Peaky Blinders/Telefilm

Recensione | Peaky Blinders 1×04 “Episode 4”

Prendete l’Inghilterra del dopoguerra, un carico di armi rubate ed una famiglia che gestisce un giro di loschi affari in una poco sorridente Birmingham, aggiungete l’eclettico Cillian Murphy – che a parere mio è pure un gran bel vedere – e la musica dei White Stripes, ed eccovi servita, signori e signore, una serie tv coi controfiocchi.

Siamo ormai giunti alla quarta puntata di Peaky Blinders, e gli elementi su cui le puntate precedenti ci hanno dato da pensare, iniziano finalmente a mostrare il loro leit motiv: il geniale piano espansionistico di Thommy Shelby. Lo abbiamo visto provocare una faida con i Lee, che ha poi utilizzato come argomento per convincere Mister Kimber – in confronto al quale gli Shelby non sono altro che malavitosi di nicchia, tsk! – a lavorare insieme, avendo, per l’appunto, adesso un nemico comune. E poi, quando i Lee, per vendicare il taglio dell’orecchio di uno di loro, hanno devastato il quartier generale di Thommy e i suoi, quest’ultimo ha di nuovo cambiato le carte in tavola, organizzando addirittura un matrimonio fra il fratello minore e vedevo alla disperata ricerca di una donna, ed una graziosa fanciulla del clan avversario. Graziosa, sì, per la fortuna del povero John, che temeva che il fratello gli avesse rifilato una cinquantenne, e che si è pure dovuto far prendere per i fondelli da fratelli e compagni. C’è da dire che adesso, almeno, anche lui può vantarsi di aver fatto qualcosa di utile al di là di masticare qualcosa che non sono ancora riuscita ad identificare per bene, attività che lo ha tenuto impegnato per quattro puntate per un totale di circa duecentoquaranta minuti. *all honor to him*

Gli ultimi istanti da ruminante.

John ringrazia Odino, Frigga, Thor e pure i fratelli. I suoi, dico.

Mettendo da parte i matrimoni e tornando ai progetti di Thommy, a questo punto la cosa più ovvia da pensare è che tutti questi passaggi da una bandiera ad un’altra, non siano stati altro che parte del piano. Del resto, lo scopo fondamentale di Thommy è quello di acquisire più potere possibile, e quale modo migliore di farlo, se non eliminando la diretta concorrenza? Dopo averla opportunamente sfruttata, ovvio. Anche perchè non ce lo vedo a pensare di dividere il trono con qualcun altro, soprattutto se questo qualcun altro è una o due spanne sopra di lui – come Mister Kimber si è più volte premurato di fargli presente. Insomma, si tratta di un personaggio che possiede un’innegabile – ed inquietante, a volte – furbizia ed una straordinaria capacità di prevedere le conseguenze prossime e meno prossime di un’azione, e questo deve farci pensare che ben poche delle scelte che fa sono lasciate al caso. Staremo a vedere.

Accanto a queste vicende, ritroviamo poi le due storie d’amore (o no?), che ci sono state raccontate fino a questo momento: quella di Ada e Freddie, e quella dello stesso Thommy con la biondissima – e attributissima – Grace.

Mentre the Shelby brothers festeggiano l’imminente nascita del nipote bevendo alla sua salute, Ada ha finalmente avuto il suo bambino (aw!) e Freddie si è trasformato nell’Usain Bolt del suo secolo ed è corso dalla sua bella (aw!), facendo irruzione a casa Shelby e trovando suo figlio nelle braccia della madre. Al suo commosso “welcome to the world, son” mi sono letteralmente sciolta, anche se, già fin dalla scena in cui l’abbiamo visto correre da Ada, mi sono detta che sarebbe successo qualcosa: o il parto sarebbe finito male – considerando oltretutto com’era iniziato… -, o qualcuno avrebbe ammazzato Freddie. Un po’ drastica, lo so, ma insomma, deve succedere qualcosa in questi dannatissimi telefilm, se le cose si mettono bene. Ad ogni modo, per fortuna non muore nessuno, ma la polizia irrompe a casa Shelby e rovina quella che per me è una delle scene più belle di queste quattro puntate, portando  via Freddie di malagrazia. E zia Pol, che è uno dei personaggi che preferisco della serie, va a dirne quattro a Thommy, colpevole di essersi fidato un po’ troppo della persona sbagliata. E meno male che gli avevamo attribuito una furbizia fuori dal comune, eh.

La sua espressione. LA SUA ESPRESSIONE.

Frase ad effetto più ad effetto di tutte e quattro le puntate. Giustamente.

Un’altra scena di profonda umanità che mi ha quasi commosso, è stata quella in cui Thommy, che ovviamente aveva intuito la trappola dei Lee, cerca di evitare che il fratellino più piccolo, Finn, salti in aria al posto suo. Ammetto che il mio primissimo pensiero è stato: ma quanti priapi di fratelli sono?, poi però mi sono concentrata sulla scena, e, vedendo Thommy così allarmato, oserei dire terrorizzato al pensiero che suo fratello potesse venire ucciso, mi sono sinceramente emozionata. E qui mi permetto di ribadire la mia adorazione verso Cillian Murphy, che ha dato l’ennesima prova di essere un grande attore. (Il mio bambino, aw. <3)

Last but not least… TommyxGrace. Wow. Cioè tipo… wow. Ebbene sì: devo ancora del tutto riprendermi dal fangirling estremo a cui mi sono vergognosamente abbandonata durante la loro conversazione in chiesa. Ammetto che non mi aspettavo che Thommy confessasse con tanta semplicità di essere attratto da lei, e infatti la cosa mi ha lasciato un po’… meh, ma il bacio che si sono scambiati mi è piaciuto tanto. Grace, nella sua titubanza, mi è parsa sempre meno sicura del compito che le è stato affidato – sul quale, oltretutto, non vedo l’ora che venga fatta maggiore chiarezza -, ed inizio ad intravedere un barlume di interesse anche da parte sua, nei confronti di Thommy. Beh del resto ha la faccia di Cillian Murphy. Lui, del resto, ormai l’ha espresso chiaro e tondo: è preso da lei.

Note (musicali): siccome la colonna sonora di questo telefilm è la migliore che abbia mai ascoltato in una serie tv – assieme a quella di Rectify -, vi posto di seguito la soundtrack della puntata (se volete farvi un regalo, ascoltatela): 1) Nick Cave & The Bad Seeds – Red Right Hand, 2) The White Stripes – I Fought Piranhas, 3) Tom Waits – Clap Hands, 4) The Raconteurs – Broken Boy Soldier, 5) Nick Cave & Warren Ellis – Martha’s Dream.

Infine, i consueti ringraziamenti aSerie Tv, che passione ღ , Beyond the Good and the Evil, • Telefilm Dependence •, Guardare decisamente troppe serie TV

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