Da Vinci's Demons/Telefilm

Recensione|Da Vinci’s Demons 2×03 “The Voyage of the Damned” / 2×04 “The Ends of the Earth”

 

Ave popolo pelato!
Eccomi qui con un’altra recensione doppia(ahimé!). Devo smetterla di fare a settimane alterne, altrimenti stramazzerò al suolo prima di arrivare alla fine della stagione T.T
Anyway, le ultime due puntate sono state abbastanza carucce :3 abbiamo scoperto qualcosa in più sul passato di Lucrezia, che devo dire é abbastanza triste, e visto un po’ del lato “umano” di Riario che me piasa tanto. In definitiva, anche sto ancora cercando di decidere se questo telefilm mi piace o no, queste due puntate sono da pollice in su!

2×03
Dopo la sigla iniziale (ugh, tutti quei disegni che si muovono così velocemente mi ammazzano gli occhi ogni volta) la puntata comincia con Riario, intento a requisire dal porto di Pisa una nave del Duca Alfonso, figlio di Ferrante di Napoli. Le inquadrature saltano dalla bocca agli occhiali neri mentre parla, minacciando il capitano della nave di rappresaglie da parte di Roma se non gli consegnerà “La Sentinella”, finché non viene inquadrato per intero. A quel punto é chiaro (almeno per noi spettatori) che non si tratta di Riario, ma di Leonardo travestito, che sa imitare così bene la voce di Girolamo da ingannare il capitano.

Beh, direi che si assomigliano parecchio xD

Finché non arriva il Duca Alfonso in persona, che conoscendo bene Riario, si accorge immediatamente che non é lui. Quando Leonardo continua a parlare con la voce di Riario nonostante sia stato scoperto, stavo per morire dal ridere xD “Oh sorry, I was still in character”
Ma Alfonso non la prende tanto bene, così lui e Leo combattono con due spade a testa e Leonardo, che non sapeva ci fossero altri spadaccini ambidestri come lui in Italia, ha presto la peggio. Leo, Zoro e Amerigo saltano dalla nave, ma una delle spade di Da Vinci cade nella stiva della nave, e viene recuperata da una schiava.
Leo ha bisogno di quella nave, che é l’unica in grado di affrontare un viaggio nell’oceano, e cerca di escogitare un piano per sottrarla ad Alfonso senza essere usato come bersaglio per il tiro a segno con le lance dai suoi uomini.
Intanto a Roma, Lupo porta al Papa la notizia del trionfo dei Medici e della rovinosa sconfitta di Jacopo e Francesco Pazzi, uno trucidato dalla folla e l’altro impiccato pubblicamente insieme al cardinale Orsini. Proprio l’esecuzione di quest’ultimo, nelle sue vesti da cardinale, fa venire al Papa un’idea: quest’atto oltraggioso contro un uomo di Chiesa giustifica una qualsiasi vendetta da parte di Roma. Così il Papa coglie la palla al balzo e scomunica Firenze, i Medici, e tutti gli abitanti della città. Da questo momento, nessuno fedele alla Chiesa di Roma (tutta l’Italia, in poche parole) oserà più commerciare con Firenze, e tempo quattro mesi i fiorentini moriranno tutti di fame. Al che Lorenzo esclama “Urca! So cosa faremo adesso: andrò di persona a parlare con Ferrante di Napoli, trascinandomi dietro quel vecchiarello di Piero Da Vinci, e lo convincerò a schierarsi dalla nostra parte. Non é geniale?” Già. Peccato solo che il viaggio da Firenze a Napoli sia lungo e faticoso, e che chiunque dovesse beccare Lorenzo in territori alleati con Roma non esiterà a catturarlo e consegnarlo al Papa. Ma a parte questo é un piano geniale, davvero.
Non potendo lasciare Firenze senza una guida, mette il comando nelle mani di Clarice, che lo sostituirà fino al suo ritorno. Ora, io non ho assolutamente nulla contro quella donna, anzi la stimo forse più di chiunque altro in questo telefilm; ma i collaboratori di Lorenzo, a partire dal banchiere della Banca dei Medici, lo deridono per questa decisione, soprattutto perché ritengono Clarice responsabile della scomunica a causa della sua decisione di giustiziare il cardinale suo fratello. Ma Lorenzo difende la moglie a spada tratta, dichiarando che non avrebbe fatto né più né meno di quello che ha fatto lei, e zittisce tutti imponendogli di rispettarla come rispettano lui.

