Telefilm/The Mentalist

Recensione | The Mentalist 6×09 “My Blue Heaven”

Prima di tutto, volevo porgere a tutti voi fans di The Mentalist le scuse mie e di Monica (il vero recensore di questa serie) che solo ora siamo riusciti a metterci d’accordo sul pubblicare questa recensione.

MY BLUE HEAVEN
written by Tom Szentgyorgyi, directed by Simon Baker

Già da queste poche informazioni, Patrick Jane sarebbe riuscito a cavarne qualcosa di utile per trarre delle conclusioni intelligenti.
In primis, dal titolo riusciamo a scorgere la prima differenza con il resto degli altri episodi e si deve essere particolarmente ottusi per non accorgersi che è stato abbandonato il motif dei titoli con riferimenti al colore rosso.
E poi, elemento più inquietante di tutti, è la scoperta che nel testo dell’ononima canzone di Walter Donadson ci sia un riferimento ad un elemento ricorrente di questa serie:
I’ll see a smiling face, a fireplace, a cozy room,
A little nest that nestles where the roses bloom;
Just Jilly and me, and baby makes three,
We’re happy in my blue Heaven.
Ma invece di continuare a cercare cospirazioni ovunque, dovremmo parlare di quest’episodio che senza infamia nè lode ci traghetta nel nuovo The Mentalist.
L’episodio si apre con la Lisbon alle prese con dei bambini che le fanno domande sul suo lavoro.
Sono passati due anni dagli eventi accaduti nella 6×08, ora lei è capo della polizia e conduce una vita più modesta e semplice.
Passa le serate con Van Pelt e Rigsby (che ora hanno una bambina) ma comunque si vede che le manca qualcosa:
Purtroppo (o per fortuna) per lei, una vecchia conoscenza viene a farle visita:
E’ Dennis Abbott, ora capo di una task force dell’FBI ad Austin, il quale le chiede di dirgli dove si trova il nostro caro Jane.
Lei nega di averlo sentito dall’ultima volta che si erano visti ma Abbott non è convinto.
Nel frattempo, Jane è in un paesino del Sudamerica a godersi il nuovo capitolo della sua vita, lontano dal passato, lontano dai ricordi.
Ma pur sempre legato a Lisbon, dato che riesce a mandarle sempre alcune lettere per rassicurarla che sta bene.
Jane ha trovato il suo equilibrio nella nuova routine: per scrupolo chiede se qualcuno lo cerca, ha imparato lo spagnolo, s’è fatto nuove amicizie.
E tra queste nuove amicizie c’è anche Kim, un’affascinante donna con cui egli subito lega:
Lei è la prima con cui lui riesce ad aprirsi dalla sua fuga:
Ma questa sua nuova vita viene messa in pericolo dall’arrivo di Abbott, che propone a Jane un patto: le accuse contro di lui cadranno se accetterà di lavorare per l’FBI.
Jane è restio ma alla fine decide di accettare, a patto che Abbott firmi i suoi termini.
La parte conclusiva dell’episodio è quella che più fa felici i fans perchè vede Jane e Lisbon riabbracciarsi dopo ben due anni:
E’ bello che dopo quello che è successo, i due siano ancora molto legati e lo si capisce anche qui:
Si vede che lei è preoccupata ma Jane la rassicura e lei si calma.. almeno fino al punto in cui lui dice ad Abbott che la vuole nel suo team:
Ma è nel finale che abbiamo due sorprese: una, super prevedibile, è che Kim è un’agente di Abbott e l’altra è che Abbott non ha accettato veramente i termini di Jane e quindi il mentalista decide di non accettare i suoi e andare in carcere.
CONSIDERAZIONI SPARSE SULL’EPISODIO:
L’episodio pecca di pretestuosità come il suo precedessore: tutti e due avrebbero avuto le carte in regola per essere due episodi formidabili.
E invece?
Rimaniamo con un pugno di mosche.
La questione Red John si è conclusa in maniera penosa e quest’episodio resetta tutto.
Jane sembra in pace con sè stesso, quando invece gli autori avrebbero dovuto fin da subito pensare ad accentuare le conseguenze del suo gesto.
E avrebbero dovuto sicuramente narrare gli eventi di quest’episodio non così avanti nel futuro anche se ciò ha permesso loro di creare nuove realtà lavorativi per il team del CBI.
Sinceramente non so che pensare.
The Mentalist come lo conoscevamo è morto; ora ci restano i personaggi ed echi delle scorse stagioni ma il fil rouge (no pun intended) che lo contraddistingueva è scomparso.
Ora starà agli autori gestire questa nuova era e decidere se farla diventare una mera copia di White Collar o farla diventare un continuo lineare di ciò che questa serie è sempre stata.
Ecco a voi il promo del prossimo episodio (che recensiremo a breve):

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