Homeland/Telefilm

Recensione | Homeland 3×7 “Gerontion”

Buonasera, lettori.

Questa settimana ci è toccato un episodio da “mani nei capelli” tanto era bello. Il migliore della stagione, fin’ora. Mi ha lasciata sempre col fiato sospeso, con la paura addosso. Praticamente è stato perfetto.

Ci ritroviamo subito catapultati sulla scena del crimine, con gli agenti intenti a raccogliere le eventuali prove, ad esaminare la scena e a tentare di capire cosa diavolo è successo.

Subito ci ritroviamo difronte ad un gigantesco problema: una delle telecamere dei vicini ha ripreso Peter mentre entrava nella suddetta casa rendendolo dunque l’indiziato numero 1 nell’indagine in corso. E già qui siamo ad un gigantesco “FUCK”. Perché in un modo o nell’altro qualcosa, ahimé, va sempre storto e questa volta a farne le spese è il mio personaggio preferito *sospira*.

Questa scena mi è piaciuta tantissimo. E non per quel che pensate voi, porcelli ò.ò (sì, okay, anche per quello). Ma mi è piaciuta più che altro per l’espressione che aveva sotto la doccia. E’ evidentemente provato da quel che ha visto poche ore prima. E non è una cosa scontata. Peter Quinn è il personaggio, subito dopo Carrie, che soffre di più all’interno delle situazioni in cui si ritrova. Come vedremo più in là nella puntata è arrivato quasi al limite e in questa scena si capisce veramente tanto.

La situazione è ovviamente uscita fuori controllo e dunque Peter  raggiunge Carrie e Saul per informarli dell’accaduto. Dopo un breve scambio di battute decidono di tenerlo all’interno dell’abitazione in modo che la polizia non riesca a trovarlo e Carrie si muove per tentar di far sparire la questione dagli archivi utilizzando una sua risorsa. La “situazione Quinn” non migliora affatto però perché gli agenti vogliono delle risposte e non sono affatto propensi ad insabbiare tutto senza sapere niente.

Nel frattempo le trattative tra Saul e Javadi continuano sulla fascia del “ricatto” e quest’ultimo sembra cedere sulla questione delle informazioni ma non vuole assolutamente tornare in Iran e lavorare per la CIA come risorsa sul campo. Saul però non gli dà altra scelta e a questo punto si svela un’altra parte del piano.

Far diventare Javadi una risorsa è sempre stato lo scopo di Saul e Carrie. Essendo il secondo in comando, Javadi può fornire informazioni di alto livello all’America ed avvicinarli anche al primo in comando. E’ un piano audace ma anche incredibilmente astuto. E già in questo momento la puntata ha preso il decollo perché è veramente una cosa geniale.

D’altro canto sono rimasta molto shockata anche io dal piano e comprendo molto la posizione di Fara. Javadi non solo è un terrorista che ha appena massacrato due donne, ma ha anche tradito l’Iran. Anche io avrei voluto vedere giustizia, ma ha ragione Saul quando dice che questa è l’opportunità di una vita, forse l’unica speranza di porre fine ai massacri che avvengono da ambo le parti.

Javadi è un mostro, e su questo siamo tutti d’accordo, ma in quest’episodio più che mai si capisce il delicato lavoro della CIA e soprattutto i suoi scopi primari. Essere un agente della CIA non è facile, si devono commettere molte brutte azioni per portare a qualcosa di buono. Per il “bene comune”.

Nel frattempo Javadi si piega alle condizioni di Saul anche perché non ha molta altra scelta e ci da una grande informazione: a spostare la bomba di Langley è stato un uomo di Abu Nazir.

Dato il nostro punto di vista di “favore” sapevamo già che non era stato Brody a posizionare la bomba, ma riusciamo anche a capire, più o meno, chi è stato ed in seguito ci viene anche rivelato che quest’uomo è ancora su territorio nazionale e che potrebbe esserci un modo per scovarlo.

Carrie viene incaricata da Saul di portare Javadi all’aeroporto per assicurarsi che salga sull’aereo ed anche per non suscitare troppi sospetti negli uomini di quest’ultimo. A questo punto avviene uno stacco netto tra quella che è la missione e la vita privata di Saul. Ci viene infatti mostrata Mila, a telefono con Saul, mentre nel suo letto c’è il suo amante. L’ho già detto che odio questa donna? Mi stava salendo troppo la nausea. Poi la scena finale fra loro due mi ha disgustata perché non riesco a sopportarlo. Anche se sono ben consapevole che lei si sente terribilmente in colpa. Lo si vede. Però non riesco ad accettarlo lo stesso.

Nel frattempo Quinn, per risolvere la situazione, è andato a farsi interrogare dalla polizia ed ha confessato un delitto che non ha commesso. Le scene a lui dedicate mi hanno fatto venire il magone perché era sul punto di piangere non so quante volte. E’ un uomo veramente distrutto, non c’è nient’altro da dire.

Vorrebbe uscirne, ma non può e quando Carrie gli chiede di aiutarla, quando lei gli dice che ha bisogno del suo aiuto, lui accetta. Oooooooh, la mia ship ♥

 Una menzione speciale la merita la scena con il quasi direttore della CIA. Anche se era un momento catartico mi ha troppo divertita. Con Saul che gli spegne le luci e lo lascia lì chiuso fino a che l’aereo non decolla. E’ stato un momento troppo priceless.

Vi lascio con il promo (molto angoscioso… vogliamo parlare del fatto che Quinn potrebbe sparare a Carrie, eh?! La mia povera ship, vi prego çwç) e con i soliti ringraziamenti 😛

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=vuUk89LVhtU%5D

Ringraziamo: Serie Tv, che passione ღ | Beyond the Good and the Evil | • Telefilm Dependence • | Serial Lovers – Telefilm Page | La vita è come te la fai.

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