Black Sails/Parliamone/Telefilm

Parliamone |(BLACK) SAIL(S) with real pirates

Quindici uomini sulla cassa del morto, oh oh oh
e una bottiglia di rum!

Mentre cercavo informazioni per (evitare di) scrivere (baggianate in) questo articolo, mi sono imbattuta nell’origine di questa canzoncina che penso conosciamo tutti, e sapete che ho scoperto? Che non è stato Stevenson ad inventarsela di sana pianta nell’Isola Del Tesoro, ma che si trattava piuttosto del lieto passatempo che alcuni pirati della ciurma di Edward Teach – passato alla storia come Barbanera -, abbandonati, a causa di un tentato ammutinamento, su una piccola isola deserta con la sola compagnia di una bottiglia di rum a testa, si erano inventati per, insomma, passare il tempo. I pirati di Black Sails, invece, riempiono il loro tempo libero in tutt’altro modo: frequentano bordelli, si riuniscono nella locanda di Eleanor Guthrie dove conducono affari in nero, si spiano ed ostacolano a vicenda e se ci scappa anche il morto non si scandalizza nessuno. Ma chi sono questi pirati, ve lo siete chiesto? Oltre che meravigliosi esempi viventi di aitanza (#1), virilità (#2) e tripudi di coniglietti e arcobaleni (#3), si intende.

Fra tutti i personaggi che abbiamo conosciuto finora, sono riuscita ad inquadrare fin dalla prima puntata quelli di Flint e Silver, più perchè ho imparato a memoria le battute del Pianeta Del Tesoro che per reale cultura sui pirati nella letteratura – lo so, lo so: non dovrei dire in giro di non aver letto i romanzi di Stevenson perchè è vergognoso, ma giuro che ce li ho sulla lista interminabile di libri da leggere prima di tirare le cuoia -, ma, cercando un po’ in giro, ho scoperto che in realtà tutti i pirati di Black Sails fanno riferimento a pirati veri, in carne ed ossa (o carta e inchiostro). Ed è così che è nata l’idea di questo articolo, per una curiosità che spero di non essere stata l’unica ad aver avuto. Quindi, anzichè costringervi a fare un gran numero di ricerche separate in chissà quali angoli remoti del web, soddisfo io la vostra curiosità raccogliendo tutte le informazioni sui vari pirati in questione. A partire, ovviamente, da lui, il Capitano per eccellenza, nonchè quello più figo di tutti, Flint. Arr!

Captain (my captain) J. Flint

Se il Flint di Toby Stephens è alla ricerca di un tesoro dall’inimmaginabile valore, quello originale un simile tesoro lo ha, invece, già accumulato durante lunghi anni di arrembaggi e scorrerie. La sua preoccupazione principale diventa dunque quello di tenerselo stretto, ed è per questo che lo nasconde su un’isola sperduta, che può essere raggiunta solo attraverso una misteriosa mappa lasciata ai posteri da Flint in persona. Si tratta della figura leggendaria ed (anti)eroica di un corsaro spietato e forse di uno dei pirati più famosi nella letteratura e, in generale, anche nell’immaginario collettivo. Mi incuriosisce, piuttosto, come svilupperanno nella serie un simile personaggio, che ha già dato prova della sua barbara crudeltà nel duello contro Singleton, suo rivale. Perchè, a quanto pare, la sua apparente calma quasi snervante non è il riflesso di una personalità altrettanto pacata, anzi: quando arriva il momento di usare la violenza, nel suo animo non c’è più posto per la moderazione o la pietà.

Long John Silver

Siccome non so quanto o se gli autori della serie sceglieranno di attenersi al John Silver della letteratura, non svelerò nulla riguardo la sua storia. Però, come avevo oltretutto già accennato nella recensione del primo episodio, una cosa posso dirla: caratterialmente ci siamo. Ci siamo alla perfezione: bugiardo cronico, voltabandiera, dalla proverbiale furbizia ed abilissimo a tirarsi fuori dai guai senza neanche sporcarsi un dito, il John Silver della Starz ha tutte le carte in regola per essere una versione giovanile coerente con il suo omonimo letterario. Al momento non rientra nei miei personaggi preferiti, ma sono fiduciosa che, più avanti, riuscirà a riscattarsi in qualche modo.

