Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 4×10 “Inmates”

Se il focus dell’episodio della scorsa settimana era circoscritto alla triade composta da Rick, Carl e Michonne, questa volta assistiamo alle vicende di tutti i restanti fuggiaschi e, proprio come nella puntata, li tratterò anche io a gruppi, nell’ordine in cui ci sono stati mostrati.


– Daryl e Beth

“Non riuscirebbero a colpire un elefante, a questa distanza!”

Questo era John Sedgwick, generale nella guerra civile americana, ironicamente morto stecchito colpito da un cecchino poco dopo aver pronunciato le ultime parole più famose nella storia delle ultime parole famose.

Il voice-over di Beth (o meglio, la parte finale del voice-over) con cui si apre l’episodio, infatti, non ha potuto non farmi venire in mente questa vicenda:

“Possiamo vivere in questo posto per il resto delle nostre vite.”

Ma sono cose da dire? No, è l’equivalente di quando la stampa inglese (sfatiamo il mito che siano stati quelli della White Star Line: non è così) ha definito “inaffondabile” il Titanic.

Ora, poiché è nella mia natura di studentessa di giurisprudenza trovare cavilli per ogni cosa, possiamo anche dire, per giustificare quella iettatrice di Beth, che lei non ha in effetti mai detto quanto lunghe sarebbero state le loro vite, e quindi tutta la gente che è morta in prigione durante l’attacco del governatore non ha disatteso le aspettative della bionda.

C’è da dire, se non altro, che Beth non si è persa d’animo, a differenza di Daryl che pare un tantino (giusto un tantino) depresso e scoraggiato. Beth, infatti, è più che convinta che non siano gli unici sopravvissuti, e anzi sprona Daryl chiedendogli di seguire eventuali tracce in modo da ricongiungersi con gli altri membri del gruppo.

 
 
 


– Tyreese, Mica, Lizzie, Judith (e Carol)

Tyreese è costretto a reinventarsi come babysitter, anche se con Lizzie più che babysitter servirebbe uno psichiatra, ma uno bravo. Quella bambina, infatti, è l’esatta definizione di “inquietante”, con tendenze sempre più marcatamente sociopatiche e psicopatiche, e quei poveri coniglietti che hanno avuto la sventura di incrociare la sua strada ne sanno a qualcosa. A tal proposito vorrei citarvi quello che scrisse Arthur Schopenhauer in “Sul fondamento della morale”:

“La pietà verso gli animali è talmente legata alla bontà del carattere da consentire di affermare fiduciosamente che l’uomo crudele con gli animali non può essere buono.”

Peraltro, “gli psicopatici sono generalmente inclini a sminuire, umiliare, maltrattare, deridere e anche attaccare fisicamente (o uccidere, in casi estremi) le persone che normalmente non porterebbero loro nessun beneficio, come i subordinati, le persone fisicamente fragili o di rango inferiore, i bambini, gli anziani e soprattutto gli animali.”

Insomma, gli indizi che quella bambina sia completamente fuori di testa ci sono tutti, e sto iniziando a credere che l’ipotesi che sia stata lei a nutrire gli zombie lungo il perimetro della prigione sia più che fondata.

Vorrei farvi notare, infatti:

Lizzie: “non urlare così, non capisce gli ambulanti”.
Mica: “sei tu quella che non li capisce!”

Ecco, “Sei tu quella che non li capisce” è una frase che mi ha fatto pensare parecchio. Adesso voglio sapere di preciso in che termini Lizzie non capisce gli ambulanti (al di là del fatto di dargli dei nomi e considerarli come animaletti domestici, il che è, comunque, già abbastanza).

E onestamente, sebbene l’avessi scartata fin dal principio, anche l’ipotesi che sia stata lei ad uccidere Karen e David ora come ora non sembra più tanto bislacca. Se consideriamo soprattutto il modo in cui ha deciso di occuparsi di Judith l’infante (breaking news: è viva). La marmocchietta, infatti, fa quello che fa tutti i poppanti: piange. Solo che andarsene in giro in mezzo ai boschi con una bambina che fa più rumore della sirena di una fabbrica non è tanto raccomandabile, dato che il rumore attira gli zombie. Sarebbe come cospargersi di sangue d’agnello e andare a fare un safari in mezzo alla savana. Quindi, come gestire la bambina che piange? Semplice, secondo Lizzie: tappiamole la bocca con uno sguardo pazzo e allucinato che fa venire il dubbio allo spettatore che la bambina effettivamente si diverta a compiere un gesto che, sebbene all’inizio fosse più che legittimo (diavolo, anche io l’avrei zittita in quel modo, date le circostanze), pian piano assume sempre di più i contorni di un tentato omicidio.

