Telefilm/The Tomorrow People

Recensione | The Tomorrow People 1×03 “Girl, interrupted”

Con un ritardo imperdonabile che però mi perdonerete perchè, insomma, non è che stiamo qui a pettinare le bambole ma a studiare, studiare, studiare, e siccome immagino che mi capiate vi chiedo un po’ di compassione [fine dell’arringa apologetica], siamo arrivati alla recensione della terza puntata di The Tomorrow People. Una puntata che non fa altro che confermare la speranzosa intuizione che avevo avuto dopo aver guardato il pilot della serie: la trama è quella che è, e penso che ormai abbiate capito che non mi entusiasma troppo, ma il modo in cui la stanno portando avanti è originale ed interessante. In ogni puntata c’è azione, qualche combattimento che non dispiace mai, un tocco di sentimentalismo che, strano ma vero, per fortuna non sfocia nel patetico, e qualche momento di riflessione più o meno profonda contornato da frasi ad effetto che a me, sinceramente, colpiscono sempre parecchio. Insomma, c’è tutto. Ma andiamo per gradi come sempre e non perdiamoci in ciance. Cioè, alla fine è questo che facciamo qui, no?, cianciamo. Però… vabbè, avete capito. Vado.

La puntata si apre con un flashback, che ci porta indietro di cinque anni. Inizialmente ho pensato che riguardasse Stephen, dato che il primo ragazzo inquadrato, il bellone con gli occhi azzurri ed i capelli neri, somigliava pericolosamente a Robbie Amell, poi però ci rendiamo conto che la ragazza che l’amico del bellone punta, è… dindindin, una giovane – e molto meno #badass – Cara. Ora, potremmo parlare del fratto che Peyton List, per quanto bella sia, è davvero poco credibile come adolescente – io, a dire il vero, le darei anche qualche anno in più dei suoi 27 -, ma la cosa importante da dire è che la piccola Cara è ancora più poveraccia dello Stephen che ci hanno presentato nel pilot: è sorda, presumibilmente anche muta, fa cose strane che gli altri non riescono a spiegarsi ed è evitata da tutti. Una preda facile per l’amico del bellone, che infatti riesce magistralmente a portarla via dalla festa – figlia mia, va bene che magari il fascino del biondo ha un certo effetto, ma come credevi sarebbe o non sarebbe finita la cosa? Andiamo, sù -, e cerca di approfittarsi di lei. E’ a questo punto che i poteri latenti di Cara giungono in suo soccorso, trasformandola in una sorta di Carrie kinghiana, però senza tutto quel sangue, che addirittura fa fuori il suo aguzzino.

Torniamo al presente. John, Russel e il supercomputer Tim hanno preparato un software in grado di rubare i dati del computer degli Ultra, che permettono agli agenti – ed il piano è che inizi a funzionare anche per i Tomorrow People – di scovare e rintracciare tutti gli Homo Superior che poi assumono nelle loro schiere, privano dei poteri o uccidono. Per funzionare, però, c’è bisogno di collegare questo programma con il processore della base degli Ultra tramite una chiavetta, e chi può riuscirci, se non l’infiltrato numero uno? Sì, esatto: il nostro Stephen! Dieci punti a Serpeverde. Perchè sì. Ad aiutarlo, come al solito, c’è Cara. Ma il flashback che ci è stato mostrato all’inizio della puntata non era di sicuro fine a se stesso: infatti, ai giorni nostri, si avvicina l’anniversario di quella fatidica notte, e, come ci svela John, ogni anno è come se la povera Cara la rivivesse. A causa di questa particolare predisposizione, i poteri di Cara tendono a sfuggire al suo controllo, e Stephen è costretto a proseguire la sua missione senza l’aiuto della ragazza, rischiando di farsi scoprire da Jedekiah. Al fatto che quest’ultimo lo lasci andare senza fare troppe domande non ci crede nessuno, ma Stephen sì. Perchè Stephen è così teneramente ingenuo ed innocente che ti viene voglia di tirargli le guanciotte, oppure, occasionalmente, un pugno in un occhio. Così, a scelta.

Oltre a questo filo conduttore, la trama della puntata segue anche una direzione diversa, strettamente collegata alla principale: così come Cara sta per incorrere nell’anniversario del tentato stupro e dell’omicidio del suo aguzzino, anche una compagna di Stephen, identificata come Emily-the-strange, sta per rivivere la notte in cui, per uno sfortunato incidente, si ritrovò ad assistere alla morte della sorellina, investita da un treno in corsa. Stephen legge involontariamente nei suoi pensieri la volontà di uccidersi, e cerca di convincere Cara e John ad aiutarla. Però, siccome sembra che fra i Tomorrow People si segua la regola del “non avere nulla a che fare con le vite degli umani”, è costretto a fare a meno di loro, e ad aiutarlo è invece, con mio grande piacere, Astrid, l’amica di sempre.

