Cattivissimo Me

Cattivissimo Me | #2

Secondo appuntamento con la rubrica più perfida che ci sia! Vi starete chiedendo cosa bolle oggi in pentola – tanto per rimanere in tema pozioni, sortilegi e gente molto cattiva -, quindi vi svelo già un paio di parole-chiave e vi raccomando di mettervi comodi e godervi lo spettacolo:  Neverland e Homo Superior.  Allora, avete già intuito chi saranno i pro gli anta-gonisti di questa settimana?

Peter Pan
Once Upon A Time

Penso che Peter Pan sia stato uno dei cattivi più affascinanti che abbia mai avuto il piacere di seguire.
Pan era un uomo – meglio, un padre con un figlio a carico – che voleva assolutamente rivivere il periodo dei suoi sogni, a Neverland, e la cui vita è diventata schiava di quest’ossessione.

A volte penso che le sue sopracciglia abbiano una vita e uno stipendio a parte.

Sto andando troppo veloce, ma cominciamo dall’inizio.
Inizio che, a ben pensarci, è quasi la fine. Conosciamo Peter Pan quando egli ordisce un piano ben congegnato per rapire Henry e portarlo nel luogo in cui vive, a Neverland.
Ha complottato, mentito, manipolato, ma ha ottenuto quello che voleva.
Peter Pan ha giocato con i salvatori di Henry – Regina, Rumpel, Emma e compagnia -, giostrandoli come se fossero solo delle marionette. Tutto questo per un solo motivo, ottenere il cuore di Henry – in senso assolutamente letterale -, qualcuno che crede davvero.

Perché tutto questo? Perché aveva bisogno del cuore di Henry?

Per rispondere a questa domanda bisogna fare un ulteriore passo indietro, e parlare della vera storia che, da un certo punto di vista, si potrebbe dire che ha dato inizio a tutte le altre; quando Peter Pan non si chiamava affatto così, ma Malcolm, e non era il ragazzo che eravamo stati abituati a vedere, ma un uomo adulto, con un bambino a carico.
Bambino che, con enorme sorpresa direi di tutti, era Rumpel, l’Oscuro.

Malcolm, quando era solo un bambino, era stato venduto dal suo stesso padre – bisogna dirlo, il lato maschile della famiglia di Henry non ha mai avuto molta fortuna con la paternità – ad un fabbro, luogo e momento che penso abbia odiato con tutto se stesso. Durante la sua infanzia, Malcolm ha vissuto di sogni, lui era a Neverland, volava, era libero e felice, probabilmente questo è stato il periodo più bello della sua vita.

Crescendo, Malcolm ha avuto un figlio, Rumpel, ma non è mai riuscito a distaccarsi dalla sua infanzia, non maturando mai mentalmente e imparando ad essere responsabile.
Malcolm non voleva assolutamente alcuna responsabilità, come avere un lavoro e dare una casa decente a se stesso e a Rumpel.

Successivamente, quando riesce a tornare nel luogo dei suoi sogni, a Neverland, grazie al bene che il figlio gli vuole, Malcolm vede davanti a sé una possibilità per tornare com’era una volta, giovane e libero, di appartenere di nuovo a quel mondo che l’aveva reso tanto felice e dove poteva ottenere tutto ciò che desiderava senza sforzo.

Malcolm ha rivoluto la giovinezza e l’ha ottenuta, ma – come tutti noi fan di OUAT sappiamo – la magia ha un prezzo e in questo caso Malcolm ha dovuto rinunciare a suo figlio per ottenere ciò che voleva.

La rinuncia di Malcolm nei confronti di Rumpel, benché egoista e qualsiasi altro termine vi venga in mente, penso che fosse sincera. Ho una convinzione verso questo personaggio: lui voleva sinceramente bene a suo figlio – almeno prima – e, sì, era un padre orribile, uno dei peggiori che abbia mai visto, e sicuramente la persona che amava di più era se stesso, ma era così e ci credo davvero.

                              

C’è un momento però, subito dopo che Malcolm è diventato Peter Pan, in cui questo amore è stato offuscato da ben altri sentimenti. Poco tempo dopo aver visto Rumpel abbandonare l’isola per sempre, Peter Pan è stato guidato dall’Ombra a Skull Rock, l’isola con la grande clessidra. La sabbia che scorre nella clessidra sancisce il tempo che rimane a Peter Pan, perché, sebbene la magia l’abbia ritrasformato in un – quasi – eterno ragazzo, non sarà per sempre, a meno che non trovi una soluzione.

