Helix/Telefilm

Recensione | Helix 1×04 “Single Strand”

Puntata di ‘raccordo’ quella di Helix dello scorso Venerdì. Una puntata che funziona quasi da passerella e permette agli spettatori di proseguire oltre l’intricato groviglio della trama, non mostrando tuttavia cosa mai ci sia alla fine del percorso.

I compagni di ‘attraversata’ sono sempre gli stessi. Possiamo sentire le urla di sotto provenire dal livello R, l’inquietudine di chi non ha ancora la certezza di essere infetto, mentre il Dr Farragut cerca di mantenere i nervi saldi. In testa, lì davanti come sempre, c’è Hatake col suo panciuto braccio destro, ed in coda alla fila, Doreen, super indaffarata mentre Balleseros accanto a lei farfuglia qualcosa, a metà tra luce e penombra. Guardiamo in basso per cercare di capire come se la passerà la dottoressa Walker, mentre osservando Sarah non siamo gli unici a notare quegli strani tremori delle sue mani. E di una cura o di un test efficace per il famigerato virus, non se ne parla nemmeno…

Helix è ancora una volta in grado di insinuarsi sottopelle, seppur sullo schermo si riservi di non mostrare nulla di assolutamente nuovo o estremamente disarmante, almeno in questo episodio. E’ sempre il sospetto tuttavia a farla da padrone, così come insieme alla già sperimentata ansia, dobbiamo aggiungere da bravi telespettatori di Sci-Fi al nostro vocabolario misteriobatterologico un altro termine: Atemporale.

Tutto qui, tra i ghiacci e le abitazioni in stile stazione spaziale, dovrebbe essere atemporale e fuori dal mondo. In realtà sembra che il tempo, assuma due dimensioni: l’una che sembra scorrere precipitosamente in avanti, in più  momenti togliendo il fiato (letteralmente) e imperando pressante sui tentativi di trovare una soluzione al degenerare degli eventi. L’altra invece che pare andare lentamente a ritroso, a scandagliare ricordi ed esistenze passate che sembrano portarci di nuovo tra i ghiacci nemmeno fossimo vittime di un trip pre-anestetico.
E’ un dejà vu, eppure qua sembriamo esserci già stati sul serio.

Helix è sì ansia, ma stavolta stordisce anche, e sebbene siamo ancora intontiti come al risveglio da un operazione chirurgica, non ci risparmia un paio di colpi diretti in faccia, due sonori schiaffi che ci permettono di svegliarci a dovere ed aspettare con ansia il prossimo episodio.

Di seguito, come sempre, non ho potuto esimermi dall’annotare i commenti ai momenti salienti dell’episodio – ed è ancora una volta uno SPOILER ALERT per chi non avesseil chip adatto per accedere a questi livelli. Per tutti gli altri, proseguite pure senza…paura(?)…

HEY BROTHER, DO U STILL BELIEVE IN ONE ANOTHER?

Peter sembra reagire bene ad una cura sperimentale, quella stessa cura trovata nei meandri dell’enorme base antartica. C’è uno scontro d’etica, c’è attesa e pressione, eppure il SODRA sembra funzionare e Peter è tra noi, di nuovo. Non si aggira più in slow motion e grondante di muco per i corridoi, ma è li col suo ‘lil’ brother’ scambiandosi ricordi su un passato lontano ed uno più recente. Julia è un denominatore comune, perché se da un lato sembrano giurarsi di proteggersi l’un l’altro, comunque vada, poco prima di entrare in uno stato di coma, Peter vuota il sacco. Lui e Julia erano qualcosa di più, da molto prima di quanto pensasse Alan.
E’ una triangolazione che poco ha a che fare col virus ma che ad ogni modo si ripercuote anche sulle dinamiche mediche e non solo. Del resto, lui è venuto qui per scappare da lei….ma a cosa è andato veramente incontro?

KEPP CALM AND CARRY ON

Hatake è l’unico che sembra non perdere la calma. Un sabotaggio al sistema di areazione fatto dagli ‘infetti’ ai piani bassi, la “sua” Julia bloccata di sotto, l’interruzione delle comunicazioni dopo l’esplosione non sembrano scalfirlo. Riceve minacce, affronta a muso duro ma lui continua ad andare avanti e come una grande incognita vagante cerca di portare ogni situazione a suo favore e a suo vantaggio. Non si fa remore nell’impugnare una pistola e fare fuoco, perché non conta quello che è adesso, ma quello che sarà. E Hatake sembra fin troppo preoccupato di un futuro ormai prossimo, più che dei fantomatici ‘compratori’ che devono aver commissionato lui qualcosa…

BABYSITTING THE SICK ONES

Sarah intanto deve far fronte a tre emergenze: capire perché il test non ha funzionato, cercare di razionare le medicine che le permettono di arginare il tremolìo e ..tenere a bada un’infetta del tutto particolare. Too much pressure sulle spalle di questa esile genietta, che tuttavia da quando è arrivata non ha ancora contribuito in maniera incisiva e forse, come chi parte in sordina, promette un esplosione successiva, ma non sappiamo se in bene o in male. La morfina intanto sembra una di quelle cose che possono aiutare a mantenere la calma, ma che offuschino ancora di più i pensieri e la situazione è un dato di fatto più che provato…e non aiuteranno neppure qual’ora l’infetta dovesse rivelarsi irascibile come Peter. Cosa farai Sarah?

