Cattivissimo Me/Telefilm

Cattivissimo Me | #4

Bene, eccoci con un altro Cattivissimo Me. Già il quarto? Beh, i cattivi sono così tanti, così vari che descriverli, criticarli e adularli diventa un divertimento. Signori e signore questa settimana per voi abbiamo due chicche! Direttamente da Nashville, l’impero della musica country, la bellissima, la biondissima, la cattivissima Juliette Barnes! applaudite gente, o vi mando Voldemort! Ma le sorprese non sono finite qui. Direttamente da Revenge, dove gli scandali, i tradimenti ed i White Party sono all’ordine del giorno, la perfida, la stronza che veste da dio, bellissima Victoria Grayson! so che non state applaudendo, vi vedo!

Juliette Barnes
Nashville

Juliette Barnes non è una mente deviata come il Governatore, un genio del male come Moriarty (mi riferisco a quella di Elementary: non ho idea di come sia su Sherlock), o un terrorista come Malcolm Merlyn. Non è, in effetti, una cattiva nel senso in cui siamo abituati a pensare i cattivi – dai Signori dei Sith a Voldemort passando per Red John. No. Juliette Barnes è semplicemente Stronza. Ed è per questo che io la amo alla follia.

Juliette, che nei miei deliri su Twitter è quella che eleggerei a presidentessa suprema dell’universo, è la co-protagonista di Nashville, il telefilm targato Abc incentrato sulla musica country. A prestarle corpo e voce è Hayden Panettiere, che forse ricorderete come la cheerleader di Heroes.

Chiariamo, quando dico che Juliette è una stronza, lo dico “in senso buono”. Perché in Nashville (come nella vita) ci sono persone che davvero sono orribili e meschine e manipolatrici (tipo Layla, oddio quanto la odio), e Juliette non è certo una di queste. Semplicemente, Juliette non è una tipa da prati in fiore e arcobaleni. Stella della musica e idolo dei teenager, sa quello che vuole, sa quello di cui è capace, e non è disposta a farsi mettere i piedi in testa da nessuno.

Non fatevi ingannare dal sorriso perché è ovvio che sta tramando qualcosa.

Ciononostante, lo showbiz è una vasca in cui nuotano un sacco di squali il cui unico interesse è far soldi, ed essere una giovane ragazza in un ambiente che può anche rivelarsi molto maschilista non è tanto facile. Juliette, infatti, a inizio carriera ha dovuto sopportare gli atteggiamenti inopportuni di uomini più o meno viscidi (tipo un conduttore radiofonico, che lei sputtanerà alla grande nella seconda stagione).

Juliette, inoltre, freme di crescere come artista: stanca di rivolgersi ad un pubblico di adolescenti, è pronta ad essere presa finalmente sul serio. E’ questo il problema: il suo pubblico di adolescenti le fa vendere tonnellate di album, ma un pubblico maturo? L’accetterebbe? La casa discografica non è certo intenzionata a rischiare di perdere i guadagni facili che Juliette le procura, e così la frena. Inutile dire che Juliette – arista estremamente dotata – non ci sta, e comincia a fare di testa sua, prendendo davvero in mano la sua vita e la sua carriera, scombinando in più di un’occasione i piani che la casa discografica ha in serbo per lei.

Sa dove vuole arrivare, e sa che per arrivarci non c’è spazio per le carinerie. Juliette Barnes non è coccolosa. Juliette Barnes è una macchina da guerra. Così, sia che si tratti dei dirigenti della sua etichetta, o di Rayna James (sua rivale in ambito musicale, con la quale la casa discografica – comune ad entrambe – l’ha costretta a fare un tour insieme), lei tiene testa a tutti sfoderando atteggiamenti decisi e sarcasmo invidiabile.

Juliette è diretta, è brusca, è impulsiva, è combattiva, è intelligente, è divertente, è sarcastica, è acida, è fragile, è tagliente, è… uno spettacolo. Un esempio, un faro per tutte le persone acide e scorbutiche del mondo.



E nonostante l’aggettivo “coccoloso” non sia certo la prima cosa che ci viene in mente pensando a lei, sotto sotto lo è. Molto sotto. Ad esempio, quando la figlia maggiore di Rayna si trova a passare un brutto periodo, lei le offre immediatamente e sinceramente tutto il suo appoggio, aiutandola e sostenendola.

Insomma, Juliette non è cattiva (nonostante compaia in questa rubrica): semplicemente, indossa un’armatura per proteggersi dal mondo. Perché per lei la vita non è facile adesso che è una superstar internazionale, come non era facile per lei quando viveva in una roulotte costretta a badare alla madre tossicodipendente.

Inutile girarci intorno: Juliette Barnes è uno dei personaggi femminili più belli e interessanti attualmente in circolazione. E io nutro una totale e incondizionata venerazione nei suoi confronti (anche se, come spesso mi ripeto, devo smettere di idolatrare la gente acida, altrimenti non imparerò mai ad essere gentile).

 

[minacciare qualcuno di strappargli la faccia è sempre un ottimo modo per mantenere vive le relazioni sociali]

Hayden Panettiere, tra l’altro, è stata una scelta azzeccata sotto ogni aspetto (canoro compreso): ad ogni episodio prende quello che gli sceneggiatori le forniscono e lo trasforma in oro. E a proposito di oro, il personaggio le è valso, per il secondo anno consecutivo, la nomination ai Golden Globe come miglior attrice non protagonista in una serie. Insomma, a volte essere stronzi paga.

Victoria Grayson
Revenge

Io ho sempre immaginato i cattivi come persone brutte, frustrate, senza vita sociale. In pratica piccoli repressi senza uno scopo nella vita a parte rendere un inferno quella degli altri. Ma nel momento in cui sono entrata nel mondo delle serie tv ho capito che i cattivi sono altri. Prendiamo come esempio Georgina di Gossip Girl. Avreste mai detto che fosse la figlia di Satana? Si, effettivamente aveva uno sguardo da pazza ma ehi! Non siamo qua per giudicare.