Per me, questo è il rito di passato, tra il primo Peter Pan e il secondo, quello che ha perso gli ultimi buoni sentimenti che gli erano rimasti.
Trovare una soluzione per ottenere l’immortalità, sistemare la cosa diventa la vita di Pan da quel momento, è un’ossessione. Se prima era un semplice imbroglione che barava a carte per rubare qualche soldo, ora manipola le persone, mente, uccide. Non gli importa più di niente e nessuno, solo trovare una soluzione.  

Ho trovato quest’evoluzione del personaggio terribile quando interessante. No, Malcolm non è mai stato un buon padre, né un granché come uomo, ma l’ossessione l’ha tramutato in peggio. La paura di invecchiare, di morire ha condizionato tutta la sua vita da quel momento, fino a portarlo a fare qualsiasi cosa per cambiare le cose, come, per esempio, prendere la vita del suo bisnipote in cambio della sua.

E si ritorna al principio, con Pan che deve ottenere il cuore di Henry, perché è quello stesso cuore che gli darà la vita eterna, è quella la soluzione al problema che Peter Pan ha tanto cercato.

                            

Alla fine di tutto, nonostante il suo impegno, Peter Pan non riesce ad averla vinta e rimane ucciso dal suo stesso figlio – scena molto toccante, con Rumpel che alla fine prova ancora affetto per il suo degenerato padre -, sebbene gli si debba dar conto di aver avuto un piano B, e anche uno C.

Peter Pan never fails. Ma questa volta sembra proprio di sì.

C’è un altro punto che volevo esplorare, prima di concludere questo articolo su Peter Pan ed è la scena del confronto tra lui e suo figlio nel negozio di Rumpel.
Peter Pan dice molte cose in quell’occasione, cose terribili, di come Rumpel sia sempre stato un peso per lui e di come non l’abbia mai amato.

Premettiamo che: Peter Pan ha passato la sua vita a mentire, a tutto e a tutti, probabilmente anche a se stesso.

Secondo, avevo già detto che penso che Peter Pan abbia voluto bene a Rumpel sinceramente, almeno prima. Precedentemente alla clessidra, precedentemente a tutta l’acqua che è passata sotto i ponti. Perché, da allora, credo che i sentimenti per chiunque di Pan si siano spenti. Inoltre, in quel momento di rabbia, per tutti i bastoni tra le ruote che Rumpel gli ha messo per non fargli ottenere ciò che ha tanto agognato, Peter Pan voleva solo farlo soffrire, facendogli credere di non averlo mai amato.

Quindi sì, Pan, sei una persona orribile, ma un grande cattivo. Avrei solo voluto poterlo vedere ancora un po’.

Jedikiah Price
The Tomorrow People

Jedikiah, che tutti siamo ormai abituati a chiamare affettuosamente “Jed”, ci viene inizialmente presentato come uno scaltrissimo uomo di scienza, completamente devoto al suo lavoro e al potere, arrivista ed incapace di provare pietà verso gli altri. Una persona infima e pericolosa, che sembra mossa, più che da ideali veri e propri, da una sorta di cieca invidia verso ciò che lui non potrà mai essere: un Homo Superior. Ci sono tutti gli elementi per creare un cattivone coi fiocchi, eppure, nel corso di questa prima parte della stagione, Jedikiah si è rivelato invece un uomo profondamente combattuto e, soprattutto, inaspettatamente ancora capace di amare.

Jedikiah …
Ci sono tre relazioni interessanti nella vita di Jed, e cioè quella con Stephen (che scopriamo essere suo nipote), quella con John (che, nonostante gli alti e bassi degni delle migliori montagne russe del mondo, resta la mia preferita) e quella con Morgan.

… &Stephen
Iniziamo dalla prima, che è forse la meno complicata delle tre. Stephen è, infatti, il figlio del compianto fratello di Jed e, come suo padre e differentemente da suo zio, è un Tomorrow Person. Non solo: le sue abilità sono superiori a quelle di qualsiasi altro individuo della sua specie, e questo per Jed rende le cose ancora più delicate. Insomma, deve tenerlo a bada e sempre sotto controllo, e quale modo migliore per farlo, se non prendendolo a lavorare con lui?

La svolta interessante, però, arriva adesso: pur nutrendo palesemente poca fiducia nei suoi confronti, Jed dimostra più volte di avere un occhio di riguardo per lui. Lui stesso ricorda a Stephen che, se non fosse stato suo nipote, molti degli errori commessi non gli sarebbero stati perdonati.

Inoltre, personalmente ho trovato significativo anche il fatto che Jed abbia accolto le insistenze di Stephen riguardo l’invito a cena di sua madre. Una piccola parentesi di complicità che ha visto i due fianco a fianco contro un nemico forse innocuo, ma anche incredibilmente testardo e motivato: la madre di Stephen.

