Hannibal/Telefilm

Recensione | Hannibal 2×02 “Sakizuke”

THIS IS MY DESIGN.

Quanto mi è mancata questa frase, quanto mi è mancato il vecchio Will! Ma andiamo per ordine.

Questa puntata mi è piaciuta davvero tanto, mi ha fatto venir voglia di lanciarmi dentro lo schermo, per abbracciare tutti, così tante volte da perdere il conto. Questa seconda stagione è partita con il botto, e nonostante questa seconda puntata fosse solo transitoria per il processo, ha rivelato molti dettagli che si aggiungono al grande puzzle che è Hannibal.

La puntata inizia da dove era finita la precedente, con Roland che tenta di liberarsi. Credetemi, ho provato dolore per lui nel vedere la pelle lacerarsi e rimanere attaccata ai corpi che erano stati legati con il suo. Nonostante tutto il dolore, Roland riesce a liberarsi ed esce da questo silos pieno di corpi. Ha il tempo di muovere solo qualche passo, prima che l’assassino torni ed inizi ad inseguirlo in quella che sembra la casa di Bobby Singer. Sarebbe potuto scappare, in qualche modo credevo che ci sarebbe riuscito, ma dimenticavo che si tratta comunque di Hannibal e il quoziente intellettivo delle vittime, come quello degli psichiatri è pari a zero. Quindi Roland decide che il posto migliore per nascondersi è il campo di pannocchie. Ora io mi chiedo, ma non lo sanno che questi posti non portano nulla di buono?! Fortunatamente riesce ad uscire da questo campo, schiva una pallottola ed arriva la fregatura: un dirupo alto abbastanza da poterci lasciare la pelle. Ma l’alternativa sarebbe tornare a far parte di quella tavolozza di colori, quindi decide di buttarsi, ma essendo la fortuna allo stesso livello del quoziente intellettivo, Roland si schianta contro una sporgenza e muore.

 

La scena cambia e ci ritroviamo nell’ospedale di Frederick. Will è chiuso nella sua gabbia 1×1 e da sfogo alla sua sofferenza interiore. E fin qui niente di strano, è una situazione nella norma, il caos regna nella testa del profiler ed è normale. Sarebbe tutto normale se non fosse per la presenza di Hannibal, insieme ad Alana. La prima cosa che è ho pensato è stata: cosa?! Will aveva fatto intendere di non voler avere più niente a che fare con il dottore, invece lui è li contro ogni mia previsione. E dio, Will mi ha fatto tenerezza, fatto a pezzi dalla sua mente, da cui non ottiene niente di veramente utile per liberarlo. Alana cerca, come sempre, di farlo ragionare, di fargli capire che non è responsabile di tutte quelle morti, che era malato e questa è la verità.

“Non so cosa sia peggio. Credere di averlo fatto… O credere che sia stato tu. E… Che tu mi abbia fatto questo.”

[…]

“Mi sono sentito davvero tradito da te. Il tradimento era… L’unica cosa che mi sembrava reale. Mi sono fidato di te. E avevo bisogno di fidarmi di te.”

“E puoi fidarti di me.”

“Sono così… Sono… Sono così confuso.”

“Will, lascia che ti aiutiamo… Lascia che ti aiuti.”

“Io… Ho bisogno del tuo aiuto.”

Sinceramente? Non ho parole per descrivere questa scena, gli sceneggiatori hanno preso il mio povero cuore, l’hanno calpestato e dato in pasto ad Hannibal. Date un premio ad Hugh, datelo a Mads, perché è stata una scena grandiosa. Ho visto un piccolo barlume di tristezza negli occhi di Hannibal, c’era! Perché si sente in colpa, per averlo usato come se fosse un giocattolo. Tralasciando la recitazione, ero abbastanza confusa dopo aver ascoltato questo dialogo, credevo che Will si fosse arreso, che non credesse più di essere stato incastrato e… E niente, lo portano in cella, lo chiudono dentro e SBAM Will fa quell’espressione da Ci siete cascati e vi prego, sommergetelo di premi.

