Doctor Who/Telefilm

Recensione | Doctor Who – Speciale 50° anniversario “The Day of the Doctor”

Probabilmente quello che leggerete adesso è solo un lungo sproloquio a caldo di una fangirl su questa meravigliosa puntata.

Se non vi siete già gasati con la sigla di apertura retrò allora non siete entrati nello spirito di questo Speciale. Tanti auguri, Dottore! Hai cinquant’anni ma non li dimostri… o forse sì… dipende da che rigenerazione guardi la cosa.

Piccolo consiglio: guardate la puntata due volte.
Vi balzeranno agli occhi cose che non avevate notato nella confusione mentale causata dalla foga dell’emozione, cose che vi faranno esclamare “Accidenti a te Moffat! Sei un fottuto genio.”
Per esempio: Nella prima scena, quando Clara è a scuola, sulla lavagna si posso leggere le parole “NO MORE”

Foreshadowing. Foreshadowing ovunque!

[N.B.: il consiglio di guardare Doctor Who due volte vale per tutte le puntate.]

Clara ha un nuovo lavoro e come al solito, Il Dottore ogni tanto le va a fare visita per portarla in qualche luogo. Stavolta doveva essere il turno dell’antica Mesopotamia oppure di Marte. Doveva. Perché il T.A.R.D.I.S. e Il Dottore vengono prelevati dalla U.N.I.T…. tramite elicottero.

Il primo momento asdfghjkl, escludendo la sigla, è quando si vede la dottoressa Osgood con una sciarpa che stuzzica la mente. E’ la sciarpa del quarto Dottore!! (Altro foreshadowing, il più bello direi).
Io, comunque, sono giunta alla conclusione che la dottoressa Osgood è l’impersonificazione di tutti i Whovians, ha persino l’inalatore (durante alcune scene ne ho avuto bisogno anche io).

Il Dottore e Clara vengono accolti da Kate Stewart, che porge loro una lettera misteriosa firmata (e timbrata) Elisabetta I. Cosa mai vorrà – attraverso i secoli – la regina Vergine?

Lo scopriamo poco dopo, quando nella Torre di Londra ci viene mostrato un quadro ad olio 3D (noi ci dobbiamo accontentare del 3D cinematografico. Ah, profonda invidia per le nazioni in cui si è potuto vedere lo speciale nei cinema in 3D), il cui titolo è “Non più” oppure “La caduta di Gallifrey”. (Foreshadowing allert!)
Rappresenta la Guerra del Tempo, la guerra che ha segnato lo sterminio dell’intera razza dei Signori del Tempo, l’unica guerra a cui abbia mai partecipato Il Dottore, rompendo la sua promessa. Il punto temporale in cui Il Dottore ha cessato di essere quello che era ed è diventato quello che è (A mad sad man with a blue box).

Conosciamo quindi The War Doctor, la rigenerazione (ma forse anche no) che si pone a metà tra l’ottavo e il nono dottore. Ne “Il nome del Dottore” mi ero fatta un’idea molto sbagliata su questa rigenerazione oscura. Non so, lo vedevo come un Maestro 2.0. E invece.

Tramite un salto nel quadro nel tempo e nello spazio arriviamo a Gallifrey dove la Guerra del Tempo è al suo punto più sanguinoso. Vediamo Dalek e Signori del Tempo che si affrontano facendo uso di tutte le armi possibili ed immaginabili. E vediamo anche The War Doctor alle prese con un decisione difficilissima.
Ha provato a scappare dalla Guerra, ha cercato in tutti i modi di non intervenire per via della sua promessa ma la guerra rischia di far bruciare l’intero universo. Perciò è costretto a prendere una decisione difficilissima.

Ruba l’Arma più potente dell’universo che da lì a poco avrebbe usato per distruggere Gallifrey e Dalek, in modo da salvare l’universo. L’Arma più potente dell’universo è l’arma più potente e intelligente mai creata dagli antichi Signori del Tempo. Era stata rinchiusa e dimenticata perché con il tempo aveva sviluppato una sua coscienza capace di giudicare chi l’avrebbe usata per fargli pesare le conseguenze comportate dal suo uso.

Quindi mentre The War Doctor è alla ricerca del “Bottone rosso” ecco che l’interfaccia/coscienza dell’arma fa capolino.