A questo si intreccia la trappola che Jedikiah ha escogitato per John e i suoi. Perchè, lo ribadisco ancora una volta, al fatto che si fosse bevuto il “no niente, ero nella sezione più supersegreta della base dove non mi è concesso assolutamente entrare per cercare te anche se forse avrei potuto cercarti nel tuo ufficio” di Stephen, non ci ha creduto nessuno. E, infatti, quando a Tim arriva la segnalazione di un Homo Superior solo e sconsolato che sta usando i suoi poteri al porto, in realtà sono proprio gli Ultra a creare questo falso profilo per incastrare John e gli altri. Cara, debole per i motivi che ho già scritto, viene catturata e tocca a Stephen privarla dei suoi poteri, per dimostrare a Jedikiah di non avere nulla a che fare con lei. La scena passa dall’attimo dell’iniezione a Cara e Stephen che viaggiano in treno con due musi lunghi, ma… colpo di scena! Usando la sua abilità di fermare/rallentare il tempo, Stephen è riuscito a sostituire il contenuto dell’inizione e Cara ha ancora i suoi poteri. Forse per sdebitarsi con lui, forse perchè sinceramente colpita dal punto di vista di Stephen, Cara decide di aiutarlo a salvare Emily, di cui, nel frattempo, Stephen è riuscito a scoprire il piano: farsi investire da un treno in corsa, proprio come la sua sorellina. E’ Cara a teletrasportarsi nell’auto della ragazza e convincerla a cambiare idea. Più tardi, mentre osservano Emily ricongiugersi con la famiglia, Cara condivide con Stephen il ricordo di cui è più gelosa, e scopriamo quindi che, dopo essere stata arrestata per l’omicidio dello stupratore, i poteri di Cara l’hanno ricondotta a casa, dove, tuttavia, suo padre le ha intimato di andarsene per sempre. E facciamo anche la conoscenza della sorellina di cui si è parlato nelle puntate precedenti, che, in lacrime, la guarda andare via.

Il secondo colpo di scena, forse il più grosso di tutti, è tuttavia il fatto che Astrid, per chissà quale bizzarro caso del destino, si trova vicino ai binari del treno proprio nell’esatto istante in cui Stephen si teletrasporta altrove. L’espressione sconvolta di Astrid la dice lunga: no, non terrà la cosa per sè, ma chiederà spiegazioni a Stephen. Quando quest’ultimo finge ovviamente di cadere dal pero, lei gli dice chiaro e tondo che, se non sarà lui a dirle la verità, la scoprirà da sola. E così si chiude la puntata, mentre io mi chiedo cosa precisamente vuole scoprire, dato che in realtà Stephen, nel pilot, se ricordate bene le aveva già detto di avere dei poteri. Giustamente Astrid non gli ha creduto, ma, ora che l’ha visto con i suoi occhi, non vedo quale altra conferma debba cercare.

Questa è stata forse la puntata migliore che abbiamo visto fino a questo momento, e in particolare ad essermi piaciuta è stata la struttura parallela delle due storie raccontate. Nella storia di Cara e in quella di Emily, infatti, ci sono molti aspetti simili: sia Cara che Emily partono come ragazze emarginate, sole e devastate per qualche motivo, per poi diventare, alla fine del percorso – anche se quello di Cara non ci viene mostrato del tutto -, la versione migliore di se stesse (Cara diventa la Cara che tutti conosciamo, Emily si libera dei suoi demoni e si pacifica con i genitori); sia Cara che Emily sono in qualche modo innocenti, ma la prima è incolpata dalla polizia nonostante la sua sia stata legittima difesa – e nonostante non sapesse controllare i suoi poteri -, ed Emily è incolpata… da se stessa; in entrambe le storie c’è il dolore dovuto alla perdita/separazione della propria sorella minore, a cui Cara deve dire addio, e che Emily perde tragicamente. L’elemento dissonante è il fatto che, se Emily riesce a ritrovare l’appoggio e l’affetto dei suoi genitori, Cara viene invece brutalmente cacciata di casa.


Non posso poi non spendere due parole sulla frase più bella dell’intero episodio e forse di tutte le puntate viste fin’ora: “poter aiutare quelli come Emily non è essere Dio, ma essere umani”. A pronunciarla è ovviamente il nostro Stephen, che porta fedelmente avanti il suo tentativo di trasformare gli scettici Tomorrow People da fuggitivi in eroi. Ed è significativo e sensato che sia lui a provarci, poichè non conosce i rischi che corre, non ha visto direttamente tutto ciò che potrebbe accadere esponendosi così tanto, ed ha quindi quella sicurezza un po’ ingenua e incosciente che agli altri, ormai, è stata tolta. Ma è bello che lui provi a far nuovamente breccia nel loro lato più umano, e sono sinceramente curiosa di vedere come e se riuscirà a farlo non tanto con Cara e Russell, che mi sembrano già abbastanza predisposti, ma con John.

