuori dalla cucitura sulla pancia, e un uomo che si fa strada a fatica per poter uscire. Mi sono chiesta cosa si provi, e non sono riuscita a trovare una risposta, dev’essere raccapricciante. Persino Hannibal è sorpreso, ma controllato e gli intima di stare fermo. Dietro di lui c’è Will, armato e pronto ad ucciderlo. Non è più il Will che conoscevamo, il Will a cui tremava la mano mentre sparava a Gareth Jacob Hobbs, che ha avuto gli incubi su quell’uomo per mesi, no era freddo e calcolatore, pronto ad uccidere quell’uomo. Probabilmente se non ci fosse stato Hannibal l’avrebbe fatto, avrebbe premuto quel grilletto.

“Non sarà la stessa sensazione, Will. Non sarà come uccidere me.”

“Non deve esserlo.”

Hannibal inizia a parlare, ma il tutto non ha nessun effetto sull’uomo e mentre sta per sparare, Hannibal mette la mano davanti la canna della pistola, rischiando di giocarsi la mano. Toglie con gentilezza la pistola dalla mano di Will, come fece in quella puntata della prima stagione.

“Non sono mai riuscito a prevedere del tutto le tue mosse. Posso nutrire il bruco e posso sussurrare alla crisalide… Ma, cosa ne nasce dipende dalla sua natura e non posso controllarlo.”

E con quest’ultima frase si chiude una puntata strabiliante, nonostante sembrasse essere una semplice puntata di passaggio.

Ringraziamo: TelefilmSeries.Com | Diario di una fangirl. | Telefilm. Un amore incondizionato | Hannibal italia serie tv ITA | Diretta Telefilm

Alla prossima, Fannibals.

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