Community/Telefilm

Recensione | Community 5×09 – 5×10 – 5×11

A volte mentre guardo Community mi chiedo quale sia la ragione per la quale questo show sia bistrattato dal grande pubblico oltreoceano (e nostrano) mentre invece la critica lo reputa una delle migliori comedy dell’ultimo decennio.

E se qui in Italia a pagare le conseguenze di questo trattamento sono i fans che devono aspettare una quantità immane di giorni per i sottotitoli, in America sono quei pochi (scusate l’eufemismo perchè parliamo di circa tre milioni) spettatori che devono guardarlo in diretta per poter dimostrare alla NBC che lo show sia seguito e che abbia le potenzialità per proseguire ancora per un’altra stagione.

Sfortunatamente questi ultimi episodi hanno visto un calo di ascolti notevole e solo un miracolo potrà salvare questo fantastico telefilm, che per questa volta verrà recensito sotto forma di una TRIPLA recensione.

Ma prima di iniziare non posso non citare il grandissimo Massimo Troisi, e fare mio il suo iconico “ricomincio da tre”, tratto dall’ononima pellicola del 1981.

VCR MAINTENANCE AND EDUCATIONAL PUBLISHING written by Donald Diego, directed by Tristam Shapeero.

Dovete sapere che quest’anno ho l’esame di maturità e quindi le uniche volte che riesco a concedermi un po’ di sano tempo con un telefilm sono quelle in cui guardo gli show che recensisco o quando mi capita di guardarmi qualcosa in streaming o in televisione.

Per questa ragione, ho deciso di sopperire a questo mio “senso di colpa” nei confronti dell’universo telefilmico e ho cominciato a prepararmi una lista di serie che vorrei cominciare o che vorrei rivedere o che dovrei continuare.

In quest’ultima categoria figura Breaking Bad, dato che è da più di un anno che dico che dovrei rimettermi a seguire ma purtroppo il tempo è tiranno ed io sono un pigro di prima qualità (o ultima, fate voi).

Quando quest’autunno scoprii che Vince Gilligan, creatore di BB, avrebbe fatto da guest star in un episodio di Community, mi sono detto: “Se lui ce l’ha fatta a venire nella tua comedy preferita, anche tu troverai il tempo per guardare la sua serie”.

E allora prometto qui, dinanzi a voi, che quest’estate mi metterò a guardare Breaking Bad e lo finirò.

Ma torniamo a Community e più precisamente a quest’episodio, meno bello del precedente a livello di trama ma molto divertente a livello di battute.

We learned that sometimes there’s no lesson.

Ancora una volta, gli autori di Community decidono di dividere le storyline per gruppi, più precisamente due: una trama con protagonisti Abed ed Annie e un’altra con protagonisti Shirley, Jeff, Hickey, Britta e Chang.

Nessuna delle due trame rasenta la perfezione ma comunque una risata ce la fanno fare. Innanzitutto perchè gli attori riescono sempre a tirare il meglio da ogni loro battuta anche quando la puntata di per sè non fa faville. Poi un altro punto favore di quest’episodio è la ricomparsa di Brie Larson sempre nei panni di Rachel, che ormai è diventata a tutti gli effetti la ragazza di Abed:

In questa puntata il suo ritorno nasce come pretesto per mettere Abed ed Annie l’uno contro l’altra per decidere chi tra Rachel ed il misterioso (ed inquietante) fratello di Annie potrà abitare con loro. Ma la cosa più particolare (anche se in Community questa è la normalità) è che nessuno dei due vuole che l’altro abbia la meglio e decidono di sfidarsi ad un bizzarro gioco in videocassetta chiamato Pile of Bullets.

Un gioco che non ha nè capo nè coda ma diviene come al solito una sfida all’ultimo sangue che vedrà così i due “combattere” come degli ossessi quando poi sia Rachel che il fratello di Annie decidono di tirarsi fuori dalla contesa a causa delle regole nonsense che esso ha.


Ciò che quindi salverei da questa trama è la non-costruzione delle regole di “Pile of Bullets” e la scena finale tra Abed ed Annie e tra Abed e Rachel.

