Telefilm

Recensione | Helix 1×01-02 “Pilot” / “Vector”

SyFy ha dato fuoco ai cannoni molto presto in questo inizio 2014, partendo in grande stile per quel che riguarda la nuova stagione telefilmica.  La doppia prémiere dell’attesissimo Helix, andata in onda venerdì scorso negli US, era stata anticipata già da un assaggio dei primi 15 minuti di quello che sarebbe stato il pilot, un’ avventura-epidemicobatteriologica tra i ghiacci. Helix è effettivamente un prodotto ‘attesissimo’, e tra i tanti motivi possiamo annoverare il fatto che la mente dietro questo progetto è quella di Ronald D. Moore, creatore di Battlestar Galactica, altra fortunatissima serie per gli amanti del genere e sinonimo di garanzia.

Ma che cos’è propriamente Helix? La trama è presto detta, ma badate bene, poco verrà svelato almeno in queste prime righe per non togliervi il gusto della scoperta e non lasciare nemmeno che la vostra curiosità diminuisca.

Siamo in Antartide, in una struttura ad alta sicurezza dedicata allo studio ed alle sperimentazioni scientifiche. Un certo dottor Hatake assieme ad un equipe di medici e scienziati da tutto il mondo è impegnato ad inseguire il futuro, a portare avanti sperimentazioni nell’ “interesse” della conoscenza e del progresso. Il progresso è infatti tutto ciò che (apparentemente) va motivando i nostri pionieri della scienza, almeno fin quando all’interno della base non sembra diffondersi un particolare virus. I sintomi che provoca sono assolutamente fuori dal comune, e prima che si verifichi un’epidemia fuori controllo vengono coinvolti gli Stati Uniti, incaricati di inviare un team di specialisti dal CDC (Center for Disease Control). Il gruppo di ‘soccorso’, capitanato dal Dr Alan Farragut, non sembra tuttavia essere preparato ad affrontare una cosa del genere, senza contare che uno tra i principali ‘contagiati’ è proprio il fratello del dottor Farragut, Peter. Ben presto Alan e i suoi si troveranno di fronte a mille difficoltà, all’interno di un ambiente piuttosto asettico ed ostile, e non solo climaticamente parlando. Il tutto è infarcito poi di segreti e bugie, scoperte sconvolgenti e ricatti, misteri che vengono solo svelati in minima parte, proprio perché rappresentano la punta di un ben più grosso iceberg che si tenterà di scalare, puntata dopo puntata.

E’ difficile dire fin da ora se sarà un prodotto di successo o meno per lo schizzinoso pubblico statunitense dal palinsesto pieno e variegato, proprio perché Helix è una serie che probabilmente si rende fruibile a palati fini. Qui non c’è spazio per chi sperava in zombie redivivi o chissà quale carneficina gratuita. In Helix c’è quel senso di incertezza ed indeterminazione che ti assale  minuto per minuto, che ti porta a dubitare di chiunque e di qualsiasi cambio repentino di scena, pregando di aver colto bene tutti i riferimenti in quel momento di passaggio buio-bianco allo stacco della telecamera. E’ la stessa incertezza quella che ti tiene appeso ad un filo a fine puntata e ti porta comunque a volerne sapere di più. E noi, esperti consumatori di telefilm a livello agonistico, sappiamo che tutto ciò può essere un’ arma a doppio taglio nelle mani dei network, l’importante è saperla ben maneggiare.

Il sistema dell’insinuazione del dubbio sul quale Helix fa leva, quella degli ‘spaventi improvvisi’ oculati, delle visioni ‘creepy’ e dei piccoli ‘twist’ inaspettati già potrebbero fornire una base per qualcosa di nuovo ed accattivante, nonostante a volte si può avere l’impressione di un qualcosa di non del tutto nuovo o ‘già visto’. Ci sono delle citazioni evidenti ad altri film e serie del genere (per dirne uno tra più “recenti”, Prometheus), ma tutto ciò è ovvio se si considera che siamo in un ambito come quello di SyFy dove un prodotto è dedicato ad un certo tipo di pubblico con un certo background.
Insomma, se esclamo “Frak!” voi non farete difficoltà a capirmi…

Nonostante tutto, Helix ha il mio pollice in su e può contarmi fra i suoi seguaci, almeno finché avrà altro da svelare, continuando a disseminare interrogativi e colpi di scena come se nevicasse, lassù tra il freddo dei ghiacci oltre l’83° parallelo.
Il mistero è solo all’inizio.

