Ripper Street/Telefilm

Recensione | Ripper Street 2×06 “A Stronger Loving World”

Anche questa volta avrei voluto iniziare con una recensione dai toni più leggeri, così come, nonostante i crimini e gli intrighi, era stato già per i primi episodi. Purtroppo, anche questa volta, non ne sono in grado. Ripper Street ci ha abituato male, in senso positivo, perché deliziandoci nelle prime puntate, commuovendoci ed attanagliandoci stretti alla sua morsa, poi ci ferisce a morte, aumentando esponenzialmente la dose di dolore (e di sfiga, permettetemi) assegnata ad ogni singolo personaggio. Una mala sorte che purtroppo si abbatte anche sulla stessa serie, a quanto pare cancellata dalla BBC per un calo di ascolti.

La mia reazione:

Apro una piccola parentesi. Non vivo in Inghilterra ma seguo un numero piuttosto elevato di serie inglesi, sia della BBC, sia di ITV ma anche Sky Atlantic (come molti di voi compagni di sventure, suppongo). Non parlo vittima di ‘fangirlismo’ tuttavia per me cancellare Ripper è veramente una grandissima cavolata, ma una di quelle di proporzioni Bibliche. Così grande che nemmeno se venisse il diluvio universale basterebbe l’arca a contenerla tanto è grande la cavolata che è stata fatta. Più grande del culo di Giuliano Ferrara. Nulla di nuovo sotto il sole è ovvio, per ogni serie è così, e chi è addicted lo sa più che bene.

Siamo seri, è ovvio che non sarebbe mai durata dieci stagioni per una questione di storyline (e anche perché, generalmente, le serie british non sono longevissime – fatta eccezione per il Doctah), tuttavia sono proprio curiosa di vedere come finirà questa stagione. Ne ho viste troppe finire in malora (vedi Copper), lasciarti con mille interrogativi perché magari era stato progettato un seguito che non ha visto la luce. Si parla quindi di un calo di ascolti, complice anche un programma della ITV che a quanto pare, nella stessa fascia oraria, ha stracciato i poliziotti del Distretto H.

Ora, cari cugini britannici o chi per voi, utenti medi della televisione inglese di cui avevo maggior stima, vi auguro vent’anni di fiction con Gabriel Garko e Manuela Arcuri, ma di quelli che inizierete a martellarvi gli zebedei e vi caverete gli occhi come Sirio il Dragone pur di non assistere a tali immondizie. Vi auguro colonne sonore degne di Gigi D’Alessio, che venga a citofonarvi alle sei di mattina per ‘deliziarvi’ con le sue nuove hit. Vi auguro di accendere il televisore e vedere al posto dei conduttori del vostro, che ne so, BBC breakfast un Bruno Vespa assonnato e ancora più viscido del solito. Vi auguro le repliche dei programmi della De Filippi notte e giorno, e vi auguro che il telecomando vi cada nel WC così che non possiate cambiare canale, e si incastri anche il tasto manuale della TV decretando la vostra fine.

Finirete così, ve lo assicuro, cugini….

Anatemi a parte, perdonate lo sfogo e parliamo dell’episodio andato in onda Lunedì.

Che dire, coinvolgente come sempre la nostra settimanale finestra sulla Londra dei primi del novecenti. Questa volta è in qualche modo Bennett a divenire il fulcro della vicenda, un Bennett che fa i conti con la propria vita e con il passato di sua moglie, Bella. Un Bennett combattuto tra le scelte fatte e i sentimenti nascosti, con Rose che sembra tornare alla carica e che comunque, più o meno inaspettatamente, fino alla fine combatte per lui.

