Telefilm/The Mentalist

Recensione | The Mentalist 6×10 “Green Thumb”

Going back doesn’t have to mean going backwards.
It can mean moving on.

Questa frase detta nello scorso episodio dall’agente Fischer a Jane racchiude forse l’essenza di questo episodio (e probabilmente anche dei restanti episodi di questa stagione).

Perchè?

Perchè il ritorno di Patrick negli Stati Uniti non è un passo indietro ma un passo avanti.

Un passo avanti che però non è stato fatto nella 6×09 ma in quest’episodio, ambientato tre mesi dopo il precedente.

Una scelta che mi ha ricordato quella presa nei primi due episodi dell’ottava stagione di House M.D, dove in uno il diagnosta si trovava in carcere e nell’altro, ambientato settimane dopo, ritornava alla “normalità”.

Lo metto tra parentesi perchè non credo che il concetto di normaliltà preveda il ritornare a casa dopo un omicidio o un altro reato.

E quindi dopo aver rifiutato gli accordi alla fine dello scorso episodio, a Jane viene data un’altra possibilità: risolvere il caso di un programmatore che lavorava per l’FBI e che ora è scomparso.

E la cosa migliore è che sono riusciti a convincere Lisbon a partecipare alle indagini:

Una scelta vincente se poi consideriamo che sarà proprio la nostra amata Teresa a risolvere il caso:

Un caso interessante che è riuscito a prendere la mia attenzione e che ha saputo ben amalgamarsi con le dinamiche relazionali tra i protagonisti, specialmente quelle tra Lisbon stessa e Jane che si confrontano dopo la sua ennesima fuga:

Ma il personaggio che forse viene più fuori è Kim, che in quest’episodio vediamo all’attivo come agente e non come “storiella estiva” di Jane:

Anche se qualcosa sembra esserci. Che sia la gelosia per l’affinità tra Patrick e Teresa?

In quest’episodio c’è stato presentato anche Wylie, che se sarà recurring farà sicuramente da comic relief con quella triglia di Cho.

Ma la parte più importante avviene nella parte finale quando Abbott si ritrova metaforicamente steso a terra da Jane che riesce ad ottenere i termini che voleva attraverso un abile inganno, riuscendo così a vincerla sul temibile agente dell’FBI che credeva di averlo in pugno.

La conclusione invece è più dolce e vede protagonisti Jane e Lisbon, la quale ha accettato di lavorare per l’FBI e ha fatto un bel regalino al partner:

CONSIDERAZIONI SPARSE SULL’EPISODIO:

L’episodio cancella la maggior parte dei pregiudizi di cui vi parlavo nella scorsa recensione.
Il caso m’è piaciuto molto e anche grazie a questo, l’episodio diviene il migliore dai tempi di The Great Red Dragon, che era un Puntatone con la P maiuscola.
Ho apprezzato le scene Jisbon e anche la scelta di mettere un po’ di pepe tra i due con l’arrivo della Fischer.

Seppur in bassa definizione, ecco a voi il promo del prossimo episodio, in onda il 5 gennaio:

Non so se questa sarà la mia ultima recensione di The Mentalist ma colgo l’occasione per ringraziare Monica che mi ha dato quest’opportunità.

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