American Horror Story/Telefilm

Recensione| American Horror Story 3×11 “Protect the Coven” e 3×12 “Go to Hell”

Direttamente dal mondo di soli arcobaleni e calze colorate di New Girl, questa volta, straordinariamente, sarò io, tezele, a farvi un recap sulle ultime puntate della più oscura delle serie tv, per prepararvi all’attesissimo season finale che potremo vedere già da domani in Italia!

Ci sono a volte delle opera d’arte assurde, prive di senso o sconclusionate, ma talmente belle da farci dimenticare ogni altra cosa. Coven è una di quelle. Gli ultimi due episodi, diretti – è chiaro come il sole, ormai lo riconosceremmo fra mille – da Alfonso Gomez-Rejon, danno mostra molto più di altri di quanto questa stagione sia stata concepita come un grande esperimento estetico. Lasciando da parte l’aspetto dell’intreccio, che se già da prima era debole, ora sta tirando a conclusioni più che affrettate e distratte. M’immagino Alfonso e Murphy a discutere: “Oh, quanto ce sò riuscite bene insieme ‘ste puntate di Asylum (inspiegabilmente nella mia immaginazione i due parlano romano). A la gente glie piace ‘ste inquadrature schizofreniche messe là alla rinfusa. Glie dà un non so che de esotico. La prossima stagione la facciamo tutta così, facciamo ‘er botto! Che ce frega de la trama!”.

Possiamo notare questo carattere tipico soprattutto nell’intro di Go to Hell, dove per un puro gioco esibizionista ci vengono spiegate le prove dei Seven Wonders come in un film d’epoca: bianco e nero, strappi da pellicola rovinata, didascalie, un tuffo nel passato della moda à la pilgrims, pizzi e cotillon. Davanti a scene così squisitamente barocche, del tutto gratuite e senza alcun senso, abbiamo imparato a riconoscere lo stile inconfondibile e artificioso di questa stagione di American Horror Story. Come nella grandiosa scena in cui i cacciatori di streghe della Delphi Trust vengono “accettati” davanti a delle totalmente incuranti Fiona e Marie Laveau (lei addirittura è al cellulare!). O ancora, la scena del viaggio di Queenie nel suo inferno personale, con quell’atmosfera calda e rarefatta di sogno o allucinazione.

Insomma, tutte grandi prove che appagano l’occhio e anestetizzano temporaneamente i sensi, ma che lasciano un po’ insoddisfatti nei contenuti. La storyline già confusa di suo, infatti, sta venendo chiusa in un modo talmente barbaro e frenetico che forse l’accetta di Axeman avrebbe potuto fare un lavoro più raffinato. Fiona che su due piedi decide di lasciare tutti (di nuovo? Stesso discorso del suicidio poi totalmente dimenticato?) e poi liquidata con una morte veloce e una fine in pasto ai coccodrilli raccontata in terza persona con un flashback (non so voi ma io mi sono sentita offesa). Madame LaLaurie tornata sui suoi passi di torturatrice sadica e razzista senza alcuna spiegazione e poi spedita all’inferno insieme alla sua acerrima nemica, la quale – ricordiamocelo – era immortale ma sai, bastava giusto una chiacchieratina di Queenie con Papa Legba a svelare il bug del sistema (ma per piacere – ho dovuto mandare indietro perché non ero certa di aver capito. Una sotto-trama INTERA risolta con la scempiaggine di un secondo?). Cordelia che si ri-cieca per riavere indietro le sue visioni ma non ce l’ha, poi ce l’ha, poi no poi sì poi cambia e vede il futuro invece del passato, così, all’occorrenza. Poi qualcuno si spiega perché ha gli occhi arancioni dopo esserseli cavati con delle cesoie? Zoe che ritorna dalla fuga d’amore (anche questa, pessima non-scelta narrativa) perché “è chiaro che io sia la prossima Suprema“: guarda, tesoro, in realtà tu e il tuo cagnolino siete così insulsi che neanche ci eravamo accorti della vostra assenza. The Axeman che muore come era morto tanti anni fa, brutalmente accoltellato dall’intera Congrega: era davvero necessario?

In compenso, però, in Go to Hell abbiamo assistito alla scena migliore della stagione: Misty che torna dalla tomba (again) e malmena quella stronza di Madison. Avrei voluto durasse per sempre. C’è stato un momento collettivo di godimento, anche se abbastanza straniante, visto che il pestaggio è andata avanti per un bel minuto e mezzo e ho quasi iniziato a sperare che si trasformasse in uno splatter fra gli “awesome” e i “basta, smettetela” urlati a destra e sinistra dalle spettatrici inermi. Poi, come se si potesse aggiungere ulteriore meraviglia alla perfezione, arriva Axeman impazzito e… “God, you walked into the wrong house!”. EPICO!

In conclusione, un contenuto raffazzonato in un involucro meravigliosamente confezionato. Qualcuno potrebbe obiettare che sia un po’ kitsch, ma è difficile trovare uno show visivamente più appagante di questo in circolazione. D’altronde, potremmo considerarla la poetica di Murphy, questa, no?

Sprechi dell’anno: Kathy Bates e Frances Conroy. La prima una grande attrice, sorprendente perché mai vista nei panni di una cattivissima come qui, ma meritava uno sviluppo meno schizofrenico e una fine più degna. La seconda, utilizzata come la semplice nota di colore della Congrega, inutile fronzolo che non aggiunge nulla all’intreccio. Anche antipatica, nella sua leziosità. Peccato per entrambe, sarebbero potute essere valorizzate di più.

Quindi, stasera il mondo fremerà di aspettative alla domanda: who is gonna be the next Supreme? Se solo non mi fossi spoilerata la certezza che effettivamente ci sarà una nuova Suprema sul sommario di episodecalendar, avrei giurato che l’intera razza delle streghe si fosse estinta. D’altra parte, un finale in cui muoiono tutti non è una cosa che questa serie non ci ha abituati ad aspettarci. Ma pare che questa Suprema ci sarà, quindi voi cosa ne pensate? Cordelia? Il potere che nessun’altra ha e la scarsa rilevanza datale per tutta la stagione, nonché i suoi nobili natali potrebbero far pensare a lei, come sostengono in molti. Queenie? Che diventerebbe la prima Suprema di colore, e che sembra essere particolarmente dotata ultimamente? Zoe? Che… no vabè, adoro Taissa Farmiga ma neanche sforzandomi riuscirei a trovare un motivo per cui potrebbe essere lei. Misty? Adorabile, ma forse manca della vocazione ad essere a capo della Congrega. Madison? NO. Non può essere lei. Per quanto la somiglianza con Fiona sia palese, in quanto ne condivide la stessa natura da bitch e la stessa mancanza di scrupoli.

Insomma, si accettano scommesse! Io non vedo l’ora di scoprirlo!

Buona visione e ci rivediamo presto con le impressioni sul finale!

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