Telefilm/White Collar

Recensione | White Collar 5×05 “Master Plan”

Caffrey si sa, ha il suo stile in tutto. Non ce’ copertura che non gli calzi a pennello. Ma questa settimana, il maggiordomo ha avuto il suo perche’, nel suo completo viscido [per citare Elizabeth], nonostante i suoi “problemi” casalinghi, riguardanti le Api di Moz. Ma, tra uno sternuto e l’altro di Peter, andiamo a vedere cose’ successo.

Peter shirtless. Certo, non e’ al livello di Caffrey, ma il Federale non e’ proprio da buttar via, e per iniziare la puntata, ci possiamo accontentare. Mentre lui ed El sono prossimi per l’ultimo round (?) vengono interrotti da un  brivido di freddo, che puo’ significare solo una cosa: influenza. Ora,  spiegatemi come un brivido puo’ voler dire solo influenza, dopo che  sono mezzi nudi, sudaticci e con i capelli bagnati. Non poteva essere  solo un brivido di freddo? No, ovviamente no. Ecco che il Federale inizia  ad accusare i primi sintomi influenzali, ma, sfidando il malessere, decide  di andare al lavoro.

Moz e le Api. Ogni volta il nostro nano preferito -parlo di nani io che son alta un metro e un tappo di sughero- se ne inventa una, e questa volta ha deciso di diventare naturalista, cercando di persuadere Neal nel tenere sul terrazzo delle casette con le api, ovviamente con un fine truffaldino. Neal e’ piuttosto contrario, o terrorizzato, dipende dai punti di vista, soprattutto per i possibili sciami, ma alla fine concede un alveare a Moz e si dirige nella sua routine mattutina, pre Bureau.

A proposito di routine, e’ davvero una meraviglia vedere nuovamente Peter e Neal ritrovarsi al solito chioschetto del caffe’ per poi passeggiare insieme fino al lavoro, contornati da una serie di battute sarcastiche sul prossimo caso che li aspetta. Peter sembra essere tornato quello di un tempo, e non quello delle prime puntate; sembra non avere nemmeno gli incarichi troppo importanti a cui e’ stato promosso. Mi piace. — Sulla prima pagina del giornale ce’ la notizia della settimana, Patrick Wolcott e’ tornato a casa dopo 14 anni passati non si sa dove, scomparendo dal radar dell’FBI. Caso vuole che Elizabeth e’ una sua ex compagna di scuola d’arte, ed insieme hanno girato l’Europa, hanno visitato gallerie d’arte e ne hanno fatte di tutti i colori. El e’ elettrizzata di rivederlo dopo tutti questi anni, e va subito a casa Wolcott, dove viene accolta dal licenziamento in tronco di Stenton, il maggiordomo di famiglia, e da una lite tra Bea, no, non e’ il figlio di Tremotino ma bensì la sorella di Patrick, e il padre. Superato il “mi trovo al posto sbagliato nel momento sbagliato”, ecco finalmente Patrick scendere le scale ed abbracciare El. Due cose: primo, non appena e’ sceso dalle scale ho avuto l’impressione che fosse uno psicopatico. Avete presente quelli che ridono istericamente, per poi iniziare a pugnalare gente? Lo vedevo bene tra i seguaci di Joe Carrol -The Following- . Secondo, se hanno fatto la scuola insieme, perche’ pare che lui abbia 20 anni e lei quasi 30? Io ho notato una grande differenza d’età. Ma torniamo a noi. Appassionati d’arte come sono, El gli ha subito portato un album di quadri che sono presenti nella sua galleria, perche’ il padre, come regalo di bentornato, vuole regalargliene uno. Iniziano subito a sfogliarlo e tra un ricordo e una confessione, Patrick indica il Picasso, destando dei dubbi e dei sospetti in El, visto che all’epoca della scuola Patrick odiava Picasso.

Una volta tornata a casa, non ancora del tutto convinta, El chiama Neal, raccontandogli i sui dubbi. Adoro questa cosa che Elizabeth chiama Neal invece di Peter. Insomma, nessuno shipperebbe Elizabeth&Neal come una coppia, ma come friendship sono davvero fantastici; soprattutto quando complottano insieme o quando El difende Neal. Anyway. Neal riferisce a Peter, che accusa sempre di piu’ i sintomi influenzali, costringendo l’intera divisione a tenere le distanze di sicurezza da lui, cio’ che sua moglie gli ha appena detto, mettendo la pulce nell’orecchio al Federale, che ha bisogno di piu’ informazioni per poter indagare. Per verificare se Patrick e’ chi dice di essere, servirebbe un test del dna, che il padre non ha richiesto. Esclusa la possibilità di mandare El in missione segreta, Neal decide di DOMESTICARE. Ai Wolcott serve un maggiordomo, ed El puo’ mettere piu’ di una buona parola per lui.

