Arrow/Telefilm

Recensione | Arrow 2×02 “Identity”

In principatu commutando saepius nil, praeter domini nomen, mutant pauperes.

Alle 7:33 di questa mattina, mentre ero sul letto a pensare a come avrei potuto iniziare questa recensione, mi è venuta in mente una favoletta di Fedro (e perché io, alle 7:33 della mattina, pensi agli autori della letteratura latina cinque anni dopo essere uscita dal Classico, mi è ignoto), L’asino e il vecchio pastore. La morale della favola, che è contenuta nell’aforisma di cui sopra, sarebbe che “nel cambiare il governo i poveri spesso non cambiano niente oltre al nome del padrone”. E, nel torpore delle 7:33 di mattina, ho ritenuto che la cosa s’attagliasse alla attuale situazione di Starling City, in specie le Glades.

Perché se prima la città era alla mercé dei ricconi che Oliver depennava pian piano dalla sua lista, dell’autorità che non la tutelava, e della criminalità organizzata, ora è alla mercé delle conseguenze delle azioni di Malcolm Merlyn, dell’autorità che ancora non la tutela e della criminalità organizzata che sta approfittando della crisi di coscienza del Vigilante per allestire i suoi loschi traffici. Insomma, dalla prima stagione è cambiato molto, perché non cambiasse niente.

Per questo motivo, Roy sente di essere rimasto il solo a combattere le ingiustizie, finendo in non pochi casini. Ed è in questo contesto che avviene il primo, vero confronto tra Green Arrow e il futuro (sempre che lo show non decida di virare dal plot del fumetto) Red Arrow. Ollie, infatti, gli dice che:

“Il mondo non funziona più. Si è rotto molto tempo fa, ma è come se te ne fossi accorto solo tu. Questo ti fa arrabbiare. Ed hai paura che quella rabbia ti brucerà dentro se sarai costretto a passare ancora un secondo in questo mondo, sapendo che saresti in grado di fare qualcosa per aggiustarlo. Quella rabbia ti manderà all’ospedale, ragazzo. O peggio.”

Ma pare proprio che Roy, dall’orecchio del buon senso, non senta affatto, assordato com’è dalle grida di aiuto della popolazione del Glades che è stata lasciata a sé stessa. Perché, tra le tante cose, ora c’è anche chi ha pensato bene di rubare le scorte di medicinali che vengono inviate all’ospedale, condannandolo in breve alla chiusura. E se il predicozzo di Oliver non ha sortito effetto su Roy, al contrario le parole di Roy hanno colpito Ollie, che va ad accertarsi di persona della situazione. Davanti all’ospedale, però, viene contestato da un picchetto di gente in protesta e giornalisti, capitanato da tale Sebastian Blood, consigliere municipale portavoce del fatto che “le Glades sono state abbandonate” e che “a nessuno interessa di queste persone”.

Ora, Oliver ha la possibilità di sistemare le cose – o almeno provarci – lavorando su due fronti: come amministratore delegato della Queen Consolidated, e come Vigilante. Il fatto è che, pare, l’una cosa interferisca con l’altra. Come A.D. organizza una serata di raccolta fondi, come Vigilante invece è costretto a sporcarsi le mani, ma purtroppo è sfigato in quanto a tempistica, perché sia la serata di beneficienza sia il furto dei medicinali hanno luogo contemporaneamente, e quindi è costretto a compiere una scelta: presentarsi alla serata come Oliver Queen o fermare i criminali come Incappucciato? Oliver sceglie la seconda opzione, lasciando così che la sua immagine pubblica venisse ulteriormente crocifissa da Sebastian Blood che, per quanto paia animato da buone intenzioni, da buon politico non vede l’ora di addossare la colpa a qualcuno che non sia l’amministrazione che gli paga lo stipendio.

Una volta fermati i responsabili dei furti – la triade cinese in combutta con Bronze Tiger, una sorta di Wolverine look-a-like – il Vigilante va a far visita a Roy, che viene così promosso al rango di infiltrato per suo conto nelle Glades, col compito di riferirgli notizie utili, facendo anche sì – si spera – che smetta di andare a farsi giustizia da solo, cosicché venga preservata sia la sua incolumità fisica, sia la sanità mentale di Thea, sorella di Oliver e babysitter ragazza di Roy.

E per la seconda volta nel corso dell’episodio, il Vigilante torna nell’ufficio di Laurel, ignorando il suo precedente avvertimento di non cercarla mai più. Col senno di poi, presumo si sia pentito di non averle dato retta, visto che ad aspettarlo c’erano tipo ottomila poliziotti in tenuta antisommossa armati fino ai denti. Tre, due, uno…. cliffhanger.

