Ripper Street/Telefilm

Recensione | Ripper Street 2×02 “Am I Not Monstruos?”

La seconda puntata di questa stagione di Ripper Street (o ‘Rippah Stuìt’ che dir si voglia) non delude le aspettative. E’ un odi et amo costante, come sempre. Le tinte opache dei vicoli di Whitechapel svelano e rivelano ogni volta una sorpresa, dolce o amara che sia.
Procediamo con ordine…

L’episodio si apre con l’omicidio di una ragazza provvista di un’ appendice simile ad un residuo di coda umana, la quale dopo aver dato alla luce suo figlio, viene uccisa per proteggere quest’ultimo. Ovviamente, a chi tocca raccogliere il cadavere della povera sfortunata? La risposta è cosa nota. Come se non bastasse, ai funerali dell’amico poliziotto ucciso nella 2×01 (vedi Sapevatelo – An Introduction to Season 2), il sergente Drake è combattuto tra l’insultare o spaccare la faccia al baffo-unto Shine ma, allontanato dal cimitero di peso per evitare spargimenti di sangue, preferisce tornare con Reid al distretto, nella speranza di avere notizie da ciminiera-yankee sull’ autopsia della ragazza.

Il caro dottor Jackson, col suo accento marcato, la sua R consumata dall’alcool e dal fumo attivo, è sempre a disposizione. Affilato come una lama e dritto al punto. Non sbaglia mai. Lui conosce, e sperimenta perfino nuove droghe iniettandosele da solo. Altro che rehab. Gli fa ‘na sega ‘sta zozzeria.

They tried to make me go to rehab but I said ‘no no no’…

Se comunque al distretto le beghe non vengono mai da sole, arrivano nuove leve ‘raccomandate’ ed è così che ci viene presentato il giovane Albert Flight. Reid è così entusiasta del nuovo sottoposto che lo tratta peggio di una pezza da piedi (o di un CD di Gigi D’alessio tarocco – a voi la scelta), e tant’è che ci becca la strigliata anche dagli alti livelli, ma a lui poco importa. C’è un caso importante da risolvere e con Blake sono in strada senza batter ciglio in un nanosecondo.

Visto che a Whitechapel poi nemmeno le consorti hanno vita facile, la moglie del Dr Jackson, al secolo Long Susan (quella che forse, come me, avete odiato in Downton Abbey dopo che ha sedotto Tom Branson, si…lei!) per mantenere la sua casa chiusa ha combinato i suoi bei pasticci. Di debiti si parla ed il tipo proprio ‘raccomandabilissimo’ con cui è in affari, adesso pretende una percentuale che lei non vuole dargli. Insomma, faccia sudicia da mandrillo le lascia intendere che forse vuole anche assaporare la ‘tortina’ insieme al tè…if you know what I mean. Lei di tutta risposta se ne va sculettando sdegnosa, del resto lo sa fare benissimo.

I’m bitchy and I know it

I detective intanto suppongono che la ragazza uccisa, per la sua particolarità, potesse esser nota ad un gruppo di fenomeni da baraccone che danno spettacolo in città, ed è proprio tra loro che trovano Lui. Hulk sbiadito e post dieta, senza trasformazione, ma con la stessa rabbia repressa di un branco di scimmie urlatrici deluse dalla cancellazione di ‘Uomini e Donne’ della De Filippi. Lui è così…ma non prova dolore. Momento ‘Vita in Diretta’.

Per fortuna che almeno c’è Elephant Man ovvero Mr Joseph Merrick.

Joseph Merrick è un povero signore (esistito davvero tra l’altro – googolare per credere) affetto da una condizione che lo rende deforme ma che, suo malgrado, è di una bontà infinita. Il peluche che vorresti sul letto, ecco. L’unica sua sfortuna è che ha visto qualcosa che non doveva vedere, e il caro Shine viene a fargli visita per rendere chiaro il concetto che deve stare muto. Persuasivo.

Flight intanto viene messo al lavoro per confermare l’identità del ragazzo irascibile, tale John Goode, mentre i tre davanti ad una pinta discutono di teorie sull’ereditarietà. Sembrava infatti possibile, secondo un tale Dr. Corcoran, che i difetti ereditari potessero essere corretti. Fantascienza fine ottocentesca? Epurazione della razza? Il ragazzo intanto cerca di intrufolarsi nello studio del suddetto dottore. C’è forse del marcio? Probabilmente si, e la situazione ci puzza parecchio.

