Libri

Recensione | Finché Zombie non ci separi – Jesse Petersen

Ehi, ciao!

Nuovo – mica tanto – libro, nuova recensione e anche nuovo genere.

Pst! Ancora non lo sapete, ma il fantasy sarebbe il mio genere principale, quindi aspettatevene tante di recensioni di questo tipo. Lettore avvisato…

Dunque, ho letto questo libro la prima volta qualche tempo fa, poco tempo dopo che uscisse e alcuni giorno fa l’ho ritirato fuori, per schiarirmi la memoria in attesa di potermi leggere il secondo volume. Alla fine, come prevedibile, ho finito per rileggerlo da capo e mi sono detta: beh, perché non scriverci sopra una recensione? Quindi, eccomi qui.

Autrice

Finché Zombie non ci separi è la prima pubblicazione in Italia dell’autrice. A settembre è seguita l’uscita del secondo volume, Gli Acchiappa Zombie, e a novembre – quindi adesso – seguirà l’uscita del terzo volume, Mangia, crepa, ama. Penso che il quarto volume uscirà nei primi mesi del 2014 in Italia, visto che la casa editrice – stranamente – sta pubblicando in modo spedito tutti i volumi.

In altre parole, la serie Living with the Dead è per ora composta da:

– Finché Zombie non ci separi;

– Gli Acchiappa Zombie;

– Mangia, crepa, ama;

– The Zombie Whispeper.

Titolo

Il titolo originale è Married with Zombie, quindi, per questo primo volume, è stato completamente cambiato, ma, benché banale, non trovo la scelta poi così sbagliata. Insomma, come titolo ci sta.

Volume

Casa editrice: Multiplayer.it Edizioni

Pubblicato: Maggio 2013

N. Pagine: 216

Copertina: Posso gridare al miracolo, perché  è  identica all’originale e lo stesso varrà anche per i primi due sequel. Meno male che c’è una casa editrice che capisce quanto un lettore possa essere sensibile su certi particolari.

Generi: I generi che spiccano sono il Fantasy, l’Apocalittico, il Romantico e la Commedia. Tutti ben dosati, ma ci arriverò poi.

Prezzo: Nota dolente. Per il numero di pagine, trovo che 15,00 euro siano troppi (7,99 euro per l’ebook), anche se per i sequel la casa editrice aggiusta il tiro e lo cala a 9,90 euro per il cartaceo e 6,99 euro per l’ebook.

Trama

Sarah e David sono una coppia sposata in crisi, che, per rimettere in carreggiata il loro matrimonio, hanno deciso di frequentare una terapista.

Un giorno, mentre aspettano il loro turno nella sala d’aspetto della terapista, dopo sei mesi che la frequentano senza frutti, si accorgono che la coppia che li precede non ha ancora concluso la loro seduta, nonostante la terapista sia molto puntuale.

Stanca di aspettare, Sarah entra nello studio, seguita da David. Quello che li aspetta, non è entusiasmante. La terapista e la coppia sono ora Zombie e li vogliono mangiare!

Facendosi guidare dall’istinto di sopravvivenza, Sarah e David riescono a salvarsi, uccidendo i tre Zombie. Il problema è appena all’inizio, però, questo virus sta dilagando in tutto il continente americano, tutto per colpa di uno scienziato che ha sbagliato un esperimento, inoltre la piaga si sparge velocemente. In poche ore, milioni di persone sono già state trasformate in Zombie e le persone sono in panico, perché non sanno dove trovare un posto sicuro o come salvarsi.

La tv suggerisce di barricarsi in casa e aspettare il problema passi, ma Sarah e David non ci stanno, perché sono convinti che rimanere fermi non li salverà. Pertanto, tra guai, Zombie e problemi coniugali, i due si mettono in marcia, cercando di andare dall’altra parte del paese, per trovare la sorella di David e fare il possibile per non diventare Zombie affamati di cervelli.

Opinione

Questo primo volume mi è piaciuto.

Allora, premettendo che non ho mai visto film specificatamente sugli Zombie – ci sarebbe un telefilm, In the flesh, che consiglio, ma gli Zombie erano una metafora -, e anche in quanto a romanzi si tratta solo del secondo che leggo su di loro – e il primo non mi era piaciuto granché -, ho trovato la storia interessante, benché non originale. Insomma, Apocalisse Zombie, che non sia la prima volta che si sente ci può arrivare anche una profana come me.

Quindi, la trama in sé sembra non spiccare in originalità, però la storia funziona comunque e la storia corre, con un guaio dopo l’altro per la coppia protagonista.

Una cosa che ho trovato carina è che il problema della sopravvivenza di Sarah e David si mischiasse ai loro problemi coniugali, che non spariscono, anche se devono lottare insieme per sopravvivere.

Il romanzo è divertente, ci sono situazioni al limite dell’assurdo – beh, si parla pur sempre di Zombie – e battute esilaranti, ma ho apprezzato che ci fossero anche momenti più tristi e/o dolci, scanditi sempre da una sorta di umorismo un po’ nero. Come dicevo prima, tutti i generi sono ben dosati. C’è azione, ci sono tanti Zombie, combattimenti per la sopravvivenza, fughe, qualche persona persa lungo la strada e Sarah e David che tentano di ricucire il rapporto.

Geniale l’idea di utilizzare i titoli dei capitoli come se fossero i consigli di una guida per coppia sposate in crisi che hanno anche problemi di Zombie. Tra questi vorrei citare, per esempio:

“Date alle cose banali le giuste proporzioni. Meglio essere nel torto ma ancora vivi, che aver ragione e abbuffarsi di cervelli.” (cit. cap. 3)

O anche:

“Tu e il tuo partner siete dalla stessa parte. Quella dei vivi.” (cit. cap. 6)

Il romanzo è un po’ breve, insomma, per i miei standard duecento e rotte pagine sono un po’ pochino e penso che nel finale si corra un po’ troppo. Personalmente, avrei aggiunto qualche pagina in più. Però, devo aggiungere che la storia non è che sia finita, l’apocalisse Zombie è appena cominciata e sicuramente Sarah e David dovranno affrontare ben altri guai.

Un altro punto a favore, è che la storia non si conclude a caso. Anche se questo primo volume avrà ben tre sequel, Finché Zombie non ci separi ha una sorta di conclusione, ma anche un appiglio da cui partire per il prossimo romanzo.

La storia è scritta in prima persona. Personalmente, preferisco la terza, ma la voce di Sarah non è stata per nulla spiacevole da seguire, né noiosa.

Lo stile è semplice e veloce, anche se si poteva forse fare qualcosa di più per i dialoghi. Per quanto riguarda la traduzione, ho trovato meno errori del solito,  dovrei chiamarlo progresso?

Consigliato

Sì.

Non è un capolavoro, né un mostro di originalità, ma è una commedia divertente, che mi è sinceramente piaciuta. Non ha grosse pretese, ma mantiene quello che promette.

Alla prossima!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...