 

E mi viene spontaneo chiedermi: in circostanze normali (senza quindi apocalissi zombie), Lizzie sarebbe diventata un serial killer? E se sì, Brian Moser o Dexter Morgan? No, me lo chiedo perché ora che Carol è ritornata, visto che lei era la bussola dei bambini della prigione, qualora scoprisse le tendenze psicopatiche di Lizzie, potrebbe essere per lei quello che Harry Morgan era per Dexter: una sorta di “guida morale”, autrice del codice che indirizzava il serial killer più famoso della tv verso il “bene”, alla luce del fatto che non poteva in nessun caso sopprimerne gli istinti omicidi.

E a proposito di Carol, ora come ora è l’unica colpevole assodata per l’omicidio di Karen e David, e non penso che per lei sia il massimo del divertimento essersi imbattuta per prima cosa proprio in Tyreese. Fortuna che l’unico “testimone”, finora, dorme a quattro di spade su qualche divano.

Comunque, una cosa mi cruccia: com’è che in questo telefilm, non importa da quanto tempo siano in giro e dispersi per boschi, tutti alla fine ritrovano tutti? E pensare che io una volta mi ero persa tra le corsie del supermercato (a mia discolpa avevano cambiato la disposizione degli scaffali dall’ultima volta che ci ero andata).


– Maggie, Sasha, Bob

Esaurita la parentesi marmocchi, incontriamo altri tre sopravvissuti. Maggie, Sasha e Bob hanno trovato un buon posto dove accamparsi per la notte, anche se Maggie ha intenzione di tornare indietro a cercare Glenn. A nulla valgono le obiezioni di Sasha inerenti al fatto che dividersi sarebbe una pessima idea, perché Maggie ha già preso la strada del bosco. Bob non ci pensa due volte e si avvia anche lui.

“L’hai detto tu stessa, non possiamo dividerci”.  E qua non ho potuto fare a meno di richiamare alla mente la scena di Jurassic Park III: “andiamo a cercare vostro figlio. Nella loro stessa direzione”.

I tre alla fine trovano l’autobus con cui parte del gruppo della prigione era riuscito a scappare, ma poiché in questo telefilm non c’è mai una cosa che vada per il verso giusto, tutti gli occupanti del veicolo sono ormai degli zombie. Olè. Cioè, più che “olè” forse è più “tragggedia”, visto che noi dal promo sappiamo che Glenn è ancora vivo, ma Maggie no e giustamente teme il peggio. Avendo quindi bisogno di sapere se Glenn sia davvero morto, decidono di disinfestare l’autobus, facendo fuori gli zombie uno per uno. Fortuna per lei, Glenn non c’è. Per sapere dov’è, proseguite con la lettura.

 
 

 


– Glenn e Tara

“Tutta questa fatica, e ancora sto in macchina.”

Era doverosa, qua, la citazione di una delle battute migliori di Jurassic Park (perdonate la ripetitività delle mie preferenze cinematografiche), perché Glenn, dopo tutto il trambusto, si risveglia infatti ancora in prigione. Che poi, magari ho ricordi un po’ ottenebrati, ma lui non era rimasto sull’autobus, dopo che Maggie ne era scesa per tornare a cercare la sorella? Cioè, l’abbiamo visto scendere? Mica (no, non la bambina) me lo ricordo. Boh, vabbè, fa niente, quello che conta al momento è che il ragazzo della pizza è vivo.

E mi è piaciuto parecchio il segmento di Glenn, soprattutto quando, tornato nella sua cella, oltre alla divisa antisommossa, viveri e armi prende anche la foto di Maggie e l’orologio donatogli da Hershel. Mi ha fatto venire in mente quando Lori, scappando da casa all’inizio dell’apocalisse, si è premurata di prendere anche gli album di fotografie. Ed è una cosa che mi è piaciuta semplicemente perché è qualcosa che farei anche io, prendere qualche oggetto di valore affettivo, perché altrimenti che senso ha la mera sopravvivenza?

