Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 4×04 “Indifference”

Ciao, io odio questo telefilm. Ciao.

Come dite? Troppo stringata come recensione? Ok, riprovo.

Ciao, io odio questo fottutissimo telefilm. Ciao.

Ok, ok, torno seria. No, non odio The Walking Dead, tutto il contrario. Però odio il fatto che a ogni episodio debba stare lì con l’ansia, l’angoscia, il terrore, la disperazione, e le incazzature. Insomma, ogni volta mi sembra di rivivere l’esame di procedura penale.

A proposito di procedura penale: se in Italia l’ingolfamento del sistema giudiziario porta alla paradossale situazione che se commetti qualche crimine, gira che ti gira in galera non ci vai, nel sistema giudiziario della Ricktatorship (che a suo tempo era tornata una democrazia, ma adesso ‘nsomma), invece, se commetti un crimine ti cacciano proprio dalla prigione. La qual cosa, se ci pensate, fa decisamente ridere. La vittima di questa “giuridicolaggine” è Carol, che Rick ha trattato per quasi tutto l’episodio come un paria, fino a prendere la drastica decisione di bandirla dal gruppo (senza prima averlo consultato). E io, in quel momento, ho iniziato a inveire contro lo schermo, contro Rick, contro gli sceneggiatori, contro quelli che non fanno attraversare i pedoni sulle strisce, contro i ciclisti che occupano tutta la corsia e contro quelli che scrivono “qual è” con l’apostrofo. E tutto questo non perché ami particolarmente il personaggio di Carol, ma perché mi ha dato proprio fastidio la disparità di trattamento rispetto a… praticamente tutti.

Rick ostracizza Carol perché, fondamentalmente, uccidendo Karen e David ha preso una decisione che non le spettava. Inoltre, se anche ci fosse stata una remota possibilità che i due sarebbero potuti sopravvivere all’influenza, lei gliel’ha negata.

Vi viene in mente qualcuno? Carl, per esempio? Il figlio psicopatico di Rick che, udite udite, ha ammazzato a sangue freddo un ragazzo di Woodbury che si stava arrendendo, solo perché costituiva una “potenziale minaccia” per il gruppo della prigione? Allora scusa, perché non mandare via anche Carl a calci in culo? Perché a me non sembra che la situazione sia tanto diversa: entrambi, sia Carol che Carl, hanno preso una decisione – privare qualcuno della vita – che, è vero, non gli spettava. Ma entrambi l’hanno fatto nel tentativo di proteggere il proprio gruppo. Una, dal diffondersi dell’epidemia, l’altro dalla “infiltrazione” di un nemico nelle proprie file. Però è vero, a Carl basta sequestrare la pistola, come si sequestra la playstation a un bambino che non fa i compiti.

E vogliamo parlare del ragazzo che – nella seconda stagione – Rick insisteva tanto per giustiziare perché anche lui ritenuto una potenziale minaccia?

E non venitemi a dire che alla fine Rick, a Carol, ha fatto un favore perché quando Tyreese lo verrà a sapere l’ammazzerà. No. La questione qui è che Rick prende, da solo, decisioni che riguardano tutti, e le prende in modo non oggettivo, a seconda della persona che gli si trova davanti. Rick stesso ha ucciso – direttamente o meno – diversa gente (non mi riferisco a Shane, perché in quel caso la situazione era davvero diversa): penso, ad esempio, al campeggiatore lungo la strada a cui ha negato assistenza nell’indifferenza più totale, e che poi scopriamo essere stato divorato dagli zombie. Ora, reagendo come ha reagito al gesto di Carol, ne ha fatto una questione personale. Per esempio, non le manda certo a dire che adesso non si fida più di averla intorno ai suo figli (eppure, chi si occupava di Judith quando lui si concedeva il lusso di sbarellare e di friggersi il cervello ricevendo pure le telefonate dai morti? Lo spirito santo? Topo Gigio?).

Sia chiaro, io non sto giustificando le azioni di Carol, perché negare a qualcuno la possibilità di sopravvivere è orribile (per quanto nel loro mondo le regole del gioco sono cambiate), tanto più che Patrick aveva già infettato buona parte del blocco D, e quindi, nello specifico, oltre che orribile, il gesto estremo era pacificamente anche inutile. E poi, secondo la sua logica, si sarebbe dovuta sentire in diritto di uccidere anche Glenn o, perché no, Hershel, il quale, girando in mezzo ai malati (per di più essendo anziano) è più suscettibile di contrarre il morbo. Insomma, decidere chi vive e chi muore non dovrebbe essere appannaggio dell’uomo (a parte la legittima difesa), indipendentemente da quanto nobili possano essere le tue intenzioni. Ciononostante, non riesco nemmeno a giustificare l’atteggiamento di Rick nei confronti di tutta la faccenda, alla luce del fatto che, si è capito, spesso e volentieri giudica usando due pesi e due misure (e pare che il peso che reca il nome “Grimes” abbia molto più valore degli altri).