Alzi la mano chi non ha fangirlizzato sul divano e/o davanti al PC quando è comparsa la faccia di Billie Piper. Nessuno? Bene.
L’interfaccia ha assunto le sembianze di una persona che ha segnato profondamente la vita del Dottore (non sto parlando solo di Rose e Il Dottore, sto parlando anche di Bad Wolf, del Lupo Cattivo).
Per 3.6 secondi ho sperato che l’interfaccia interpretasse Rose, invece Moffat ha deciso di farci male sul serio quindi quello è il Lupo Cattivo.

Are you afraid of the big bad wolf, Doctor?

Da qui inizia tutta una serie di eventi che cambieranno per sempre il corso della storia.
L’interfaccia cerca in tutti i modi di far insinuare il dubbio nella testa di questo Dottore e perciò apre una finestra temporale – da cui salta fuori un fez – per mostrare al Dottore cosa diventerà dopo aver compiuto il gesto estremo.

Altro salto spazio temporale e finiamo in Inghilterra verso la fine del 500 dove troviamo la regina Elisabetta I e lui. Lui. Il decimo Dottore.
Dose di fangirl al cardiopalma perché:

a) David Tennant;

b) tutti abbiamo iniziato a credere che Dieci avrebbe incontrato Rose/Lupo Cattivo in un modo o nell’altro;

Dieci si trova alle prese con uno Zygon e la regina Elisabetta I che lo vuole sposare. Gli Zygon sono dei mutaforma gelatinosi, rossi e pieni di ventose che prendono le sembianze di altri individui e si da il caso che lo Zygon in questione sia prima un cavallo (usato in The Girl in the Fireplace) e poi la regina stessa che bacia Dieci. Bleah!

La finestra si apre anche nello spazio temporale di Undici e Clara e Undici stesso, ci lancia dentro prima un fez trovato nella Torre e poi sé stesso. Magia temporale e lui non finisce nel periodo dov’è The War Doctor, ma dove si trova Undici.

ASDFGHJKL

Ci sono miliardi di fan-fiction in cui Dieci e Undici si incontrano e si può facilmente dire che i dialoghi tra i due sono frutto delle migliori stesure fanfictioniane.

La finestra spazio temporale rimane aperta e Undici riesce a stabilire un contatto con Clara in modo da spiegarle cosa sta succedendo. Anche dall’altro lato dell’altra finestra The War Doctor sente tutto e decide di oltrepassare il buco temporale, ritrovandosi tra due Dottori.

Tre Dottori nello stesso momento e nello stesso luogo. C’è una sola cosa non mi riesco a spiegare: ci è sempre stato detto che il Dottore non può interferire con la sua linea temporale, non può incontrarsi altrimenti causerebbe un paradosso talmente grande che causerebbe la fine del tempo e dello spazio. Quindi, come mai non succede niente di tutto ciò???

Però succede che i tre Dottori vengono catturati dalle guardie della regina/Zygon e messe in prigione. Lì riusciamo a scoprire la differenze tra i tre:

– uno non sa

– uno ricorda

– uno dimentica

“Did you ever count?”

“Count what?”

“How many children there were on Gallifrey that day.”

La prigione si dimostra inespugnabile, tanto che tre menti geniali non riescono ad aprirla (n.b. il cacciavite sonico non funziona con il legno).

E alla fine arriva Clara e salva tutti.

Clara, era rimasta con la Stewart, che in realtà non era la Stewart ma uno Zygon. Viene portata nell’Archivio dove c’è il manipolatore del vortice di Jack Harkness (ajsknxsjkcnkdebd) con il quale dovrebbe riuscire a salvare i Dottori.

Siccome gli Zygon sono veramente stupidi, grazie a loro Clara riesce ad arrivare nel punto temporale in cui si trovano i Dottori e semplicemente spingendo la porta, entra nella cella. Questo perché nessuno di loro si era degnato di controllare se la porta fosse effettivamente chiusa.

Da Elisabetta veniamo a sapere che gli Zygon stanno cercando di colonizzare la terra dei giorni nostri. Ma come è possibile se siamo nel 500? Grazie ad un curioso oggettino che mette in stasi, congela, le particelle, in questo caso gli Zygon dentro dei quadri. Gli stessi quadri presenti nella Torre di Londra!

Con un bel viaggio nel T.A.R.D.I.S. i tre Dottori arrivano ai giorni nostri, e sventano per un pelo la distruzione di Londra. La Stewart-Zygon e la Stewart mortale si stavano facendo la guerra per accaparrarsi il pianeta Terra.
Grazie alle negoziazioni di Dieci e Undici, le due riescono a raggiungere un accordo che salvi sia l’una che l’altra specie.