E ora veniamo a tutte le questioni sollevate da questa puntata – una delle migliori finora – e che possono tutte essere riassunte in una sola parola: Laurel.

C’è tanto di quell’astio nei suoi confronti – e continui paragoni con Felicity – che mi sento in dovere di spezzare una lancia in suo favore (e adesso mi odierà tutto il fandom). Qui non è questione di Team Olicity o Team Lauriver (o come cacchio li chiamate), né questione di chi sia più simpatica (Felicity in questo episodio è stata ilare come sempre) né di chi sia più cagacazzi. Qui si tratta delle motivazioni che muovono dati personaggi, e dei due pesi e due misure – spesso e volentieri anche sessisti – con cui vengono giudicati. Intanto, il fatto che stia per far arrestare Oliver è ovvio che non piace neanche a me, ma non ci si deve ridurre a “ommioddio che stronza”, perché se guardate la serie con un minimo di attenzione, vi accorgerete che c’è molto di più.

Per prima cosa, molti rimproverano a Laurel il fatto che la morte di Tommy le abbia fatto ipocritamente cambiare opinione riguardo al Vigilante (ora non lo considera più un salvatore ma un assassino), dimostrando così di aver dimenticato che Oliver stesso – e per la stessa ragione – ha cambiato opinione riguardo al Vigilante (anche lui ora si considera un assassino). E che, anzi, mentre Laurel ha continuato a fare il suo lavoro, quand’anche ora sia votato ad arrestare l’Incappucciato (perché, ricordiamolo, andare in giro a fare il giustiziere non è che sia propriamente legale), Oliver ha mollato tutto – abbandonando così quei poveracci delle Glades che contavano su di lui – per andare a rifugiarsi per mesi sull’isola su cui era naufragato. Però Oliver è il protagonista e quindi è figo e quindi può (non fraintendetemi, io amo il di Ollie), e Laurel è la stronza e quindi non può. Occcchèei.

Inoltre, è innegabile il fatto che il comportamento di Laurel in questa stagione sia offuscato dai sentimenti. Ha subìto un lutto e ancora non riesce a razionalizzare la cosa, quindi è ovvio che le sue azioni ne risentano, ed è anche normale che si senta tradita dalla persona di cui per un po’ si era fidata, il Vigilante, accusandolo di non aver salvato Tommy (ma datele un po’ di tempo e capirà che il Vigilante poteva ben poco visto che non è Gesù Cristo Tommy era stato trapassato da parte a parte da una sbarra di ferro). Ma, ancora, la gente sembra dimenticare che per tutta la prima stagione Oliver ha fatto quello che ha fatto (non ultimo, andare in giro ad ammazzare la gente) proprio in preda ai sentimenti: vendicare il padre, onorare la sua memoria, riparare ai suoi errori. Non mi sembra l’operato di un freddo calcolatore che agisce solo per spirito di giustizia. Però, ancora, Oliver è il protagonista e quindi è figo, e Laurel è stronza perché fa il suo lavoro e perché lotta per qualcosa in cui ha sempre creduto, la giustizia. Occcchèei.

Che poi, quello che Laurel dice dell’Incappucciato, il fatto cioè che non sia un eroe, non è, fondamentalmente, opinione impopolare. La stessa China White – la tipa della triade cinese – gli ricorda che sarà sempre considerato un criminale. It’s a long way to Tipperary, Ollie (dove Tipperary va intesa come “il momento in cui finalmente tutti si accorgeranno della bontà delle sue azioni e delle motivazioni”).

 

In molti, poi, incolpano Laurel della morte di Tommy, perché se non fosse tornata dentro al CNRI durante il terremoto, Tommy non sarebbe andato a salvarla, e di conseguenza non ci sarebbe rimasto secco. E non è detto che la stessa Laurel non si incolpi di questo, probabilmente lo fa molto più di quanto ci abbia mostrato fino ad ora, ma è tornata nel CNRI non perché si aspettava che sarebbe arrivato qualcuno a tirarla fuori prima che le cascasse una trave in testa (perdinci, sapeva che addirittura suo padre non sarebbe entrato!), ma perché aveva intenzione di recuperare documenti che avrebbero aiutato le persone a cui ha dedicato tutta la sua vita di avvocato. Non è entrata gridando “Hi, I’m Laurel Lance and welcome to jackass!”, sapendo che poi Tommy sarebbe venuto a salvarla. Entrambi erano dotati di libero arbitrio, e ognuno ha fatto la sua scelta in piena consapevolezza. Solo che a uno gli ha detto male.

