Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 4×16 Season Finale “A”

Siamo giunti al terminus di questa quarta stagione. Prima di partire con la recensione, però, vorrei ringraziare tutti voi che mi avete letta (ciao, utente anonimo di Ask.fm!), nella speranza di ritrovarvi ad ottobre!

***

Ho dato il play a questo episodio con puro e genuino terrore. Avete presente quel panico che vi pervade quando la professoressa vi chiama a correggere i compiti, e voi realizzate in quel preciso istante che c’erano dei compiti da fare? Ecco, uguale. Anzi, peggio. Dovete sapere che io affronto malissimo le morti telefilmiche. Molto malissimo. Malerrimo. Per dire, quando è morto Vincent Nigel-Murray, uno dei tirocinanti in Bones (nemmeno uno dei personaggi principali, ma un recurring che compariva ogni tot episodi), ho deciso di chiamare il mio Mac “Mr Nigel-Murray” in suo onore. Così, prima iniziare a vedere il season finale di The Walking Dead, mi guardavo intorno cercando di trovare qualcosa a cui dare il nome del personaggio che sarebbe trapassato. Non avendo oggetti materiali da nominare, ho deciso quindi che ad avere tale onore sarebbe stata un’entità immateriale: la mia voglia di studiare, se a morire fosse stata una donna, e il mio desiderio di laurearmi, se a morire fosse stato un uomo. Mi sembrava un simbolismo pregno di significato (sono contenta che i miei genitori – quelli che mi pagano le tasse universitarie – non leggono le mie recensioni).

Così, avendomi ormai messa l’anima in pace (no, non è vero) e attendendo con trepidazione di sapere chi avrebbe attraversato i campi elisi, vado a scoprire che…

non è morto nessuno.

Nessuno che conti, insomma, perché il gruppo di Joe no, non conta.

Posso dire, quindi, che dopo aver passato una settimana a scervellarmi su quale oggetto rendere il veicolo del mio tributo al personaggio, sono delusa che non sia morto nessuno? È una truffa, ecco cosa!

Però dai, sono contenta. A parte il fatto che ho visto l’intero episodio praticamente in apnea e ho rischiato di stramazzare sulla tastiera per niente ma sì, sono contenta.

lo spirito con cui ho guardato la puntata

Tanto più che il fatto che non sia morto nessuno è il più grande plot twist da quando si sono resi conto che Colombo era arrivato in America e non nelle Indie.

Vabbè, dopo tutto questo preambolo, direi che è il caso di iniziare a parlare dell’episodio.

Non so voi, ma io avevo l’ansia a mille. Dall’inizio alla fine, per non parlare degli ultimi dieci minuti, perché non era ancora morto nessuno e io mi aspettavo da un momento all’altro un cataclisma di proporzioni immani. In effetti, quando Rick, Carl e Michonne giungono a Terminus e Rick nota la tuta anti sommossa di Glenn (data poi ad Eugene), il suo zaino e il suo orologio, nonché il poncho di Daryl (“rivendicato” da Maggie), ho pensato: “ecco, ci siamo: già tre morti”. Quattro, se vogliamo considerare il fatto che per me Beth era già marinata in salsa tartara.

Perché sebbene uno dei miei cantanti preferiti, Adam Young in arte Owl City, la butti sul ridere


Terminus si è dimostrato fin da subito il contrario di quello che prometteva. Anche se, a dirla tutta, Terminus non è stata (almeno finora, tremo al pensiero della quinta stagione) la parte più brutta che i nostri si sono trovati ad affrontare. No, anche perché ce l’aspettavamo che le cose si sarebbero messe male, e quindi arrivavamo preparati. Quello per cui di sicuro non eravamo preparati, era l’incontro tra il gruppo di Rick e quello di Joe, e l’orrore, perché di orrore si è trattato, che ne è conseguito. Il rendez-vous, infatti, si è risolto nel sangue, non prima di essere passati attraverso un tentativo di stupro ai danni di Carl. E Rick…

Dice Robert Kirkman: “Se pensate di averlo visto al limite prima, allora non sapete quale sia il limite.”

Rick strappa la giugulare a Joe con un morso (sequenza ripresa pari pari dai fumetti, quindi chi li legge avrà certo apprezzato la citazione)

 

e poi si avventa su quell’essere immondo che stava quasi per abusare del figlio, e lo accoltella ripetutamente.

