Telefilm

Recensione | Almost Human 1×11 “Disrupt”

E ci risiamo. Per quanto io possa aver apprezzato l’episodio, comunque un prodotto entertaining e dal quale si vogliono avere risposte, ci si inizia a domandare se alla FOX si divertano a prenderti per i fondelli.

Ricapitoliamo : lo show è a rischio cancellazione (così pare), e mentre la rete manda su drama come The Following che ti tengono sulle spine puntata dopo puntata, Almost Human poteva rivelarsi un ottimissimo prodotto, così come negli episodi migliori dimostra di esserlo. C’è chi si aspettava qualcosa di più simile a Fringe, chi qualcosa con un taglio nettamente Sci-fi. Lo apprezziamo come è, come appuntamento settimanale con l’azione androide e le faccette di Kennex, miste a quel giusto di comicità e azione che ci sta anche bene.
Però, c’è sempre un però.

Non sto criticando la trama di questo episodio, nemmeno le varie dinamiche distrettuali, dalle più serie alle più comiche (leggi detective Paul) però quando ci si aspetta delle risposte, non si può far passare in cavalleria con un altro episodio che ha il sapor di filler tutto quello che si potrebbe sviluppare.

La scorsa volta non sapevamo a chi dare i resti, questa volta la traccia degli insindicate (sempre che di loro si tratti) rimane solo nel fatto che qualcuno SEMBRA aver manipolato i ricordi di Dorian. Da li scaturiscono ulteriori domande, e forse le uniche che ci vien da porci nell’episodio. Mancano solo due puntate alla fine della prima stagione, e se non ce ne sarà una seconda temo si rimarrà come al solito con l’amaro in bocca.

Tolta tutta la vicenda contestuale dell’episodio poi, queste domande occuperanno si e no dieci minuti, tra inizio e fine puntata. Il resto è certamente una storia ben costruita e che genera anche riflessioni, ma personalmente mi aspettavo qualcosa di più, nonostante il risultato siano stati i soliti 40 minuti e passa godibili per un telefilm addicted.

Per non far torto comunque a nessuno, sottolineiamo i momenti salienti (a titolo personale ovviamente) di questa 1×11 di Almost Human, sempre accompagnati da qualche commento e qualche riflessione molto poco seria.

LA TECNOLOGIA TI SALVA LA VITA

C’era una spot una volta che diceva “Una telefonata ti allunga la vita”, quando gli smartphone non erano ancora in voga e men che meno la dimensione social in cui viviamo. Ecco, ho immaginato che nel 2048, laddove ormai la tecnologia la fa da padrona in molteplici aspetti della vita quotidiana si potesse dire che “La tecnologia ti salva la vita”. Del resto se ci sono MX e DRN, e se le cose sembrano funzionare a metà tra controllo umano e controllo macchina, potrebbe essere un qualcosa di auspicabile e positivo.

Errore.

Almost Human ci propina la lezione della nonna, di quelle che “Si va bene il computer ma se manca la corrente? Almeno io ho la radio a pile” oppure “Eh si il forno con la piastra elettrica, ma se va via la luce? Io ho la bombola a gas”.  La storia è più o meno quella, soprattutto se abbiamo Ambrogio 2.0 che viene hackerato con una facilità impressionante, ed il risultato è farsi uccidere dalla tua stessa casa super tecnologica. Nuova trama per un horror fantascientifico? Chissà…anche se mi suona di già sentito.

Intanto, a me quel maggiordomo li mi fa veramente paura

ANCHE GLI HACKER HANNO POCA FANTASIA

Non soffermandoci sulla vicenda di vendetta, di amore e disagggio, e sulle rivendicazioni che ogni gruppo di dissidenti è giusto che abbia, voglio solo dirti una cosa. Se vuoi far parte dei cosiddetti DISRUPT e se sei un temuto mercenario hacker, tesoro mio, ma puoi chiamarti Crispin X? Forse tuo papà lavora alla Nestlé o forse hai sofferto anche tu, nella tua vita di nerd avanzato, di quel momento in cui non sai più che nickname inventare, quindi ti guardi intorno e prendendo la scatola dei Rice Crispies pensi “Beh forse è la soluzione”.

No. No. NO.

E poi sinceramente, pensavo nel futuro qualcosa cambiasse, almeno per voi Hacker. Non sempre ‘ste storie di mega rave tecnologici al limite della legalità con realtà virtuali e trip mentali e vestiti di dubbio gusto dal sapore retrò-gotico misto allo steam punk. Fa un po’ troppo 1999 e un po’ troppo XXX (che è sempre un signor film ma ha comunque la sua età).

Vi perdono solo perché ci avete mostrato un Kennex versione Eric Draven del futuro che è sempre e comunque un bel vedere. E colgo anche una qualche citazione al suo essere Vaako in Chronicles of Riddick. Ce piace…!

 DORIAN, ARE YOU OK?

I ricordi di Dorian iniziano a sfarfallare e non sappiamo bene se Rudy centra o meno. Inizialmente mi puzzava un pochino, soprattutto il suo ‘manipolare’ senza permesso. Poi però il suo discorso con Kennex suggerirebbe il contrario. La questione è dunque, cosa c’è dietro?

Ci sarebbero mille teorie e mille ipotesi da formulare, soprattutto in virtù di un possibile coinvolgimento di Rudy con gli insindicate o con il genio e creatore dell’anima sintetica. E soprattutto, chi è quel bambino?

Dorian dal canto suo, come androide coi feelings ne risente sicuramente, ma dimostra di avere un “cuore” grande così, anche quando salva la situazione di fronte al disagio giovanile e ad un maggiordomo che mena per primo e mena due volte, ma non può nulla contro la nostra discoface preferita.

PAUL? HE HAD A SURGERY

Come non adorare nonostante tutto, nonostante la delusione per l’episodio un po’ così, gli intermezzi di Kennex, quel gran burlone? Del resto di goliardia tra poliziotti è risaputo essercene a bizzeffe, ma vuoi mettere ridicolizzare quel poveraccio di Paul a dovere? Prima le emorroidi, poi l’infezione da Sex Bot…tra l’altro, l’ultima tipa secondo me è tipo una fiamma del povero malcapitato e Kennex gli ha ben donde rotto le uova nel paniere. Non vorremmo essere nei suoi panni.

Intanto, io sono seriamente preoccupata, perché se da un lato John è rimasto attaccato ai ricordi della sua ex, qua non si conclude mai niente con nessuna, e come disse DRN qualche tempo fa, avrebbe bisogno di attività motoria down there il povero John.

Staremo a vedere.

E poi, per concludere, abbiate pietà di me, che inizio seriamente per poi trascendere nella stupidaggine più assoluta, però quando ho visto la Stahl con la parrucca non ho potuto non pensare a QUESTO e QUESTO.

Abbiate pietà di me….almeno fino al prossimo recencommento 🙂

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