  • La prima perchè mi ha fatto ridere il fatto che preferiscano Craiglist a vivere con Britta:

  • La seconda perchè amo le scene romantiche come questa:

Il resto dell’episodio si concentra su Hickey, Shirley e Jeff alle prese con una pila di libri nuovi che potrebbero rivendere ad un buon prezzo e che ben presto riuscirà a divenire motivo di beghe tra i tre ed in seguito anche con Chang e Britta. Una storyline simpatica che riesce a strappare un sorriso anche se sicuramente non figura tra le mie preferite di questa stagione.

Ma mettetemi in un episodio Shirley che fa la pazza psicopatica o Chang che fa cose stupide e mi farete contento, quindi quest’episodio almeno per questo già è sufficiente:

VOTO DELL’EPISODIO: 6 +

COMMUNITY’S CONTINUITY: 

  • Abed dice che Rachel sa la password di Jeff, riferimento al fatto che sia lui che Troy ammisero in “Cooperative Polygraphy” di usare l’account Netflix di Jeff.
  • Abed non vuole lanciare una monetina per non creare diverse realtà parallele, evento al centro dell’episodio “Remedial Chaos Theory”.

FIFTY SHADES OF REFERENCES:

  • Vince Gilligan e Jonathan Banks (l’attore che interpreta Hickey) hanno lavorato assieme in Breaking Bad.
  • Vengono fatti riferimenti a Luke Skywalker e Barack Obama.

THIS IS THE END TAG, MY ONLY FRIEND, THE END TAG:

La mia scena preferita dell’episodio è ambientata negli anni 90 e vede Gina Gershon e Vince Gilligan discutere sul loro futuro e propendere per una vita a L.A basata sugli introiti ottenuti con “Pile of Bullets” invece di continuare a lavorare per “quella nave che sta affondando” chiamata Apple, ignorando come poi sarebbe andate le cose per quella piccola società.

ADVANCED ADVANCED DUNGEONS & DRAGONS written by Matt Roller,  directed by Joe Russo.

Per prepararmi psicologicamente alla recensione di quest’episodio ho deciso di caricarmi con un po’ di video divertenti su Youtube e ho optato per quelli tratti da Arrested Development, una serie che non ho mai visto ma che so quanto sia stata incensita nel corso degli anni e dato che io amo Jessica Walter, ho deciso di vedermi tutti gli spezzoni con lei, che interpretava la matriarca della famiglia protagonista, i Bluth.

E’ inutile dire che me ne sia innamorato perchè è un personaggio così idiosincratico da risultare alla fine simpatico e che non può però non sembrare a volte quasi tenera (seppur a modo suo).

Insomma, abbiamo trovato la controparte femminile di Buzz Hickey.

E dato che l’universo non mette mai le cose a caso, ad interpretare il figlio di Hickey c’è David Cross che proprio in Arrested Development interpretava il genero del personaggio della Walter.

A satisfying sequel is difficult to pull off. So many geniuses have defeated themselves through hubris making this a chance to prove I’m better than all of them…I’M IN!!

In quest’episodio vediamo lo study group allearsi per ricongiungere Hickey col figlio e come farlo se non con Dungeons & Dragons? Per questa ragione decidono di riunirsi a casa di Abed ed Annie sperando che una partita al famoso gioco da tavola riesca a riunire padre e figlio, troppo presi a non sopportarsi e a dirsene di tutti i colori invece di riappacificarsi.

Sicuramente meno forte dell’altro speciale su Dungeons & Dragons della seconda stagione, questo decimo episodio riesce però a tenerci incollati allo schermo per via delle sue numerose battute e dei suoi nonsense nei riguardi di un gioco fin troppo sconosciuto in Italia. Jim Rash, Jonathan Banks e Danny Pudi hanno fatto loro quest’episodio grazie alle loro recitazioni straordinarie, quasi le migliori della stagione anche grazie ad un copione sopra le righe e molto divertente.