Oh, andiamo, AMATELA!

Il cervello di Leonardo, intanto, continua a ronzare senza sosta, cercando febbrilmente un modo per avvicinarsi alla nave di Alfonso senza essere visti. Da lì in poi sarebbe semplice: durante la notte lui, Zoro e Vespucci libererebbero gli schiavi, iniziando una rivolta e costringendo il Duca a cedergli la nave. Ma come arrivarci? Bisognerebbe viaggiare sott’acqua, ma Leo non ha la sua tuta da palombaro con sé. L’artista gironzola per il mercato in cerca di idee, e proprio lì ha l’illuminazione: può costruire un pesce meccanico!
Proprio mentre mette a punto la sua idea, Zoroastro scopre che il Duca Alfonso ha già messo una taglia sulla sua testa. Leo osserva il manifesto ed esclama: “Questo é un ritratto atroce!” e ne disegna uno migliore su un altro foglio, consegnandolo a Zoroastro perché lo appenda. Eh, già. La decenza prima di tutto, non sia mai che uno sgorbio circoli per le strade quando Da Vinci é in città! Sarebbe un’oltraggio alla sua fama.
Vespucci gli mette a disposizione attrezzi e braccianti (che si aspettano di essere pagati alla fine del lavoro, ma non sanno che Amerigo é un truffatore coi fiocchi) e così Leo realizza la sua invenzione. Vespucci, però, non comprende la genialità di Leonardo quanto Zoro, quindi molla tutto e se ne va, temendo che questa storia non sarebbe andata a finire bene. Saggio, il ragazzo(?)


Clarice ovviamente non può lasciar andare Lorenzo, non senza prima aver tentato di convincerlo a rimanere, e discutendo come la vecchia coppia sposata quale sono (sebbene non siano poi così vecchi), lei finisce per sfogare tutta la sua frustrazione per l’amore non ricambiato e tutto il suo odio verso Lucrezia, che é riuscita ad entrare nel cuore del marito quando lei hai fallito, accusando Lorenzo di non considerare il matrimonio altro che uno strumento politico. Quando poi afferra il coltello, temevo che si sarebbe suicidata, ma no: incide una x sul ritratto di Lucrezia, mentre continua a sputare rabbia e odio su di lei e sul marito. Alla fine tutto questo non serve a nulla, perché Lorenzo non cambia idea, ma quantomeno si é sfogata, no? u.u