Dovete considerare anche il fatto che noi, in quanto spettatori, conosciamo tutto – tutte le motivazioni dietro all’Incappucciato, i perché delle sue scelte, il suo modo di vedere le cose. Gli altri, in special modo Laurel, non hanno questo privilegio. Lei giudica le cose in base alle informazioni di cui dispone in quel momento. Perché è vero che prima, forse, pensasse che l’Incappucciato fosse ciò di cui la città aveva bisogno (per quanto i suoi metodi fossero discutibili e illegali), ma poiché sia lei che Oliver hanno cambiato il modo di percepire il Vigilante, come Oliver aveva il diritto di tornare sull’isola, lei ha tutto il diritto, ora, di tornare alla legge. Quindi è coerente con sé stessa: è un avvocato, cavolo! Persegue la giustizia! Si chiama Laurel Lance, non Niccolò Ghedini (see my point?). E questo è quanto. Simple as that.

Ora, non vi sto dicendo di farvi piacere Laurel per forza – perché io vi capisco, eh? Non credete che no. Lo so che chiunque osteggi l’eroe (anche se l’eroe non è propriamente senza macchia) – cioè il protagonista – non venga mai visto di buon occhio, lo faccio anche io. È la stessa cosa che succedeva con Dexter. È ovvio che lo spettatore facesse il tifo per l’assassino, e insultasse a panacca tutti quei poliziotti (Doakes, La Guerta) che indagavano contro di lui. Perché indovinate un po’? E’ quello che i poliziotti fanno! Ed è giusto che sia così. Però è ovvio che dal nostro punto di vista invertito Dexter era il buono e gli altri erano i cattivi. Capite che intendo, vero? Insomma, odiate pure Laurel se vi va, ma abbiate almeno l’accortezza di valutare le circostanze in tutte le loro sfaccettature, e soprattutto di usare lo stesso metro di giudizio, perché altrimenti che le guardate a fare le serie tv, se poi vi limitate alla superficie? A ‘sto punto uscite e andate a fare una passeggiata, noh?

In ogni caso, giusto per riequilibrare la situazione, adoro Oliver e adoro il rapporto quasi paritetico (quasi: perché è lui a metterci la faccia, o meglio, il cappuccio) che sta instaurando col suo team, in special modo con Diggle. La loro ultima scena, in particolare:

Oliver: “Mi dispiace di non esserti stato vicino, perché avrei dovuto. Mi sono chiuso nelle mie sofferenze e… ho dimenticato che, probabilmente, anche altri stavano soffrendo.”

Diggle: “Siamo pericolosamente vicini a un abbraccio, perciò mi ritiro.”

Vabbè, ho blaterato fin troppo, e quindi ecco a voi il promo del prossimo episodio, Broken Dolls:

Ringraziamo le pagine: Serie Tv, che passione ღ | Beyond the Good and the Evil | My name is Oliver Queen ϟ Arrow Italy | Arrow: I’m not the same person. | • Telefilm Dependence • | Guardare decisamente troppe serie TV | Oliver Queen « Arrow « | And. Yes, I love telefilms and films |Serial Lovers – Telefilm Page | Stephen Amell Italy

8 thoughts on “Recensione | Arrow 2×02 “Identity”

  1. Bel commento! 😀
    Il quote tra Oliver e Diggle, il team è fantastico! 😀 Aww, adoro Arrow, questa seconda stagione è iniziata alla grande.
    Per quanto riguarda Lauren, l’arresto del vigilante non c’entra davvero con quello che penso di lei, ma proprio per nulla. XD
    Capisco che se la sia presa con il vigilante (il bitch è volato anche a me, sul momento!), è un po’ come se prendendosela con lui non se la prenda con sé (alla fine Tommy è andato là per salvare lei). Forse concentrandosi sull’arresto del vigilante, evita anche di pensare, sopporta meglio il lutto, si distrae. Questo è quello che penso dell’arresto, che potrebbe davvero portare una svolta interessante, è!
    Lauren non ha… carisma, credo. Tra i tanti personaggi non riesce a spiccare come personaggio di punta. Lei dovrebbe essere la Lei di Oliver, ma non ci riesce proprio. Fin dalla 1×01 volevo che sparisse e non tornasse più.
    Non farò un confronto con Felicity, perché non è una questione di ship (la adoro? Oh, eccome! La shippo con Oliver? Puoi scommetterci!), ma prendiamo Thea, per esempio: infinitamente più interessante, anche Roy, sebbene all’inizio mi fece storcere il naso, è okay. E non nomino nemmeno Diggle o la madre di Oliver, perché a questo punto sarebbe come sparare sulla crocerossa. Può succedere che un personaggio parta male, ma con Lauren mi sembra che si proceda all’indietro! E’ sempre più in ombra, più irritante, più sovrastata da tutto il resto.