 

 

Questa puntata si rivela essere sempre più piena di sorprese, e riusciamo a scoprire qualche dettaglio sulla relazione che intercorre tra Hannibal e la sua analista, Bedelia Du Maurier. La dottoressa è visibilmente nervosa, lo si può notare dalla postura rigida e dal tono di voce. Fa in modo di non perdere Hannibal di vista, ed accenna ad un’aggressione. Ho avuto come l’impressione che Hannibal avesse un ruolo fondamentale in tutto ciò, ma non so se la dottoressa ne sia a conoscenza, e quindi finga, o se lei sia relamente all’oscuro di tutto.

“Ho dovuto trarre una conclusione, basata su ciò che vedo tra le cuciture del costume da persona che indossi. E la conclusione che ho tratto… E’ che sei… Pericoloso.”

La dottoressa vuole interrompere ogni tipo di rapporto con Hannibal, non vuole più che lui vada a casa sua, e Hannibal sembra sorpreso, forse credeva di aver trovato qualcuno con cui poter parlare liberamente? Ma il fatto è che noi non sappiamo quando la dottoressa conosca, ma dal suo comportamente sembra che sappia abbastanza da ritenerlo pericoloso.

La polizia trova Rolan, e il gruppo di Jack inizia ad analizzare tutto quello che trovano, sperando di riuscire a trovare qualche traccia del luogo dove vengono rinchiusi. La prima cosa che notano sono le cuciture strappate via, particolare che sulle altre vittime non era presente. Ma la domanda che tutti si pongono è: Cos’hanno in comune tutti loro? E’ Katz a dare la risposta, spiegando la teoria della tavolozza dei colori, suggerita da Will. Purtroppo tutti riescono a capire che è stato proprio Will ad aver elaborato quella teoria. Jack chama, quindi, Katz nel suo ufficio ma alla fine da a Katz una sorta di permesso per poter continuare a servirsi dell’aiuto di Will. Hannibal, intanto, fa quello che gli riesce meglio, ovvero annusare la gente. Fa lo stesso con il cadavere di Roland e riesce a percepire odore di pannocchie, individuando il luogo in cui si trovano i corpi.

 

Finalmente arriva il momento della chiacchierata con Hannibal, che tenta di fargli il lavaggio del cervello, ricordandogli che qualunque cosa lui riesca a ricordare è solo una distorsione della realtà, e Will, da bravo attore, asseconda il discorso del Dottor Lecter, anche se per un attimo ha avuto come la sensazione che Hannibal si sia accorto di questa sorta di messinscena. Fortunatamente è stato distratto dall’argomento principale della puntata. Will, spiega ad Hannibal che i corpi sono delle pennellate di colore, che l’assassino sta tentando di ricreare un murales di corpi, perchè anche a lui mancano dei pezzi.

Katz, torna da Will, questa volta con le foto di Roland. Ma Will è disposto ad aiutarla solo in cambio di un pagamento, che consiste nel far dimenticare le prove della sua colpevolezza alla donna, in modo che possa cercarne altre. Se non dovesse trovarne, allora troverà le prove che confermano la sua innocenza. Katz acconsente e passa a Will le foto di Roland. Will, come sempre, è utile alle indagini. Riesce a capire che Roland si è liberato, perchè è sopravvisuto all’eroina messa in circolo dall’assassino perchè era un tossicodipendente. Non è stato il killer a gettarlo in acqua, ma l’ha fatto volontariamente.

Intanto, Hannibal, dopo aver indossato la tutina da macello, riesce a trovare il luogo di conservazione. Si arrampica sulla scala laterale del silos e sale fino in cima. Da li, riesce a vedere dentro la struttura, osserva affascinato tutti quei corpi, con cui lui potrebbe organizzare un pranzo nuziale, e mentre si lascia trasportare dalla sue considerazioni, l’assassino entra nel silos, pronto ad innafiare i corpi per mantenerli imbalsamati. Hannibal non può certo resistere e si complimenta con lui per il grande lavoro. Ammetto di aver trovato la scena divertente ma al tempo stesso inquietante. Sappiamo tutti che fine farà l’assassino, Hannibal non precherebbe una tutina per niente.

