Telefilm/The Mentalist

Recensione | The Mentalist 6×08 “Red John”

Mi auguro che chi legga le recensioni abbia avuto l’accortezza di vedere prima la puntata, sarebbe decisamente più logico e anche meno spoileroso. Questo per dire che, non prendetevela con me, se leggendo qui scoprite che  Thomas McAllister è John il Rosso.

Dopo sei stagioni, presunti colpevoli, buchi nell’acqua, indizi, omicidi e chi ne ha più ne metta, finalmente l’identità del serial killer in rosso è stata svelata.

La recensione che andrò a scrivere arriva dopo 4 giorni dalla messa in onda della puntata: prima di esprimere il mio giudizio al riguardo, ho voluto ponderare a fondo e, sì, in effetti speravo che avrei rivisto completamente le mie considerazioni. Purtroppo, quello che ho pensato la prima volta, lo penso anche ora: questo epilogo non mi è piaciuto affatto, più che altro non condivido il modo in cui ci si è arrivati.

Frettoloso è dire poco; sapevamo che la sesta stagione sarebbe stata quella decisiva per la conclusione della Red John storyline, ma è stata sviluppata, a mio avviso, in modo molto approssimativo. Da una parte tutti a puntare il dito contro Bertram che, mamma santa, per poco non se la fa nei pantaloni quando all’area di servizio vede entrare un agente di polizia. Se quello era Red John, allora io potevo essere la donna più coraggiosa del pianeta, mi sono detta tra me e me.

Non volevo e non potevo credere che a capo dell’Associazione Blake ci fosse quel “pappamolle”. Ci sarebbe stato un colpo di scena, senza dubbio. E così è stato. Se avete letto la mia precedente recensione, avevo espresso i miei più che legittimi dubbi sulla reale morte di Stiles, Haffner e McAllister a seguito dell’esplosione. – A proposito, io scommetto che quel piede era di Haffner, chissà che vinco qualcosa. –

Alla fine della puntata scopriamo come, ingegnosamente, McAllister era riuscito a fingersi morto e a scampare alla bomba scoppiata nel salotto di casa Jane.

Distogliamoci per un momento dall’argomento Red John e analizziamo anche il resto della puntata.

Devo essere andata in catalessi tipo il mio gatto Mozart che ronfa qui vicino, aver dormito un sonno profondissimo o qualcosa del genere perché un attimo prima quasi catturano RJ e un momento dopo il CBI viene smantellato completamente per mano dell’FBI. Ma che si chiudono così le centrali di polizia? Arrivi e porti via tutto? Mi sono persa qualcosa, o questa scena, quella di Lisbon nella stanza dove una volta c’erano le loro scrivanie intendo, risulta un po’ strana per non dire fuori luogo? A me è sembrato molto incoerente far chiudere un organo di polizia tanto importante; figurarsi che avevo capito che il CBI fosse il cugino stretto dell’FBI. Ma non penso che sia così semplice sbarazzarsi di un ente di polizia, o almeno non così in fretta. Tra l’altro, dannati social network, si sono già viste in giro foto di Lisbon con indosso una semplice divisa da agente di polizia. La poveretta, alla fine, viene pure declassata.

E’ stata molto apprezzabile, invece, la fedeltà che Rigsby, Van Pelt e Cho hanno dimostrato nei confronti di Jane. Non ho inserito Lisbon volutamente perché avrei scommesso un milione di euro (che non posseggo, per la cronaca) che sarebbe rimasta accanto a Patrick e lo avrebbe aiutato fino alla fine.

Tra l’altro, grazie al contributo di tutta la squadra, Jane riesce ad andare all’appuntamento con Bertram, credendolo John il Rosso, salvo poi essere smentito. Bertram, per giunta, finirà ucciso da un colpo di pistola per mano di uno degli scagnozzi di McAllister. Dopotutto, il capo del CBI non sarebbe più servito, tanto valeva farlo fuori.

Va bene, lo confesso, senza cappello e divisa ho avuto notevoli difficoltà a capire chi fosse l’uomo che attraversa la navata della chiesa. A mia discolpa vorrei precisare che faccio veramente schifo con le somiglianze, tant’è che spesso mi capita di incrociare persone che mi salutano e io resto lì a chiedermi chi siano.

In ogni caso, non ci dilunghiamo in aneddoti off topic.