Nel frattempo a Roma, Lupo “incontra” (modo carino per dire: la sua scorta viene massacrata e a lui viene puntata una spada alla gola) Lucrezia, che gli consiglia di andare nelle segrete di Castel Sant’Angelo dove secondo lei si trova prigioniero un uomo a lui caro. Lupo, colpito dai modi cortesi della donna e del suo aiutante orientale, decide di fare una capatina e trova così il padre di Lucrezia. Dalla sua reazione, sembra che abbia visto un fantasma. Scopriamo così che in realtà il prigioniero(Francesco) é il vero Papa, e quello in carica al momento é suo fratello gemello Alessandro. Per provarglielo Francesco spiega il motivo per cui ha scelto il nome Sisto, che é noto solo a lui e a Lupo: in latino significa “lucido, levigato” ed é in contrapposizione con le sue origini povere, per cui era continuamente deriso al tempo della sua elezione a Papa.
Vespucci, intanto, é salito sulla nave di Alfonso dichiarando di sapere dove si trova Da Vinci e di poterglielo dire in cambio del denaro promesso. Il Duca manda i suoi uomini nel posto indicato da Amerigo, tenendolo a portata di mano (o di spada) sulla nave per poterlo punire nel caso fosse tutta una messinscena, poi scende nella stiva per recuperare il pugnale di Leo dalle mani degli schiavi. Una di loro, Yana, prova ad ucciderlo cogliendolo di sorpresa, e solo per questo già mi sta simpatica. Purtroppo, Alfonso ha riflessi sovraumani, e la ragazza viene prontamente bloccata. Nel frattempo Amerigo, zitto zitto quatto quatto, tira fuori una borraccia e versa un liquido di dubbia provenienza sulla nave, per poi tornare allontanarsi con una “poker face” da manuale.
Il pesce meccanico é completato, e Zoro e Leo ci si infilano, pronti a testarlo direttamente sul campo. Entrano in acqua, aspettano di toccare il fondo e poi iniziano a pagaiare ad un ritmo costante calcolato da Leonardo, che dovrebbe permettergli di arrivare in tempo per non morire di asfissia.

Leo però non aveva previsto che ci fosse il relitto di una nave sul fondo, e sebbene riescano ad evitarlo, il pesce meccanico si buca e comincia a prendere acqua. Ahi, ahi. Ma ormai sono arrivati alla “Sentinella”, quindi si attaccano al fondo della barca e aspettano che scenda la sera, tappando qua e là i buchi.
A Palazzo Medici, Clarice riceve un ospite inatteso: Carlo de’ Medici, figlio illegittimo di Cosimo, che ha viaggiato come missionario finché non ha iniziato a dubitare della Chiesa cattolica, ed ora é tornato a Firenze per aiutare i suoi parenti in difficoltà. Clarice non gli crede, com’é giusto che sia data la situazione, quindi Carlo la conduce in una stanza segreta e le mostra un dipinto di famiglia in cui é raffigurato anche lui. Siccome la donna dubita comunque, attacca bottone con Fabrizio il servitore, chiedendogli di andare a prendere una bottiglia di quella bevanda che i servi nascondono tra gli stracci fin dai tempi in cui era bambino. Onestamente non so, il servitore l’ho visto un po’ spaesato, quindi continuo a dubitare che lui sia chi dice di essere. Bah, vedremo.
Scende la notte su Pisa, Leo e Zoro possono finalmente entrare in azione. Ma la cosa é più difficile di quanto sembri, infatti la mancanza di ossigeno provoca visioni a Leonardo più dell’erba che si era fatto prima di donare il sangue a Lorenzo, quindi tocca a Zoroastro tirarli fuori dal pesce meccanico e riportarli a galla, per poi salire sulla nave. Così Vespucci dà fuoco al liquido che aveva versato, distraendo tutto l’equipaggio, mentre Leonardo tiene occupato Alfonso; Zoro, invece, va a liberare gli schiavi. Leo e il Duca combattono per la seconda volta, e l’artista sta per avere la peggio (di nuovo), ma con un tempismo straordinario gli schiavi-non-più-schiavi circondano Alfonso e lo costringono ad arrendersi. Yana gli prende la spada e gli incide sul petto la parola “giocattolo”, con cui lui l’aveva ribattezzata quando le aveva impedito di ucciderlo. Confermo che mi sta sempre più simpatica.
Ormai é fatta: la nave é sua, gli ex schiavi hanno accettato di fare da ciurma e sta navigando di nuovo verso la Volta Celeste. Ma il Turco (che non si sa da dove cavolo salti fuori ogni volta) non é dello stesso avviso: Leo sta sfidando il fiume del tempo, facendo tutto di testa sua, e presto ne pagherà le conseguenze. Leo prova a dire la sua, ma viene interrotto da Zoroastro, che gli chiede con chi stia parlando dato che non c’é nessuno accanto a lui.

