Telefilm/The Walking Dead

Recensione | The Walking Dead 4×03 “Isolation”

La vignetta che vedete qui sopra è tratta da una delle mie storie a fumetti preferite, “Topokolossal”: scritta e disegnata da quel genio indiscusso che è Silvia Ziche, è una sorta di telefilm cartaceo in sedici episodi (praticamente una serie tv via cavo), e il balloon di Macchia Nera mi sembrava descrivesse  in modo adeguato quanto è capitato in questo episodio.

Sì, perché ormai l’abbiamo capito che in questa serie ai protagonisti succede di tutto, e tra virus, risse, mandrie di zombie, infusi di bacche di sambuco, omicidi da risolvere e trasmissioni radio, “Isolation” non ha certo tradito le aspettative. In effetti, dei tre trasmessi finora, questo è stato l’episodio che mi è piaciuto di più, quindi let’s roll!

Due sono i nodi principali – diversi eppure tra loro collegati – di questo 4×03: il duplice omicidio, e il diffondersi dell’epidemia, che ormai pare inarrestabile. Collegati, dicevo, perché è ovvio che chiunque abbia ucciso Karen e David per poi bruciarne i corpi, l’ha fatto per impedire che il morbo si propagasse ulteriormente. Ed è quello che in effetti ha ipotizzato anche Rick, ma al momento, a Tyreese, il bene del gruppo interessa ben poco. Accecato dalla rabbia è, infatti, a un passo dallo sbarellare del tutto (anche se presumo che l’aver preso a pugni Rick, l’aver avuto probabilmente pensieri suicidi e l’aver sbaragliato da solo una mandria di zombie può, a buon diritto, rientrare già nella definizione di “sbarellare”). Devo dire che a me Tyreese non piace un granché, e questo già dalla scorsa stagione, e confesso che un po’ ci sono rimasta male quando l’ho visto sopravvivere all’attacco. Sono una persona orribile? Sì, può darsi.

Intanto l’influenza si sta rapidamente diffondendo: nell’episodio precedente i morti erano stati una dozzina (anche se non tutti per colpa del virus: alcuni erano morti perché azzannati da chi si era già trasformato), ma adesso i contagiati, e quindi le potenziali vittime (e di conseguenza le potenziali minacce), sono in numero decisamente maggiore. Tra questi, Dr. S, che ormai pare più di là che di qua, Sasha, anche lei messa decisamente male, e Glenn.

 

A proposito di Glenn: temo che, nella scorsa recensione, mi sia portata sfiga da sola. Avevo infatti scritto “se gli [a lui e a Maggie, n.d.a.] succede qualcosa io sbrocco”. Mi viene in mente quella volta che, in gita in Sicilia in primo liceo Classico, sul traghetto che da Napoli ci portava a Palermo ascoltavo la colonna sonora di Titanic, e poi durante la notte la nave fonde tutti i motori e noi sbarchiamo una roba tipo otto ore dopo rispetto alla tabella di marcia, ma questa è un’altra – tragica – storia.

L’influenza, in ogni caso, ci fornisce un punto di osservazione privilegiato sulle dinamiche del gruppo e sulle motivazioni che muovono i personaggi. Hershel, ad esempio: nella seconda stagione offre aiuto a Rick e compagnia solo perché, fondamentalmente, si era trovato costretto da circostanze eccezionali e imprevedibili. Aveva infatti messo in chiaro fin da subito che meno l’avessero coinvolto (sollecitandoli anzi a sloggiare il più presto possibile), meglio sarebbe stato per tutti, in special modo per la sua famiglia, la cui sicurezza era, all’epoca sua prima e unica preoccupazione. L’Hershel di questo episodio, invece, si colloca all’estremo opposto dello spettro: è disposto a mettere in pericolo la sua stessa vita, pur di salvare quella degli altri. In attesa che Daryl, Michonne, Bob e Tyreese tornino con gli antibiotici, spera infatti di far scendere la febbre a coloro che si sono ammalati somministrandogli una tisana di bacche di sambuco, rimedio naturale contro l’influenza, e accettando così il rischio di venire contagiato a sua volta. Significative, infatti, le parole che rivolge a Maggie e a Rick:

“Ci sono state tantissime volte in cui non abbiamo potuto fare niente per cambiare quello che stava succedendo… quello che ci stava succedendo. Avremmo voluto, ma non potevamo farci niente. Questa volta posso. So che posso. Perciò devo farlo. […] Se uno va fuori, rischia la vita. Se uno beve l’acqua, rischia la vita. Di questi tempi basta respirare per rischiare la vita. Ogni momento adesso non si ha più scelta. L’unica cosa che si può scegliere è per cosa rischiarla. Io posso far stare meglio questa gente… e farla resistere ancora un po’. Posso salvare delle vite. È un motivo sufficiente per rischiare la mia.”

