Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 4×15 “Us”

Secondo il competente parere di Leo Ortolani, fumettista-geologo autore di Rat-Man, alcuni dinosauri – in specie, i Curiosauri – si estinsero perché le loro dita erano abbastanza sottili da entrare nelle prese di corrente. Il che è, secondo me, una teoria più che valida.

Stando ad Eugene, invece, non si potrebbe escludere a priori che i dinosauri si siano estinti a causa della stesa infezione che ha praticamente sterminato la razza umana.

“è esilarante pensare ad un Anchilosauro zombie che insegue un Diplodoco”

Se vi state domandando perché stia parlando dell’estinzione dei dinosauri come se fosse la chiave di volta dell’episodio, il motivo è presto detto: non avevo idea di come iniziare la recensione. I dinosauri sono un modo come un altro per rompere il ghiaccio.

In ogni caso, sebbene nell’episodio che ce lo ha introdotto la mia prima impressione nei confronti di Eugene non fosse stata del tutto positiva, devo dire che in questo 4×15 si è completamente riabilitato. L’impressione negativa era dovuta più che altro al mullet pensiero fisso che il destino del mondo è nelle mani di uno che fino all’inizio dell’apocalisse viveva probabilmente ancora con la madre.

come mi immagino la madre di Eugene

In merito, invece, all’impressione positiva:

il suo gruppo (formato, oltre a lui, da Glenn, Tara, Abraham e Rosita) si trova al bivio costituito da una galleria ferroviaria oscura e verosimilmente infarcita di zombie allo stesso modo in cui un cannolo siciliano è infarcito di ricotta. Poiché il messaggio lasciato da Maggie convince Glenn che lei l’abbia attraversata, è determinato ad attraversarla a sua volta. Abraham, in tono pratico, gli fa notare che è molto più prudente aggirarla, anche se per farlo è necessario perdere almeno un giorno di marcia. Glenn, da parte sua, non ha intenzione di perdere altro tempo (forse è consapevole del fatto che manca solo un episodio al finale di stagione). Il gruppo, così, si divide. Tara decide di seguire Glenn perché si sente ancora in debito (e, oserei dire, anche in colpa) per quanto è successo alla prigione, mentre Abraham sia attiene al piano originale di portare Eugene a Washington. Separatisi, Eugene insiste perché sia lui a fare da navigatore. E con tale scusa, e il calcolo dei tempi a mente, porta l’auto nel punto esatto in cui Glenn e Tara sarebbero sbucati una volta usciti dal tunnel.

Ed è esattamente questa l’impressione positiva.

Perché quando Rosita e Abraham realizzano la cosa, la loro reazione alterata è comprensibile: salvare il mondo è più importante che ritrovare quei due, ed è inconcepibile che Eugene abbia perso di vista la missione. Ma, a dispetto di tutto, è proprio mullet-man ad avere l’ultima parola:

Dopo aver salvato il mondo, dovrò convivere con me stesso. Non li lascerò indietro.

Ok, in effetti non ho la certezza che la sua potesse essere stata realmente l’ultima parola, perlomeno in altre circostanze. E questo perché la scena ha un twist, che a noi spettatori però non è stato dato di vedere (avremmo fatto il collegamento più tardi): si sono infatti imbattuti in Maggie, Sasha e Bob. Vai, Zazu, attacca: “è un mondo piiiiiccolo…”. E a quel punto, insomma, che fai? Te ne vai? Ma io non credo proprio. E infatti. Ma alla tanto attesa reunion Gleggie tornerò poi, adesso facciamo un salto a vedere cosa combina Daryl.

Il gruppo in cui si è trovato a far parte suo malgrado è sempre peggio. Len, in particolare, è simpatico quanto una martellata sui denti, e accomodante il doppio. Vorrei sapere come abbia fatto, Daryl, a non staccargli la giugulare a morsi. Forse per via delle regole. Joe, che è inequivocabilmente il capo, ha stilato norme di comportamento affinché il gruppo “sopravviva”:

  1. devi rivendicare le cose che vuoi (altrimenti qualsiasi altro potrebbe prenderla al posto tuo)
  2. non devi rubare (altrimenti muori)
  3. non devi mentire (altrimenti vieni pestato)
  4. devi gridare “Uno!” scartando la penultima carta (altrimenti ne devi pescare altre due)

Che sono, parliamoci chiaro, regole del cactus. O, per stessa ammissione di Joe, una soluzione di merda. Ma pur sempre una soluzione.