Per tutti coloro i quali ancora non avessero visionato l’episodio, fermatevi qui e non proseguite oltre, perché mi lascerò di seguito andare a SPOILER e considerazioni sui primi due episodi. Per chi invece ha già calcato i corridoi della base antartica, togliamo la tuta anticontaminazione e scarichiamo la tensione dopo questa ora abbondante di prémiere.

QUALCUNO SPENGA QUEL LETTORE MP3!

E’ ormai assodato che ad inizio e fine episodio ci sia un accompagnamento musicale piuttosto insolito. Mi sarei aspettata più una qualche canzone dal sound duro ma con accenni anticonvenzionali ed a volte ‘futuristici’, a metà tra Marilyn Manson e i Korn (e Make Me Bad di questi ultimi aveva anche il video a tema). Invece, queste canzoncine da corridoio di supermercato, se dapprima mi hanno lasciato perplessa, alla fine mi hanno inquietato sempre più. E’ certamente una strategia azzeccata se l’effetto sperato è quello quasi straniante di associare che so, ad una pancia squartata, la colonna sonora dei puffi. Fatto sta che adesso, appena sento qualche nota di Jazz, mi guardo alle spalle, forse perché vuol dire che Helix ha iniziato a lavorare bene sui suoi spettatori a livello psicologico.
Soprattutto dopo la fine del secondo episodio.
Sarà che è proprio Peter che mi inquieta.
Aiuto.


IO SONO QUELLO CHE VAGA IN SLOW MOTION

Parliamone. Il suo volto è inquietante (già detto), non tanto per le secrezioni nerastre in se e le venature sul collo o la glottide ballerina, ma è proprio quell’occhio iniettato di sangue e l’attitudine killer-irascibile che fa il suo egregio lavoro. Vederlo volare per i condotti di areazione come nemmeno Spiderman, appropriarsi di arti altrui per aprire furbamente le porte, fare i conti con la sua ‘doppia-natura’ come nemmeno Gollum contro Smeagol è uno spettacolo. Se è vero poi che le scimmie del laboratorio sono andate a farsi una passeggiata al freddo, per me una è rimasta dentro al calduccio, ed è proprio il nostro caro Peter, agenti mutageni o meno.
La storia del gesto scout nel suo v-log non mi ha convinto del tutto, o per lo meno mi attendo una giustificazione ben plausibile delle sensazioni e delle ‘previsioni’ di un uomo evidentemente invischiato in ricerche non del tutto legali.
La questione della storia di ‘corna’ al contrario potrà darci qualche ‘soddisfazione’, ingenuamente parlando.
E Sempre scena post doccia permettendo.
Attendiamo fiduciosi.

IL TRIANGOLO NO, NON E’ MICA UN VIRUS

Se Peter è fratello del dottor Farragut, e Farragut aveva una moglie che lo ha tradito con Peter, adesso Farragut ha una studente-assistente di 26 anni che gli sbava dietro. Segue che, considerata l’assistente con un debole per lui, e considerata l’incognita ‘gelosia’ per la ex-moglie del Dr Farragut, i valori del trio tendono ad infinito e siamo in presenza di una situazione piuttosto entropica. L’unica variabile da aggiungere al processo è riuscire a considerare, se uno dei membri dell’operazione risultasse infetto, come poter mantenere gli equilibri instabili e già precari della situazione.
Dr. Farragut sappia solo che tenere il piede in più scarpe non è consigliabile, e con le tute a tenuta stagna è anche un po’ scomodo. E se lei che è così deciso nel seguire i protocolli sanitari, è altrettanto indeciso in altre questioni, mi sa che non andrà assai lontano. O forse si, del resto lei è il protagonista della storia, insieme a tanti altri individui non del tutto raccomandabili.

TU NON ME LA RACCONTI GIUSTA

I tre personaggi che per ora hanno attirato su di loro i maggiori sospetti, e sono candidati al premio ‘Maleficent’ in quanto a probabile pusillanimità nascosta sono:

–          Il Dr.Hatake. La sua eminenza asiatica non convince. Il suo accento marcato e la voce da maniaco telefonico fanno il resto. L’album di foto della moglie del Dr Farragut lo inseriscono di diritto nel registro degli stalker uniti. Paternità o semplice ossessione? E poi perché far finta di non sapere di che tipo di sperimentazioni si operassero nei suoi laboratori?

–          Daniel aka il figlio adottivo del Dr Hatake. E’ grande e grosso. Non ride mai. Ha passato tutta la sua vita con il suo ‘padre’ adottivo. Probabilmente ha visto in vita sua cose che agli umani non sono concesse, ma ha la flemma caratteristica di Giuliano Ferrara dopo aver consumato un piatto di Bucatini all’Amatriciana. Parla poco (già detto), ed ancor peggio, lancia battute acide al vetriolo da ‘so-tutto-io’. Io.Ho.Paura.

