Telefilm

Recensione | Nikita 4×04 “Pay-Off”

Salve a tutti!

Questa volta sarò io a recensire il nuovo episodio di Nikita, visto che la mia collega proprio non ha potuto.

Andiamo a vedere quanto è stato meraviglioso questo episodio, che mi ha davvero lasciato senza parole. Questa quarta stagione di Nikita è super e, devo dirlo, a momenti penso sia un bene che sia così breve, in questo modo non c’è nemmeno un singolo minuto che sia riempitivo e/o inutile.

Abbiamo solo colpi di scena e una sorpresa dopo l’altra.

A causa delle macchinazione di Amanda, Jones e il Negozio, il Pakistan e gli Stati Uniti sono sull’orlo di una guerra, una terza guerra mondiale, e tutto il mondo pensa sia colpa di Nikita. E’ davvero sconvolgente tutta questa cosa.

Grazie ad una pista fornita da Owen Sam, Nikita e compagnia si mettono in contatto con un tipo con cui l’ex soldato Sam Matthews ha fatto degli affari. Affari non proprio puliti, se ricordate.

Nikita chiede al suddetto criminale di poter sostare in un punto isolato del Pakistan, in modo da non poter essere né visti, né rintracciati, mentre tentano di fermare Amanda e soci. Solo che il tipo non è disposto a concederle ciò gratis, ma pretende una bella cifretta: dieci milioni di dollari.

Ovviamente, la procuratrice di denaro nelle operazione del Team Nikita è Alex, l’unica con un bel conto in banca – almeno prima, ora un po’ meno -, che per l’appunto si trova a Zurigo, in Svizzera, dove possiede una valigetta piena di diamanti.

Prevedibilmente, Sam è con lei, visto che questa stagione sono pappa e ciccia, più o meno.

Devo dire che mi piace vederli collaborare – discutono, non si fidano l’uno dell’altra -, hanno un rapporto quasi civile, anche se soffro un po’ la distanza che c’è tra il Team Nikita e il duo composto da Alex e Sam. Mi dispiace che il gruppo sia sfaldato, anche in questo episodio, sembra quasi che Alex abbia una storyline a parte. Per fortuna, almeno a giudicare dal promo, questa situazione cambierà presto [grazie, a due episodi dalla fine!].

Dicevo… Alex tenta di “mollare” Sam, scaricarlo e dirgli di andare per la sua strada. Della serie: “grazie mille per avermi aiutata, ma ora te ne puoi anche andare”. Sam, però, non ci sta.

Tutti gli spettatori sanno benissimo che Sam è pieno di debiti – ma come ha fatto in tre mesi a perdere tutto?! Era ricco e sono sicura non abbia tasse da pagare! – e il motivo principale per cui sta appresso ad Alex sono i suoi soldi – buffo, sembra la trama di una commedia romantica -, solo che Alex non lo sa. Lei continua ad essere convinta che lui voglia vendicarsi di Amanda, quindi, sebbene non si fidi completamente, lo capisce. Insomma: chi non odia Amanda? E “il nemico del tuo nemico e tuo amico”. Invece, il proposito di Sam è più calcolatore e sarà davvero divertente vedere questo cambio di prospettiva da parte di Alex, il prossimo episodio.

Infatti, nel corso di questa puntata, Alex riesce ad ottenere i diamanti e i soldi necessari a Nikita, però Sam approfitta che Alex lo abbia lasciato solo per prendersi la valigetta con i diamanti necessari ed andarsene. Solo che – e qui potete urlare alla ship, perché naviga a vele sempre più spiegate -, appena Owen – non è un caso che lo stia chiamando così – si accorge che qualcosa non va e qualcuno la segue, torna indietro per salvarla. Di nuovo.

Successivamente, Owen riesce a mettere fuori combattimento il nemico e a farlo parlare – fa parte anche lui del Negozio -, ma quello stesso nemico ha la lingua troppo lunga, perciò fa la spia con Alex e le rivela che il suo amichetto se ne stava andando portandosi dietro i suoi soldi.