Ho trovato il comportamento del killer in rosso veramente incomprensibile, inappropriato e del tutto inadeguato al carattere del personaggio che ci era stato delineato nel corso delle sei stagioni.

In fin dei conti era stato proprio RJ, a fine seconda stagione, a sussurrare all’orecchio di Jane che la morte altro non è che la liberazione dell’anima, pertanto non dovremmo averne paura! Che so, mi sarei aspettata un killer con occhi pieni di malvagità e compiaciuto delle azioni commesse, non di certo un semplice uomo spaventato che chiede perdono e di essere pure risparmiato alla furia omicida di Jane. Non bastasse, trova pure il tempo di chiamare il 911. Seriously? Pensava per caso che la polizia gli avrebbe concesso la grazia?

Io lo ribadisco, questo epilogo non mi ha soddisfatto in pieno.

L’ho pensato subito, lunedì notte, quando ho visto la puntata dopo un interminabile viaggio in treno stile odissea. Avevo appena litigato col Frecciabianca, che ha creduto opportuno sfasciarsi non lontano da Modena, accumulando gli ormai immancabili 35 minuti di ritardo, quindi ero sicuramente parecchio irritata e contrariata; credevo infatti che il mio metro di giudizio fosse stato compromesso da tutto ciò. In realtà, ho riguardato almeno altre due, tre volte la puntata con assoluta calma e razionalità, ma il risultato è sempre lo stesso: totale disappunto per la scelta dei produttori/sceneggiatori.

Certo, avendo chiuso il capitolo Red John, sono proprio curiosa di vedere cosa si inventeranno per mandare avanti lo show. Perderemo, quasi sicuramente, sia Rigsby che Van Pelt, il che mi preoccupa ancora di più. Probabilmente sarebbe stato meglio svelare RJ alla fine del telefilm, oppure chiudere quest’ultimo direttamente alla sesta stagione.

Infine, devo ammettere che sono rimasta piacevolmente sorpresa della scelta del cattivo. Senza radiolina/walkie-talkie cappello e orripilante divisa marrone Thomas McAllister era sicuramente la scelta più azzardata, imprevedibile e dannatamente azzeccata. Non ha deluso affatto le mie aspettative; fa proprio il suo effetto vederlo nei panni del serial killer, li sa vestire bene insomma.

Del tutto coerente col carattere di Patrick, infine, la scelta di uccidere John il Rosso con le proprie mani, avendo odiato fin dal principio l’idea di dover usare una pistola.

Dopotutto, Jane ha ottenuto la sua vendetta, quella che aveva cercato per anni. Mi aspettavo che avrebbe rivolto chissà quante domande a McAllister, e infatti se lo aspettava pure lui, ma Patrick ha agito da Patrick. Ed è stato meglio così, decisamente più toccante. Ha saputo chiedere il minimo indispensabile; non sarebbero di certo servite mirabili spiegazioni sulla pazzia del Rosso o sul perché avesse compiuto crimini così orribili; di sicuro nessuna parola avrebbe colmato l’enorme vuoto che ha provocato l’aver perso moglie e figlia nel cuore di Jane. Sarà un peso che lo accompagnerà ogni giorno della sua vita.

Tirando le somme, la puntata è stata soddisfacente per meno della metà, direi che giusto un paio di cose si possono salvare, ma evidentemente questo è quello che mi/ci tocca. Perciò me ne dovrò fare una ragione; niente a che fare con conclusioni epiche tipo Dexter o Desperate Housewife, è stato decisamente più alla Chuck.

Alcune cose andavano spiegate con più calma, invece mi è sembrato un voler chiudere per forza i conti con John il Rosso, anche a costo di lasciare indizi in sospeso e stravolgere completamente la psicologia del personaggio.

Sicché, Habemus papam! Io vi do appuntamento alla prossima puntata, anche se nessuno smile insanguinato comparirà più su qualche muro!

Enjoy the promo! stay tuned for The Mentalist!

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2 thoughts on “Recensione | The Mentalist 6×08 “Red John”

  1. Assolutamente d’accordo, poco soddisfacente. Red John che chiede pietà? Patetico. Continuo comunque ad amare la serie ❤ Patrick Jane continua a sorprendermi anche se la trama centrale della serie è crollata con l'omicidio di McAllister. Complimenti Bruno Heller 🙂

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