 

 

È stata una sequenza cruda e selvaggia, ma a parer mio Rick è stato fin troppo clemente.

Il tutto, poi, sotto gli occhi di suo figlio, che quindi ha visto suo padre trasformarsi in un “mostro”, pur di proteggerlo.

Quando Daryl dice a Rick che “chiunque avrebbe fatto la stessa cosa”, Rick ribatte che no, “non la stessa cosa”. Ricordate quando Carol cercava di far capire a Mica che per sopravvivere sarebbe dovuta cambiare? Che il suo essere carina e coccolosa l’avrebbe fatta uccidere? Ecco, persone con una tale innocenza e ingenuità non avrebbero fatto la stessa cosa di Rick. L’apocalisse cambia alcune persone – Rick è cambiato: per tenere al sicuro il figlio farebbe davvero qualsiasi cosa – altre no, non possono. Non è nella loro natura. Significativo il fatto che nel flashback ci viene mostrato Patrick – il primo ragazzo morto per l’influenza – giocare con le costruzioni e Carl trafficare invece con le pistole. Rick e Carl, Patrick e Mica. Due estremi opposti di umanità, di fronte alla stessa fine del mondo.

Due parole, ora, su Daryl. Appena si rende conto che erano loro tre quelli a cui il gruppo di Joe stava dando la caccia, non ci pensa due volte: è disposto a morire per loro, purché vengano lasciati andare. #InsertDixonFeelingsHere

Perché è questo il bello del gruppo della prigione, a differenza di quello di Joe, o di Woodbury, o di qualsiasi altro aggregato umano che abbiamo incontrato finora. Sullo sfondo dell’apocalisse, la gente si unisce con lo spirito di sopravvivere, è ovvio. Ma in alcuni gruppi si tratta solo di questo: opportunismo. Stanno insieme perché gli fa comodo. Il gruppo della prigione, invece, è l’unico che ha instaurato tra i suoi componenti legami così profondi, da potersi considerare una famiglia. Non è dunque strano, né forzato, il fatto che Daryl metta, senza indugiare nemmeno per un secondo, la salvezza degli altri davanti alla propria. E di conseguenza, non è strano né forzato il fatto che Rick ritenga Daryl “suo fratello”. È stata una naturale evoluzione delle circostanze, dalla prima stagione ad oggi. #InsertBrotpFeelingsHere

E così il trio, ora divenuto un quartetto, riprende la strada per Terminus, ed è letteralmente quello che si dice “cadere dalla padella alla brace”. In genere si usa sempre la letteralità a sproposito, ma qua ci sta tutta: quella panoramica di scheletri mezzi spolpati… ormai è fuor di dubbio che Terminus sia una comunità di cannibali.

In ogni caso, andando con ordine.

Poiché fidarsi è bene, ma durante l’apocalisse non fidarsi è quello che molto spesso ti tiene in vita, a Michonne viene il dubbio che Terminus possa trattarsi di uno specchietto per le allodole.

– Mi chiedo se non sia tutta una truffa.

– Anche noi accoglievamo gente.

– È vero. Ma anche il Governatore.

Così, se recarsi a Terminus resta, per loro, la cosa più logica da fare, hanno l’accortezza di concedersi il beneficio del dubbio. E così entrano di straforo, perché

Volevamo vedervi prima che voi vedeste noi.

Peccato che quello che dovevano vedere (il poncho, l’orologio, la tuta anti sommossa) lo vedono solo dopo di essere stati accolti. La situazione degenera in un nanosecondo ed è praticamente il far west, un modo pittoresco per dire che iniziano a spararsi addosso. Quello che mi ha colpito è che, sotto una pioggia di proiettili, nessuno colpisce nessuno. All’inizio ho pensato che se dovevano sprecare così le munizioni, tanto valeva mettersi a sparare col Super Liquidator. Poi, però, mi sono resa conto, insieme a Michonne, che i cecchini di Terminus non avevano l’obiettivo di ucciderli, ma solo di condurli in trappola. Ed ho molto apprezzato il simbolismo racchiuso nella scena in cui Rick spiega a Carl e Michonne come catturare la selvaggina.

