Telefilm

Recensione | Almost Human 1×06 “Arrhythmia”

Questa puntata di Almost Human pre-pausa di natale, forse complice proprio lo spirito natalizio, è un po’ meno action, leggermente più sci-fi e alla fine ha anche una bella glassatura morale-etico-androide che fa riflettere. E’ un po’ un peccato privarsi dell’azione testosteronica kennexiana di cui avevamo bisogno per affrontare le festività col giusto slancio, e ti lascia quel senso di incompletezza quasi come quando a capodanno non riesci a mangiare cotechino e lenticchie o come quando, arrivato alla fine di un gioco, non riesci a sconfiggere il boss finale (parlo per me ovviamente, ma per farvi capire il ‘dramma esistenziale’ racchiuso nel fenomeno in sé).

Quel senso di insoddisfazione li…

Veniamo all’episodio nel dettaglio: tu sei li in fila per farti diagnosticare la tua bella malattia dal dottore olografico (e qua c’è secondo me un altro beeeeeel riferimento a star trek grosso come una casa) ma quando questo va in tilt, hai tutto il diritto di sbroccare. Come quando sei stra-stanco e sull’autobus ti scippano il posto a sedere, come quando ti sorpassano in fila i classici furbetti di paese, come quando vuoi comprare quel paio di scarpe agoniate ma non c’è il numero o come quando hai semplicemente le palle girate. Ecco, avresti tutti i diritti di farti partire l’embolo, però aspetti, anche perché c’è un cinese che entra con in mano una pistola e richiede un trapianto con la stessa convinzione di Denzel Washington in quel film…quello lì…dai, quel film lì…si insomma non mi ricordo il titolo ecco.

Il cinese in questione inoltre non solo arriva a pistola spianata, poi entra in sala operatoria e tira fuori un foglietto fornendo diagnosi, quello di cui ha bisogno ed anche il trattamento. Oh Ciné, guarda, se vuoi andare da una certa Shonda sono sicura che ti prendono, anche perché cinque secondi dopo il cinese stramazza a terra, mormorando ‘Mi hanno ucciso’. Performance fantastica, sicuro in Grey hai un futuro.

All’arrivo dei nostri baldi poliziotti ‘quasi umani’, Dorian si trova davanti ad un altro DRN intento in lavori di riparazione ed è un bello shock (mentre allo spettatore seriale ossessivo viene una paura incontrollata che finisca come in Vampire Diaries e ci si ritrovi in un marasma incontrollato di doppelganger, ndr). E’ un colpo notevole per lui, tanto che prenderà talmente a cuore il fatto di vedersi dequalificare come androide in quel modo e proverà ad impegnarsi per far qualcosa per il suo simile.

Questo qualcosa implica il portarsi dietro il doppio Dorian, per la felicità di Kennex che col suo grugno solito ci fa comprendere quanto la vita del poliziotto medio, anche nel 2048, continua a far schifo come da tradizione.


E poi Kennex è così felice, soprattutto perché l’altro Dorian è sì un ex-poliziotto, ma è una versione tipo ‘impacciato 2.0’ al quale non hanno aggiornato il software.

Intanto si scopre che il defunto cinese aveva impiantato un cuore artificiale che non era tuttavia registrato a suo nome, ma a nome di una donna morta due anni prima. Il solito geniaccio Ricky, dopo l’autopsia, trova inoltre nel cuore artificiale un dispositivo che lo fa funzionare come un timer e che quindi lo arresta in un dato momento prestabilito. Si presuppone dunque un traffico illegale di organi che, invece di essere distrutti, vengono poi venduti al mercato nero e impiantati di nuovo. All’industria produttrice sembrano non sapere nulla a riguardo, o per lo meno, declinano ogni responsabilità, avendo ricevuto conferma della distruzione. Il problema deve quindi risiedere a monte e così DRN x2 e Kennex vanno da chi si occupa di ‘cremare’ i corpi.

Il tizio in questione, che ci puzza non solo perché sembra indossare da almeno un mese la stessa t-shirt, ma proprio perché ci sa di falso, dice che lui lo ha fatto per non sprecare materiale ancora funzionante e che in realtà non c’entra nulla, lui è solo un anello della catena. A breve infatti, messo sotto sorveglianza, vediamo arrivare da lui un corriere pronto a prelevare gli organi sintetici sottratti ai cadaveri per portarli ad un dottore che li impianterà clandestinamente.

Dottore e corriere vengono arrestati e quindi viene sventato un altro presunto trapianto illegale,solo che la signora in questione sul tavolo operatorio non la prende stra-bene. Ora, io personalmente, se mi avesse detto ‘voi non avete capito cosa state facendo, io ho bisogno di quel cuore’ avrei optato per tramortirla, aprirle il petto, toglierle il suo di cuore e darlo in pasto alla mother of dragons. Altrimenti, si sarebbe potuto risolvere il tutto con un gentilissimo “Signora, io sono qui da stamattina alle 7, se ora lei mi vuole cucinare gli zebedei trifolati perché ha bisogno di un cuore, non si andava a prendere un organo sul mercato nero rischiando l’illegalità. Va bene che a parlare sono buoni tutti ma tanto a piangere preventivamente e sfrantecare i maroni ormai avete una certa professionalità”.

