Ripper Street/Telefilm

Recensione | Ripper Street 2×03 “Become Man”

“L’anello, quello intrecciato che c’hai te, c’ha meno grovigli della puntata de Ripper”.

Ecco, partirò da questa frase, che mi è stata detta da qualcuno che aveva visto l’episodio prima di me. Per inciso, l’anello è uno di quelli con i motivi dei nodi celtici quindi capite bene il groviglio a cui si fa riferimento. E non ha tutti i torti.

Dire che è stata una bella puntata è riduttivo. Dire che è stata complessa è usare un eufemismo. A mio parere il terzo episodio di Rippah Stuìt ha superato ancor di più la 2×02, e come vedrete la recensione di pari passo con le scene partirà da momenti più leggeri fino ad arrivare a temi di una certa serietà. Questo è Ripper. Questo è un British Drama con tutti i crismi.

Jack ci sgozza trallallà..noi balliamo trallallà…

L’allegro motivetto di Jack lo squarta-prostitute ci accoglie in questo salone del vizio, ma in men che non si dica (forse complice la presenza di Jackson o Susan? Che portassero sfiga come la signora Fletcher?) il mistero è servito. Due sparizioni in un colpo solo: una cameriera ed un consigliere cittadino, Sir Walter De Souza. Tra le altre cameriere in servizio riconosciamo Rose ed i momenti di imbarazzo al palesarsi di Drake sono over nine thousand – se mi passate la citazione nerd.

Momento comicità: Il finto tonto-Ripper che vuole stringere la mano a Reid, il quale di tutta risposta lo tratta con un astio talmente garbato che  il suo “Whaaaat?? You play the Rippah?” suona come uno schiaffo in pieno viso a mano aperta ma con guanto di pelle marrone lucida. Inoltre, Reid che salta al collo dell’impresario del locale in stile Commissario Girardi (dicasi Er Monnezza) è qualcosa di indescrivibile, quasi quanto ‘ci penserà il mio sergente a picchiarvi a dovere’. 166 166 166 Chiamate Drake per i lavori sporchi – risolve come Mr Muscolo o Mastro Lindo, quello che preferite.

Whaaaat? Are you the Rippah? (notate quanta enfasi su quella P! Quella P!)

Già che Jackson era sul posto rinviene dei mozziconi di sigaretta all’esterno,e si rende conto che il consigliere è stato trascinato via. Pirla- Flight invece deduce sia stato caricato su un carro. Un carro porta pupù. Flight che talmente è pirla che tocca terra e becca…la pupù. Adesso vai a parlare con chi raccoglie gli escrementi per vedere chi era il complice in attesa! C’è a chi tocca analizzare i mozziconi, a chi la pupù caro mio! E se le sigarette rinvenute contengono erba, non è che noi la sprechiamo. Jackson ne riconosce tipo, marca, piantagione e anche la mano di chi l’ha raccolto. Jammin’ baby!

Cliccate sull’immagine e…sorpresa! Jackson’s theme! 😉

Mentre si scopre che il carro usato per il trasporto era stato sottratto a un certo Jimmy il raccogli pupù, arriva al distretto l’Alfonso Signorini di Whitechapel, Mr Best. Mai un capello fuoriposto, sempre pronto a prestare orecchio… a ciò che accade. Signorini però ha ricevuto una lettera dal rapito Souza e cerca proprio Reid, nonostante quest’ultimo non ricambi le simpatie profuse dal nostro giornalista. La lettera, in cui Souza dice di non volersi più opporre a Miss Cobden, una donna membro del consiglio, suona d’altra parte falsa come una banconota da sette euro.

Long Susan e Rose intanto, cicchettando e parlando della serata, lasciano il posto alle schermaglie tra moglie e marito yankee. La stoccata sul Barbiere, collegato con Shine, al quale Susan deve i soldi è un YEAH BABY grande come una casa. Vai Jackson! Reid nel frattempo è solo al distretto, al freddo, con gli articoli di giornale sulla Cobden per i diritti delle donne, per i poveri e..dimmi che pensi a ‘zia mentona’ vero??? Io ho pensato a lei…

Lonely…I’m Mr.Lonely…

Apprendiamo nella giornata successiva che il barbiere Duggan vuole vedere Long Susan in rovina solo per consumare la ‘tortina di patate’, ma lei, stoica, non si concede. Intanto la Cobden in visita al distretto si fa affascinare da Reid e quando sta per congedarsi butta l’amo, un po’ come Sampei quando voleva cercare la carpa arcobaleno. Deputata buongustaia!

Al bordello di Long Susan La nuova tra le sue ragazze va a ruba come il pane, ma a turbare la quiete lussuriosa arriva un mattone dalla finestra. Solo un diversivo ed in un istante succede il finimondo: altro doppio sequestro. Arrivano di corsa i tre detective e si scopre che l’M.O. del rapimento (si, lo so, fa tanto crime) è lo stesso del misfatto al locale. Portato via un uomo d’affari, portata via Susan e..ta-dah..la novellina è per forza una complice!

E Drake?  scopre che il tizio rapito ha avuto a che fare sia con Rose sia con la moglie. Rose, Bella e Drake…il tirangolo no, non l’avevo considerato. Le donzelle che annusano oggetti e si confrontano sui clienti del passato ai fini del caso sembrano due veline a contare i calciatori con cui sono uscite sfogliando l’album panini. L’unica differenza è che l’imbarazzo qui si taglia col coltello e la faccia del povero Drake è impagabile.