In ogni caso, la convivenza tra Daryl e Len giunge ben presto ai ferri corti (e ai conigli dimezzati): quando Len tenta di fregarlo, cercando solo un modo per attaccar briga con lui, il suo essere un completo cagacazzi si dimostra ben presto controproducente. Joe sapeva che avrebbe tentato di fregare Daryl, e ordina ai suoi di gonfiarlo come una zampogna. Regola numero 3, d’altronde: non devi mentire (altrimenti vieni pestato).

Ma il pestaggio, in ogni caso, va ben oltre. Len, infatti, muore. Interessante la scena in cui Daryl, prima di andarsene con gli altri, è sul punto di coprirne il cadavere con un telo, perché è quello che Beth avrebbe fatto, o perlomeno desiderato. Poi, però, ci ripensa. Un tipo del genere non merita quella cortesia. Beth, probabilmente, l’avrebbe fatto comunque, ma Beth è Beth e Daryl è Daryl: già il solo fatto che abbia pensato di farlo è significativo.

Il gruppo prosegue per la sua strada, imbattendosi anch’esso in uno dei cartelli che indicano la via per Terminus. È una mia impressione, o sono più invadenti dei cartelli messi su per pubblicizzare il circo Royal? Vicino a casa mia ce ne saranno sei nel giro di venti metri! Ma vabbè, divago.

Il cartello indicante Terminus spinge Daryl a chiedere a Joe se è lì che sono diretti. Risposta affermativa. Intendono recarsi lì perché è lì che, plausibilmente, si sta dirigendo quel pezzo di merda che ha strangolato Lou, nella casa che avevano rivendicato. Epiteto scatologico che sta ad indicare Rick. Mi chiedo se Daryl si sia reso conto che siano sulle loro tracce. Per quanto mi riguarda, risposta affermativa anche in questo caso: l’incarto della merendina che Daryl trova lungo i binari – e che rivendica – è quello che, poco prima, avevamo visto in mano a Michonne. È ragionevole dunque pensare che, essendo Daryl un maestro nel riconoscere e seguire le tracce, abbia capito che stiano ripercorrendo la strada di un gruppo composto da tre persone, almeno due delle quali condividono un legame di merendine. La mia memoria di neo-venticinquenne è quella che è (in declino, fondamentalmente) ma mi pare che non sia la prima volta che vediamo Michonne alle prese con le barrette al cioccolato, mi sbaglio? Insomma, Daryl ha rivendicato quell’incarto alla velocità della luce: forse perché si è, che so, reso conto che Michonne ne aveva una scorta e gli è bastato fare due più due? Dopotutto, è un mondo piiiiccolo…

Comunque, giacché ho menzionato Michonne, è necessario un passo indietro. È ovvio che la piccola sequenza, nell’episodio, che ha visto protagonisti Rick, Carl e Michonne è stata inserita perché propedeutica a questa di Daryl. Ciononostante, l’ho trovata molto interessante, e anche molto bella. Mentre Rick cammina davanti, Carl e Michonne si attardano per giocare agli equilibristi sui binari. Il primo che cade paga pegno. Mi è piaciuta perché da un lato abbiamo visto Carl e Michonne consolidare ancor di più il loro bel rapporto, e dall’altro perché ci ha mostrato Rick genuinamente felice del fatto che suo figlio fosse di nuovo sereno. Il pensiero che nel prossimo episodio andrà di nuovo tutto male mi strugge. Fine del flashback.

Il gruppo di Joe, dicevo, è diretto a Terminus. Joe, tuttavia, si dice convinto che Terminus sia una menzogna:

“Non c’è alcun rifugio per tutti. Non accolgono a braccia aperte tipi come te e me.”