Sfogo a parte, intanto vediamo che puzzone-crematore in realtà ha il controllo sui timer dei cuori sintetici e riceve ordini al telefono da una donna di spegnerli, vista la piega presa dalla situazione.

Dorian nel frattempo cerca di fare i conti con il se stesso fuori da se stesso, ma scopre che il DRN non è poi così stabile come si aspettava. Ha le sue pecche certamente,e nonostante incarni le debolezze ‘androidiane’ di cui anche lui si fa carico, non è probabilmente pronto a tornare ad essere un poliziotto. In questo caso ci rendiamo conto che, al contrario degli MX, i DRN e la loro anima sintetica, sono in qualche modo ognuno differente dall’altro, non solo per una questione di interfaccia o di simulazione, ma proprio perché è quella loro stessa anima renderli diversi, come fossero individui veri e propri. Il DRN bis comunque non si sente in grado di prender parte all’azione e molto del tempo lo spende in macchina o al distretto come fosse una gita turistica. Mi chiedo allora, Ok il ragionamento e la morale, lo sdoppiamento, ma tutta sta storia…per…? Mi son persa qualcosa…o forse sono troppo pirla per capire.

Dorian bis…non se la sente…

Le indagini proseguono e si viene a scoprire che in realtà la ditta produttrice degli organi sapeva benissimo chi veniva rifiutato dalla lista trapianti, dunque doveva esserci per forza qualcuno all’interno che aveva modo di sapere chi aveva bisogno di un cuore nuovo e come ricattarlo a dovere. La padrona dell’impresa nega, eppure la sua assistente non la conta giusta, tanto che si volatilizza alla velocità della luce.

L’inceneritore-puzzone ad ogni modo è bello coinvolto anche lui, e non sembra l’ultimo dei fessi. La sparizione della donna fa insospettire Dorian e Kennex che dunque vedono in lui l’unico in grado di far sparire corpi senza lasciare traccia. Inoltre, se questo giro di trapianti andava avanti da molto e nessuno si è mai accorto di nulla, è proprio perché i corpi dovevano sparire in maniera efficace, e solo grazie a un addetto ai lavori ciò sarebbe stato possibile. Ragionamenti Sherlockholmesiani che fanno quasi invidia. Bravo Kennex, Bravo.

Il caso sembra dunque essere risolto, e dopo un mini inseguimento, il crematore viene acciuffato e consegnato alla giustizia. Nel mentre il DRN ringrazia Dorian per questa camminata lungo il viale dei ricordi, lungo il viale delle sensazioni genuine dell’essere un poliziotto. L’essere stato un poliziotto infatti gli ha permesso di sentirsi più umano, di comprendere e provare per una volta delle emozioni, forse di rimando, ma pur sempre emozioni. Dorian, quasi commosso, starebbe li a parlar con lui per un ora ma è lo sconcerto sonoro della Maldonado a riportarlo alla realtà – della serie Un DRN è poco ma due sono un po’ troppi, ecco.

Dorian, prima di lasciare il suo ‘simile’ di nuovo alle sue mansioni, decide di rimuovere lui i ricordi di poliziotto ma di lasciargli intatte le ‘sensazioni’, così che possa continuare a vivere la sua vita androide senza alcun rimpianto. Eutanasia dei ricordi tipicamente androidiana.

Per concludere, che dire…è stata una puntata un po’ moscia a mio avviso, se proprio devo essere sincera, al confronto con altre serie che invece ti lasciano prima delle feste col magone in gola. Non male i momenti Dorian contro Dorian, anche se avrei preferito un po’ più di azione, soprattutto dopo puntate come il pilot o le precedenti (l’assedio e anche quella scorsa), ma un po’ di quiete ci stà. Spero stiano riservando un po’ di munizioni per Gennaio.

Premio scontatezza della puntata alla cara Vulvetta poliziesca: non sai il cinese e ci può anche stare (tanto c’è quel coso-traduttore automatico), ma quando capirai che far capire a Kennex che preferiresti essere percossa vigorosamente come delle lenzuola stese con un bel battipanni di paglia dura non è così semplice, forse avrai anche la mia stima. Puoi impegnarti di più!

Lei e la sua monoespressione da 6 puntate…

Non mi resta dunque che lasciarvi come di consueto con il trailerino e augurarvi buone feste! Ci si rivede nel nuovo anno, dopo la befana!

Ringraziamo: TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Serie Tv, che passione ღ | Beyond the Good and the Evil | Almost Human Italia | Almost Human – Italia

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