Anche le scene con David Cross fanno ridere perchè comunque è uno dei migliori caratteristi comici oltreoceano e fa ridere la sua bizzarria e la sua voglia in tutti i modi di vincere la partita per impedire al padre di presentarsi alle feste dove lui non vuole che vada.

L’episodio quindi si svolge su due storyline parallele in base all’ubicazione dei personaggi nel gioco, da un lato Chang, Pelton, Britta e il figlio di Hickey e dall’altro Jeff, Annie, Shirley e Hickey con in mezzo Abed che, come al solito, fa il Dungeon Master.

La scelta è funzionale anche perchè è grazie a questa divisione che assistiamo alla migliore scena dell’episodio, quella che vede Pelton chiedersi dove sia suo padre (ovvero Jeff nei panni di Sir Riggs Diehard, genitore quindi del personaggio di D&D interpretato proprio da Pelton):

Should you receive this message, I know of a way to reunite. According to my character sheet, if I rub the blade of our magic family sword while you rub the hilt, twin beacons of light will reveal out locations to each other. Each night I will think of you and rub. Pray for the night fate will find us rubbing together. Your son, Joseph Gordon-Diehard.

Ve lo giuro, quando ho visto questa scena ero completamente a terra dalle risate perchè il doppio senso era palese ed io amo quando Pelton dice cose così nei confronti di Jeff(rey).
E non posso non inserire anche l’altra scena con lui presente che ho veramente trovato esilarante:

Doppi sensi a parte, l’episodio è veramente buono e gli effetti sonori sono a dir poco stupendi, forse il tocco in più che serviva per rendere il tutto più grandioso:

Ma la verità è che quest’episodio è non solo una panoramica sulla pazzia dei protagonisti (che ancora una volta rivelano di essere competitivi e assatanati quando si tratta di giocare) ma ci ricorda anche come loro riescano a salvare la situazione quando sono uniti; in questo caso la scelta di riunirsi a giocare per ricongiungere un padre col proprio figlio riesce a salvare il rapporto tra i due:

Amo quando Abed riesce a spiegare le cose in maniera chiara e concisa mostrando le cose per come sono senza fronzoli o sotterfugi.

VOTO DELL’EPISODIO: 7 1/2

COMMUNITY’S CONTINUITY: 

  • Jeff fa un riferimento a quando riuscirono a convincere Fat Neil a non suicidarsi attraverso una partita a D&D.
  • Anche questa volta Abed fa il Dungeon Master.
  • “Huzzah” è sia un riferimento a Troy sia al personaggio interpretato da David Cross in Arrested Development.
  • Hickey usa le sue abilità per interrogare i due hobogoblin interpretati da Abed.

FIFTY SHADES OF REFERENCES:

  • Il nome del personaggio di D&D di Pelton è “Joseph Gordon Diehard” ed è un riferimento a Joseph Gordon Levitt e al film Diehard.
  • Hickey chiama Abed “Aziz” in riferimento al famoso attore indiano-americano Aziz Ansari.

THIS IS THE END TAG, MY ONLY FRIEND, THE END TAG:

In questo caso troviamo Abed giocare a Dungeons & Dragons con i peluche di Annie ma lei ha sonno e vorrebbe averli vicino.

G.I. JEFF
 written by Dino Stamatopoulos,
directed by Rob Schrab. 

Bizzarro.
Se ve lo state chiedendo, non mi sto riferendo al clone malvagio di Superman.
Se ve lo state chiedendo, mi sto riferendo a quest’episodio di Community.

Quando lessi il titolo di quest’episodio mi stupii nel notare che mancasse il solito lietmotiv del riferimento scolastico (es. Spanish 101, Intro to Knots, Basic Human Anatomy) e quando scoprii che sarebbe stato un episodio cartone più o meno la mia reazione era stata questa perchè m’immaginavo un completo filler:

Poi vedendo l’episodio mi sono accorto che avevo completamente torto e che avevo davanti un gran bell’esempio di sceneggiatura.

