Black Sails/Telefilm

Recensione | Black Sails 1×05 “V.”

Il capitano ha ritrovato la rotta, la nave ha ripreso a solcare i mari di Parole Pelate e thescarletelle torna a recensire questa meraviglia di show! Per le scorse due puntate vi ho lasciato nelle ottime mani della mia collega, poichè ero in volo verso Amsterdam – e già, per questa volta ho preferito la via aerea a quella marittima, argh -, ma adesso sono tornata e sono più che entusiasta di riprendere ad occuparmi di Black Sails. E’ vero, questa recensione arriva un bel po’ in ritardo, ma purtroppo, al mio ritorno da Amsterdam, ho anche avuto problemi con la connessione e sono riuscita a recuperare tutte le puntate che mi ero persa soltanto un giorno fa. Sì, sono più sfigata di Jack Rackham che dimentica di chiudere il sacchetto delle perle e le perde tutte a mare, che ci posso fare.

Dove eravamo rimasti? Eleanor, suo malgrado, è stata miseramente raggirata da suo padre, il quale ha complottato con quel figo del il capitano Bryson per salvare la sua reputazione, i suoi soldi, e lasciare la figlia con un pugno di mosche. Non solo: Mr Guthrie ha anche fatto in modo che non un solo cannone della nave di Bryson fosse consegnato a Flint, sabotando in questo modo anche il piano di quest’ultimo di assaltare l’Urca de Lima.

Il Capitano Flint, però, non si dà per vinto e parte all’inseguimento della nave di Bryson. La prima inquadratura dell’episodio ci mostra infatti Flint che osserva l’orizzonte, solo – non a lungo – e pensoso, in attesa di individuare, in quella distesa di azzurro, la nave di Bryson. Vi è infatti una possibilità, o per meglio dire due, che la rotta da lui intrapresa sia sbagliata, e che Bryson abbia seguito un percorso diverso proprio per depistarlo. Questo Flint lo sa, e lo sa anche Billy, il quale si becca una delle solite paternali del suo capitano – tra lui ed Eleanor non so chi dei due ne abbia ascoltate di più -, questa volta riguardo il rischio. Ora, so che il mio è un punto di vista forse un po’ impopolare, ma io adoro il rapporto che c’è tra Billy e Flint. Billy, come ha lui stesso ammesso, nutre verso Flint paura, più che rispetto, eppure Flint dal canto suo sembra sempre riuscire a convincerlo, a portarlo realmente dalla sua parte. Inoltre, sebbene siano due personaggi diversissimi tra di loro, non saprei dire chi dei due sia più interessante: Billy sembra, in quella marmaglia di imbroglioni e bugiardi, il personaggio più umano e leale di tutti, forse quello in cui è più facile identificarsi, ma Flint, al di là della sua abilità di manipolare le persone e volgere le situazioni sempre a suo vantaggio, possiede quel fascino e quella cultura – ho amato che lui stesso si sia paragonato ai Cesari dell’antichità – che lo rendono incredibilmente intrigante. Infine, se tutte queste motivazioni non bastano, vorrei ricordare che stiamo parlando di Tom Hopper e Toby Stephens: alzi la mano chi sarebbe in grado di resistere ad uno dei due.

Ad ogni modo, dato che le cose non possono mai filare almeno per una volta liscio per Flint ed i suoi, la nave di Bryson viene sì avvistata, ma per raggiungerla bisogna portare quella di Flint ad una velocità così rischiosa che persino Billy trova il coraggio di protestare, anche se basta un’occhiataccia del suo capitano per fargli cambiare idea ed appoggiare quella follia. E così, mentre tutta la nave rischia di ribaltarsi e la ciurma si dà da fare disperata, Flint ron solo riesce nel suo intento, ma non si smuove neppure. Neanche di un passo, nada, nothing. E’ il classico tipo da “se per caso cadesse il mondo, io mi sposto un po’ più in là”, insomma. Anche se, in ultima analisi, persino le sue idee più psicopatiche si rivelano fruttuose, e quindi tanto di cappello alla sua genialità… o alla sua fortuna sfacciata, fate un po’ voi.

Raggiunta la superaccessoriata nave di Bryson, il problema è abbordarla. La soluzione migliore che la mente di Flint riesce a partorire è quella di gettarsi contro la nave in questione. Inoltre, è necessario che tutta la ciurma partecipi all’assalto, ed anche il povero signor Dufraisne, che è tipo il contabile della nave di Flint, è costretto a prenderne parte. Non si sa bene come, dato che il primo pensiero che la sua espressione suggerisce quando Billy gli mette tra le mani una pistola, sembra “che ci faccio, la mangio?”, ma anche lui deve farlo. Dufraisne è ovviamente terrorizzato, e, da donna di pensiero più che d’azione, posso anche comprenderne il motivo, ma Billy trova il modo di fargli forza, assicurandogli che nessuno muore mai al primo assalto. Beh, allora scusa.  Dufraisne – forse perchè il terrore gli ha immobilizzato oltre che le gambe pure le attività cerebrali – se la beve, e, a differenza del resto della ciurma che si prepara al Carnevale di Rio, tanto per rimanere in tema, all’abbordaggio dipingendosi corpo e volto ed indossando denti finti e suppellettili vari, si limita a togliere gli occhiali, sia mai si rompessero. Peccato che, senza quelli, praticamente non vede ad un palmo dal naso – I feel you, bro.