2×04
L’aver scoperto che il Papa ha un gemello, che in realtà sarebbe lui stesso il vero Papa(?!) ha scioccato Lupo al punto che risulta facile per Lucrezia convincerlo a portarla nelle segrete per incontrarlo. Nel frattempo abbiamo un altro flashback: Lucre, partendo dalla storia biblica di Giacobbe e Isaia, che lottarono già dentro l’utero materno, gli racconta che quando erano bambini Alessandro tentò di annegare Francesco, ma questi sopravvisse, e non dimenticò mai più quel giorno.
Leonardo, intanto, sembra aver dimenticato il significato della parola “dormire”. Dieci giorni di viaggio, e lui ha ridisegnato la mappa dell’Abissino (attualmente in mano a Riario)e calcolato che la direzione é giusta, secondo la traiettoria di Venere, e che sono più o meno a metà percorso; ma gli ex schiavi sono inquieti, poiché secondo le loro credenze la terra é piatta e continuando quel viaggio prima o poi giungeranno ai confini del mondo. Leo, improvvisatosi insegnante di astronomia, spiega loro che la Terra in realtà é rotonda, e gli promette che entro quattro ore avrà la prova che i suoi calcoli sono giusti osservando la posizione di Venere.
Lupo riesce finalmente a portare Lucrezia dal padre, e assistiamo a una struggente riunione di famiglia, alternata a flashback che spiegano come Alessandro ha preso il posto del fratello per poi imprigionarlo: Francesco temeva per la vita delle sue figlie (ma un Papa può avere figli?! O.O), quindi le aveva mandate in un posto sicuro, dove le andava a trovare di tanto in tanto. Durante una sua visita, Alessandro aveva fatto irruzione nella casa insieme a Riario e ad alcuni soldati, uccidendo le guardie del Papa e catturandolo, per poi spogliarlo degli abiti papali e indossarli lui stesso, trasformandosi così in Ale/Sisto (fa tanto trasformazione tipo Super Sayan xD). France/Sisto lo aveva supplicato di risparmiare le figlie perché erano innocenti, e anche Riario (che con i capelli lunghi é figo da far paura) aveva messo una buona parola per loro, ma Ale/Sisto (mi diverto troppo a scriverlo, perdonatemi xD) non era di quell’avviso, infatti aveva spezzato il collo ad Amelia, la sorellina di Lucrezia. Ma povera cucciola ç_ç io lo sapevo che lo avrebbe fatto dal momento in cui le aveva messo le mani sulle guance, ma speravo davvero di sbagliarmi T.T
Ma torniamo sul Basilisco, dove Nico é ancora in balia di Riario: Girolamo lo stuzzica, chiedendogli come mai abbia deciso di mollare i suoi studi per seguire un artista visto che é stato cresciuto per fare l’avvocato come il padre, ma Nico risponde a tono, pungendolo con la solita questione trita e ritrita del figlio illegittimo, che però sembra sempre funzionare. A quei tempi i bastardi erano come i funghi, ovunque ti giravi ce n’era uno .-. La loro simpatica conversazione viene però interrotta da un marinaio, che annuncia che una tremenda tempesta sta per abbattersi sulla nave, come aveva detto Nico. Senza la guida di Da Vinci il Basilisco é destinato ad affondare.
Lorenzo e Piero in tutto questo sono ancora in viaggio; a Lorenzo sta crescendo una barba da Gandalf, mentre il vecchio notaio ha il sedere pieno di lividi a causa delle strade sconnesse che percorrono per non destare l’attenzione. Purtroppo il loro piano di passare inosservati non é destinato ad avere successo, infatti beccano un prete capellone intento a vendere indulgenze, che riconosce Lorenzo e lo segue anche dopo che si è rifiutato di pagare per il perdono dei suoi peccati. Nella notte, mentre i due parlano davanti al fuoco di quella testa calda che é Leonardo, li raggiunge e fa chiaramente intendere a Lorenzo che lo ha riconosciuto e che non si farà problemi a denunciarlo se non lo pagherà. Purtroppo il Signore di Firenze non ha intenzione di sottostare ai ricatti di un prete capellone, che quindi fa inevitabilmente una brutta fine. Ecco cosa succede a mettersi contro il Magnifico.
Nel frattempo a Roma, Lupo mostra a Lucrezia un’antica spada appartenuta a Osman Gazi, signore dei Turchi e fondatore dell’impero ottomano. Lucre afferma di volerla portare con sé, ma Lupo non può permetterglielo, perché sarebbe troppo rischioso. Mentre i due discutono, una guardia li trova e cattura Lucrezia. Lupo la tradisce e ordina di portarla via, ma appena la guardia si gira, la infilza con la spada e fa scappare Lucrezia.
Sulla Sentinella, le quattro ore concesse a Leonardo dagli ex schiavi sono ormai passate, e l’artista é sicuro di poter provare che la direzione é giusta. Ma c’é qualcosa che non va. La gobba di Venere non é rivolta a destra, come dovrebbe essere, ma a sinistra. Yana dà l’allarme generale e inizia l’ammutinamento degli ex schiavi, che viene però domato, anche se con grande difficoltà. Amerigo suggerisce a Leo di gettarli tutti dalla nave, ma l’artista non vuole, così li fa incatenare di nuovo e chiudere nella stiva. Crudele, crudele, crudele! Non hanno già patito abbastanza?! Ed é proprio questo che gli fa notare Zoro, durante un’accesa discussione. A nulla valgono le ragioni di Leonardo: Zoroastro gli urla che le superstizioni degli schiavi non sono tanto più fantasiose del Libro delle Lamine che lui insegue, e che quando ha deciso di seguirlo in questo viaggio non seguiva Leonardo il visionario, quello che ha davanti, ma Leonardo l’artista, che sembra essere rimasto a Firenze.