Il rapporto trai due, comunque, resta teso e sul filo del rasoio. Jedikiah è troppo intelligente per non rendersi conto del doppiogioco di Stephen, e Stephen continua a reputarlo uno dei nemici principali dei suoi amici Tomorrow People, nonchè il mandante dell’assassinio di suo padre, ora che ha scoperto la verità al riguardo. Insomma non vedo altra dirittura d’arrivo trai due se non un’inevitabile frattura.

… &John
Al contrario, le cose con John sono molto più complesse e danno spazio a molte più incognite.

Nella prima scena che ci viene mostrata dei due, John sembra uno dei più grandi grattacapi di Jed, e quest’ultimo mostra subito un’espressione interdetta nel trovarselo davanti. Successivamente, scopriamo che il motivo di tanta sorpresa è che John, all’incirca sei anni prima, non soltanto ha lavorato per Jedikiah… ma per quest’ultimo era diventato anche un vero e proprio figlio.

Jed, infatti, lo ha sottratto dalle mani di un padre ubriacone e violento, lo ha preso sotto la sua ala protettiva e lo ha cresciuto a suon di “uccidere o essere ucciso”. Lo ha reso più forte, più fiducioso in se stesso, ha rappresentato per lui quel punto di riferimento che a John era sempre mancato, dato che, pur essendo soltanto un ragazzino, toccava a lui prendersi cura degli altri, e non lasciare che gli altri si prendessero cura di lui. Per Jedikiah, John è addirittura disposto a sottoporsi al primo esperimento del progetto Annex, cosa che Jed cerca di convincerlo a  non fare. Poichè – è evidente -, anche se non riesce ad ammetterlo, non vuole rischiare di perderlo.

Quando John lascia gli Ultra, tuttavia, le cose precipitano rovinosamente ed il fine ultimo di Jedikiah passa dal proteggere il suo favorito, a doverlo far fuori. E, quando sulla scena appare nuovamente Killian McCrane, Jed tende una trappola a John e cerca di farlo davvero, anche se, quando quest’ultimo viene catturato qualche tempo dopo, Jed chiede ai suoi di andarci piano. Senza contare che John, a sua volta, nell’episodio Kill Or Be Killed promette a Jedikiah che non giocherà più, che scenderà in campo apertamente, per poi rifiutarsi di ucciderlo qualche puntata dopo. Un rapporto allo stesso tempo di amore paterno e disprezzo, testimoniato anche dal fatto che Jedikiah continui a chiamare John “figliolo”, mentre quest’ultimo si ostina a ribadire di non essere suo figlio.

Il fatto è che Jedikiah sembra pericolosamente spezzato fra il rapporto che aveva con John in passato e quello che devono necessariamente avere adesso. Vuole liberarsene, ma quando ha abbastanza tempo per rifletterci sù, non riesce più a farlo. E questo affetto così puro, viscerale e contemporaneamente doloroso è, secondo me, il lato più umano e vulnerabile di Jedikiah, che mi ricorda oltretutto quello che James Bishop, un altro bellissimo personaggio interpretato da Mark Pellegrino, nutriva verso Aiden in Being Human US.

…&Morgan
Mi costa ammetterlo, dato che come avrete ormai intuito simpatizzo per John, ma la relazione di Jed e Morgan mi sembra quella più vera e con più possibilità di andare a buon fine. Jedikiah si è sacrificato per Morgan, ha messo a rischio la sua tanto amato carriera, è sceso a compromessi per lei nella maniera in cui non ha avuto il coraggio di fare con John. E quando nel midsean finale passa le chiavi a John per permettergli di liberarsi, non lo fa per lui, ma per lei, che nel frattempo è stata rapita da Cara. Questa è stata una cosa che mi ha letteralmente spezzato il cuore.

Non c’è nulla da fare: Mark Pellegrino è riuscito a dare vita all’ennesimo, affascinante cattivo che in realtà ha più debolezze di qualsiasi altro personaggio positivo dello stesso show. Debolezze nella vita privata che paradossalmente non lo rendono meno convincente, ma semplicemente più vero e più facile per noi da apprezzare e comprendere. Anche Jedikiah è un grande cattivo, solo… a modo suo.

hanno collaborato all’articolo – in ordine di personaggio –
ili191 e thescarletelle

Ringraziamo:  • Telefilm Dependence • | • Snow Falls in Storybrooke • | Telefilm. Un amore incondizionato | » Oh my Storybrooke. | Team Hookers | Once Upon A Time ϟ | ~вєllє & яυмρєlѕтιlтѕкιи ~ α ¢нιρρє∂ ¢υρ | TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | MVM Telefilm | ∞ Telefilm addicted|

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