Musica

Sapevatelo | Cuffiette e al lavoro!

Scherzavo in chat con degli amici e ci siamo detti “Perché non provi a buttare giù qualche parola sulla musica?”. Parlare di musica, è come parlare della pasta: ce ne sono diversi tipi e di diversi generi!
Così, ho fissato dei punti che chiariremo meglio in questo articolo:

1. Suoni uno strumento, che cosa può cambiare in te?
2. Concerti!
3. Che cosa significa per te “musica”?

Cominciamo!
Punto uno!
Suonare uno strumento può avere diverse “funzioni”. Puoi avvicinarti al mondo della fantasia, puoi avvicinarti ad essere una piccola rock star (?) – potrebbe sempre diventare una vera rock star proprio la persona che sta leggendo questo articolo, tu -, o semplicemente puoi amare la musica per ogni sua sfaccettatura.
La musica al giorno d’oggi può essere varia, si può passare dalla classica (che purtroppo in pochi conoscono) a quella rock, fino ad arrivare a qualcosa di più duro e intenso: hard core, heavy metal.
Ma come fanno tutti questi artisti a comporre tutte quelle canzoni che noi canticchiamo ripetutamente nella nostra mente?
Semplice, direste voi, sanno suonare uno strumento!
Ed è qui il centro di questo primo punto! Saper suonare uno strumento dà spazio alla tua fantasia, aumenta l’autostima, la determinazione e la voglia di ascoltare cose nuove.
Per fortuna, esistono diversi tipi di strumenti che messi insieme formano canzoni che probabilmente avete cantato almeno una volta nella vostra vita. Non c’è persona che non sappia cos’è la musica, può piacere come no, ma la musica è vita.

Saper suonare uno strumento è dunque, anche un’importante abilità che forse tutti dovrebbero acquisire almeno per un po’ di tempo. Ovvio, ci sono le persone totalmente negate, come quelle particolarmente portate, ma questi talenti vanno scoperti, solo se sperimentati con questa abilità!

Punto due!
Andiamo su un tasto dolente? Ebbene sì! I concerti. (Quelli dove alla fine ne esci senza voce e tutto sudato, sì)
I concerti sono l’espressione viva della musica, ma sono anche le persone che caratterizzano un buon concerto da uno mediocre, senza spirito di live.
Ci sono molte “regole” stipulate per come comportarsi ai concerti in internet e una di queste che ho trovato è:

“Vi serve davvero tutta quella tecnologia al concerto dove siete in quel momento?”

Perché, si, ricordare il momento, qualche foto qua e la, ma una persona che si piazza davanti a te con la tecnologia più avanzata sulla terra solo per riprendere l’intero concerto (a meno che non sia un professionista), non pensi sia fastidioso?
Oltre a questo, c’è da aggiungere tutta la gente maleducata che ti insulta o addirittura si prende il tuo posto perché tu dopo dieci ore riesci a fare “plin plin”, in un bagno decente.
E poi, dopo la gente maleducata, troviamo fandom interi che su internet si rivoltano contro chi è potuto andare a quel determinato concerto e si chiedono perché non vadano mai in una determinata zona, in questo caso, dell’Italia.
C’è bisogno di spazio, norme di sicurezza e garanzia di organizzare un concerto: di certo io, domani mattina, non mi alzo e dico “Oh, beh stasera faccio un concerto con più di mille persone!”, la cosa risulterebbe molto poco credibile e realizzabile, già..
Ma comunque, i concerti sono l’espressione della vita nel migliore dei modi ed è per questo che ognuno nella sua vita dovrebbe provare il brivido di questa meravigliosa esperienza.

Punto tre!
Che cosa significa per te musica?
La musica, come già detto in precedenza, è la vita contenuta in pochi minuti e in poche note.
Ma questa dai media, è ben studiata. Pensate che una musica classica vada bene per la vendita di un gran bel prodotto? (Magari l’ultimo videogioco o di un determinato cibo)
Oh, no, no di certo! Direte voi, ci vuole qualcosa di davvero allegro e che ti invogli a comprarlo. Ed è così, che purtroppo, la musica viene commercializzata e resa solo uno strumento per comprarsi il cliente (e non solo vendere il prodotto!).
“Che cos’è per te la musica?”
E’ anche la domanda più difficile a cui qualcuno sappia rispondere. Ci sono diverse risposte:

«E’ via di uscita dalla realtà.»
«Tutto.»
«Voglia di vivere.»