Leo rimugina per qualche secondo sulle parole di Zoro, e poi boom! nuova genialata: Venere non é nella posizione che aveva calcolato perché in realtà non gira intorno alla Terra, ma intorno al Sole, come tutti gli altri corpi celesti. L’aria estasiata di Leonardo é epica in questa scena, sembra un bambino che ha appena ricevuto il suo primo uovo di Pasqua xD


Lorenzo e Piero, dopo aver seppellito degnamente il capellone e il suo compare, tornano a chiacchierare intorno al fuoco. Di cosa? Ma di Leonardo, é ovvio. Piero confessa di essere rimasto colpito da un suo dipinto, una volta: la sua prima tela dipinta ad olio, una piccola semplice tela raffigurante un cesto di frutta. Il piccolo Leonardo apprendista ci teneva che il padre la vedesse, e lui per tutta risposta la buttò; come misera giustificazione, spiega a Lorenzo che non avrebbe voluto amare la madre di Leo, ma si é innamorato, finché poi non si é ritrovato solo con un figlio illegittimo a cui badare. La loro conversazione viene però interrotta per la seconda volta, stavolta da un gruppo di guardie di confine armate fino ai denti, che li prendono e li portano via senza troppe cerimonie.
Leonardo, intanto, si é fatto convincere da Zoro a liberare gli schiavi, ma é troppo tardi: si sono uccisi tutti a vicenda, organizzati in coppie, e l’unica sopravvissuta é Yana che faceva parte dell’ultima coppia. Leo la libera e decide che d’ora in poi si prenderanno cura di lei, visto che é rimasta da sola, per salvarla da sé stessa.

 

Ringraziamo: TelefilmSeries.Com | Diario di una fangirl. | Da Vinci’s Demons Italia | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Serie Tv e film time | Serie Tv, che passione  | Tom Riley Italia

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