Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 10×13 “Take it Back”

Il tempo vola… Il tempo non aspetta nessuno… Il tempo guarisce tutte le ferite… Quello che tutti quanti vogliamo è altro tempo: tempo per alzarsi, tempo per crescere, tempo per lasciar andare… Tempo…

(Meredith Grey, “Time Has Come Today” – 3×01)

Lo sapevate che a settantasei giorni corrispondono milleottocentoventiquattro ore?

Io lo ignoravo ma credevo fosse doveroso informarmi perchè è stata più o meno questa la durata intercorsa tra il giorno che ho visto il midseason finale e il giorno in cui ho visto quest’episodio e dato che sembrava essere passata un’eternità, mi sarebbe piaciuto che i dati confermassero la mia pazzia/paranoia.

E allora eccomi eccoci qui alle prese con questo tredicesimo episodio dal titolo emblematico preso da una bellissima canzone dei Pink Floyd e che riprende la storia qualche secondo dopo ciò che era successo nel finale di dicembre.

TAKE IT BACK
written by Austin Guzman,
directed by Rob Corn.

Chi ha letto la mia recensione del duecentesimo episodio lo sa già: io e Austin Guzman abbiamo un rapporto di odio-amore.
Quest’uomo ha scritto alcuni episodi, che sono anche tra i miei preferiti di sempre, e poi ha scritto “Puttin’ on the Ritz” che, tralasciando alcune battute molto simpatiche, è stato un flop di episodio per i miei parametri.

Quindi cosa avrei dovuto aspettarmi da quest’episodio? La perfezione o un fiasco?

Per questa ragione, ho fatto la cosa migliore che potessi mai fare: ho eliminato le mie aspettative e ho cercato di svuotarmi da ogni preconcetto o similari per giungere alla visione di questa puntata senza paura di essere deluso o senza la voglia di vedere un capolavoro.

HAPPY BEGINNINGS

Sia l’episodio precedente che i primi caotici momenti di questo sembravano preannunciare una nuova ombra sul rapporto tra le Calzona ed io avevo già il cuore che chiedeva pietà:

Un discorso che è coerente con le paure e i timori che le due hanno affrontato negli ultimi episodi ma che ha completamente distrutto i miei feels… salvo averli riavuti tutti indietro già nella scena successiva:

Eh si, perchè solo i primi minuti seguono gli eventi accaduti alla cerimonia, i restanti sono collocati tre settimane dopo il “misfatto”.

Ed è proprio tre settimane dopo che le Calzona decidono di comprare casa, spiazzando noi fans che avevamo appena perso ogni speranza.
Ma ad essere veramente spiazzata (e ha tutte le ragioni per esserlo) è Callie, la quale non si capacita del cambio di atteggiamento della moglie, che è passata da “unfixable cheater” a “wife with a super magic smile” in un batter d’occhio.

E quando arriva il momento di mettere nero su bianco e comprare casa, Callie ha paura che possa essere una scelta avventata e spiega i suoi dubbi e Arizona allora le da una risposta che mi ha lasciato con gli occhi a cuoricino:

Se c’è una coppia che si merita il meglio è la loro: hanno passato un anno difficilissimo e vederle rialzarsi dopo la batosta del tradimento, riparare il loro rapporto ed infine ricominciare ad amarsi come prima è un piacere per gli occhi.

ONCE TWISTED, FOREVER TWISTED

Era da otto episodi che aspettavo di vedere Meredith e Cristina riappacificate!
Ed è così strano vederle così timorose di rioperare assieme ma allo stesso tempo dimostra che le due hanno imparato la lezione, cercando in tutti i modi di non ripetere gli sbagli commessi.

Ma dato che il team di autori gode a vedere Meredith arrabbiata con qualcuno, hanno deciso di mettere del pepe tra lei e Derek a causa dell’offerta che ha avuto il marito dal Presidente.

Per fortuna, non c’è stata ancora nessuna scenata esagerata e la cosa viene presa ancora con le pinze, solo come espediente pseudo-comico:

A causa di alcuni spoiler, rivelatisi falsi, però ho avuto paura che le informazioni su Derek che aveva lo staff del Presidente potessero nascondere qualcosa di più grosso e rovinare il rapporto tra il nostro caro neurochirurgo e sua moglie.
Invece, ciò che lo staff aveva scoperto riguardava un incidente provocato per sbaglio da Derek quand’era un ragazzino ma fortunatamente ciò non cambia nè la sua situazione lavorativa nè quella matrimoniale.

LIKE FATHER, LIKE SON (A.K.A GONE DADDY GONE)

Per Alex, quest’episodio invece segna la fine della sua storyline con Jimmy, il quale muore in quest’episodio.

Interessante la scelta di dare spazio all’incontro tra lui e la seconda moglie del padre, che lo accusa di essere tale e quale al padre e ciò ha anche conseguenze sul suo rapporto con Jo, già traballante di suo per il carattere scontroso di Alex.

I due fidanzati si scontrano ma per fortuna la morte di Jimmy riesce a riavvicinarli, anche perchè se c’è una cosa che serve ad Alex è proprio l’avere qualcuno accanto che possa dargli quell’equilibrio che necessita e che lo renderebbe diverso dal padre, un uomo senza punti di riferimenti e senza una morale che purtroppo non sapremo mai se voleva veramente redimersi o se era un’altra bugia che voleva raccontare agli altri e a se stesso.