E’, dunque, una sorta di sfogo, di alter ego del nostro modo di essere.
Le ultime cose da chiarire però, sono come compri la musica?
Conosciamo tutti, e ne siamo molto consapevoli, di quella pirata. La più usata, pur di avere l’intero album nell’iPod. Ma ad abbassare questo indice che negli anni stava aumentando sempre di più è il programma: Spotify.
Una grande trovata, ha ridotto quasi del 50% la musica pirata e ad ogni click/ascolto l’artista o chi per lui, guadagna qualcosa. C’è da dire però che anche il costo dei cd è aumentato a dismisura. Se ci fosse meno musica pirata, più Spotify, non credete che riusciremmo a comprarci qualche bell’album senza spendere capitali per un singolo cd? (Già solo se fossero 15 euro, qualcuno se li comprerebbe più volentieri!)

Concludiamo così, questo recap di tre punti fondamentali della musica. E ora cuffiette e – ahimè – al lavoro! E’ ora di produrre un mondo di musica migliore e in continua evoluzione!

2 thoughts on “Sapevatelo | Cuffiette e al lavoro!

  1. La cosa su cui sono più d’accordo è il fatto che suonare uno strumento ti completi, in qualche modo. Ho sempre voluto imparare, ma mi era difficile conciliare questa cosa con le altre attività che svolgevo (scolastiche, sportive – sì, le ho provate tutte, non ho sempre fatto la pantofolaia u_ù -, ecc.), sia a livello temporale sia economico! Però è una porta che non chiudo: ho 18 anni che cavolo, ci sarà un momento nella mia vita in cui potrò imparare a suonare (magari il violino, mio adorato. <3)

    Concordo anche sul discorso dei concerti, a cui non ho mai preso parte. Dei genitori apprensivi sono stati la mia rovina, arghhh. Comunque, conto di rifarmi quest'estate!

    Ed è vero pure che la musica viene commercializzata un po' ovunque, però mi sento di dissentire su una cosa: quella classica? Mica viene messa da parte, è commercializzata pure lei! Quanti spot hanno come colonna sonora pezzi di Allievi, tanto per citarne uno "contemporaneo"? La cosa comunque non mi dispiace troppo. Io non guardo molta tv (streaming forever and always), ma quando capita un dato spot con quella melodia meravigliosa… beh, è piacevole! :3

    Comunque gran bell'articolo!

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  2. Ahahahah, beh, grazie mille!

    Riferendomi alla tua critica che apprezzo per quanto riguarda la musica classica, è che se è conosciuta, la si conosce non in modo specifico. Io trovo che sia davvero straordinaria e che in altri paesi sia “d’obbligo” nelle scuola per esempio. Noi, che abbiamo una grande varietà di musica classica, spesso non ne conosciamo alcun brano, a meno che ovviamente, non siano quelli famosi. Ovviamente, sì, negli spot è usata e anche gran bene, ma io mi riferivo di più alla cultura.

    Mi dispiace contraddirti, invece, sul fatto che Allevi non è un compositore di musica classica contemporanea perchè, a parer mio e di tutti quelli che studiano la musica in un’accademia o in conservatorio, lui come Einaudi la musica, la scrivono per il piacere del pubblico. E non dico sia una cosa grave, anzi, sempre meglio differenziare dalla solita commerciale, rock, pop, indie, etc… Ed è anche piacevole.
    E’ solo che musicalmente loro non hanno una preparazione tale da metterli a confronto con la vera musica classica. Sono diversi linee di pensiero che si aprono su di loro e magari in futuro potrei approfondire meglio!

    Ti ringrazio comunque di questo tuo commento e delle critiche che apprezzo, perchè mi permettono sempre di crescere dal punto di vista della scrittura! 🙂

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