–          G.I.Joe aka maggiore Balleseros. Il bel faccino e la divisa sono solo uno specchietto per le allodole. Non sembra direttamente coinvolto, o almeno, lo è per conto di terzi. In genere chi è più ‘esterno’ alle vicende  è poi quello più pieno di rogna, ma al momento, al massimo della sua cattiveria, lo abbiamo visto pugnalare qualcuno (in maniera un po’ ovvia) e tirar fuori un’antenna portatile che non le vende più nemmeno Mastrota alla Mondial Casa. Tra l’altro, non so perché, ma la mia mente malata ha apprezzato gli scambi-punzecchiate tra lui e la veterinaria dalla parola lesta Doreen.

Doreen, una queen softy che taglia e cuce in maniera accurata, sebbene abbia le sue pecche (vedi più avanti). Su tumblr ci sono già petizioni di spettatori speranzosi che non vogliono vederla crepare. Attenderemo fiduciosi di vedere la volontà degli autori.

E’ RETROVIRUS? NO, PALEOVIRUS!

L’unica cosa che ricordo dei retrovirus è che c’entra l’RNA ma solo perché la prof di scienze ne era ossessionata. Qui, a quanto pare, si sta intaccando invece il DNA, dunque ecco spiegato il perché scomodare l’Helix – la nostra cara elica genetica – ed ecco perché il sottotitolo della nostra serie suona come un minaccioso ammonimento alle leggerezze scientifiche dei giochi umani. Le cose tuttavia sono ancora troppo confusionarie per poter dire di cosa si tratta nello specifico, visto che le uniche certezze sono che il virus in questione si propaga non per via aerea ma a seguito di un contatto ‘orale’. E che contatto strano aggiungerei!

Test clinici ad opera della 26enne sapientona dimostrano comunque che il virus non è tra i conosciuti ne è comune…nella nostra epoca. Tana per il Paleovirus.
La questione del paleo virus devo dire che mi intriga, forse perché mi stuzzica l’idea che possa essere (fooorse) un qualcosa di non sintetizzato in laboratorio, bensì provenuto da chissà chi e da chissà quale remota ‘epoca’. Probabilmente ho guardato troppi episodi di Stargate SG-1, eppure se avete capito di cosa sto parlando, sapete meglio di me che i ghiacci possono regalare molte sorprese, dunque faccio molto affidamento su questa ambientazione polare. Non c’è scampo, non c’è via di fuga e Winter is Coming che ci sta sempre bene…ma la minaccia è qua più tangibile e reale che a ritrovarsi al bar accanto a Don Matteo e poter dire di essere ancora vivi. Non prima di essere investiti da Jessica Fletcher una volta usciti dal Bar.

MOMENTI PANICO-PAURA ovvero “Le mirabolanti avventure di Doreen”

Per essere veterinari evidentemente, a volte, ci vuole anche una buona dose di incoscienza. E di culo, nel caso di Doreen.

Numero 1:
Sei in un sotterrano buio.
Ci sono gabbie aperte. Dall’interno.
C’è una scimmia che gironzola.
E’ sospetta e potrebbe essere infetta.
Tu. Ti. Avvicini.
Tu…le dici ‘vieni bella’…

Fanculo il minimo che poteva fare era ammazzarti davvero, te lo saresti meritato senza farci prendere un infarto a noi.

Numero 2:
Non contenta, decidi di fare l’autopsia della suddetta scimmietta.
Tagli e analizzi in una zona isolata.
Da sola.
Con le cuffiette a palla.
Non ti curi di nessuno, mentre è in corso un emergenza e un pazzo infetto gira nella base.

Poi giustamente se arriva la “bidella del piano di sopra” in preda a deliri di sdoppiamento della personalità, con le occhiaie che fanno invidia anche a Paolo Fox, fai bene a cagarti sotto. Fai bene!
E già che ci sei, chiedi l’oroscopo 2014 per il segno del Macaco.

Ah, era l’oroscopo cinese?
Allora chiederò al Dr.Hatake…sempre che mi risponda…

Voi, cosa ne avete pensato?
Io mi riservo qualche giorno di ‘digestione’ prima di buttarmi sulla 1×03 e dunque vi do appuntamento alla prossima recensione.

Un piccolo regalino sonoro, giusto per non far calare l’ansia!

Ringraziamo: Tv, Cinema, Musica & Libri | TelefilmSeries.Com | Beyond the Good and the Evil | Diario di una fangirl. | Helix Italia | Telefilm Italia

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