Però è tornato indietro!

Sentendosi un po’ presa in giro e volendo saperne di più, Alex consegna a Owen i diamanti – in realtà, lei ci mette dentro dei pezzi di vetro e i diamanti se li tiene – e gli dice di portarli a Parigi, da Sonya. Avendo attaccato un ricetrasmittente alla valigetta delle (finte) pietre preziose, Alex ha tutte le intenzioni di seguirlo e scoprire cosa c’è sotto. Oh, io non vedo l’ora che lo prenda in castagna!

Così si chiude la storyline secondaria, torniamo indietro a quella principale.

Jones sa che ognuno persona è corruttibile, basta solo trovare la giusta merce di scambio.

Tutti hanno un prezzo. E, no, non si parla solo di soldi, devo dire che Jones è un cattivo più intelligente di quanto sembri.

Per questo motivo, telefona a Nikita e le propone un accordo. Lei e il suo team lo lasciano in pace e lui offre una vita a tutti loro, liberi in una villa paradisiaca. In pace.
Nikita, prevedibilmente, rifiuta, aggiungendo che vuole che Jones chiuda l’operazione e che lui e Amanda si costituiscano. In pratica, vuole la pace per tutti, non solo per le persone care.

In un primo momento non mi ero accorta di quanto questa scena fosse importante, il motore stesso dell’episodio, lo show mi ha colto davvero di sorpresa. La telefonata sembra sia stata un fallimento, ma non è così: Nikita vuole la fine della guerra ed è esattamente quello che Jones vuole concederle, a modo suo.

Si arriva al capitolo Ramon. Davvero, non mi aspettavo avremmo rivisto questo personaggio ed è bello che Nikita si ricordi del passato, anziché buttare cose nuove a caso, la continuity è importante. Allora, Ramon, che non è più sulla sedia a rotelle e che ora lavora per il Negozio. Aveva dei principi, un onore, una volta, dove saranno finiti? Come dice Jones, tutti hanno un prezzo e, in questo caso, quello di Ramon è stato fissato riguardo le sue gambe. Ora può camminare di nuovo ed è un tipo riconoscente a sufficienza per fare quello che il Negozio chiede, anche perché sa benissimo che la magia tutto ha un prezzo, prezzo che lui è stato disposto a pagare.

Nikita, inizialmente, non riesce a credere che Ramon si sia ridotto a lavorare per il Negozio, anche perché era stato grazie a Ramon che Micheal era riuscito a salvarsi dall’esplosione di quella vecchia operazione in Colombia. Sono sicura che tutti i fan Mikita la ricordano. Personalmente, credo di aver rivisto quella scena almeno dieci volte.

Il piano del Negozio è molto semplice, quanto distruttivo. Usare un bel missile pakistano e lanciarlo contro la portaerei, verso la USS Eisenhower. Il che significherebbe parecchie persone morte e l’inizio istantaneo di una guerra.

E’ Ramon a guidare la spedizione, in altre parole le speranze di Nikita verso l’innocenza di quella vecchia conoscenza sono nulle e, fin’ora, “il tutti hanno un prezzo, basta saperlo fissare” di Jones è assolutamente veritiero.

Micheal e Nikita scendono in battaglia e il primo si incontra e si scontra (kiss me, kiss me, Licia!) con Ramon. E’ interessante questa scena, perché i due hanno qualcosa in comune. Durante la scorsa stagione, Micheal ha perso la sua mano destra e il Negozio gliene ha procurata una nuova e identica all’originale, mentre Ramon, in questa, ha riavuto le gambe. Cosa gli differenzia, invece? Ramon è passato sopra i suoi principi per poter camminare di nuovo, ha pagato un grosso prezzo, mentre Micheal? Secondo Ramon, Micheal è stato fortunato, perché è stata Nikita a pagare per tutto. Dopotutto… chi è la persona che è ricercata per decine e decine di milioni di dollari da tutto il pianeta?