Ma che Alex fosse diverso da Jimmy lo si capisce anche da questa scena, dove il figlio rassicura il padre e cerca di donargli un ultimo sprazzo di serenità prima che morisse:

H(8)R

Non c’è niente da fare: Shane Ross è ancora tra noi.

Il personaggio più inutile della storia dello show non è stato licenziato ma in compensp viene trattato uno schifo per tutto il tempo da Owen.

E qui arriva la nota dolente: mi dispiace dirlo ma questa volta Chief Hunt ha sbagliato e s’è fatto prendere troppo la mano, spinto dalla gelosia nei confronti del ragazzo che è andato a letto con la sua ex.

Per fortuna Webber se ne accorge e lo rimprovera, facendogli capire che ha sbagliato e che un comportamento del genere non è accettabile in un ospedale ma purtroppo è tardi.

E’ tardi perchè tre specializzandi sono andati dalle Risorse Umane per lamentarsi dei strutturati a causa dei loro comportamenti ed è stata raccomandata una politica di tolleranza zero nei confronti delle coppie non sposate, affinchè le vite private dei dottori non possano interferire col lavoro.

Ed è così che si conclude l’episod…

Scherzo! Credevate veramente che non avrei trattato l’argomento clou dell’episodio? La scelta dell’anno? Il momento che i fan dei Japril aspettavano da una vita?

YOU MAY NOW KISS THE RUNAWAY BRIDE

Diciamo che la predizione che avevo posto alla fine della scorsa recensione è stata solo in parte azzeccata: Matthew è scomparso, Stephanie è dedita al lavoro e Jackson ed April si evitano.

Ma c’è un piccolo fattore che non avevo considerato…

JACKSON ED APRIL SI SONO SPOSATI!

Facciamo un passo indietro e analizziamo bene i fatti:

1) I due sono scappati dalla cerimonia, rendendo chiaro la scelta della Kepner:

2) Compare il panico (prevedibile) sul volto di April ma subito scompare e i due scappano:

3) April si fa riprendere un’altra volta dal panico e decide di andarsene nel bosco da sola (pff, se solo l’avessi saputo prima avrei portato il fucile da caccia) ma Jackson la ferma e cercando di calmarla, inavvertitamente le fa una proposta di matrimonio:

E anche se non li sopporto, ho apprezzato la scelta degli autori di farli sposare perchè sinceramente è la cosa migliore che potesse accadere a loro senza ritornare al rapporto altalenante che avevano all’inizio della scorsa stagione.
Una scelta sicuramente vincente che allieterà lo stormo di fan Japril (che ora potrà fare sogni tranquilli) e che sicuramente sarà interessante vedere come si evolverà in futuro, scoprire come gli autori gestiranno una storyline che sulla carta ha già molti punti a suo favore.

CLOSING ARGUMENTS

Per la serie “Cose che ho lasciato da parte ma che a nessuno interessa perchè ho già parlato dei Japril e dopo i Japril c’è il vuoto”:

  • Ben e la Bailey sembrano aver messo da parte gli isterismi adesso che lui ha deciso di tornare in pianta stabile a Seattle per stare vicino alla moglie.
    Anche se non super divertente, strappa un sorriso la maniera in cui gli altri lo trattano.
  • Nonostante quell’arpia megera stupida e cretina di Leah Murphy sia riuscita a convincerla a denunciare alle Risorse Umane il comportamento non professionale di Jackson, Stephanie mi ha fatto molto tenerezza specialmente quando ha cominciato a piangere sulle scale.
    Non so se ero di parte (perchè mìè successa una cosa simile) o se ero in astinenza da Grey’s Anatomy (e quindi il mio sistema era in subbuglio) ma mi sono commosso.
  • L’Uomo Gatto vince tutto: saggio, apprensivo e sicuramente tenero è stato l’unico vero paziente dell’episodio (oltre Jimmy) e la sua presenza m’è piaciuta molto, specialmente per questa scena:

VOTO DELL’EPISODIO: 6 1/2 

E concludo questa recensione con il promo del prossimo episodio e uno sneek peak:

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10 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 10×13 “Take it Back”

  1. Io ho sperato fino all’ultimo che April rispondesse di no a Jackson e restasse con Matthew. Non tanto perché i Japril mi dicono poco (non li adoro ma nemmeno li schifo) ma perché quel povero, povero Matthew. E’ stata troppo una meschinata, ecco.

    “Non c’è niente da fare: Shane Ross è ancora tra noi. Il personaggio più inutile della storia dello show non è stato licenziato ma in compensp viene trattato uno schifo per tutto il tempo da Owen.”

    Invece, per me, Owen santo subito. Fondamentalmente, non mi interessano i motivi (personali) per cui lo rimprovera, basta che lo rimproveri. Ross è talmente insopportabile che non gli concedo alcuna clemenza!

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    • Non me ne parlare, Ale.
      Matthew deve tornare e fare un culo così a Jackson, perchè se da un lato accetto la scelta degli autori, dall’altro dovrebbero però far avere una degna conclusione alla cosa.
      E per degna intendo una rissa.
      Con sorelle Kepner al seguito.

      Ross credo si meritasse la scazzottata non i rimproveri ma solo perchè i rimproveri erano un po’ ingiusti e lui si merita invece un misto di scorrettezze e bassità fatte sotto banco, non un richiamo formale, capisci?

      "Mi piace"

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