Vi prego di tenere a mente questa frase, perché ci tornerò alla fine della recensione con delle mie congetture sulla reale natura di Terminus.

Torniamo, quindi, a Glenn e Tara. Inoltratisi nel tunnel, a metà strada si accorgono che parte del soffitto è crollato, inglobando nei detriti una manciata di zombie. Il timore di Glenn è che Maggie sia proprio lì in mezzo. Così, li controlla e li infilza uno ad uno, in una scena che può tranquillamente essere letta in parallelo con quella dell’autobus in cui Maggie, con l’aiuto di Sasha e Bob, si accerta che Glenn non sia uno degli zombi che lo infestavano. Ho trovato interessante il fatto che abbia indugiato un po’ davanti allo zombie con i capelli chiari: che abbia pensato a Beth?

Maggie, comunque, non è lì, e ciò lo spinge a proseguire. Il problema è che, oltre la montagna di detriti, gli zombie si sprecano. Il problema, in effetti, è anche quello di non avere munizioni a sufficienza. Oh, e un altro problema potrebbe essere costituito dal fatto che la gamba di Tara è rimasta incastrata sotto a un masso. Insomma, un’escalation di sfiga.

Se non altro, poiché nemmeno Paperino arriva a livelli tali di sventura, e gli sceneggiatori non volevano certo privarlo del primato, i fari di un’auto sopraggiunta costituiscono, letteralmente, la luce in fondo al tunnel (confesso: non vedevo l’ora di fare questa battuta). Una pioggia di proiettili concia gli zombie per le feste e #InserireMomentoFangirlQui Maggie e Glenn si ritrovano.

la mia reazione al loro incontro

[Stephen King in modalità fangirl]

Che ve devo dì, io e Stephen siamo delle persone sensibili. E, per quanto riguarda me, anche estremamente pessimista: non vorrei che questo momentaneo happy ending (o anche l’aver bruciato la foto di Maggie) preluda a qualcosa di estremamente e indicibilmente tragico. Ma vabbè, intanto mi godo la reunion da brava fangirl.

 

 

Comunque sia, grande festa alla corte di Francia per gli amici ritrovati, ma è tempo di decidere il da farsi: Abraham continua a insistere che tutti loro prendano la via di Washington, ma Eugene suggerisce di fermarsi a Terminus almeno per rifornirsi, dato che li attende un viaggio lungo e pericoloso. Sasha, che pure vorrebbe unirsi a loro, concorda: prima deve sapere se Tyreese è vivo (e, qualora lo fosse, è plausibile che si trovi proprio lì a Terminus). Oh, Maggie ormai è totalmente dimentica del fatto che un tempo non era figlia unica, ma sono dettagli.

Comunque, ridendo e scherzando, i nostri giungono infine a Terminus. E sembra tutto bello e tranquillo e pacifico. Sembra, in definitiva, tutto troppo calmo.

Ora.

Dico io.

Chi è che, in un apocalisse zombie, lascia i cancelli aperti? Chi? Qualcuno che non ci sta con la testa, ecco chi! Qualcuno col cervello completamente fritto, ecco chi! Insomma, fino alla recensione scorsa pensavo che andare a Terminus fosse una buona idea. Non l’idea perfetta, ok, ma di sicuro la più logica. Sempre meglio, insomma, che girovagare per i boschi senza viveri in attesa di farsi sbudellare. Solo che quel cancello aperto mi ha lasciato così tanto insospettita che, meh, qua c’è qualcosa che puzza. E non è il barbecue di Mary, la tizia che li accoglie.

La questione, ora, è la seguente: Terminus è inquietante.

Andiamo per gradi. Ricordate la frase di Joe? Che secondo lui Terminus è una menzogna? Mi sono domandata questo: lui sa che è una trappola (e poi vedremo che tipo, per me, di trappola) oppure parlava in generale? Perché “Non c’è alcun rifugio per tutti. Non accolgono a le braccia aperte tipi come te e me.” mi fa pensare ad una idea più vasta, e se vogliamo “spirituale”, di menzogna. In senso: sono persone, lui e il suo gruppo, con l’umanità e la coscienza di una barbabietola. E persone del genere – bestie, diciamo – non trovano la “pace”, non trovano “accoglienza”. Sarebbe questa la bugia: loro – proprio perché loro – non verrebbero accolti. Mi seguite, sì?