“Oh Rose, Rose..Wherefore art thou Rose?”

Cambio di scena e mentre scopriamo che fine ha fatto Long Susan, ci rendiamo conto di avere a che fare con le giustiziere delle donne. Girl Power in the 1800s ma non sono le Spice Girls. Tafferugli e un altro colpo di scena. Ommaigoodnessss ma ha un buco in faccia! Da togliere il fiato. Ed è da qui in poi che sarà difficle ironizzare, perché la faccenda si fa seria.

Si impone la realtà della lotta delle donne operaie, le Fiammiferaie come classe bistrattata. Scopriamo inoltre che quell’orrendo buco in faccia è definito ‘fossy jaw’, causato dal fosforo nella produzione dei fiammiferi a punta gialla che corrode i tessuti e le ossa.  L’ira delle lavoratrici inascoltate ha generato la ribellione ed i sequestri, e mentre i toni si fanno pesanti  ci pensa Reid a riportare un po di leggerezza:

Io volevo solo fare il polizzzzzzziotto….

Long Susan, ancora in ostaggio, si scontra con la donna a capo della banda di fiammiferaie ribelli, una certa Raine. Nella loro differenza (su base sociale e non), le due dimostrano comunque una notevole forza e sebbene si trovino in contrasto, il non volersi mostrare vulnerabili le accomuna. Ecco che tuttavia, subito dopo un apparente avvicinamento, l’evidente instabilità di Raine porta ad un altro colpo di scena. A finger for a finger. Pezzi di carne tagliati via.

Pezzi di carne che vengono inviati al distretto in una borsa, accompagnati da una Susan sporca e stravolta. Un dito per ogni ostaggio. Viene chiesto un riscatto di 500 guinee e mentre Jackson si oppone all’idea che sia Susan a tornare da loro coi soldi, pronto a tirar fuori gli attributi in difesa della propria donna, viene rimesso al suo posto in un batter di ciglia

Reid: Does he speaks for you? Susan: He has never yet

Scopriamo una Susan coinvolta, preoccupata per la condizione di quelle donne. L’esperienza deve averla influenzata e apprezziamo una sfaccettatura diversa di lei. La mente geniale di Reid intanto elabora il piano del secolo: “seguiamo Raine e vediamo dove sono nascoste!” ma, suo malgrado, viene giocato come un fesso col caro vecchio trucco dell’illusionista. Le donne, in quanto ad astuzia, stavolta hanno vinto e Susan si unisce a loro.

E’ ancora tuttavia la riflessione sulle donne e la loro condizione che torna prepotentemente sullo schermo. Susan in un confronto con Raine le dice di esser in quel luogo per ordine di un uomo, di dipendere da un altro – suo marito –  e di ‘appartenere’ monetariamente a Duggan. Quanto peso in una manciata di parole. Quanto era difficile la situazione delle donne e quanto ancora ci si trova spesso d’innanzi a scenari non del tutto dissimili da questo?

Saggia Long Susan…

Sembrano riaffiorare alla mente i discorsi di Virginia Woolf , di A Room of One’s Own e Three Guineas, sebbene la Woolf li scrisse negli anni venti e trenta del novecento. Mi perdonerete se sono passata ad un tono più serio, quasi scolastico ma Ripper è anche questo. Riesce a scavarti dentro.

Intanto l’aiuto della consigliera, le analisi del terriccio sotto le scarpe trovate da Susan e l’intuito di Flight e dell’uomo della pupù restringono il campo di ricerca del quartier generale della banda di donne. La soluzione del caso è vicina. Raine però vuole far diventare i tre ostaggi dei fiammiferi viventi e mentre Susan tenta di farla rinsavire, all’arrivo dei poliziotti succede l’irreparabile.  ‘You’ve become man’ mormorerà lei Susan. Raine si è messa sullo stesso livello degli uomini corrotti che ha di fronte.

Chi ha tanti soldi vive come un pascià…

Ho avuto seriamente paura per Susan in quel momento, vedevo il suo cranio già aperto sul pavimento. Fortunatamente è arrivato Jackson e per Raine l’espiazione si è convertita in un colpo di pistola alle spalle. Sebbene alla fine giustizia trionfi, la vittoria contro il male ha il senso amaro della perdita e della sconfitta di una donna, delle donne, in un epoca non facile per loro. Il comportamento sdegnoso del consigliere nei confronti della Cobden ribadisce il concetto in maniera inequivocabile.

E il naufragar m’è…amaro…in questo mar…

Intanto, tornando a toni meni seri e più ‘gossippari’, secondo me la Cobden ha buttato l’occhio sul nostro Reid – che sarà pure un brav’uomo ma ha dei bisogni anche lui! E se lei poi si espone con frasi tipo ‘se mi imprigionano sono sotto il vostro controllo’, non posso che prevedere tortina sul menù del nostro caro ispettore!

Dite che c’è della ‘tortina’ anche per me???

A voi è piaciuto l’episodio? Io non vedo l’ora che sia Martedì prossimo…

In attesa del trailer su You Tube, vi lascio con uno Sneak Peek della 2×04

Ringraziamo: Serie Tv, che passione  | Beyond the Good and the Evil• Telefilm Dependence • | Matthew Macfadyen Italian Fan Page

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