Svelato l’arcano degli Zygon c’è ancora il problema grosso: La Guerra del Tempo.

Vedendo il modo con cui Dieci e Undici hanno salvato la Terra, The War Doctor pensa che dopo tutto non è male l’uomo che diventerà una volta attivata l’arma. Quindi, decide di tornare indietro e compiere il suo destino.

Siccome tre Dottori is megl che uan, anche gli altri due gli corrono dietro per cercare di cambiare il loro comportamento.
Con l’aggeggino degli Zygon, i tre Dottori… ma che dico TUTTI I DOTTORI DI TUTTI I PUNTI TEMPORALI  fanno sparire Gallifrey e lo congelano, salvandolo dalla distruzione.
Gallifrey viene infatti congelato nel quadro “La caduta di Gallifrey” o “Non più”. Così scopriamo che il vero nome del dipinto è “La caduta di Gallifrey non più”. A very happy ending.

Ammetto c’è nel momento in cui sono comparsi tutti i volti dei dodici Dottori ho avuto un brivido. Poi sono morta e risorta al:

CE NE SONO TREDICI.

E fu così che la brillantezza di tre(dici) teste brillanti salvò Gallifrey per sempre.

Gli ultimi momenti sono stati i più emozionanti nella storia di Doctor Who. Partiamo dagli “addii”.
Partiamo da Dieci, che oltre a non aver rivisto Rose/interfaccia/Lupo Cattivo, ci lascia con la stessa frase con la quale si è congedato anni fa: “I don’t want to go.”

Dopo pochi minuti parte la ola perché nonostante ci sia stato ripetutamente detto che Tom Baker, il quarto Dottore, non sarebbe stato presente o apparso nello speciale, e dopo averci mostrato solo la sua sciarpa, eccolo.

Milioni di Whovians in tutto il mondo sono scoppiati a piangere perché Tom Baker è apparso sullo schermo con un discorso tutto amarcord.

Penso che questo speciale sia stato il più bel tributo possibile alla serie più complessa di sempre. In molti avevano criticato Moffat per le sue dichiarazioni, ancor prima che lo Speciale andasse in onda. Il buon troll che c’è in Moffat aveva più volte dichiarato che non ci sarebbe stato nessun riferimento alla storia prima del 2005, che nessun vecchio Dottore, tranne Tennant, sarebbe stato presente; che solo a Natale avremmo fatto conoscenza con Capaldi.

Alla fine c’erano tutti e c’era tutto.

La scena finale offre un ottimo spunto su cosa sarà la prossima stagione di Doctor Who: la ricerca di Gallifrey. Visto che siamo oramai alla rigenerazione numero 13, sarà la fine della serie? Ai posteri l’ardua sentenza.

Io suggerisco di prepararci per il centenario nel 2063 😉

Adesso piangente con l’ultima scena.

Siamo a meno un mese dallo speciale di Natale e non posso non dire Smith mi mancherà molto. Prevedo lacrime e sangue.

Per ingannare l’attesa e iniziare a soffrire eccovi il mini promo del Christmas Special, intitolato The Time of The Doctor (noooooooooooooooooooooooooo!!!) :

Spero di non avervi annoiati e spero di essere riuscita a descrivere quella cosa complessa sono stati cinquant’anni di Doctor Who.

Ah, prima di chiudere vi lascio con questa scena tagliata.

Ringraziamo: Serie Tv, che passione ღ | Beyond the Good and the Evil | • Telefilm Dependence • | Torchwho, Doctor Who & Torchwood Planet | Serial Lovers – Telefilm Page |Just A Mad Man With A Blue Phone Box. | ღ Doomsday ღ | *Waiting for a blue box-Aspettando una cabina blu* | Gli attori britannici hanno rovinato la mia vita | Doctor Who non è un telefilm, Doctor Who è uno stile di vita | Karen Gillan Italia » Ginger is better | Allons-y, Whovians italiani | ∞Bowties are brilliant∞

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11 thoughts on “Recensione | Doctor Who – Speciale 50° anniversario “The Day of the Doctor”