Onestamente, comunque, non penso che lui sappia che sia una trappola-trappola (a che pro recarvisi, quindi?), e nemmeno penso che lui sia in combutta – col compito di procacciare le vittime – con chiunque viva lì a Terminus.

E chi vive a Terminus è, per me, qualcuno che è solito mangiare i suoi pasti con un bel piatto di fave e un buon Chianti.

Avete colto l’allusione o devo essere più specifica?

Vabbè, ve lo dico: i cannibali. Secondo me, a Terminus ci sono i cannibali.

Come ho ricordato nella recensione dell’episodio 4×13, Terminus era, per i romani, il dio dei confini. Durante i Terminalia, la festa a lui dedicata, si era soliti sacrificargli un agnello o un cucciolo di maiale. Ecco, converrete con me che il luogo col nome di un dio a cui si sacrificavano esseri viventi non sia di buon auspicio.

Tanto più che la frase pronunciata da Mary, accogliendoli, mi ha insospettita parecchio. È vero che il mio insegnante di musica mi dice che mi faccio problemi anche dove non ve ne sono, ma mi è venuto il dubbio che

“We’ll make you a plate”

non sia da intendere “vi daremo qualcosa da mangiare” ma “faremo di voi un piatto”. “We’ll make YOU a plate.”, in pratica.

Insomma, l’idea che possa trattarsi di cannibali non è così campata per aria, dato che nello stesso fumetto compaiono. Mi chiedo, quindi, se si tratti della stessa cosa (e se, a questo punto, Beth se la siano già mangiata). In ogni caso, mi ispira anche la teoria che si tratti di una setta di fanatici religiosi (il che sarebbe coerente con la mia interpretazione della frase di Joe). Magari, facciamo la combo, fanatici religiosi cannibali. In ogni caso, gira che ti rigira, Terminus non è di sicuro il luogo che tutti speravano. Però ci sono un sacco di fiori, quindi già mi immagino Carol salvare la situazione e sparare a tutti i cannibali con la scusa di fargli guardare i girasoli.

Ma vabbè, siamo ad un solo episodio dal finale di stagione, non vedo l’ora di sapere cosa ci riserva la puntata della settimana prossima. Vi lascio quindi col promo del prossimo e ultimo episodio, A:

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8 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 4×15 “Us”

  1. Voglio esordire fangirlando insieme al mio compagno di viaggi in treno che si tiene comodamente in borsa (= Stephen King).
    Quando Glenn e Maggie si sono ritrovativolevo prendere i coriandoli residui di carnevale e tirarli sul pc, ballare la conga e stappare lo spumante. Sono tanto contenta e soddisfatta!

    A me piace mucho la tua prima teoria sul Terminus. I cannibali ci sono in ogni apocalisse, dopotutto.
    La Mary era molto inquietante, cosí come tutto l’ambiente intorno. Insomma, si dice che la casa rispecchia la psicologia del proprietario e tutti quei fiori, quell’assenza di rumori, persone, di vita, sono terrificanti come i bambini nei film horror (peggio se gemelli).

    Non penso che ci verrà detto molto sul Terminus nel prossimo episodio… Quindi temo la quinta stagione.

    E temo la 4×16.

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    • Stephen King che fangirla è roba grossa: save the date! (e poi così mi sento un po’ meno ridicola anche io: insomma, se lui può, tutti possono). Però boh, io ho seriamente paura per la 4×16. Secondo me quella foto bruciata porta sfiga (ma comunque: sono già morte Lizzie e Mica, è necessario uccidere qualcun altro? E se è proprio necessario, non loro, pliz! XD)

      Per quanto riguarda i cannibali, quello che trovo buffo è che è la prima cosa che ho pensato nel momento esatto in cui Mary si è girata, e non ho idea del perché: non conoscendo i fumetti – dove i cannibali effettivamente compaiono – mi chiedo cos’è che mi abbia fatto pensare in questi termini. Poi, girando su internet, tutti parlavano di cannibali quindi sono rimasta piacevolmente sorpresa. E, ovviamente, inquietata fino all’inverosimile.