Billy Bones

Ebbene sì, lui è il tripudio di coniglietti e arcobaleni a cui facevano riferimento poco più sù. Ma, andiamo, con la sua espressione perennemente perplessa, l’irrequietezza quasi infantile e la conseguente incapacità di starsene con le mani in mano e l’evidente tendenza ai sensi di colpa, questo personaggio non potrebbe essere più adorabile di quel che è. Proveniente a sua volta dal romanzo di Stevenson, anche Billy sembra estremamente coerente con la versione più adulta di se stesso, burbera e malinconica, dal glorioso passato che, nel telefilm, deve evidentemente ancora vivere.

(the real) Charles Vane

Se Flint e la sua ciurma sono frutto del genio letterario di Robert Louis Stevenson, Vane ed i suoi fedeli pirati sono, al contrario, persone realmente esistite. Vane operò a partire dal 1716, prima sotto il comando di Henry Jennis e poi diventando egli stesso capitano della Ranger. E’ plausibile pensare che, proprio come il suo omonimo nella serie, fosse un personaggio fiero ed orgoglioso, determinato a non lasciarsi sottomettere assolutamente da nessuno: addirittura, quando l’allora Governatore di New Providence offrì il perdono a tutti i pirati che infestavano i mari delle Bahamas a patto che questi ultimi smettessero di praticare le loro scorrerie, Vane rifiutò e continuò la sua attività di pirata. Fu proprio da pirata che morì alla fine, assieme a tutto il suo equipaggio.

John Rackham “Calico Jack”

Come per Billy, preferisco non darvi troppe indicazioni su quella che fu la vita di Calico Jack, semplicemente perchè potrebbero essere – e sono quasi sicura che lo siano – dei potenziali e crudelissimi spoiler. Ma posso comunque ammettere che Jack è, già soltanto per il modo in cui va in giro, uno dei personaggi del telefilm che mi sono maggiormente simpatici. E, in effetti, nella serie non si fa altro che accentuare quella che fu, per il vero Rackham, una mania bella e buona, e cioè quella di indossare abiti di calicò – da cui, appunto, l’appellativo. Fu un pirata, per così dire, moderno, un amante appassionato e geloso, dalla mentalità indubbiamente più aperta rispetto ai suoi compagni e nemici in quanto accettò sulla sua stessa nave anche la presenza delle donne, ritenuta, fino ad allora, sfortunata per la navigazione. E nella serie, lo ammetto, io ho un enorme debole per lui.

Anne Bonny

Anne Bonny è una delle piratesse più famose della Storia, nonchè una delle figure di questo mondo di navi ed assalti più affascinanti che ci siano. Anche se destinata ad una vita borghese più o meno agiata, Anne sviluppò un carattere fiero e indomito, scacciando spesso con la forza qualsiasi pretendente e riuscendo addirittura a difendersi da sola da una tentata violenza. Dopo essere stata diseredata dal padre per essersi innamorata di un marinaio, bruciò le piantagioni di famiglia e scappò, infine, con quest’ultimo, aprendosi la strada verso la pirateria. Personalmente sono molto curiosa di scoprire quali aspetti della sua personalità e della sua storia gli autori dello show abbiano scelto di rappresentare, e come. Al momento abbiamo visto soltanto un personaggio violento, quasi ferino, particolarmente vicino a Jack, ma spero tanto che più avanti lo sviluppino come merita. Perchè merita.

Credo che, per il momento, sia tutto. Se nelle prossime puntate incontreremo nuovi personaggi provenienti dalla leggenda o dalla Storia, prometto che ci sarà una versione 2.0 (o anche (BLACK) SAIL(S) with real pirates 2: la vendetta) di questo articolo. Ammesso, ovviamente, che vi sia piaciuto.

Ah, e a proposito di real pirates, al Comicon di San Diego di quest’anno c’era gente (leggi Zach McGowan) che non scherzava mica:

 

Attenti al cast di questo show, gente!

P.s.: per gli ultimi aggiornamenti sulla serie, visitate la pagina italiana Black Sails Italy.

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