I cattivi moderni vestono alla moda, vanno dall’estetista, fanno shopping e nel tempo libero macchinano piani per conquistare il mondo. Un po’ come un secondo lavoro.

Victoria è il male, e in Revenge è la punta di diamante di questa piramide della malvagità. Potrei trovare milioni di scuse per poterla giustificare. Potrei dire che:

  • è cattiva perché ha avuto una terribile infanzia ed una madre psicopatica;
  • è cattiva perché le è stato portato via il figlio;
  • è cattiva perché hanno incarcerato ed accusato l’unico uomo che aveva veramente amato. L’unico con cui avrebbe voluto avere una famiglia e crescere Charlotte;
  • è cattiva perché intrappolata in un matrimonio con Conrad.

Tutti motivi validi ma lei è la Evil Queen! E’ un po’ come cercare di giustificare Voldemort perché frutto di un filtro d’amore.

Victoria viva in una regia negli Hampton la località estiva preferita dei newyorkesi. Spiagge dalla sabbia pallida, case sul mare, golf club e tanti, tanti, tantissimi scandali. Potrei paragonare Victoria ad una leonessa, pronta a proteggere i suoi cuccioli utilizzando tutti i mezzi in suo possesso, anche se questo, in un modo o nell’altro, porterà all’odio da parte dei figli. E’ legata a Conrad Grayson, uomo d’affari, senza scrupoli, generato per guadagnare soldi. La sua cattiveria è seconda solo a quella di Victoria.  All’improvviso arriva qualcosa che sconvolge la vita di Victoria: Emily Amanda Clark Thorne. Ed io mi chiedo, ma prima che arrivasse Emily la vita le andava una favola? E’ curioso come nelle serie tv l’arrivo di un nuovo personaggio sconvolga la vita di tutti, anche dei pesci! Ma in queste serie tv la distruzione dei personaggi moralmente e socialmente scorretti è all’ordine del giorno. Il fatto è che io non riesco ad odiarla: lei mi affascina. E’ una donna di potere, una donna che veste da dio datemi il numero del suo stylist. Io non riesco ad odiare i cattivi, tranne qualche eccezione Dolores Umbridge, io tifo per il male. Pensate, ho sofferto per morte di Vo-Sapete-Chi.

Victoria, a questo punto, da fondo a tutte la sua conoscenza dell’arte del male per eliminare Emily e fare in modo che non sposi lo stronzo bastardo suo figlio. La vediamo cadere numerose volte e rialzarsi da vera signora. La vediamo elaborare, progettare tanti di quei piani machiavellici da essere sbalorditi, o almeno, io lo sono.

E’ sarcastica, stronza, conosce i punti deboli delle persone ed arriva a colpirle proprio dove fa più male. Vediamo che viene ricattata, maltrattata, lasciata a se stessa e in ogni caso è sempre pronta a portare distruzione sugli Hampton.

La consideriamo morta. Ricordate? L’aereo che esplode con lei sopra. Io ho perso dieci anni di vita ed ho sperato, ho implorato che non fosse realmente morta.

Fortunatamente è tornata, più cattiva di prima. Con più pistole di prima. Con più nemici. Tutti pronti a farla fuori.

Ma per quanto possa essere cattiva, Victoria ama i suoi figli. Ama Patrick, Daniel e Charlotte e molte volte tutto ciò che ha fatto è stata la conseguenza di un’azione che potrebbe averli messi in pericolo.

Ma Victoria in qualche modo, strano e perverso, prova qualcosa per Conrad. Abbiamo quei momenti, timidi e veloci, in cui emerge un forte sentimento. E’ rapido, se non si presta attenzione probabilmente nemmeno si potrebbe notare.

Posso aver scritto delle carinerie su di lei, ma non fatevi ingannare. Victoria è una donna che non si farebbe problemi a puntarti la pistola alla testa e sparare senza problemi, senza sensi di colpa. Victoria è fredda e calcolatrice, una donna di ferro. E giuro, non vorrei mai averla come suocera, penso che avrei paura anche a pranzare con lei. Potrebbe avvelenare il cibo, gente!

E vorrei fare un applauso alla grande Madeleine Stowe che da vita a questo personaggio. Ha la capacità di mostrare tutto queste emozioni, a sembrare spietata e distrutta nel medesimo istante. Quindi, brava Madeleine, non potevano scegliere una donna migliore.

Ringraziamo: TelefilmSeries.Com | ∞ Telefilm addicted | Telefilm. ϟ

hanno collaborato all’articolo – in ordine di personaggio –
pierapi8 e methadope.

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4 thoughts on “Cattivissimo Me | #4

  1. Miglior Cattivissimo Me, gente! Non posso negarlo!
    Adoro queste due donne – entrambe dal passato torbido, toh! – e adoro come le avete descritte.
    Vicky è… è inscusabile e non per questo meno amabile anche se beh, sì, io adoro Ems e Nolan quindi mi vengono i complessi sul chi preferire a chi LOL e poi non mi dimentico che ha ucciso quella megera dell’Initiative per salvare il figlio e che sempre per lui, il figliolo stronzo, era pronta ad andarsene in carcere.
    Juliette.. hai detto tutto, non posso aggiungere null’altro se non che a volte vorrei essere cazzuta e decisa come lei!

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  2. “anche se, come spesso mi ripeto, devo smettere di idolatrare la gente acida, altrimenti non imparerò mai ad essere gentile”: ahahah @pierapi8, il tuo solito, inconfondibile tocco di pieritudine 🙂

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