Le due donne contrapposte di questo episodio sono diversissime eppure condividono il mestiere più antico del mondo nel loro passato più recente. Nell’affrontare la vita, però, sono su due pianeti differenti: L’una più delicata e facilmente traviabile, si è lasciata portare sulla via delle promesse e delle speranze mistiche da una specie di santone barbuto in gioventù, mentre l’altra, sempre in conflitto con se stessa, ma con una dose in più di determinazione, alla fine è riuscita a mettere insieme i cocci e a ripartire ogni volta da zero, con il suo bagaglio di nulla e la voglia di indipendenza che mal cozza con la posizione delle donne in quell’epoca.

Barbuti di Game of Thrones, unitevi…

Forse sarò poco profonda, o forse ingenua, ma devo dire che non sopportavo entrambe indistintamente. Eppure, dopo questo episodio, ho alzato il pugno vittoriosa quando Bella ha fracassato la testa a quel suadente piacione, e per un momento ho quasi sperato Bennett avesse scelto lei, irrazionalmente parlando. Sappiamo tutti che, comunque fosse stato, non sarebbe andata nel modo in cui ci saremmo aspettati, perché ogni scelta è relativa e non sarà mai uguale a se stessa.

Di possibilità e contrasti si parla dunque, mentre Whitechapel è pervasa da tumulti religiosi, scatenati dallo stesso santone e da un ‘tutti contro tutti’ fratricida che mina le fondamenta della concordia e dell’ordine pubblico. Non c’è però ordine nel caos, e lo sanno bene anche Reid e Jackson, l’uno sempre più chiuso nel suo impenetrabile dolore dell’esistenza travagliata, forse solo alleggerito di poco, mentre l’altro senza la sua metà è ancora più sfranto e dedito alla bottiglia.

Per fortuna che almeno c’è Flight, lui col suo faccione tondeggiante, che ha imparato come vanno le cose al distretto e ormai si auto ordina da solo di chiamare il calesse, sotto lo sguardo quasi compiaciuto degli altri.

La puntata, nei termini della vicenda, è tutta un’ escalation, è qualcosa che sale vertiginosamente e ti porta alla fine con l’affanno, come dopo aver corso per le scale di un grattacielo fino ad arrivare in cima. Solo che in cima, non c’è una balaustra ed il senso di vertigine a guardare verso il basso è allucinante. E’ mozzafiato.

C’è dolore, c’è sollievo, c’è sangue e ci sono lacrime nell’epilogo finale, e il tutto si mescola tra un intruglio velenoso di belladonna e le prospettive di un suicidio collettivo, forse sventato, ma che si converte in una possibilità di espiazione…non per tutti. E’ un dono che a pochi è concesso, ma non al nostro Drake.

Bennett infatti è il più devastato, nel fisico e nell’anima, e mentre lo vediamo accompagnare nell’ultimo viaggio quella che chiamava la sua Bella, la rassegnazione davanti l’ombra di morte che pare portare con se è tangibile e palpabile, spessa come una tenda di velluto.

Ho quasi il terrore dei prossimi episodi, perché ormai affezionata ad ogni singolo personaggio, ho quel timore lucido di sapere che non vedrò mai una fine vera e propria della loro storia, e la cosa quasi mi uccide. Perché Ripper è così, parte in sordina e poi ti stringe un cappio attorno ai polsi, e mentre trasciniamo i piedi per i vicoli di Whitechapel per le ultime volte, deliziamoci alzando gli occhi al grigiore del cielo tra i fumi industriali e la pioggia.

Di seguito, come di consueto, uno sneak peek

Se poi volete firmare la petizione per provare a salvare il nostro Ripper, ecco il link per farlo!

Petizione http://www.change.org/en-GB/petitions/reverse-the-bbc-s-decision-to-cancel-ripper-street?share_id=yzTkIicyoZ&utm_campaign=invite_page_mobile&utm_medium=twitter&utm_source=share_petition

#Saveripperstreet 😥

 

Ringraziamo: TelefilmSeries.Com | Telefilm. ϟ | Beyond the Good and the Evil | Matthew Macfadyen Italian Fan Page | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Telefilm Passion ღ

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