Grimm/Telefilm

Recensione | Grimm 3×15 “Once We Were Gods”

Sin dai tempi della scuola, che pensandoci adesso sembrano una vita fa, ergo, sto invecchiando, ho sempre avuto una particolare affinità per la storia Egizia. Avrò visto almeno un centinaio di volte tutti i film della Mummia e qualsiasi documentario su di esse. Quindi, vedere una puntata di Grimm dedicata, se così vogliamo dire, a tutto ciò, mi ha reso la persona più felice di questo mondo. Aneddoti sulla mia vita a parte, la puntata, pur essendo un po’ differente dalle altre, mi è piaciuta particolarmente, nonostante non ci siano stati molti passi avanti con la trama generale.

Abbiamo lasciato Wu la scorsa settimana a fissare il vuoto in un manicomio. Nessuno del team Grimmo!Wesen ha voluto dir niente al riguardo e hanno preferito lasciare Wu in preda alla pazzia e alla paranoia. Le loro opinioni questa settimana non si sono scostate di molto; Nick ed Hank continuano ad andarlo a trovare, sperando in un suo miglioramento, scongiurando di non dovergli dare nessuna spiegazione. Cosa su cui non sono molto d’accordo. Per la miseria, è impossibile che non ne venga mai a conoscenza, soprattutto con il lavoro che fa. Ed è impossibile mascherare ogni caso. Ma ciò che dice il Grimmo è legge.

Wu inizia a parlare di ciò che ha visto alla psicologa, aggiungendo aneddoti della storia di sua nonna riguardo all’Aswang e quando i due detective vanno a fargli l’ennesima visita – possibile che solo loro vadano a trovarlo? Non aveva un cugino e degli amici a Portland? – lo trovano decisamente migliorato ma con qualche problema di memoria: non ricorda di averli visti in sedute precedenti. Tra una visita e l’altra, anche Juliet fa la sua parte, raccontandogli della sua esperienza post coma, e di come credeva di impazzire. Sarà grazie alle sue parole – vuoi vedere che si è resa utile per davvero questa volta? – che Wu riesce a capire che è tutto nella sua testa, a tal punto da farsi dimettere come se niente fosse. Ma, se mi permettete, mi sorgono parecchi dubbi. Che razza di manicomio è quello dove basta dire che hai capito che non era reale ciò che hai visto per farti mandare a casa? Secondo, la psicologa non mi è parsa troppo stupita; okay che lavora in un manicomio e ne sente di tutti i colori, ma ad una storia del genere, il minimo stupore ce l’hai. E terzo, ma non per importanza, a mio parere Wu stava mentendo spudoratamente. Aveva quel mezzo sorriso che ha ogni volta che si prende gioco di Hank e Nick nel raccontare dettagli di un caso. Sarò pazza pure io, ma per me non è per niente convinto che sia solo frutto della sua immaginazione e sono quasi certa che farà le sue ricerche. Anche perchè, se mi troncano così la storia, potrei offendermi.  

Tra un visita e l’altra, Nick ed Hank hanno da risolvere il caso della settimana, Anubi, il Dio Egizio. Durante dei lavori di ristrutturazione ad un edificio, è stato rinvenuto un sarcofago che risale all’epoca Egizia, dalla forma piuttosto strana, quella di Anubi, il Dio della morte. Al suo interno non c’era il solito Faraone mummificato, ma lo stesso Anubi, in tutte le sue forme. Subito l’Università si è accaparrata il sarcofago per studiarlo e per capire se fosse o meno un truffa, dando la notizia su tutti i notiziari. E chi poteva vedere il notiziario in quel momento, se non dei wesen piuttosto rognosi in fatto di tombe profanate? I due ragazzi parecchio irritati decidono di fare una spedizione punitiva all’Università, per liberare la mummia, ma vengono interrotti da una guardia che insospettita dai rumori va a controllare, e ci lascia la pelle, assalita da Anubi. La mummia? No, uno dei due ragazzi rognosi in spedizione è un wesen, probabilmente imparentato alla lontana con gli Dei dell’Egitto. Più che wesen a me pareva uno di quei gatti senza pelo e con le grinze, che per quanto io ami i felini, mi fan piuttosto ribrezzo. Il ragazzo uccide una guardia e ferisce l’altra, perdendo anche il suo compagno, rimasto senza vita sul pavimento.