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  2. Intanto, grazie per aver letto e aver speso un minuto per commentare (commentare i blog a quanto pare è una pratica morente, quindi props to you!).

    Convenevoli a parte, capisco che vuoi dire. ll fatto è che il personaggio di Laurel fatichi un po’ (tanto) ad ingranare. Secondo me si è appiattito di molto, rispetto al potenziale di partenza, quando si è messa con Tommy. Ora spero che in questa stagione venga “scossa”, soprattutto con l’arrivo di Black Canary, perché se è vero come si dice che si tratti della sorella, delle due luna: o ri-rivaluta tutto daccapo, o finisce in terapia (lol). In ogni caso io ho una sorta di predilezione per quei personaggi che prima vengono odiati da tutti, perché nutro la speranza che poi diventino geniali (non so se hai familiarità con Bones, ma Cam è partita non male, malissimo – roba che avrebbe voluto picchiarla anche Madre Teresa – e ora è tipo il personaggio “di contorno” più figo mai creato). In ogni caso, se gli sceneggiatori non sputtanano tutto, fiuto un bello sviluppo! (perché insomma, ho passato tutta la mattina a tentare di farle da avvocato del diavolo, il minimo che può fare Laurel per sdebitarsi è diventare un Personaggio con la p maiuscola!).

    Condivido per quanto riguarda Thea, anche lei mi sta piacendo molto, soprattutto considerando da quanto scapestrata era partita. Roy, invece, mi è piaciuto fin dall’inizio, così come Felicity (anche se nope, niente Olicity per me! :P)

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    • Beh, visto che questo blog mi ha fatto scoprire due grandi serie (un anime e una serie inglese), se passo e ho qualcosa da dire lo faccio. 🙂

      Non sapevo di questo spoiler, ma direi che… lo spero. Arrow è una bella serie, che seguo con piacere, non è giusto che un solo personaggio così… ehm… inutile, la affondi. Se si riprenderà, sarò più che lieta di rivalutare Lauren, anche se ne deve fare di strada per arrivare a quel punto.
      No, Bones manca al mio lungo appello, ma ho capito quello che vuoi dire.

      Beh, in realtà trovato Thea interessante anche all’inizio. In genere i pochi adolescenti che mettono in mezzo ad una serie piena di adulti vengono fuori con trame idiote e pallose (conosci Charlotte di Revenge? Ecco, come lei), invece mi è sempre piaciuta Thea e va sempre meglio.

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  3. Pingback: Recensione | Elementary 2×04 “Poison Pen” | parolepelate

  4. Appello perché Laurel non affondi Arrow!!!

    Revenge, invece, manca al mio, di appello! Ma mi hai fatto venire in mente un altro bel telefilm, ahimé cancellato, Ringer (con Sarah Michelle Gellar), in cui c’era un adolescente in mezzo agli adulti, ma la trama che le avevano costruito intorno era tutto fuorché banale!

    (hai scritto tutti e due i commenti alle 16:35!)

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  5. Infatti! Cioè, in genere hanno le solito storie ritrite, completamente fuori trama e tutto, almeno Thea riesce a risultarmi interessante. Go, Thea! XD

    Oh, accidenti! E’ vero e non è nemmeno fatto apposta.

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    • Ti rispondo io per Revenge xD
      Charlotte sta somigliando sempre d più alla madre. Ed è sulla via giusta per riprendere dalla sorella, secondo me xD
      Ma se prima era “sciapita”, ora la trovo alquanto.. pallosa. Devo ancora fare la recensione per l’ultimo episodio, ma non lo so, il volersi mettere in mezzo a tutto.. che poi quando Emily è andata da Jack e poi Charlotte gli ha consegnato l’invito, non pareva per niente interessata a Daniel. MAH!

      Invece Thea mi piace da morire ed io ed una mia amica shippavamo da prima dell’esistenza di ARROW Willa Holland e Colton Haynes (volevo dirlo xD)

      PS: la serie inglese qual è? Mi auguro con tutto il cuore che sia My Mad Fat Diary.

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  6. Pingback: Recensione | Arrow 2×03 “Broken Dolls” | parolepelate

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