      Concordo con te, tutta quell’ordine innaturale è pauroso. Woodbury pure era ordinata, ma non avresti mai pensato che sarebbe successo quello che è successo.

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      • Neppure io ho letto i fumetti (cosa a cui intendo rimediare al piú presto) e insomma, se ci sono, per quanto la serie si sia distaccata dai fumetti, forse il Terminus è proprio la loro patria. A me questa cosa ricorda tanto la casetta di marzapane di Hansel e Gretel…

        A proposito di morti. No, se decede uno tra Glenn e Maggie perdo la fiducia(residua) nel genere umano. Anche se, non so se ricordi ad inizio stagione, quando uscirono tutte quelle inviate in cui Andrew Lincoln disse che si sarebbe stata una scena piena di disperazione, come successe per Lori. E anche Noman Reedus disse una cosa del genere.
        Ora, sommando queste due notizie, piú il promo della 4×16, penso che se qualcuno morirà, succederà tra il “”gruppo”” di Daryl e quello di Rick.

        Ma siccome è un mondo piiiicolo, non escludo un incontro con Carol.

        Tra l’altro mi si è insediato un dubbio: se fosse Carl ? Mi sta antipatico, ma non lo voglio morto.

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        • Me le ricordo le dichiarazioni di quell’uccello del malaugurio di Andrew Lincoln! In effetti, a guardare il promo neozelandese, sembra che sia il suo gruppo quello più in difficoltà. E’ pur vero che ora stanno tutti lì, e quindi sono tutti in pericolo. Carl penso di no, se non sbaglio l’attore ha rinnovato il contratto per altre due stagioni.

          Boh, io tra tutti tifo (lol) per Beth. Magari il fatto che le abbiano dato tanto spazio è servito per far affezionare il pubblico a lei, così che la sua morte risulti ancora più drammatica. O anche Tyreese. Insomma, per me sono tutti sacrificabili a parte pochi eletti (Daryl, Maggie, Glenn, Michonne).

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  2. Questa recensione è stupenda. Mi hai fatto morire dal ridere!
    Ti immagini Glenn che risponde ad Abraham dicendogli “Non possiamo aggirare la galleria, settimana prossima c’è l’ultima puntata!!!”?! Sono caduta dall sedia…!
    Lacrime a mille per i GLAGGIE 😀
    Anche io girando su internet sono incappata in questa teoria sui cannibali (per non parlare di tutte le memes su Beth che è già diventata un pezzo succulento di bacon). E il “We will make you a plate” è davvero, davvero, davvero creepy.
    Come ho scritto nel mio post ho una paura paurissima che Michonne ci lasci le penne. Abbiamo visto che ha sviluppato un rapporto bellissimo con Carl e ha imparato a vivere in un branco, ho paura che incapperanno nel gruppo di Daryl e si metterà in mezzo per salvare Rick.
    Non penso che muoia Carl, sono morti troppi bambini.

    ps: menomale che il gruppo di Daryl non ha rinvenuto un mazzo di carte Uno, altrimenti sarebbero già morti tutti!

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    • Ommioddio, grazie! *_*

      Goditi l’ilarità ora, perché la settimana prossima sarò talmente sotto shock che, boh. #noncivogliopensare

      Mai dai, Michonne? Cioè, se muore Michonne mi immagino orde di fan inferociti sotto agli uffici della AMC. A ben vedere, la morte di qualsiasi personaggio tra i principali è suscettibile di radunare orde di fan inferociti. E’ per questo che mi sto rifiutando di fare pronostici, non sono pronta a dire addio a nessuno! Anche se, in effetti, un pronostico l’ho fatto: Beth. Mi autocito dal commento sopra “Magari il fatto che le abbiano dato tanto spazio è servito per far affezionare il pubblico a lei, così che la sua morte risulti ancora più drammatica.”

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