Telefilm

Recensione | Almost Human 1×12 “Beholder”

Episodio godibile e con una morale piuttosto intensa quello di questa settimana, uno spaccato su un futuro che non è poi così futuro.

Si parla di rapporti umani, di amore e di…bellezza. La bellezza che è l’ossessione e la continua tendenza alla perfezione che contraddistingue le opere di umana creazione o di artificiale progettazione. La bellezza che è intesa come valore aggiunto ma anche come fardello, qualora si senta di non rispecchiare quei modelli che la società propone – di essere inadeguati. La bellezza che diventa quel tarlo che è li nella mente, e che se riesce ad intaccare la gamba debole del tavolo, può far si che non si regga più saldamente in piedi.

Almost Human decide di coniugare il tema in maniera efficace e per certi versi anche con un certo tatto ma anche con incisività (trullallero trullalà). Se dapprima infatti l’approccio è quello del caso crime e del mistero da risolvere ad opera dei nostri agenti semi-umani, dall’altro diventa poi spunto di riflessione. Abbiamo un ladro di fattezze altrui, che non ruba l’identità ma quelle particolarità che rendono una persona, un essere “bello”. Lui le prende per se, come ritagliando da un giornale le parti del corpo di modelli e modelle per creare un proprio ideale di bellezza.

Ad ogni modo non sono solo i siparietti tra Kennex  e Dorian ad intrattenerci per la durata della 1×12, ma è la stessa vicenda a trascorrere veloce nell’arco di quei quaranta minuti che vanno via in un soffio e che ti catturano nonostante tutto.
C’è stato un momento in cui, va detto, si poteva anche storcere il naso allo svilupparsi della trama, eppure quel che sembrava non avere senso ha avuto poi la sua degna conclusione a fine episodio, quando tutto torna a quadrare.

Non sono d’accordo tuttavia con le scelte di rete di mandare in onda ancora una volta un episodio che non contribuisce a risposte concrete (vedi the wall, gli insindicate etc), però ad ogni modo ho sfruttato al meglio quei 44 minuti di svago quotidiano, non senza soffermarmi un’attimo a pensare.

La dinamica dell’uomo ossessionato dall’aspetto fisico, desideroso di voler cambiare il proprio aspetto anche con mezzi illegali per piacere ad una donna, provocano due reazioni contrastanti: da un lato è un interrogarsi su quanto veramente spesso si è condizionati dall’aspetto esteriore o dalla diversità – e in questo caso viene declinata sia in maniera comica (vedi il naso di Dorian) sia in chiave Cromo (“siamo proprio i più fighi e perfetti”) –, dall’altro è il rendersi conto di come certe motivazioni, alla luce dei fatti e col senno di poi, perdano ogni validità che sembravano avere.

Ciò non toglie che, non appena scopriamo la ragione per cui l’uomo voleva così ardentemente cambiare, ciò che ci resta è un WTF grosso come una casa.

E’ più che altro una mega riflessione sulla beffa del destino quella che resta, laddove ogni qual volta vai impegnandoti al massimo per essere chi non sei, devi sempre aspettarti un effetto collaterale. E non si tratta solo di un nanobot che può sfigurarti ma è il tuo voler snaturare te stesso, nella tua affannosa ricerca di piacere. La beffa è proprio lì dietro l’angolo, mentre preso dal turbine edonistico di voler diventare il nuovo Mister Universo dopo aver fatto tanti sacrifici e operazioni più di Cher, trovi alla fine chi riesce a guardarti non con gli occhi ‘esterni’ ma con quelli ‘interni’ dell’anima. Del resto il Beholder del titolo è chi riesce a comprendere e percepire qualcosa attraverso le facoltà mentali più che alla vista.

Insomma, a meno una puntata dalla fine, siamo ancora qua intenti a farci due “giri filosofici” e a renderci conto che gli anni 80 saranno ben e ben presenti nel futuro. E continueremo a chattare. Però almeno non ci sarà più il botulino (così pare).

Tra l’altro, se la Maldonado riesce a strapparci un sorriso nel suo scambio con la Stahl su come ancora si tenga stretto Kennex al dis-tretto, è proprio miss Perfettina che alla fine mi delude. Certo, Kennex, un po’ come il povero ossessionato dalla bellezza, ha forse colto la palla al balzo nel momento sbagliato, ma anche lei diciamo che sbava per un intera stagione e poi…

Purtroppo è così…le grandi sfighe della vita.
Sì, questa puntata potrebbe proprio avere questo sottotitolo, oppure qualcosa del tipo “Inutile quanto ti farai il mazzo per quello che vuoi. Nel momento in cui lo raggiungerai, sarà sempre fuori portata e troppo tardi”.

Vi è presa troppo male? A me un pochino….
Suvvia però, riconsoliamoci col promo della 1×13, sperando che mamma FOX si decida a risolvere qualche interrogativo (e a rinnovare la serie).

Ringraziamo: Tv, Cinema, Musica & Libri | Diario di una fangirl. | TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | Almost Human – Italia | Serie Tv e film time | Telefilm Italia | Film e telefilm ossessione.

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