Il piano di Flint, come al solito, funziona: il cecchino della sua nave fa fuori i timonieri della nave avversaria, impedendo a quest’ultima di cambiare posizione e favorendo, appunto, l’assalto. La ciurma di Flint si riversa sulla nave di Bryson in tutta la sua violenza, che culmina quando Dufraisne, inesperto tanto nel corpo a corpo quanto con le armi da fuoco, uccide il suo avversario… mordendogli a sangue la giugulare. Mica poteva mancare Edward Cullen – certo, meno bello e per grazie divina pure meno sbrilluccicoso – nella ciurma di quel vecchio volpone di Flint.
Persino l’epica espressione di Billy alla vista del volto insanguinato del compagno è palesemente terrorizzata. Ed impareggiabilmente divertente, povero cucciolo.

La situazione sembra arrivare ad un punto cieco: Bryson e i suoi si rifugiano in una sorta di camera blindata, dopo aver sabotato la nave in modo tale che Flint non possa nè avere i cannoni nè modificarne la rotta. Inoltre, per liberarsi dei pirati, Bryson sceglie uno dei rematori – in una scena che mi ha disturbato abbastanza – per portare a Flint un messaggio e una bomba: dopo aver riferito al capitano che la Scoroborough sta arrivando, il malcapitato fa per lanciarsi contro di lui con la bomba tra le mani, ma è Billy a salvare il suo capitano, sparando allo schiavo, che, a terra, letteralmente esplode. Ma non è tutto: fra gli schiavi/rematori in questione, vi è anche Mr Scott, alleatosi con Mr Guthrie dopo aver tradito Eleanor per il suo stesso bene.

Nel frattempo, le cose sull’isola di New Providence sono più incasinate che mai. Innanzitutto, nonostante sull’isola si sia ormai alle soglie di una rivolta, dovuta alla pubblica ammissione, da parte di Mr Guthrie, della perdita di credibilità del suo stesso cognome e dunque degli affari da loro gestiti, Eleanor è determinata a continuare i suoi affari. Così riunisce alcuni capitani che possono esserle utili e soprattutto disposti ad ascoltarla, e propone loro di mettersi in attività insieme e risollevare le sorti dell’isola. La condizione che uno di loro le impone però è molto dura: revocare il bando di Vane. Il che significa anche, secondo Eleanor, tradire Max per la seconda volta. E’ Silver – lasciato nello studio di Eleanor per paura che scappasse o raccontasse qualcosa di troppo alla ciurma di Flint – a consigliarle di accettare quella condizione: è stata Max, infatti, a fare una serie di scelte che l’hanno portata a quello. Anche se credo che nessuna scelta possa giustificare le barbarie che quella disgraziata ha patito, c’è da dire che il discorso di Silver suona alquanto convincente, persino alle orecchie di Eleanor. Tra le sue argomentazioni, credo che valga la pena citarne un paio:

  1. To be perfectly honest I don’t care because the moment I start making choices based on her decisions I’ve given her a hell of lot more power over my life than I am quite comfortable seeding to a perfect stranger.
  2. Guilt is natural, but it also goes away, if you let it.

Intanto, Jack, Anne e Vane reclamano la proprietà del bordello in cui lavorava Max. E Vane, dopo aver passato gli ultimi due episodi a mangiare gelato davanti alla sua serie tv preferita a bere e disperarsi per come sono andate le cose con Eleanor e la sua ciurma, sembra finalmente tornare in sè e in pista.

A questo punto direi che ci leggiamo tra pochi giorni, dato che per domani o al massimo Martedi dovremmo avere l’episodio VI sottotitolato. Malauguratamente mi sono spoilerata qualcosa e… sarà un duro episodio. Duro, ma grande.

Ringraziamo: Black Sails Italy |  Tv, Cinema, Musica & LibriTelefilmSeries.Com | Diario di una fangirl.

2 thoughts on “Recensione | Black Sails 1×05 “V.”

  1. Il discorso che Flint fa a Billy è una lezione di come fare politica
    Bello anche l’arrembaggio alla nave di Bryson vissuto dal punto di visto del malcapitato Dufraisne, fa trasparire tutta la sua inadeguatezza e il suo istinto di sopravvivenza.

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