Micheal è senza parole, perché non aveva mai visto la questione da questa prospettiva. Ora, io non penso che  Micheal sia colpevole per questo, anzi, quella di Nikita è una sfortunata catena di eventi, ma quello che gli dice Ramon colpisce Micheal nel profondo.

[Leggesi anche come: smetti di essere arrabbiato e corri ad abbracciare la tua fidanzata!]

Ramon non ha alcuna intenzione di mettersi contro il negozio e nasce uno scontro con Micheal, il quale ne esce vincitore. Addio, Ramon, eri una brava persona (nella seconda stagione).

Uccidere le persone che avevano preso in consegna il missile serve a poco, perché tanto il Negozio controlla tutto il resto. Ma niente paura, grazie alle informazioni ricavate dal killer mandato ad uccidere Alex, riescono a scoprire chi c’è dietro e a rintracciare il mandante, cioè Jones.

Ora, qui c’è la scena che la prima volta mi aveva lasciato molto perplessa e che solo alla fine ha acquisito chiarezza. Amanda va dal padre di Birkhoff – ancora vivo e in salute, benché segregato in cella -, con un computer e gli ordina di distruggere Shadownet, poi lo lascia solo.
Ero perplessa perché mi chiedevo se gli avessero fatto un lavaggio del cervello, al padre di Birkhoff, altrimenti non si spiegava perché avrebbe dovuto fare ciò che diceva Amanda, anziché, tipo, contattare il figlio, come, in effetti, è esattamente quello che fa.

Padre e figlio si mettono in contatto, con l’indirizzo degli uffici di Jones, a Dubai. Ora è uno scherzo trovare la base e assaltare il posto prima che facciano partire i missili.

In due minuti netti, il Team Nikita riesce a prendere in custodia Jones e ad ordinargli di fermare l’assalto dei missili contro la portaerei. Inoltre, riescono a liberare la presidentessa – chi l’avrebbe mai detto che fosse ancora viva! – e il padre di Birkhoff.

[Io durante tutto questo, continuavo a sentire puzza di bruciato.]

Amanda non ci sta, non vuole accettare la sconfitta; si chiude dentro insieme al comando di controllo e mette in moto il missile. Pochi minuti e distruggerà la portaerei.
Nikita ha un’idea brillante, manderanno il missile che sono riusciti a soffiare a Ramon dove stanno loro, in modo che distrugga tutto prima che l’altro missile parte.
Ora, hanno solo pochi minuti per lasciare quel posto, prima che salti tutto in aria. Nikita, che deve avere un cioccolatino al posto del cuore, tenta di convincere Amanda ad uscire dalla sala comandi, ma non c’è verso di convincerla.

L’edificio, come previsto, salta in aria e si salvano tutti, eccetto Amanda. Ora le autorità sono a conoscenza della verità, Jones viene arrestato e sono tutti felici e contenti…

… ma anche NO!

Sembra quasi un serie finale, se non fosse che non è finita qui. Amanda non è morta (l’erba cattiva non muore mai), ma è stato un suo clone a saltare in aria. Ha seguito il piano di Jones, il quale ha fatto tutto questo per far credere a Nikita che sia tutto finito. Vuole farla vivere in una bolla di felicità, mentre lui trama all’esterno di essa.

Finale veramente adrenalinico, sono rimasta molto colpita da esso.

Varie ed eventuali:

– Alex, Owen e i fantasmi Emily e Sean: Alex e Owen, Sam o comunque vogliate chiamarlo – Orsacchiotto non sarebbe male, eh? – hanno una bella conversazione prima che lui quasi fugga con i diamanti. Alex dice che ha imparato a superare il dolore, ma il rimpianto, tutto quello che non ha potuto dire a Sean la tormenta; mentre Owen ripensa ad Emily e al fatto che lei non abbia mai conosciuto il vero lui, cioè Sam. Ma ha conosciuto Owen, comunque, che fa lo stesso parte di Sam.

– Nikita che credeva fosse tutto finito, alla fine. Era così tenera e spaventata e incredula. Mi ha fatto una pena assurda.

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