Homeland/Telefilm

Recensione | Homeland 3×09 “One Last Time”

Buonasera, lettori.

Mi ritrovo a scrivere questa recensione con immensa difficoltà perché quest’episodio mi ha lasciata un po’ allichinita e scombussolata. Sarà che ci sono state tante cose serie e profonde? Non lo so, fatto sta che scrivo questa recensione con molto sforzo e meno naturalezza rispetto al solito >.<

L’episodio si apre su Carrie, in ospedale, che si informa sulle sue condizioni -e non su quelle del bambino!- e soprattutto su quanto dovrà rimanere segregata lì dentro. Ciò che mi ha un po’ lasciato perplessa -oltre al totale disinteresse da parte di Carrie per il bambino- è che sia mancato Peter in questa scena. Non lo vedo affatto da lui, ecco.

Che poi mi ha dato fastidio, molto fastidio, che solo per il fatto che Brody sia tornato in circolazione Peter sia sparito nel nulla tanto che in tutto l’episodio ha solo una mini-scena. MAH.

Intanto al quartier generale di Saul -una casa collocata in un luogo imprecisato- troviamo Brody in cattivissimo stato ed in preda ad una crisi d’astinenza, come c’era da aspettarsi.

A tenerlo in vita, fondamentalmente, è un uomo della squadra agli ordini di Saul. Non ho ben capito se siano Marines, militari o cos’altro, sinceramente :S

Le scene di Brody in preda ai dolori della disintossicazione sono state, per me, molto forti e credo anche molto vicine alla realtà considerato che non è stato aiutato con il metadone come invece succede generalmente nei tossicodipendenti. Deve essere una brutta sensazione, come se il corpo stesse per esplodere o prosciugarsi o qualcosa del genere. Terribile.

Intanto il “caro” buon vecchio Senatore fa visita a Carrie per tentare di farsi rivelare tutto quel che sa dei piani di Saul e finisce con il rivelare, non so quanto consciamente, di Caracas. Carrie ci mette ben poco a fare 1+1 e mi chiedo se il Senatore pensasse davvero che lei ne sapesse qualcosa o se invece abbia provato a seminare zizzania tra lei e Saul. Beh, di sicuro è riuscito nella seconda opzione, anche se magari lo ha fatto involontariamente.

Brody, nel frattempo, sta sempre peggio, come c’era da aspettarsi, ed alla fine decidono di sottoporlo ad un trattamento a base di Ibogaina, una sostanza “psicotica” che velocizza il processo di disintossicazione ma che allo stesso tempo ha degli effetti collaterali molto importanti come quello delle allucinazioni visive ed uditive. Non è proprio una passeggiata, insomma.

Saul decide comunque di sottoporre Brody a tutto questo perché i giorni a sua disposizione stanno terminando e, anche se sembrerebbe un’azione riprovevole, sono d’accordo anche io con la sua decisione. Mi è dispiaciuto per Brody ma d’altronde mancano pochi giorni alla dichiarazione del Senatore come capo della CIA e questo significherebbe non solo la fine della missione a cui hanno lavorato come dei pazzi fin’ora, ma anche la morte di Brody e la sua consegna alle autorità per un attentato che non ha neanche commesso. -Non che sia un uomo del tutto innocente, ma comunque…-

A casa Barenson intanto i nostri tecnici preferiti cercano ovunque per cimici e cose del genere perché è evidente che qualcuno sta spiando Saul e il suo team in qualche modo. Altrimenti come avrebbe potuto il Senatore sapere di Caracas?! Ed infatti trovano il mouse dello scorso episodio e dopo qualche piccola diavoleria col computer riescono anche ad individuare l’amante di Mira.

Tornando al quartier generale (non so come chiamarlo xD) troviamo Saul che, dopo che Brody ha tentato di dissanguarsi a morte, gli spiega la sua proposta. Nicholas ovviamente rifiuta, preferirebbe qualunque cosa piuttosto che tornare un soldato -c’è anche da capirlo- anche morire. In realtà è proprio pronto a morire, lo preferirebbe a quella vita che è costretto a vivere.