Comunque, quando Rick tornerà alla prigione da solo, gli si apriranno due strade:

1) mentire, e dire a tutti che Carol è morta (e Daryl probabilmente gli farà il culo quadrato)

2) dire la verità, e quindi che Carol è stata bandita (e Daryl probabilmente gli farà il culo quadrato).

E se scegliesse la prima opzione, e Carol per qualsiasi motivo dovesse ritornare, Daryl probabilmente gli farà il culo quadrato perché ha mentito. In ogni caso, sono talmente incavolata con la Ricktatorship di ‘sta cippa che è fondamentale che Daryl gli rifili tante di quelle botte da farlo rinsavire. Non dico farlo diventare tenero e cuccioloso come quando si piazzava davanti a casa di Keira Knightley con i cartelli e i canti natalizi nello stereo, ma almeno un po’ più umano!

Prendiamoci tutti un minuto per ricordare i tempi in cui Rick Grimes era ancora una persona dolce e sensibile.

E a proposito di Daryl che gonfia la gente di botte, vogliamo parlare della scena migliore di tutto l’episodio, quella in cui confronta l’inutile Bob e gli promette che quando torneranno in prigione gli cambierà i connotati? Ah, che meraviglia.

 
 

Praticamente l’inutile Bob è un alcolista e, per colpa del suo vizietto, Zach ci ha rimesso le penne (4×01). In questo episodio, Bob era andato in cerca di medicinali insieme a Daryl, Michonne e Tyreese, ma anziché farmaci, ha pensato bene di fregarsi una bottiglia di liquore. Mentre scappano, perché una manciata di zombie gli sono alle calcagna, lui cade e dei walkers gli afferrano lo zaino. Sordo ai consigli degli altri di lasciarlo lì e di andarsene, riesce finalmente a strapparlo dalle mani dei morti viventi, e lo strattone fa volar via la bottiglia che vi aveva nascosto. E Daryl, giustamente, s’incazza. Non solo Bob non ha fatto quello per cui l’avevano portato, procurare medicine (la sua idea di rendersi utile? Dire agli altri di prendere  “tutto quello che finisce con “cellina” o “ina””. Ah beh, e allora…), ma per colpa sua hanno anche perso tempo prezioso, oltreché l’aver rischiato inutilmente di essere attaccati dagli zombie. Così, Daryl gli promette che quando avranno consegnato i medicinali, lo ammazzerà di botte. Novantadue minuti di applausi.

Un altro paio di cose mi resta da citare:

1) Tyreese ora è una mina vagante. E io continuo ad avercelo sulle scatole. Prima se lo spolpano come un ossobuco alla romana, meglio è.

2) Lizzie, la bambina che dava i nomi agli zombie, è decisamente squinternata. Il dialogo che ha con Carol è ai limiti dell’agghiacciante:

– Credo che morirà tanta gente. E’ quello che succede sempre. Mi rattrista, ma… almeno poi tornano.

– Lizzie, quando tornano non sono più… le persone non sono più chi erano prima.

– Sì, ma sono qualcosa. Sono qualcuno. Adesso io sono piccola. Se non muoio, crescerò. Sarò ancora io, ma sarò diversa. Funziona così. Tutti cambiano. Non rimaniamo com’eravamo all’inizio.

Ma ci vuole tanto a capire l’equazione “zombie = morte e distruzione”? Il fatto è che questa bambina ha decisamente perso il contatto con la realtà. Certo, anche Hershel pensava che fossero ancora delle persone, e che forse si sarebbe potuta trovare una cura, ma lei sembra proprio non riuscire a cogliere la portata dell’apocalisse, dopo tutto quello che ha visto. Almeno, Hershel era (in parte) giustificato dalla percezione distorta procuratagli dalla tranquillità della fattoria, dove sembrava che le cose non andassero poi così male e che effettivamente ci fosse ancora speranza. Comunque, su una cosa la bambina ha ragione. Se avrà la fortuna di crescere, non sarà più ovviamente una bambina (quindi sarà diversa) ma sarà sempre ancora lei (quindi decisamente squinternata). Anzi, mi sorge un dubbio: e se avesse ucciso lei Karen e David? Di sicuro è insospettabile, e Carol, semplicemente, la sta coprendo. Lizzie stessa, invero, si è risentita del fatto che Carol le abbia detto che è debole. E se avesse voluto provare il contrario? No, vabbè, probabilmente mi sto facendo troppi film mentali. È vero, mi ero detta assolutamente sicura del fatto che l’assassina di Karen e David sia Carol (voglio dire, la stessa attrice l’ha confermato in un’intervista) però boh, confesso che per un attimo le mie convinzioni hanno vacillato.