Abbiamo due conti in sospeso, doc…

Tra i vari cambi di scena strade-distretto, si scopre anche che il ‘faccia da mandrillo’ che assilla Long Susan ha a che fare col principe degli unti e cattivi a scacchetti. Nientepopodimeno è il suo barbiere! Tutto questo mentre Reid fa le poste al povero Elephant Man e scopre che il ragazzo irascibile, padre del bimbo che la giovane portava in grembo, altri non è che il figlio dello stesso dottor Corcoran.
E Flight in tutto questo? Beh, contribuisce efficacemente scoprendo che il giovane è stato in un carcere psichiatrico dove era anche il famigerato Dr. Crabbe, vecchia conoscenza infima della prima stagione.
Too much information!

Non è chiaro ad ogni modo perché il vecchio Crabbe voglia sapere che fine ha fatto la mia cara ‘zia mentona’ – Emily, forse per fare a Reid del male (come se non soffrisse abbastanza, poor lad) eppure la sparizione della mogliettina di sfiga-Reid non mi convince. La speranza che si sappia qualcosa di più, o che compaia di nuovo, è l’ultima a morire.

I nostri detective, un po’ sfigati ma piuttosto motivati (e con la soluzione in tasca), partono così pronti ad affrontare Corcoran, mentre il povero Merrick indossando un sacco sulla testa si fa coraggio e prova a raggiungere il distretto per andare da Reid e raccontare ciò che ha visto.

“Mister, take your mask off…come on…take it off…”

La scena è straziante: l’incedere barcollante e incerto di Merrick per la strada, la sofferenza e la difficoltà del suo ‘esporsi’, lo scampare a quello che appare come un linciaggio di massa, mi hanno spinto a voler sapere (con scarsi risultati) chi sia l’attore dietro al volto deforme. Una performance toccante, supportata nel suo climax dal giovane Flight che funge da voce della coscienza e che ammonisce la folla chiassosa:

 What is wrong with you? This man is your fellow.
You would stone it..you would call him monster?
Look on your own sins. – Albert Flight

Il figlio di Corcoran ha tuttavia raggiunto suo padre e dopo aver scoperto che era proprio quest’ultimo ad avere il bambino, minaccia di uccidersi col piccolo in braccio. Ecco che allora non sono tanto Blake e Reid a salvare la situazione, quanto Mr Merrick giunto sul posto scortato da Flight. Con le sue parole attente, espirate quasi a fatica, riesce a convincere il giovane a desistere, facendogli comprendere l’inutilità del suo gesto e lasciando i detective a bocca aperta, in profonda ammirazione.

Staring in aww…

Non state per piangere ma, cavoli, il discorso di Mr Merrick sarà candidato per la prossima quote nel vostro stato di facebook (dopo Oscar Wilde e Jim Morrison). Lo amate già a dismisura e quando confessa a Reid ciò di cui è stato suo malgrado testimone, avete purtroppo capito come andrà a finire. O forse, come me, avete raggiunto lo stato di negazione tipico di chi non vuole accettare la realtà telefilmica. Ma la accetterete.

Flight si rivela il pirla che Reid sospettava perché, se di primo acchitto poteva anche starvi simpatico, ora lo insultate come se non ci fosse un domani, valutando se ‘pirla’ sia l’attributo giusto che gli compete. E’ così che tuttavia funziona nei drama, e nella tranquillità di un respiro che soffoca lentamente, sapete che ancora una volta l’unto a scacchetti Shine la vince ai rigori.
Proprio come quando, per un errore della tua stessa squadra, il tiratore designato sul dischetto sbaglia.
Lui voleva fa ‘er cucchiaio’ dice…
ma tutto va in malora.

Sei proprio una perla di pirla, caro Flight…

Rabbia e tristezza a parte, in attesa dei subs del terzo episodio andato in onda ieri, proviamo ad intuire quello che ci aspetterà questa volta…

Ringraziamo: Serie Tv, che passione  | Beyond the Good and the Evil• Telefilm Dependence •

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