Anche la squadra di Jack riesce a trovare i corpi, e all’arrivo di Hannibal la scentifica ha iniziato a prelevare i corpi per poterli analizzare. In mezzo a quello che sembra un occhio, c’è il nostro assassino, con la gamba mozzata sotto il ginocchio. Se ci fosse stato Will, avrebbe capito immediatamente che quello era l’assassino, ma dobbiamo accontentarci di Jack, che ahimè è un po’ tardo. Fortunatamente c’è Hannibal, che fa tutto un discorso sulla forma che l’assassino voleva ricreare, un occhio che guarda verso l’alto, ma oltre il mondo, verso Dio. Questa crisi, fa riflettere Jack, che deve essere psicanalizzato per capire se è in grado di mantenere la sua posizione all’interno del FBI. Jack si rende conto di aver usato Will come se fosse uno strumento, di avergli fatto pressione nel continuare il lavoro, ma non riesce a capire se è stata realmente colpa sua se Will ha eseguito gli omicidi, o se era una condizione profondamente radicata dentro di lui.

“Guardo il mio amico e vedo un assassino. Non riesco a conciliare queste due cose.”

La squadra di Jack, mette a confronto lo sconosciuto a cui manca metà gamba e Roland, notando che le cuciture sono le stesse, quindi lo sconosciuto ha preso il posto di Roland, ma tutti si chiedono il perchè di quella mutilazione. Ma la domanda più importante, è perchè c’è il riflesso dell’occhio?

“Cos’ha detto il Dottor Lecter? L’occhio guarda oltre questo mondo, dritto nell’altro, e vede il riflesso dell’uomo stesso. Non avrebbe mai dovuto esserci un riflesso. Il killer sta avendo davvero una crisi esistenziale. La domanda è… In che modo ha trovato la sua fede?”

 

 

Chiaramente riusciamo a vedere cosa ne è della gamba dell’assassino.

Katz deve, nuovamente, fare visita a Will, il caso deve essere risolto e lui è l’unico ad avere le capacità per poterlo fare, e questa volta è accompagnata dal Dottor Lecter. Will riesce a capire che lo sconosciuto nel centro dell’occhio, il suo riflesso, non era nel progetto dell’assassino, e capisce che il killer è stato cucito nel suo murales. Quello che mi chiedo è: Hannibal sa che Will è a consocenza della sua colpevolezza in questo caso? Mi è piaciuta molto la scena tra Hannibal e l’assassino, veramente ben fatta, ottima recitazione. Ma Katz e Hannibal non sono gli unici a fargli visita, c’è anche Miranda direttamente da Sex and the City. Si chiama Kade Purnell e lavora per il Dipartimento del FBI. Spiega a Will che verrà giudicato colpevole, che la pubblica accusa farà in modo di far credere alla giuria che lui abbia finto la malattia, aiutato dal neurologo che ha ucciso in seguito per eliminare tutte le prove. Verrà condannato e gli daranno la pena di morte, ma se dovesse dichiararsi colpevole avrebbe la possibilità di scontare tutta la sua pena in prigione.

“Mi dichiaro innocente.”

L’ultima visita è quella più inaspettata ma al tempo stesso la più interessante: è Bedelia. Will la conosce come l’analista di Hannibal, ma lei tende a precisare di aver interrotto qualunque tipo di rapporto con lui.

“Le persone traumatizzate sono imprevedibili, perchè sappiamo che possiamo sopravvivere. Lei può sopravvivere a ciò che le sta accadendo.”

“Ciò che mi sta accadendo.”

“Io ti credo.”

E per Will è uno shock, non riesce a capacitarsi di questo. Gli da conferma, gli da sicurezza. Ma Hannibal è in agguato, con la sua adorabile tutina da macello, pronto per uccidere Bedelia, ma arriva tardi, la donna è già partita, lasciando solo un profumo.

Bene, vi lascio il promo della prossima puntata.

Ringraziamo: Hannibal italia serie tv ITA

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