Insomma, questo episodio mi ha lasciato un sacco di tormento interiore. In più, ci sono rimasta malissimo quando la ragazza che Rick e Carol incontrano mentre perlustrano una casa viene spolpata dagli zombie, e il ragazzo che era con lei non si sa che fine abbia fatto. Erano così… boh, teneri e indifesi. Ho davvero sperato che riuscissero ad arrivare con loro alla prigione, ma niente. Comunque, odio il fatto che in questo telefilm ti affezioni a qualcuno in meno di quaranta minuti (anche se, per me, l’inutile Bob e Tyreese sono l’eccezione) e poi gli fanno fare una fine orribile.

E ora non mi resta che attendere trepidante il prossimo episodio, Internment, perché, a giudicare dal promo, pare proprio che in prigione le cose si siano fatte parecchio movimentate:

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5 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 4×04 “Indifference”

  1. in me si è acceso un barlume di speranza: e se daryl e michonne e magari anche glenn e maggie, venuti a sapere dell’azione compiuta da rick, decidessero di lasciare il gruppo alla prigione e di andare con carol? magari sembra un’idea improbabile, però sarebbe un bel plot twist.
    rick da solo a badare a zombie, figli assatanati e vecchietti. ahh.

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  2. Qui c’è da votare la decadenza di Rick, visto che siamo in tema.
    Il problema di Rick è Car… ehm Carl. Se ha giudicato Carol a quel modo è per colpa dello gnomo malefico che vuole fare il piatolero.
    Secondo me la cosa è molto freudiana, rick ha ucciso a sangue freddo molte volte, e diciamo che cerca di espiare i suoi crimini tramite Carol. Lo si piuò capire da come si guarda allo specchietto (anche se mi rimane il dubbio che stesse controllando se Carol fosse o meno dietro di lui).
    Tuttavia a me Rick piace, è uno dei personaggi televisivi più riusciti. È un personaggip umano…
    Diciamocela tutta, in quanti si sarebbero fermati a raccogliere l’autostoppista in quella situazione? Io no.
    The Walking Dead è uno show sugli esserei umani, non sugli zombie. Ci sono diversi tipi di morti che camminano e non tutti sono morti.

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    • Sono assolutamente d’accordo con te! Davvero, Rick, con tutte le sue debolezze e contraddizioni, è un personaggio a tutto tondo e la sua evoluzione è davvero interessante da osservare. Mi piace questa tua interpretazione dell’espiare i crimini tramite Carol! Effettivamente in questa recensione sono andata giù un po’ dura nei suoi confronti. Mi ha fatto notare mio fratello, in effetti, che è come ha detto Lori nella seconda stagione: tutti si affidano a lui, e al primo errore tutti a dargli addosso (e io mi includo!). Però, in questo caso, ad avermi dato fastidio non è stato tanto l’aver bandito Carol, ma il modo in cui l’ha fatto: un gesto tanto egoista e ingrato non me lo sarei aspettato, soprattutto dopo che, come ho detto, Carol ha badato ai suoi marmocchi. Sì, è vero, Rick è stato il primo a farsi in quattro per ritrovare Sophia, e diciamo che in quest’apocalisse zombie vale anche la logica del do ut des (e loro avevano “pareggiato” i conti), però boh, che lo tengono a fare un consiglio, se poi lui comunque decide di testa sua? Soprattutto una cosa importante come bandire qualcuno che si è sempre dato da fare per il bene del gruppo. Allora non venga a dire che si è tornati alla democrazia, perché insomma, tutto è stato tranne che democratico!

      Il fatto che sia uno show sugli esseri umani (che sono i veri morti viventi), d’accordissimo (l’avevo già fatto presente nel post sul mio blog e la penso esattamente come te). Per quanto riguarda l’autostoppista, in tutta onestà non ti so dire se io mi sarei fermata ma, qualora no, so per certo che il senso di colpa mi avrebbe mangiato viva (e non mi pare che Rick al momento abbia di questi problemi, lol).

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