 – Allora… è un semplice nodo scorsoio. Lo si fa ad entrambe le estremità e poi una delle due si lega a un ramo. Poi, vedete com’è il terreno qui? Forma una specie di imbuto.

– È dove passano gli animali.

– Esatto. Il cappio va messo in posti così. E poi lo si nasconde con delle foglie. Si mettono dei rametti tutt’intorno così gli animali che passano di qui, devono correre da questa parte… dritti nella trappola.

Gli animali che passano di qui, devono correre da questa parte… dritti nella trappola.

È esattamente quello che hanno fatto loro. Sono caduti in trappola, che è Terminus, e al posto degli animali ci sono le persone. Io la colgo come una ulteriore allusione al cannibalismo. Della serie “sì, esatto, ci sono i cannibali! Dobbiamo mettere un’insegna al neon tipo Las Vegas per farvelo capire?”. O, magari, una cosa un po’ più sobria tipo “hic sunt anthropophagi”, che così farebbe pendant con la latinità di “terminus”.

E mentre scappano incalzati dai proiettili sentono alcune voci, all’interno di un container, chiamare aiuto. Dapprima ho pensato che potesse esserci Beth, lì in mezzo, salvo poi ritenere più logico che potesse trattarsi di Glenn & company, dato che avevano già raggiunto Terminus. Ed in effetti la seconda ipotesi è quella che si è rivelata in qualche misura corretta, perché in effetti li incontriamo, a fine episodio, dentro un container. Non quello, ma comunque è chiaro il modus operandi dei terminiani: i container come dispensa.

Prima, però, della reunion definitiva, Rick, Daryl, Michonne e Carl si imbattono anche in un luogo che definire creepy è dire poco. Si tratta di una specie di santuario/cimitero, illuminato da centinaia di candele: scritti sul pavimento i nomi di quelli che, a questo punto, possiamo a buon diritto considerare le vittime precedenti. Messo in pausa l’episodio per leggere questi nomi, mi sono accorta che accanto ad alcuni di essi sono stati appoggiati oggetti probabilmente appartenuti al morto: si vedono una chitarra e, cosa ancor più inquietante, un pallone e una bambola. Forse quelli di Terminus sono comunisti. #PerLaRubricaBattuteSquallideSuiCannibali


Ed arriviamo, infine, alla reunion del gruppo della prigione nella sua totalità, fatta eccezione per Beth, ovviamente (Where’s Beth tra l’altro è stato anche trending topic su Twitter), e Carol e Tyreese.

Nel container in cui Rick, Daryl, Carl e Michonne sono stati costretti ad entrare, ci sono infatti tutti gli altri.

…non manca più nessuno, solo non si vedono i due liocorni.

Da notare la perplessità di Rick nel vedere Tara, la quale, vi ricordo, era con il Governatore. Ma quando Maggie, in riferimento a lei, e ad Abraham, Rosita ed Eugene, dichiara che

Loro sono nostri amici. Ci hanno aiutato a salvarci.

Daryl risponde con

Adesso sono anche amici nostri.

e questo, come un utente di Tumblr ha fatto notare, è un’ulteriore prova del fatto che il gruppo della prigione è anche, e soprattutto, una famiglia. Il suo gruppo ha accolto i nuovi arrivati, e per Daryl è sufficiente: si fiderà anche lui.

This is it, gente. L’episodio è finito, la stagione pure, andate in pace. Anzi, no, perché Rick sentenzia che quelli di Terminus

hanno fregato la gente sbagliata.

Tre, due, uno, buon anno cliffhanger! Rinnovo i miei ringraziamenti ai voi lettori, e vi do appuntamento fra #noncelapossofare sette mesi!
 


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15 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 4×16 Season Finale “A”

  1. Fortunatamente, essendo telefilm dipendente, devo finire quei 12 o 13 in coda e iniziarne altri durante le pause estive. Morirò sola, lo so: Il mio moroso ieri mi ha lanciato un’occhiata esasperata perché anche io ho guardato l’episodio in apnea e si é arrabbiato di brutto quando l’ho preso a pugni urlando: “é l’orologio di Glenn, é di GLENN!!!”
    Sono delusa perché mi aspettavo una morte e invece non é morto nessuno, e anche io affronto molto male le morti telefilmiche. Rilancio con Boone in “Lost”, ho pianto lacrime calde per tutta la puntata, poi ero super-presa per Lost quando uscí e ho pianto tutte le volte che l’ho vista, quella puntata. Shit, mi sa che ho un problema….
    Va beh. Sono contenta di non leggere i fumetti perché altrimenti mi sarei spoilerata sto Hannibal-Rick in azzannamento feroce. Che scena, ragazzi, che scena. E Rick e Daryl?! No comment, amore infinito, voglio un film con loro due.
    Comunque se i cannibals avessero visto Rick all’azione, li avrebbero accolti in maniera diversa.
    -_________________________- ….

