Arrow/Telefilm

Recensione | Arrow 2×01 “City of Heroes”

Questa è la mia quarta recensione per il blog, ma la prima per quanto riguarda le avventure di Er Freccia. Ora, poiché questa serie ha tantissimo seguito e una marea di appassionati, confesso che l’ansia da prestazione c’è, e non poca. Per questo motivo, al fine di stabilire un po’ di contatto umano, così se la recensione vi fa schifo non mi venite a cercare sotto casa urlando “you have failed this show”, vi racconto un aneddoto. Dovete sapere che qualche annetto fa, quando andavo a scuola guida, dimenticavo sistematicamente di mettere le frecce, per la gioia del mio istruttore. Così, un giorno, mi sono stampata un promemoria da tenere in camera. Nel promemoria, però, non avevo scritto “metti le frecce, you dumbass”. In verità, nel promemoria non avevo proprio scritto niente: avevo solo stampato una foto di Freccia Verde (perché la spia, sul cruscotto, è verde: mica faccio le cose a caso). Solo che, all’epoca, Stephen Amell era ancora un emerito sconosciuto che faceva comparsate in telefilm altrettanto sconosciuti, e Green Arrow era solo un tipo in calzamaglia col cappello da Alpino e il pizzetto da hipster. E io, le frecce, ho continuato a dimenticarmele.

E quindi niente, direi che come contatto umano è stato più che sufficiente. E ora, it’s showtime.

The sorrows of young Oliver

Il terremoto che ha raso al suolo le Glades ha dato una scossa (spero che le mie recensioni siano migliori dei miei giochi di parole) alla coscienza di Oliver, che ha deciso di andare ad espiare le sue colpe in completo isolamento sull’isola sulla quale era naufragato. E questo perché non vuole più avere niente a che fare col Vigilante: la sua crociata, partita per riparare i torti del padre, è fallita per sua stessa ammissione, Tommy è morto, e lui non ha nessuna intenzione di tornare a vendicare alcunché. Il fatto è che Starling City non si può stare tranquilli un secondo: ora, infatti, a farla da padrona sono tre giustizieri emulatori dell’Incappucciato. Questi si sono assunti il compito di rimettere il riga i ricconi ma, a differenza di Oliver, mancano di autocontrollo e onore. Per questo Diggle e Felicity sono andati sull’isola a cercarlo (offrendoci anche dei simpatici siparietti comici): l’idea è di convincerlo a tornare, rivestire i panni del Vigilante, e sistemare le cose. Ma è più complicato di così, perché Oliver non ha più intenzione di essere un assassino – è così che l’aveva definito Tommy, e tale lo credeva anche al momento della sua morte – ed è fermamente convinto che “uccidere” sia condicio sine qua non per l’esistenza stessa del Vigilante. Secondo il suo modo di vedere, non può esistere una cosa senza l’altra, da cui la sua riluttanza a tornare quello che era. A meno che esista un altro modo.

Le cose, però, ben presto degenerano: Thea viene rapita dagli Incappucciati, che in verità erano sulle tracce del fratello, il quale è costretto per forza di cose a indossare nuovamente il costume. Durante lo scontro, però, Oliver  si rende conto che forse l’aut aut dell’uccidere o restare ucciso può essere mitigato: che, cioè, è possibile vendicare le ingiustizie ma senza necessariamente togliere la vita. Così, a fine episodio, comunica al suo dream team che, se questa cosa deve proprio essere fatta, è necessario un restyling sia dei modi, che del nome. Niente più Incappucciato, quindi, o Vigilante. Il nuovo nome sarà… bam! close-up su Arrow e fade to black. Beh, direi che il nuovo nome è più che palese (no, fermi, il nuovo nome non è “bam! close-up su Arrow e fade to black”, eh!).

                              

 

Long live the Queen (Consolidated)

Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, ora il nome della famiglia Queen è direttamente associato a morte e distruzione. Allo stesso modo in cui il nome Attila è associato alle invasioni barbariche, e il nome Berlusconi ai magistrati comunisti (!!!1!one!).

La Queen Consolidated si trova quindi a dover fare i conti con questa pessima pubblicità. Ho appena iniziato a preparare l’esame di diritto commerciale e quindi ne so meno di zero, ma credo che l’aver creato un dispositivo che provoca i terremoti – e di conseguenza contribuito a uccidere centinaia di persone – non faccia tanto bene all’immagine di mercato. Infatti, l’azienda sta per essere assorbita dalla Stellmore International, una compagnia gestita da River Tam Isabel Rochev. Oliver, che al momento è l’unico amministratore delegato (quella vecchia megera di Moira infatti è in carcere), deve trovare il denaro per acquisire il restante 10% della società (già possiede il 45%, e River Tam Isabel Rochev l’altro 45%) in modo impedire la fusione. E qui entra in gioco il buon vecchio Walter, che zitto zitto si è comprato le azioni rimanenti della Queen Consolidated, che dunque continuerà a esistere (anche se River Tam Isabel Rochev non sembrava tanto contenta: o meglio, Summer Glau ha avuto la stessa espressione per tutto l’episodio, quindi presumo che non fosse tanto contenta).

