Recap/Ripper Street/Telefilm

Recap| “Ripper Street”… an introduction to season 2

Non è semplice iniziare a recensire Ripper Street partendo dalla seconda stagione. E soprattutto cercando di essere brevi. Forse è un suicidio. Oppure è da considerarsi come un tentato omicidio? Lo chiederemo più avanti ai nostri detective della divisione H nella Londra del 1889.

Già, perché Ripper Street è un drama “in costume” della BBC, e notate che “in costume” è volutamente tra virgolette perché non si tratta di quella fetta di nobiltà dai sapori antichi stile Jane Austen o raffinati palazzi signorili alla Downton Abbey. Non c’è servitù educata e non ci sono manierismi. Per chi lo segue già dal principio, è noto che Ripper Street parte dalla strada, come il nome stesso suggerisce.

Posh lessons…ma non in Ripper Street

Se nella prima serie, poteva già far storcere la bocca il collegamento col più famoso ‘Ripper’ ovvero Jack lo squartatore, ed era forte lo strizzare l’occhio ai celebri omicidi di Whitechapel, questa serie ha saputo a suo modo rendersi indipendente e convincere il pubblico gradualmente. Si è resa indipendente anche dalla serie cugina d’oltreoceano alla quale era stata associata alla sua uscita, Copper, appassionante vicenda di un detective di origini irlandesi nella New York di fine ottocento che ha avuto, però, ragion d’essere solo per due stagioni prima di venir cancellata.

Di omicidi ad ogni modo siamo consapevoli ed avidi testimoni in Ripper Street, ed ogni volta c’è un nuovo intrigante caso per il detective Edmund Reid (Matthew Macfadyen), aiutato nell’impresa dal fido sergente Bennet Drake (Jerome Flynn) e dal medico ‘yankee’ Homer Jackson (Adam Rothenberg). Un trio niente male.

Badasses, aren’t we?

Ripper Street riesce a coinvolgerti per tutta la durata della puntata, che è un generoso cinquantino di minuti, un po’ più dello standard americano per cui sei grato a mamma BBC. Si svelano lentamente col susseguirsi degli episodi le vicissitudini dei personaggi oscuri che si rincorrono nel distretto e per le strade chiassose della city, tra perdite compiante e non, e che non starò qui a ‘spoilerare’ per non farvi perdere il gusto di vederlo, qualora vogliate dargli una ben meritata possibilità.

La seconda stagione, iniziata da un paio di settimane e che ha già saputo instillare negli spettatori la giusta dose di dubbi, porta con se il primo grande caso della season (nientedimeno l’omicidio scenografico di un poliziotto, amico fraterno di Blake) e con questo nuovi individui, simpatie ed interrogativi.

Nel primo episodio abbiamo visto il ritorno di Reid, coi suoi tormenti interiori e senza la moglie Emily (Amanda Hale), per me affettuosamente ‘zia mascella’ e di cui si sente la mancanza, soprattutto se conoscete l’attrice e avete avuto modo di vedere quanto pathos conferisce alle situazioni di dolore in stile Ape Magà. Ma stiamo divagando.

E’ tornata la squadra al gran completo, dicevo, col dottor Jackson e Drake accasati e felici (?) rispettivamente con le loro consorti (la maitresse capo del bordello della zona e una redenta prostituta) e con la solita voglia di menare le mani. Oh si, vedrete spesso menar le mani, perché oltre al manganello c’è di più, e nel distretto H si fa così, si risolvono le cose tirandosi su le maniche. Se nel primo episodio abbiamo perfino assistito a qualche uattà-uattattà dalla Cina con furore, sono in pochi quelli che riescono a mettere i piedi in testa ai nostri tre detective, e l’hanno spuntata ancora una volta sebbene abbiano lasciato aperto il grande caso di stagione, come già anticipato.

E’stato introdotto così il villain della situazione, l’ispettore Jedediah Shine (Joseph Mawle, lo sfigatissimo zio Benjen del Trono di Spade) a capo della divisione K, un braccio della legge piuttosto corrotto e senza scrupoli, pronto ad uccidere per i suoi loschi traffici. Se solo si liberasse delle sue giacche a scacchetti, aggiungo io,  forse sarebbe più simpatico a tutti, però il suo baffo alla Magnum PI ce lo rende accettabile. Quasi Intrigante, mi sbilancio. E comunque ben si contrappone al buon Reid e alla sua dose di sfi..ehm…sfortuna.

Ma che ‘simpatica’ canaglia….

Mala sorte o meno che spetti ai nostri protagonisti, non siete curiosi neppure un pochino di sapere quale altre malefatte attendono i detective di Ripper Street? Non volete sapere se lo ‘scacchettato’ tanto di tendenza resterà tale durante tutta la season? Vi aspetto in ogni caso, dopo questa discreta panoramica, per una dettagliata recensione del prossimo episodio!

Annunci

One thought on “Recap| “Ripper Street”… an introduction to season 2

  1. Pingback: Recensione | Ripper Street 2×02 “Am I Not Monstruos?” | parolepelate

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...