Saul organizza dunque una specie di test per Brody, lo fa buttare in mare convinto che combatterà per salvarsi la vita, dimostrandogli così che non vuole veramente morire come dice lui. Invece rimane fregato perché Brody non ha più le forze, né fisiche né morali, di combattere ancora per la sua vita. E dunque la squadra è costretta a salvargli la vita prima che sia troppo tardi.

A questo punto entra in scena Carrie che, come è normale che sia, fa una sfuriata a Saul. Carrie sa, in cuor suo, che quello che sta facendo Saul è giusto, ne sono convinta, ma non può impedire a sé stessa di essere un po’ cieca quando si parla di Brody. Lo è sempre stata, in un certo senso. Anche quando era convinta che fosse stato convertito, ed aveva ragione, era cieca davanti a tutte le cose che puntavano nella direzione inversa. E questa volta non fa differenza. Come sempre. Alla fine però decide di aiutare Saul, probabilmente mossa dal fatto che è la cosa giusta da fare, per quanto possa essere contro i suoi desideri o i suoi principi.

Ed è così che ci ritroviamo catapultati nella prima scena Carrie/Brody di tutta la stagione. Ed è una scena triste, carica di mille parole nel silenzio della stanza. Ci sono così tante emozioni che volano nell’aria che sono quasi soffocanti. Così tante parole non dette e concetti inespressi fino a fondo. E’ dura per lei rivederlo dopo tanto tempo e vederlo in quello stato. E’ dura per lui rivedere lei dopo che lo ha, in un certo senso, abbandonato a se stesso. Credo che Brody sia convinto che quel che è successo a Caracas sia in parte colpa di Carrie perché il suo “aguzzino” era un uomo fidato proprio di Carrie, come gli aveva rivelato lui nel primo episodio in cui lo vediamo.

La scena dopo ritroviamo ancora loro, in macchina, diretti chissà dove. Il punto è che sapevo già dove sarebbero andati perché avevo visto un’immagine di Dana che lavorava in un motel, dopo lo scorso episodio, ed ero quindi sicura che lo stesse portando da lei, per questo non mi sono molto stupita quando l’ho vista.

Non mi ha stupita neanche la reazione di Brody, chi non avrebbe reagito come lui davanti alla figlia? Sa benissimo che sua figlia crede che lui sia un terrorista, non è mica stupido, non la vede da mesi e la ritrova, soprattutto, a lavorare in un Motel lontano da casa sua. Non sa cosa le è successo e vorrebbe solo abbracciarla, farle vedere che sta bene e spiegarle che è un uomo innocente. D’altronde tutto questo Carrie non può permetterlo e lo riportano subito dopo al quartier generale, contro la sua volontà, impedendogli di avvicinarsi a sua figlia, di farsi vedere o di parlarle. Non ci scordiamo poi che Brody è ancora un ricercato e di certo non possono rischiare che qualcuno lo riconosca e lo segnali alle autorità competenti mandando a quel paese tutto il lavoro fatto da Saul fin’ora.

Nel frattempo Saul è alle prese con il Senatore e dopo avergli sbattuto in faccia le sue prove schiaccianti dei contatti con Alain Bernard (se il nome si scrive diversamente perdonatemi xD) e dopo un piccolo dibattito ciò che Saul chiede al Senatore è di ritardare la sua nomina a capo della CIA per dargli più tempo per finire quello che ha cominciato. Il Senatore non ha molta scelta e accetta l’accordo. Quel che mi è piaciuto di questa scena è stato il rispetto di Saul per la moglie. Nonostante lei l’abbia tradito lui comunque continua ad amarla e proprio per questo vuole proteggerla da cose che poi con lei, fondamentalmente, non c’entrano niente. Mira in questo caso è una vittima di quel che è Saul, anche se questo certo non giustifica il fatto di essersi innamorata di quest’altro uomo, insomma.