Hometown heroes, national nobodies

Thea ora è la manager del locale di Oliver, il Verdant, e Roy fa il doppio lavoro: serve ai tavoli e malmena i delinquenti nelle Glades. E questo perché serve qualcuno che lotti “in nome della giustizia”, come faceva il Vigilante. Thea non è che sia tanto d’accordo, poiché teme che prima o poi ci resterà secco. Anzi, testuali parole: “è come se volessi essere il Giustiziere della Notte. E indovina un po’… potresti essere tu il giustiziato”. E io, in quanto telefilm addicted, non ho potuto fare a meno di farmi venire in mente un dialogo di Streghe 4×03, che riassume egregiamente il concetto:

Cole: Non rispetta né la sua vita, né quella altrui. Hai presente il Giustiziere della Notte, con Charles Bronson?

Leo: Ho già detto che le parlerò.

Phoebe: ragazzi, ragazzi… Chi è Charles Bronson?

Presumo sappiate che nel fumetto Roy è effettivamente l’aiutante di Green Arrow, quindi non vedo l’ora  (Thea un po’ meno) che questo aspetto venga approfondito.

Ora, il titolo del paragrafo è “hometown heroes”, al plurale. Abbiamo già Arrow e Roy, ma a fine episodio veniamo a conoscenza di un altro, o meglio, di un’altra: Black Canary. Nel fumetto, questa supereroina ha il volto di Laurel Lance, ma nel telefilm è palese che le cose siano state gestite diversamente: Laurel ora sembra voglia intraprendere una sorta di crociata (legale) contro l’Arciere in quanto lo ritiene responsabile della morte di Tommy, e non ha senso che si metta il costume e la parrucca di Hannah Montana per andare a riparare i torti nei vicoli malfamati delle Glades. Infatti, c’è addirittura che ha ipotizzato che si tratti di Sarah, la sorella di Laurel, e che in teoria dovrebbe essere morta. Beh, staremo a vedere.

Mother and daughter reunion

Ultima ma non meno importante questione a cui accennare è il rapporto tra Thea e Moira. Personalmente, mi è molto piaciuto il fatto che all’inizio Thea veda tutto bianco o nero: secondo lei, sua madre è responsabile tanto quanto Malcolm Merlyn del disastro che ha colpito le Glades. Il fatto che ci siano delle sfumature di grigio (no, no cinquanta) in mezzo non è un problema suo: che sua madre non avesse scelta, o che avesse paura di Merlyn, per ora non la riguarda. E l’unico modo che ha per ferirla è quello di smettere di considerarsi sua figlia. Una presa di posizione piuttosto forte, che però verrà ribaltata dopo il rapimento da parte degli Incappucciati. All’inizio, non si capisce bene se quello che Thea dice in difesa di sua madre sia solo un tentativo per lei di salvarsi la pelle, o se ci crede veramente, forse entrambe le cose, ma il fatto che poi vada effettivamente a trovarla in prigione ci fa intendere che non ha più intenzione di portare rancore, e che ora riesce a capire il suo punto di vista.

Considerazioni sparse

È stata una première interessante sotto diversi aspetti. Intanto non è mancata l’azione, che è il punto di forza della serie, e inoltre i personaggi si stanno delineando in modo più completo. A tal proposito, sono piuttosto curiosa di vedere come sarà la trasformazione di Oliver – con questo suo nuovo modo di intendere la figura del fu Vigilante – e che ripercussioni avrà sia sulla città che su le persone più direttamente coinvolte.

Ma la cosa migliore di tutto l’episodio è stata il non dover rivedere quella maledetta introduzione. Mi pigliano le convulsioni se sento un’altra volta “My name is Oliver Queen bla bla bla”, quindi spero che per la mia salute mentale continuino in questo modo.

Vi lascio col promo del prossimo episodio, Identity:

Ringraziamo: Serie Tv, che passione ღ , Beyond the Good and the Evil , My name is Oliver Queen ϟ Arrow Italy , Arrow: I’m not the same person.• Telefilm Dependence •,Guardare decisamente troppe serie TVOliver Queen « Arrow «And. Yes, I love telefilms and films ∞Serial Lovers – Telefilm PageStephen Amell Italy

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