 

Anche un’altra persona è disposta a tutto pur di tenere al sicuro il gruppo. Questa persona è Carol. Abbiamo già visto il suo rapporto con i bambini: insegna loro a difendersi, se ne prende cura. E si prende cura anche di tutti gli altri. E non è una sorpresa che, quando Rick le chiede se sia stata lei ad uccidere Karen e David, lei risponda di sì (e lì ho proprio urlato “LO SAPEVO!”, svegliando probabilmente tutto il condominio). In effetti, mi ero insospettita vedendola perdere il controllo dopo che Tyreese la prega di andare a far visita alla sorella mentre lui è via con gli altri alla ricerca delle medicine. E anche la frase “è sempre meglio prevenire”, che dice a Rick all’inizio dell’episodio in riferimento alla quarantena disposta per tutti quelli non contagiati, avrebbe dovuto far suonare qualche campanello. Ora, ho letto diversi commenti in giro per la rete, e molti non sono convinti che sia stata davvero lei, e anzi credono che stia coprendo qualcuno. Il che non è, di per sé, un’idea malvagia. C’è chi ha ipotizzato che sia stato quello psicopatico di Carl: aveva visto suo padre bruciare il recinto dove tenevano i maiali, e quindi hanno pensato che possa aver applicato lo stesso metodo, ma stavolta sulle persone. Lì per lì anche io ho pensato che fosse plausibile, ma poi ho letto l’intervista rilasciata ad Access Hollywood da Melissa McBride, l’attrice che interpreta Carol, nella quale conferma che sì, è stata Carol a uccidere Karen e David. Direi quindi che il mistero non è più tale (a meno che non sia tutto un complotto malefico per sviare noi spettatori). Mi è piaciuta questa svolta: dopotutto, non era lei che aveva suggerito ad Andrea, pace all’anima sua, di uccidere il governatore? Non era lei che, in una scena tagliata della terza stagione, aveva minacciato Merle di tagliarli la gola, se avesse messo Daryl nei guai? Quindi sì, l’omicidio è stato un gesto drastico, ma non per questo “out of character”.

 
 

Prima di concludere, devo menzionare un altro evento importante accaduto nell’episodio. I quattro incaricati di andare a cercare le medicine captano per caso una voce in radio, la qual cosa li fa distrarre e finiscono dritti dritti addosso a una roba tipo ottomila zombie. Circondati, e nell’impossibilità di andare avanti o indietro, sono costretti ad abbandonare l’auto, e a scappare nel bosco. Il che è una situazione decisamente spiacevole, sia per loro, sia per quelli che stanno aspettando speranzosi gli antibiotici, tra cui, come già detto, il mio povero Glenn. E quindi niente, non vedo davvero l’ora di scoprire a chi appartenga la voce misteriosa. Nell’attesa, godetevi il promo del prossimo episodio, Indifference:

Ringraziamo le pagine: Serie Tv, che passione ღ | Beyond the Good and the Evil | Normal people scare me. | • Telefilm Dependence • | Guardare decisamente troppe serie TV | Serial Lovers – Telefilm Page | And. Yes, I love telefilms and films ∞ | Tv, Cinema, Musica & Libri | Lauren Cohan e Daniel Gillies Italia. | Zombie & Anime Ita | The Walking Dead – serie TV | Norman Reedus Italia | Melissa McBride Italia | TWD – Am I the only one Zen around here? Good Lord. | Zeta come zombie | Andrew Lincoln Italia

2 thoughts on “Recensione | The Walking Dead 4×03 “Isolation”

  1. Sarà che sono scema ma la scoprire che Carol ha ucciso Karen e David è stato, per me, un plot twist grande quasi quanto scoprire che Irene Adler è Moriarty. Non me lo aspettavo O.O
    E quando gli Allegri Esploratori si sono trovati imbucati al più grande Walkers Party dai tempi della stagione 2 mi sono sentita male, ho esclamato, nell’insolazione delle mie cuffie: “MERDA, NO.”.
    Altra cosa che mi ha fatto gelare il sangue nelle vene è stata quella cretina di Carol nei panni di Bob Aggiustatutto (cioè, fossi stata in Rick, avrei sparato a lei in testa, non agli zombie) e il momento in cui Carl ha estratto la pistola. Ero tipo “Mo’ spara!” Poi non ha sparato, pare stia lasciando il lato oscuro.
    Il resto è stato abbastanza palloso, escludendo il discorso alla Jack di Lost di Hershel.

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    • Ahaha, Walkers Party! Se non sbaglio si vede un treno in lontananza fermo sui binari (mi pare che c’è anche nei fumetti), tra passeggeri zombie e gli zombie attirati magari dal fracasso, per forza ce ne erano così tanti! Il che è inquietante!

      Carol era in versione McGyver! In effetti è abbastanza stata imprudente, anche se nel complesso è stata una bella scena, stavo lì sul bordo della sedia a urlare consigli allo schermo!

      Carl, accompagnando Hershel, ha fatto come quando Michonne l’ha accompagnato nel bar a prendere la foto. E’ ovvio che sta imparando a comportarsi, ma per me resta sempre psicopatico. Attendo un breakdown!

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