  1. Io, come ti dicevo ieri sera, ho pianto alla fine, quando è apparso Capaldi stavo già piangendo XD
    Quando John si stava rigenerando e ha parlato delle orecchie stavo piangendo e ridendo insieme. INSOMMA:
    Ho rivisto l’episodio in inglese stamattina perché meritava troppo e mi era comunque sfuggita la cosa di Oswin xD
    Ma quando ho visto già ieri sera la sciarpa di Baker ero andata in mode fangirlamento, LOL.
    C’erano così tanti riferimenti al passato ** Come la battuta di David “Don’t like it”, che avevano già riusato con Matty e a suo tempo l’aveva detta, se non erro, il secondo Dottore ♥ Meraviglioso, come questa recensione **
    Mi è dispiaciuto che Billie fosse Moment e non Rose Tyler e che non abbia interagito con Ten ma mi è bastato anche quella frase di Hurt su “Bad Wolf” e le facce di Ten e Elven ♥
    Divertente, triste, entusiasmante. Troppo ♥
    L’unica cosa a cui non ho fatto caso ieri sera e a cui ho dato più peso oggi è proprio il discorso di Baker a Eleven: credo che il suo discorso sia un indizio su Capaldi. Dice che col tempo potrebbe ritrovarsi a rivisitare qualche vecchio volto, ma solo uno dei preferiti……siccome Moffatt ha detto che il volto di Capaldi non è stato scelto a caso e che ci sarà una spiegazione su come possa essere il Dottore ed altri due personaggi…Non so.
    Ovviamente il discorso suggerisce che un giorno potrebbe tornare all’aspetto che vede ora. E forse, quello sarà anche l’ultimo viso del Dottore, chi può dirlo? Tante domande ma anche tante risposte. Lo rivedrò ancora, ahahahhas

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    • Il discorso di Baker non è a caso. Hai mai fatto caso a quanto Capaldi somigli a Baker e un po’ al primo Dottore?
      Secondo me da qui in poi, niente sarà più scelto a caso visto che se contiamo le rigenerazioni, siamo oltre la soglia. Però un po’ di tempo fa si diceva, prendendo a riferimento una cosa detta da Eleven delle Avventure di Sarah Jane, che il Dottore, fosse capace di rigenerarsi 507 volte!
      Siccome il Dottore mente, rule number 1, io ci credo. Cioè ci voglio credere che arriviamo fino al centenario xD
      Sarò una settantenne per quei tempi ma non mi frega un accidente! Fosse per me DW durerebbe in eterno ù.ù

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      • No infatti XD A parte che con Moffatt NULLA è mai fatta a caso. Solo che nella foga del momento non ci avevo badato troppo. Stamattina invece mi ci sono soffermata ♥
        Speriamo di diventare bacucche e di goderci il centenario *_*

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  2. Non uccidetemi, ma a me sto speciale ha deluso e non poco*.

    Le motivazioni, sono fondamentalmente, due:

    1) Hanno rovinato l’evento che ha reso il Dottore ciò che era
    2) Hanno infranto la legge dei punti fissi nella storia, con un’operazione di Ret-Con probabilmente evitabile.

    Per sette stagioni, abbiamo visto il Dottore come una persona tormentata da ciò che aveva fatto ed è stato proprio il suo gesto a spingerlo a fare ciò che da Nove in poi, ha fatto. In lui c’erano sia le potenzialità per compiere un gran male, sia quelle per compiere un grande bene. È sempre stata questa dicotomia che lo ha reso affascinante e… Umano. Colui che aveva bruciato Gallifrey è stato anche quello che ha più volte salvato la Terra e le persone del mondo. Colui che per la propria companion era disposto a tutto, era lo stesso che bruciava senza pietà i figli della regina degli Araknos. Lui, che ha fatto di tutto pur di salvare The Master, è lo stesso che si è proclamato “The Time Lord Victorious”.

    Con questo episodio, invece, Moffat prende tutto questo e lo cestina in modo molto perplimente. E, questo, ci porta al secondo punto:

    Come è possibile che i tredici dottori arrivino lì senza creare un enorme paradosso spazio temporale? Come fanno a evitare il Timelock?
    Perché si sono dovuti scordare tutto quanto?
    La distruzione di Gallifrey, così come quella di Pompeii, non dovrebbe essere un punto fisso della storia?

    Comunque sia, per quanto riguarda la fine del Dottore, nonostante sia improbabile (è ancora in fase crescente, la sua popolarità), potrebbe davvero uscirsene con una scelta del genere (per quanto io sia convinto che River abbia ceduto le sue rigenerazioni ad Undici, la prima volta che si sono incontrati).

    Scusate per lo sproloquio.

