Telefilm/The Mentalist

Recensione | The Mentalist 6×11 “White Lines”

Ciao Mentalisti, here we are! Buon 2014 prima di tutto! Colgo l’occasione per ringraziare caldamente il mio più che valido collaboratore Lucas, che mi ha sostituito nelle scorse due recensioni, condivisibili in pieno a mio avviso.

E quindi…anno nuovo, vita nuova?! Non direi, eccomi qui con la solita tisana alla mano e Mozart sul mio letto che sonnecchia acciambellato che mi accingo a recensire quella che è stata ufficialmente la terza puntata che non si è tinta di Rosso.

Sì perché dopo Blu e Verde ora è la volta del Bianco!

Questo episodio, vi dico subito, mi è piaciuto moltissimo; non vi nascondo che avevo delle riserve nei confronti di questo nuovo inizio, soprattutto dopo il finale alquanto approssimativo della Red Story; ero curiosa, perciò, di vedere cosa si sarebbe inventato Heller per tenere tutti noi fan di Mentalist incollati al sofà e continuare a guardare le avventure del nostro Patrick. Devo ammettere che, effettivamente, l’inizio è stato un po’ in sordina: ritrovare i protagonisti dopo due anni ha creato non poco disagio a mio parere, ma ora le situazioni si stanno schiarendo e vanno via via definendosi.

In questa puntata per esempio Teresa entra a far parte a tutti gli effetti dell’FBI, con tanto di tesserino nominativo al seguito.

Patrick ha finalmente ritrovato un suo vecchio “amico”: l’immancabile divano in pelle, morbidissimo a detta sua.

Cho in realtà non è cambiato, e ci va bene così; l’unica cosa che hanno modificato, credo sia stata la lettera “F” in maiuscolo stampata sul suo distintivo.

Nuovi personaggi, con grandi potenziali, sono stati introdotti all’interno della serie:  il genio dell’informatica che sembra aver trovato una bella intesa con Cho, Abbot -tutto d’un pezzo- che alla fine scende a compromessi con Jane e l’agente speciale Fisher, che è a capo dell’unità, e quindi il nuovo “boss” di Cho e Lisbon.

Kim e Teresa, in questa puntata, provano ad instaurare una parvenza di amicizia, non mancano le battuttine scherzose sul conto di Jane che esce con l’indiziata del caso e l’alleanza vincente di fronte ai due marpioni del bar che tentano un, più che imbarazzante, approccio con le due agenti speciali.

Abbot invece non si vede quasi mai, mentre sembra accantonata la coppia Rigspelt, che, come sappiamo lascerà anche la serie a fine stagione.

Patrick è il solito Patrick! Bello e accattivante!

Le sue intuizioni brillanti condite col suo charme conquisterebbe qualsiasi donna. Vero è che con le donne non ha molta fortuna purtroppo. Se si invaghisce dell’adepta di McAllister, che poi finirà uccisa da quest’ultimo, durante la “fuga” conosce una bellissima donna con cui ha una infuocata notte d’amore: altri non sarà che l’agente speciale Kim Fisher dell’FBI, che in teoria aveva il solo compito di identificare il fuggitivo.

In questa puntata, invece, lo ritroviamo a fare il filo ad una bionda. Fisher e Lisbon non approvano, oltretutto, da come dicono, non è il suo tipo. Anche stavolta il nostro eroe ha poca fortuna:  dietro la bellezza e la semplicità apparente della donna, si cela una boss spietata e per giunta assassina a sangue freddo. Certo che Jane non è mica l’ultimo degli sprovveduti, e difatti è lui stesso a smascherare la ragazza, anche se rischia di rimetterci la pelle visto che, cocciuto com’è, ha voluto incontrare da solo Kystal, senza dir niente a nessuno.

I tasselli del nuovo puzzle stanno piano piano trovando la loro giusta ubicazione, la storia sta prendendo forma e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa e anche soddisfatta dell’evoluzione di questa serietv, che, al momento, non sta deludendo le mie aspettative.

I vecchi personaggi si stanno amalgamando bene con i nuovi, la location è cambiata e sia Lisbon che Jane ne stanno prendendo le misure. Cho non saprei collocarlo, d’altro canto lui appena chiuso il CBI andò a fare il corso per diventare agente FBI e quindi dopo due anni lo ritroviamo quasi un veterano.

Nonostante le regole durissime che impone il nuovo ambiente, Jane si sta facendo conoscere, e come sappiamo non è uno che scende a compromessi, semmai il contrario; ma in questo episodio ho notato che anche l’agente speciale Fisher ha iniziato a fidarsi di lui, sembra quasi una Lisbon alle prime armi. Vero è che Jane è imprevedibile e quasi sempre fuori dagli schemi e questo porterà un grosso cambiamento alla routine di Abbot e Fisher, abituati a ben altri metodi più inquadrati.

Con la tazza vuota e Mozart che è andato a farsi la consueta passeggiatina notturna, vi saluto Mentalisti e vi do appuntamento al prossimo episodio.

Enjoy the trailer!

 

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3 thoughts on “Recensione | The Mentalist 6×11 “White Lines”

  1. Ancora non so bene cosa pensare di questo nuovo inizio… non è male, Jane è Jane però non lo so… forse sono solo un pò malinconica e mi manca il ‘vecchio’ The Mentalist o forse devo solo abituarmi a questa nuova linea… vedremo come va con i prossimi episodi, la strada è ancora lunga e Heller è un genio, perciò sono fiduciosa 😀

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