Prima di tutto ciò, e prima di scappare dalla finestra, il ragazzo-wesen-anubi, di cui ho dimenticato spudoratamente il nome, imbratta il muro con dei geroglifici che tradotti significano “Io Proteggo il Defunto”. Alla vista di tutto ciò, Nick è subito corso ai ripari da Monroe e Rosalee che non hanno dubbi, si tratta di Beati Paoli, una sorta di antica setta siciliana che cerca di preservare i resti dei wesen da coloro che vogliono profanare le tombe e che sporadicamente continua il suo intento. In breve, gli Dei Egiziani erano wesen, che a differenza di oggi, erano venerati. Credetemi, è stata l’unica volta in cui, se non fosse finzione, ci avrei creduto. Se pensiamo alle divinità Egizie, effettivamente la maggior parte di loro non era raffigurata con il volto umano; il corpo sì, ma la faccia no. Avevano forme simili ad animali, come lo stesso Anubi. Nick, Hank e Juliet vanno a scoprirne di più alla roulotte, dove hanno le conferme che cercavano. Da qui in poi il gioco è semplice: prendere il ragazzo, spaventarlo a morte, perchè sappiamo che Nick non è quel tipo di Grimm che mozza teste ovunque, e via.

Troppo semplice per essere vero. Alexander, membro del Consiglio dei Wesen fa il suo arrivo nel negozio di spezie, mettendo in subbuglio l’animo gioioso dei Mornosalee, pronti ad organizzare il loro matrimonio. La notizia di Anubi ha fatto un po’ il giro del mondo, e il Consiglio non può e non vuole passarci sopra; quella mummia dev’essere loro, anche per un fatto di rispetto nei confronti dei loro antenati wesen. E, per prenderla, vuole l’aiuto del Grimm. WTF. Nick, che non è molto propenso ad aiutarlo, visti i precedenti, continua per la sua strada, cercando di capire se Alexander abbia detto o meno la verità.

Figuriamoci se la risposta poteva essere un sì. Sia uno che l’altro vogliono raggiungere il loro obbiettivo, ma il Grimmo è un passo avanti, e con l’aiuto di Rosalee e Monroe, riesce a fermarlo prima che si porti via la mummia. Per questa volta però il Grimmo acconsente, ma a modo suo. Nessuno avrà la Mummia, perchè verrà bruciata davanti a loro, con una sorta di funerale. Scena molto bella, tra l’altro. Mi è piaciuto parecchio quando hanno avuto il flutto, in segno di rispetto o quel che era. Era un vero e proprio funerale wesen, a cui abbiamo avuto l’onore di partecipare (?), con le battute sarcastiche di Nick ed Hank al riguardo.

E se il caso è finito nel migliore dei modi, ammetto che mi aspettavo più azione, ma ci accontentiamo, non possiamo dire lo stesso di Adalind e del manzo Meisner. Per prima cosa quel bel figliolo inizia ad avere delle allucinazioni, e noi con lui. Era palesemente una bambina quella che ha raccolto nel bosco, decisamente più bella di quella che è in realtà la figlia di Adalind. NON ho per niente capito il ricordo dell’ecografia; la dottoressa diceva che sentiva due battiti, ma non erano gemelli e adesso vediamo neonati dove non ci sono, wtf? Quella bambina è un tantino creepy. Mentre si cercano risposte al mistero della pargoletta, Sebastian viene torturato dal Principe Viktor finchè non si pronuncia sul luogo dove ha lasciato i due fuggitivi. Se la Royal Family crede di essere un passo avanti, il nostro Capitano è due passi avanti. Non riuscendo a mettersi in contatto con Sebastian, avverte il manzo che sono in pericolo, e che devono fuggire. I seguaci della Famiglia arrivano in ritardo, ma non di molto. Sicuramente Adalind non è in piena forma e fuggire per i boschi risulta parecchio difficile. Ma, il manzo è con noi lei, ergo, troveranno una via d’uscita. Tra l’altro, li shippo tantissimo insieme; soprattutto quando lui le ha detto della sua ragazza. Awh.

La troveranno eccome una via d’uscita, basta guardare il promo qui sotto della prossima puntata, per rimanere con la faccia lessa dalla sorpresa.

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