Quando Brody e Carrie tornano alla casa, invece, quest’ultima mette subito in chiaro quel che vuole che faccia, anche se il piano è molto rischioso e Brody al momento non ha le forze necessarie per tornare quello di un tempo. Alla fine anche Brody accetta l’accordo e poco dopo iniziano i suoi primi allenamenti, un po’ disastrosi dato che la sua forza fisica è sotto lo zero.

Ci spostiamo poi a 16 giorni dopo e ritroviamo un Brody sempre più in forma e sempre più simile al Marines che era prima di partire ed essere catturato da Abur Nazir. Il piano prende sempre più forma ed è ben poco dopo che viene messo in atto.

E’ stato calcolato tutto nei minimi dettagli, compresa la squadra d’estrazione, ma comunque potrebbe sempre finire male, questo Brody e gli altri lo sanno. La riuscita di una missione dipende sempre da moltissimo fattori ed una volta sul territorio ci sono miliardi di piccole cose che potrebbero comprometterne la riuscita. Tra l’altro la missione di Brody non è neanche una delle più semplici del mondo, anzi.

C’è questa scena che mi ossessiona da quando l’ho vista, anche se non è una delle più importanti. Carrie è ansiosa, sa che potrebbe non rivedere mai più Brody, sa che è una missione quasi suicida e che il bambino che porta in grembo potrebbe non avere mai un padre. Forse sta anche pensando se dirglielo o meno. Però intanto fuma. Fumare da incinta, Carrie, seriously?! WHAT’S WRONG WITH YOU?!

Voi dovete capirmi, io quando guardo una serie tv certe volte parlo con i personaggi, perché mi fanno incazzare o perché mi esasperano, e ovviamente gli parlo in inglese sennò non mi capiscono (???) e quando Brody le ha chiesto “da quand’è che fumi?” la mia risposta è stata “Since I’m pregnant, apparently!!!” Ero troppo indignata, e lo sono ancora. So che Carrie non è proprio il personaggio che vedresti come madre ma le cose sono due: o termini la gravidanza o la porti a termine come si deve. Non si può fare una cosa a metà o far finta che il problema non esiste. Non è così che funziona.

Ma comunque… Brody è andato da Carrie per chiedergli una cosa specifica: vuole vedere Dana e non ha intenzione di partire se non lo porta da lei. Alla fine Carrie cede e Brody riesce a rivedere sua figlia.

 

 

 

Questa scena mi ha quasi fatta piangere perché c’è così tanta tristezza da tutti e due i lati. E non c’è nessuno da incolpare, in realtà. E’ una situazione di merda e basta. E’ normale che Brody cerchi il perdono della figlia, soprattutto dato il fatto che non ha ucciso tutte quelle persone a Langley, ma è normale che Dana non riesca a farlo, che non voglia più vedere suo padre dopo tutto quello che ha passato, dopo che ha provato a farla finita “per colpa sua”. E’ veramente troppo triste. Quindi mi prendo il diritto di non commentare oltre perché mi sembrerebbe quasi inopportuno.

Carrie riporta Brody alla base, poco prima della partenza e per tutti coloro che tifano per la coppia c’è anche una frase, lasciata lì un po’ a mezz’aria, da parte di Brody.

Credo che si riferisca a Carrie. Non so, non si può saperlo con certezza. Però mi ha dato quell’impressione perché è dato per scontato per chi altri tornerebbe, non ha specificato. E’ ovvio che tiene ancora  a lei, credo. (Io in ogni caso tifo ancora Peter-Carrie, LOL)

E l’episodio si conclude con la partenza di Brody per l’Iran, ora non ci resta che attendere il prossimo episodio mentre ci avviciniamo sempre più velocemente al season finale (cliff hanger, ti sento che ci sei çWç)

Vi lascio come sempre con promo e ringraziamenti ♥

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=-d3TVHCiLWY%5D

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