Commenti random:
– Sono curiosa di vedere a cosa porterà il fatto che Astrid adesso sappia dei poteri di Stephen. Lo troverà un mostro, come ha detto Cara riguardo le persone care che scoprono la verità? O gli resterà accanto? Una cosa è certa: sta per diventare molto più che qualche comparsata sporadica e sconnessa dalla trama.
– Sono stata brava e non ho speso molte parole su di lui, ma adesso permettetemi di dirlo: quant’è meraviglioso il mio John? E’ così… così innamorato di Cara che, anche se non hanno che mezza scena insieme in cui si scambiano sì e no due parole, il modo in cui la guarda basta a rendere quei pochi secondi una delle cose più romantiche mai viste prima in un telefilm. Aw. ❤
– Vogliamo più Russell! Le sue (purtroppo poche) battute sono le più esilaranti delle puntate, qualsiasi cosa faccia mi fa ridere – il “batti cinque” mancato da quel musone di John è stato fenomenale -, e ne vogliamo di più! O no? ;)
– Vi prego, prendiamoci un momento per apprezzare l’espressione di Jedekiah davanti alla patetica scusa di Stephen. Vi prego.

Della serie “stop it you fucking peasant”.

Come al solito vi lascio con il promo della prossima puntata – che è tipo dopodomani ma ho già chiesto scusa e quindi niente, scuuuuusate -, ed i ringraziamenti alle pagine che supportano il nostro blog:

Ringraziamo: Serie Tv, che passione | Beyond the Good and the Evil | • Telefilm Dependence • | The Tomorrow People Italia

6 thoughts on “Recensione | The Tomorrow People 1×03 “Girl, interrupted”

  1. A me invece piace molto come serie, e come trama! Piu’ che altro non sono i soliti vampiri/lupi/ibridi, per quanto li adori eh, pero’ diciamo che un umano con qualche potere telepatico non guasta. A parte questo, l’unica nota negativa che trovo e’ proprio Astrid. Non la reggo. Prima Stephen cerca di farglielo capire, di dirglielo, e lei? Lei gli ride in faccia, dicendo di prendere le pastiglie che, in parole povere, e’ solo un povero pazzo e lei e’ l’unica che lo considera perche’ gli fa pena. E adesso? Adesso fa l’incazzata. No scusa bella, ma che problemi hai? E ho il presentimento che lo metterà nei casini..

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    • Oh no aspetta, la serie piace tanto anche a me! La trama mi è da subito sembrata un po’ scontata, insomma addirittura anni fa avevo avuto la stessa idea (organizzazione segreta vs persone con poteri dovuti all’evoluzione umana) per un gioco di ruolo, quindi… Ma mi piace molto la piega che sta prendendo il tutto! 🙂
      Per quanto riguarda Astrid, nella prima puntata io l’ho capita in pieno. Insomma Stephen le si era ritorto contro ed aveva sfogato su di lei la sua frustrazione, quando tutto ciò che lei stava facendo era cercare di stargli accanto. Ed è pure normale che se una persona che ha, almeno per ciò che sai tu, problemi mentali, ti dice “lo sai, ho dei poteri!”, tu non gli credi eh. xD Però concordo con te su una cosa: sembra anche a me che lo metterà nei guai, purtroppo. 😐 Staremo a vedere…

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      • Non so se lo sapete, io sì perché avevo fatto delle ricerche per un vecchio articolo xD The Tomorrow People è il remake di una serie inglese, quindi sì, la trama forse è un po’ scontanta. Ma il resto è eccezionale!
        Tralasciando che ogni due per tre volevo scriverti “ma che dici, non è Stephen, lui è Robbie!” e solo dopo mi ricordavo che si chiama Stephen, il personaggio, come er freccia nostro preferito!
        Comunque, ho adorato la puntata anche io, decisamente! Tra l’altro John è un amore, basta, portatemelo. Insieme al computer. Immaginatevi la figata di Tim che ci legge il cervello per scrivere le nostre recensioni in un minuto scarso, si e no? AHAH!

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  2. Uahahahah; stavo per dirlo: VOGLIO UN TIM anche io. Quel computer e’ fantastico. Non so perche’, ma mi ricorda Sheldon Cooper di The Big Bang Theory. Probabilmente per le battute che non fanno ridere ma a cui tu ridi come uno scemo [okay, forse lo faccio solo io] .. Vabbe’. A parte quello, sinceramente non avevo pensato alla ‘storia’ di Astrid in questo modo..Si effettivamente anch’io avrei dato del pazzo al mio amico, anche se non prendeva medicine. Pero’ boh, non mi piace!Ahaha.

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    • Concordo in pieno su Tim e anche sulla vaga somiglianza con Sheldon! Sarà la sua totale apatia – giustamente, è un computer… ‘-‘ – o il fatto che sta sempre lì a ricordare a tutti di essere un’intelligenza superiore… in ogni caso, è fantastico. :’D

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  3. Che l’idea di fondo della trama non sia originalissima è vero: insomma, X-Men anyone? O anche Agents of S.H.I.E.L.D., se vogliamo (sempre di universo Marvel si tratta, e in entrambi i casi la nuova razza umana è data da mutazioni genetiche, eccezion fatta per le origini artificiali dei superpoteri degli Avengers, film dal quale S.H.I.E.L.D. prende le mosse) ma concordo che il modo in cui la stanno portando avanti è ottimo. E concordo anche sulla questione John/Cara, mi piace molto la loro dinamica e soprattutto il fatto che non scadano nello stucchevole né nel patetico.

    P.S. amo Mark Pellegrino.

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