    *Non mi è piaciuto inserito in tutto il contesto, di per sé è stato molto godibile e divertente.

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    • Hai ragione sula fatto del Timelock, infatti lo metto in evidenza anche io. Non riesco a spiegarlo neanche io come evento, cioè 13 Dottori avrebbero significato la fine di tutto. Già succedeva un disastro se Amy incontrava Amy in “The Hunghy Earth”… boh.
      Per il resto penso che questo episodio ci abbia mostrato quanto in realtà sia umano il Dottore. Non è un sentimento umano voler cambiare il passato e cercare di tornare a casa?
      E poi Gallifrey è ancora congelato e secondo me non sarà facile da ristabilire… ci sono voluti 13 Dottori per far sparire il pianeta.
      Tuttavia apprezzo queste opinioni contrarie alla mia perché mettono in risalto altri lati delle cose che sono successe 😉

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  3. Sicuramente episodio che passerà alla storia, qualche incogruenza come da voi già segnalato, ma comunque Moffat ha fatto quasi un mezzo miracolo per trovare una storia credibile che riunisse 3 dottori.
    Grande emozione nel rivedereTom Baker, ma anche Billie Piper (anche se non come Rose).
    Ma altrettanto grande rammarico per la mancanza di Christopher Eccleston, per me in assoluto il miglior dottore, anche se nella prima stagione con storie non sempre all’altezza.
    Per questo mi sarebbe piaciuto vedere un binomio Moffat – Eccleston.
    Per quanto riguarda Gallifrey avrei preferito fosse distrutta, non solo per sadismo, ma anche per la personalità tormentata del dottore che dopo averci accompagnato per 7 anni va a farsi f…. benedire.
    Spero di sbagliarmi ma a questo punto si può già immaginare il seguito.
    Capaldi sarà veramente l’ultimo dottore, il quale troverà nell’ultima puntata in assoluto della serie Gallifrey, e vissero tutti felici e contenti!

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  4. Ci sono alcune cose che ancora non mi sono chiare o non mi sono piaciute riguardo il Cinquantesimo:
    1) Come fanno il Dottore e Clara ad uscire dalla linea temporale del Dottore?
    2) Moffat ha rovinato il Decimo Dottore. Ha fatto uscire un lato da “Donnaiolo” che non è in lui. Ha reso il personaggio OOC.
    3) Tredici Dottori e nessun paradosso?

    Chi è così gentile da spiegarmi il primo e il secondo punto.
    In sé è stato carino, ma Moffat ha fatto un disastro.

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    • Scusa per il ritardo. Per prima cosa grazie per aver letto la recensione 🙂
      Secondo… direi che hai riassunto perfettamente le incongruenze o i misteri non risolti che ci eravamo lasciati alle spalle e quelli che ci troviamo davanti.
      1) Non ho la minima idea di come abbiano fatto ad uscire dalla linea temporale del Dottore. Stando a Wikipedia, quando un Signore del Tempo muore si “trasforma” (anche se non è il termine giusto, forse) in un flusso temporale, quello che abbiamo visto a Trenzalore. Quindi ci ho ragionato su e ho raggiunto due possibili conclusioni analoghe su qualche punto: a) Il Dottore è già morto; b) La questione di Trenzalore e del flusso temporale ci verranno spiegate nello Speciale di Natale visto che il Dottore effettivamente va a Trenzalore.. non come la prima volta. Ora, se ci penso su, anzi mi è venuto in mente proprio adesso, entrambe le opzioni potrebbero essere vere e cioè: Il Dottore è morto, diciamo, nella 7×13 “The Name of The Doctor” e nello speciale di Natale torna a salvare Clara, quindi sarebbe Il Dottore del futuro ad uscire dalla linea temporale e non quello morto a Trenzalore. L’uscire dalla linea temporale potrebbe far scattare la rigenerazione… L’unico buco di questa teoria e il lasso di tempo/tecnica per passare dalla morte a tornare indietro nel tempo. Ma comunque, direi che ci siamo quasi.
      2) Il Dottore è sempre stato ingenuamente donnaiolo.
      3) Questo è l’interrogativo. Potrebbe essere o un errore madornale di Moffat, preso dalla foga dell’anniversario, o potrebbe essere la cosa più intelligente e studiata dell’universo. Aspettiamo.
      Secondo me, tutte queste domande troveranno soluzione durante lo speciale di Natale quando la maggior parte della storyline di Eleven finirà.

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