Chiaro riferimento al cartone animato degli anni ’80 “G.I. Joe” (da cui hanno tratto ben due film negli ultimi anni), quest’undicesimo episodio è principalmente una parodia in chiave cartoonistica degli elementi tipici della serie e del cartone in questione.

Purtroppo prima di vederlo, m’ero accidentalmente spoilerato la ragione per la quale l’episodio fosse stato girato in questa maniera ma ciò non toglie che mi è veramente piaciuto e che l’ho trovata una boccata d’aria fresca.

Innanzitutto perchè amo quando gli autori se ne escono con idee così geniali senza dimenticare la continuity e poi perchè è stato interessante vederli sovvertire le regole essenziali dei cartoni.

Ho apprezzato soprattutto il fatto che gli autori abbiano messo elementi che coincidessero benissimo con la psiche di Jeff, un po’ come accaduto nello scorso finale di stagione quando egli era alle prese con i personaggi della Darkest Timeline, metafora della sua voglia di non lasciare i suoi amici.

In questo caso il motivo era in linea con la figura di Jeff Winger: il cartone diviene così la realtà che egli vuole vivere per sfuggire al fatto che abbia appena compiuto quaranta anni, troppi per un uomo che cerca di apparire sempre bello ed affascinante.

Ma l’episodio funziona soprattutto per la sua carica di nonsense e di riferimenti al cartone reale e alle pubblicità dell’epoca, in maniera particolare per i voiceover del narratore che prende in giro i protagonisti della reclame.

Adoro quando vengono fatti spoof del genere e mi ha fatto pure piacere che anche in questa strana realtà venissero fatti riferimenti ad elementi della continuity:

L’episodio è veramente ben fatto e la scena in ospedale quando tutti sono al capezzale di Jeff è tenera e simpatica allo stesso tempo, riuscendo così a mostrarci ancora una volta il bene che si vogliano l’un con l’altro:

I can tell life from TV, Jeff. TV makes sense, it has structure, logic, rules and likeable leading men. In life we have this. We have you.

Abed disse a Jeff questa frase nella lontana première della seconda stagione e all’epoca fu detta in senso quasi dispregiativo; ora invece vediamo come queste parole possano avere anche un significato più profondo perchè anche Jeff ha imparato a cedere al suo lato favolistico, un lato quasi infantile che lo allontana dalla realtà che lo circonda e che a volte lo spaventa.

Dei tre, forse questo è stato il migliore perchè è riuscito a combinare humour e sentimenti, ironia e profondità sempre nello “stile Community”.

VOTO DELL’EPISODIO: 8 –

COMMUNITY’S CONTINUITY:

  • In un poster viene fatto un riferimento al ballo del Fat Dog, avvenuto nel sesto episodio di questa stagione.
  • Abed fa un riferimento a quel Natale in cui erano tutti in stop motion (il decimo episodio della seconda stagione).

FIFTY SHADES OF REFERENCES:

  • Ben Chang dice di sentirsi coreano. L’attore che lo interpreta è veramente coreano.
  • I nomi dei personaggi nel cartone sono tutti riferimenti: Abed/Fourth Wall (perchè sfonda comunemente con le sue frasi la quarta parete), Britta/Buzzkill (in riferimento a come viene spesso chiamata da Jeff e dallo study group), Chang/Overkill (perchè viene spesso criticato per i suoi modi eccessivi), Shirley/Three Kids (perchè allude spesso al fatto che lei ha tre figli), Annie/Tight Ship (perchè viene shippata dai fan con quasi tutti i protagonisti).

THIS IS THE END, MY ONLY FRIEND, THE END TAG:

Buzzkill interviene quando trova due bambini fare graffiti su una parete e Fourth Wall la blocca e si lamenta per la costante voglia dei cartoni di fare la morale su questioni inutili.

Concludo qui, ringraziandovi per aver letto questa recensione che ha la lunghezza di un poema epico.
Spero vi sia piaciuta e vi auguro una buona giornata!

Ringraziamo: TelefilmSeries.Com | Diario di una fangirl. | Serie Tv e film time | Telefilm. ϟ

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One thought on “Recensione | Community 5×09 – 5×10 – 5×11

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