NO, YOU CAN’T READ MY POKER FACE

Balleseros abile trasformista. Da bel faccino persuasivo e pro-CDC, a spietato sicario per conto di qualcun’altro, dei potenti. Quegli stessi potenti che rende minacciosi parlando con Hatake, e che invece trasforma in paladini della giustizia, prodi del Pentagono nei discorsi con Doreen. E’ impenetrabile il suo ghigno, la faccia pulita del militare ingenuotto che vuol passare per un badass più o meno innocuo. Forse non avrà in mano Hatake ma riesce a star nel mezzo e tenere in scacco tutti, giocando sugli imprevisti e causandoli lui stessi. E grazie a lui, riusciamo ad afferrare una mezza verità, forse non del tutto completa…anzi, forse solleva in noi un dubbio. E se questo virus fosse da usare come un Arma? Doreen potrebbe saperne di più, e lui sa come manipolarla a dovere.

PIED PIPER OF HAMELIN CAN’T SAVE YOU, DOREEN

Neppure il pifferaio magico può far qualcosa per Doreen. Si è ingenuamente fidata, seppur sapeva bene di dover mettere in conto dei rischi. Ha portato avanti la sua ricerca, cercando di determinare come il virus sia passato dal’animale all’uomo. Infine, la scoperta – un virus sinteticamente modificato, in uno dei singoli filamenti dell’elica di DNA, un virus fatto dall’uomo ma contro l’uomo e per scopi ancora incerti. Un virus che permette il manifestarsi un qualcosa di artificiale e diverso dalla  natura umana, che ti modifica e ti snatura.

Si è fidata Doreen del cavalier servente di una giustizia costruita di bugie, credendo di far del bene nel momento in cui sembrava vulnerabilmente aver calato la maschera. Si è fidata di quelle lacrime forse sincere, forse di coccodrillo. In qualche modo si capivano, e in qualche modo, sapendo di doverla tradire, forse ha provato un po di rimorso il sergente perché sa di aver perduto una valida risorsa.

Doreen: I cannot be perfect but I like who I am
Balleseros: I like you too, Doreen

No, nemmeno il pifferaio magico può salvarti Doreen…ma il virus, chissà cosa ti renderà ? Ti rialzerai?

I WAS HERE BEFORE

Laggiù dove I gironi infernali danteschi sembrerebbero un paradiso,Julia è da sola con le sue scoperte e le sue paure. Il test non funziona ma c’è anche qualcos’altro. In un dedalo di rifugi e labirinti, infetti di diverso genere creano panico e terrore, e solo l’aiuto da una donna in ‘tuta antigas’ sembra essere per ora un appiglio. L’importante qui è sopravvivere e mantenere la calma, cercando di tornare in contatto con gli altri lassù. Julia non si perde d’animo. E’ debole e provata, ma combattiva. Viene dal Montana, è abituata a peggio..e sono quegli stessi fiori del montana di cui parla che la portano a trovare qualcosa di assolutamente destabilizzante. Lei è stata qui. Non sa come ma ci è già stata.
Forse è solo il pannello su cui trova la sua scrittura di bambina ad esser stato messo li non per caso, oppure ha veramente calcato i ghiacci dell’antartide senza averne traccia in memoria?
Julia chi sei veramente?
E’ innegabile ormai che lei sia la chiave di volta, se non di tutti, almeno di una buona parte di misteri…

Eppure c’è ancora tanto di insabbiato da scoprire, tanto ancora da tirar fuori dal gelo di questo enorme congelatore…

L’unico dubbio lecito che sorge allo spettatore è come gestire la faccenda una volta che, come in dieci piccoli indiani, il cerchio si restringerà e la base, come micro mondo non sarà più sufficiente a contenere tutto?

E qualcuno dirà mai…la verità?
Non ci resta che aspettare la prossima puntata.

Ringraziamo: Tv, Cinema, Musica & Libri | TelefilmSeries.Com | Beyond the Good and the Evil | Diario di una fangirl. | Helix Italia | Telefilm Italia

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