 

In prigione, comunque, non c’è solo Glenn: anche Tara è ancora viva. Anche se, all’inizio, in stato leggermente catatonico, visto che è anche colpa sua se andato tutto in malora ed è morta un fracco di gente. In ogni caso, forse proprio per fare ammenda, accetta di aiutare Glenn a cercare Maggie la quale è, per lui, la “moglie”. #InsertFangirlFeelingsHere

E l’episodio si conclude introducendo tre nuovi personaggi, che i fan del fumetto avranno già riconosciuto: Abraham Ford, Rosita Espinosa ed Eugene Porter. Sono boschi piuttosto frequentati, a quanto pare.

In conclusione, è un episodio che mi è piaciuto parecchio, soprattutto per come hanno fatto incrociare le storie. Ad esempio: quando Daryl e Beth trovano delle tracce, e in seguito – anche se cronologicamente ciò è avvenuto prima – vediamo Tyreese, Lizzie e Mica lasciare quelle stesse tracce. Oppure, il tronco con i coniglietti: nella parte con Daryl e Beth li vediamo già squartati, e nella parte con Lizzie la vediamo intenta a squartarli.

Ora, nella speranza che per la settimana prossima sia riuscita a togliermi dalla testa il brutale coniglicidio (anche se penso che resterò traumatizzata fino alla quinta stagione), vi lascio col promo del prossimo episodio, Claimed:

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6 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 4×10 “Inmates”

  1. Lizzie è pazza. All’inizio pensavo che i conigli li uccidesse per cucinarli, cosa che in quella situazione (avevano anche il fuoco) era l’azione più sensata. Cioè, io li avrei mangiati.
    Invece la pazza li uccide e basta, anche compiaciuta, aggiungere. E nel bosco lo stesso avrei fatto io, avrei tappato la bocca a Judith ma di certo non le avrei tappato anche il naso con quel ghigno infame sulla faccia.
    Era talmente presa dalla foga psicopatica che non sentiva la sorella urlare il suo nome. CURATELA… anzi, fate in modo che non arrivi al campo dei sopravvissuti.
    A proposito del campo… si rivelerà essere una fregatura colossale come Atlanta e il Centro di Controllo delle Malattie? Spero sia almeno popolato da persone vive.

    Finalmente è tornata Carol, però veramente vorrei capire come fanno a ritrovarsi nel giro di pochi giorni o ore. Ho capito che hanno tutti l’istinto di sopravvivenza a mille, ma….
    Comunque, quando ho visto la scarpetta al banchetto degli zombie, ho pensato veramente che fosse di una delle bambine della prigione.

    Siccome non ho letto i fumetti (provvederò al più presto) voglio sapere qualcosa in più sui nuovi arrivati… Non mi fanno una buona impressione. Sbaglierò? Vedrò.

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    • Lizzie secondo me è imparentata col Governatore. Sono sadici uguale. Vabbè, per essere pazza è pazza, però è intrigante: non capita sempre di vedere una bambina (quindi piccola e femmina) con tendenze psicopatiche (che poi, la maggior parte dei serial killer è costituita da uomini, sia nei telefilm che nella realtà)

      A proposito della scarpa (anche io avevo pensato al peggio), hai letto il tweet di Chandler Riggs? Mi ha fatto morire: “Hey! Grab the shoe I need one!”

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      • E’ vero, i serial killer sono quasi sempre maschi… Però io vedo Criminal Minds e ne ho viste di tutti i colori, persino il bambino sociopatico di 11 anni che fa morire il fratello. La bambina mi mancava nella checklist.

        AHAHAHAH non lo avevo letto xD Mi sono andata a leggere tutto il suo live tweet dell’altra sera: “Riding the school bus has the same effect on me”
        Penso di adorarlo!

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  2. Lizzie sta maturando tutti i segnali che precedono la sua carriera da futura serial killer, se è vero che ho guardato abbastanza telefilms per capirlo (specialmente Criminal Minds come la mia collega qui sopra :D).
    Grazie per aver notato la stessa cosa che ho notato io: evidentemente Carol era accampata appena fuori la prigione per sbucar fuori all’imporvviso cosi!
    Glenn è il vincitore morale della puntata, a mio parere!
    Anche a me i tre nuovi compari puzzano un sacco, ma non mi voglio spoilerare la storia leggendo il fumetto e quindi faró orecchie da mercante! Bababababaaa! 😀

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    • Vogliamo Lizze mascotte della serie! Viva i bambini psicopatici! Peccato che la sua carriera di serial killer non sarà tanto proficua, visto che i sopravvissuti sono sempre di meno. Anche se – di contro – spuntano come funghi. Adesso questi tre nuovi faranno bene a non fare tanto casino (nemmeno io ho idea di chi siano quindi stiamo a vedere)

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