    Brava, bella recensione! 😉

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  2. Per prima cosa ci tengo a ribadire i miei complimenti per le tue recensioni: riesci a cogliere dettagli e a fare collegamenti assurdi di cui spesso non mi rendo conto, quindi leggere i tuoi pezzi è sempre un piacere perché vai al di là della semplice scena così com’è stata proposta.
    Ciò detto, io credo che il messaggio che gli autori volevano far passare dalla conversazione fra Rick e Daryl dopo la sua reazione omicida non sia “l’apocalisse ti costringe a cambiare per sopravvivere ma non tutti riescono”, bensì “l’apocalisse ti spinge a mostrare il tuo vero Io, quello che la vita agiata ti ha permesso di celare dietro una maschera”. Insomma, un topos piuttosto classico ma presentato in modo interessante.
    In ogni caso, sono curiosa di vedere i successivi sviluppi dei “nuovi mostri” cannibali, ma non sono convinta che l’idea mi piaccia davvero. Sono l’unica?

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    • Ma grazie! 😀 Cerco di fare del mio meglio! Devo dire che molto spesso Tumblr mi è di grande aiuto nel fare i collegamenti e le analisi, però sì, di partenza cerco sempre di prestare molta attenzione al fine di poter leggere tra il non detto.

      Molto interessante la tua interpretazione del dialogo tra Rick e Daryl, anche perché coerente con quello che dice Rick, cioè che lui “non è solo questo ma è anche questo”.

      Per quanto riguarda Terminus, da quanto ho capito io nel fumetto se la sbrigano in davvero poche pagine, quindi boh, sarà così anche nella serie?

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      • Io purtroppo del fumetto non so davvero nulla. Ho il sospetto che però sarà piuttosto centrale nella quinta stagione (o almeno in parte di essa) perché Terminus è stato il motore per la seconda metà della quarta – essendo la meta di tutti dopo il finale di mid season – ed ha costituito l’approdo finale della serie e dell’odissea.
        Dal momento che non sono pienamente soddisfatta di questa stagione – specialmente la seconda metà – la mia curiosità è un po’ smorzata dal presentimento che si bruceranno anche questa faccenda xD

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        • Io invece no, sono convinta (vabbè, convinta…) che Terminus sia una roba breve anche qui. Mi piacerebbe vederli diretti tutti verso Washington. Una stagione itinerante, in pratica. Ma vabbè, ad ottobre sapremo!

          A me questa stagione è piaciuta, ma avrei evitato gli episodi monotematici, avrei preferito una roba un po’ più distribuita (anche se quello incentrato su Mica e Lizzie è stato una vera chicca!).

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          • Difatti concordo, è stata soprattutto la seconda metà ad avere episodi monotematici (e concordo nuovamente sull’episodio su Lizzie e Mica).
            Io credo che la storia di Eugene dovrebbe essere la direzione privilegiata della prossima serie, così da dare un senso all’intera storia. Quindi anche io passerò i prossimi mesi a sperare che gli autori mi diano retta per un qualche influsso mentale/spiritico xD

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          • E io concordo con te a mia volta. Vogliamo Eugene Fitzherbert e tutti gli allegri compagni della foresta in missione per il salvataggio del mondo!

            Oh, ma a questo punto, visto che siamo in sintonia, candidiamoci come dinamico duo di sceneggiatrici!

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          • Ahahahaha, ma infatti! Purtroppo temo che le nostre idee non sarebbero ben accette dai più, visto che parlando con amici e leggendo altri blog trovo tutti entusiasti degli episodi monotematici. Forse dovremmo limitarci a fare riti apotropaici insieme (evitando le sweat lodge alla Shameless, possibilimente)!

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