Dopo aver chiamato al Bureau Stenton, l’ex maggiordomo, per carpire qualche informazione in piu’ sulla famiglia, parte l’operazione Maggiordomo Caffrey, che ci fa lustrare gli occhi. Neal in ‘divisa’ fa la sua porca figura, eccome. Inizia a strisciare come un verme per accaparrarsi la fiducia della famiglia, per poi iniziare a sgattaiolare da una stanza all’altra alla ricerca di un capello o qualcosa che possa risultare utile per il test del dna. Ma non trova nulla. Questo Patrick o nasconde qualcosa, oppure e’ un maniaco dell’ordine, pronto per andare al nuovo programma di Real Time, malati per il pulito, o come si chiama. Neal si insospettisce subito, e cerca di raggirare il ragazzo in tutti i modi possibili ed immaginabili, senza risultati.

Nel frattempo Peter e’ arrivato al culmine influenzale, e prima di scatenare un’epidemia al Bureau, Jones gli ordina di andare a casa. Abbiamo così un Federale influenzato, sotto le coperte, con qualche bevanda strana, ed in preda al sudore. Insomma, una bella immagine del Federale. Neal arriva a casa, spiegando cosa e’ successo e cosa no a casa Wolcott e dei suoi sospetti sempre piu’ fondati sul fatto che sia un impostore. Intanto anche Moz, che dopo aver spiazzato Neal con i tre alveari sul terrazzo anziche’ uno, arriva a casa Burke, con tre fialette di medicine super naturali al miele, proveniente dalla sua ‘apicultura’. Preso dalla disperazione influenzale Pet le prende, seguendo alla lettera le indicazioni di Moz. Sinceramente quelle fialette mi hanno fatto sorgere qualche potenziale dubbio, soprattutto perche’ preparate interamente da Moz, ma son dettagli.

 

Torniamo a casa Wolcott, dove El cerca di convincere il signor Wolcott a richiedere il test del dna, senza successo e destando un’irritazione in Patrick che decide di prendere la prima siringa che trova (?) e prelevandosi il sangue da solo (?) per farlo analizzare. Il test risulta positivo, sembrerebbe essere realmente chi dice di essere, ma qualcosa non quadra ancora. Neal, con la scusa di accompagnarlo dal veterinario, lo spia, scoprendo che il veterinario non e’ per il cane, ma bensì per lui: nello stesso punto dove si e’ prelevato il sangue, il veterinario toglie un tubicino di plastica, che serve da “vena” per truffare il dna. Neal avverte subito Peter che si finge un Von Kessler, qualcuno con cui Patrick si dovrebbe scusare per quello che ha fatto ai tempi di Dusseldorf. Preso ovviamente dal panico perche’ non al corrente di cio’ che e’ successo a Dusseldorf, va a fare il suo consueto “giro in bicicletta” per andare a carpire informazioni dal vero Patrick, seguito da mezzo FBI -che riesce, nonostante tutto, a perderlo-  Fortuna che Caffrey e’ attento ai particolari, e capisce subito dove il finto Patrick potrebbe tenere prigioniero il real Patrick. Riescono così a circondarlo, e far ritornare a casa il true Patrick, che racconta come tutto cio’ e’ successo; come abbia incontrato il suo rapitore e come lui abbia rubato la sua identità. E finisce qui la carriera da maggiordomo di Caffrey.

Altri commenti a random della puntata. Moz e le sue api mi hanno fatto morire dal ridere; soprattutto quando ha dato le fialette “mediche” a Peter, che abbiamo visto, hanno fatto un super effetto. NON vogliamo sapere cosa ci abbia messo dentro. Mi piace la storyline di Peter ed Elizabeth; non sono i classici volgari, che siamo abituati a vedere ultimamente nelle serie tv. Nonostante siano ancora ‘giovani’ hanno davvero una storyline bellissima. Adoro altrettanto la friendship a quattro Neal+Elizabeth+Peter+Moz. Trovo che tutti e quattro insieme siano imbattibili. Cosa non mi e’ piaciuto? Il fatto che nemmeno questa volta abbiano accennato a Siegel, proprio per niente. Non e’ stato accennato nemmeno a Curtis Hagen, ma ammetto che non ne ho sentito la mancanza. Sono abituata a vederlo in Supernatural come demone, quindi da truffatore, mi sa un po’ di sciapo. Sono invece contentissima del ritorno di Peter & Neal a tutti gli effetti. Come dicevo prima, sembra che Peter non sia piu’ preso dai suoi nuovi super incarichi, ma lavora ‘sul campo’ insieme a Neal; e’ tornato a far le passeggiate prima del lavoro con lui, e non e’ piu’ il bad della situazione.

VI LASCIO COME SEMPRE CON IL PROMO DELLA PROSSIMA PUNTATA…

E CON QUESTE MERAVIGLIOSE PAGINE CHE RINGRAZIO E CHE VI INVITO A VISITARE. Serie Tv, che passione ღ | Beyond the Good and the Evil | Matt Bomer Italian Fans. | White Collar Italia | • Telefilm Dependence • | White Collar – Fascino Criminale |Telefilm Passion ღ | Neal Caffrey Italia – White Collar | La vita è come te la fai.

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