Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 10×03 “Everybody’s Crying Mercy”

Uno scrittore italiano, Riccardo Bacchelli, una volte disse: ”Il pregiudizio può essere iniquo, ma risponde a una necessità di difesa.”

Mai una frase poteva essere più adeguata per iniziare questa recensione.

Più di una volta mi è capitato di storcere il naso alla scoperta di un titolo di un episodio di Grey’s Anatomy che a primo impatto non mi regalava una buona impressione (v. Unaccompanied Minor, The Lion Sleeps Tonight, Migration, Flight, Readiness is All).

Per un “telefilm addicted” come me, i titoli sono parte essenziale dell’episodio, dando quel tocco in più o talvolta aggiungendo più mistero.

Quando mi sono ritrovato il titolo di questo episodio (preso da una canzone di Bonnie Raitt), non ero molto convinto delle sue potenzialità e mi aspettavo un episodio di passaggio, un debole continuo della premiere.

Insomma, proprio come descritto nella citazione che vi ho proposto precedentemente, il mio pregiudizio era forse un meccanismo di difesa nei confronti di un episodio che reputavo brutto prima di averlo visto.

Posso preannunciarvi che avevo completamente torto.

Non sarà stato l’episodio più bello di Grey’s Anatomy ma sicuramente uno dei migliori da un anno a questa parte.

Già dalla narrazione iniziale (che a me ha ricordato molto quella della 9×02) si intuisce che il titolo dell’episodio centra in pieno uno dei temi fondamentali dell’episodio: chiedere pietà.

  • La chiedono Meredith e Derek, sempre più stravolti per il piccolo diavolo della Tasmania Bailey, che non li fa dormire (o inversamente, li fa dormire nei posti più improbabili).

”Meredith: Where’s my nap Cristina?
Cristina: I don’t know, I didn’t steal your nap.”

  • La chiede Arizona che vuole essere perdonata dalla donna che ama e cerca di fare un passo avanti chiedendole di andare a terapia insieme.
  • La vorrebbe chiedere Webber, esausto e provato dai recenti avvenimenti che l’hanno portato ad essere dipendente dagli altri.
  • La chiedono anche Leah e la sua paziente, a causa della confessione pre-operazione di quest’ultima che manda completamente in tilt la giovane specializzanda che non sa quale sia la cosa giusta da fare in una situazione del genere.
  • Ed infine la chiede anche Owen, ignorato dal Consiglio e costretto a prendere misure speciali per farsi notare da loro.

Un fil rouge che potremmo individuare anche nelle altre storylines ma che invece di comparire in primo piano, compare bensì sullo sfondo.

Storylines come quella di April, fremente di scoprire i suoi risultati dell’esame che ha dovuto ripetere (e che ero sicuro avrebbe passato).

O come quella del paziente di Cristina ed Alex che, seppur in disaccordo sulla procedura da effettuare, cooperano per il suo bene.

Di tutt’altro genere, l’altra trama che vede Alex protagonista: infatti le cose per lui stanno prendendo finalmente una piega positiva e in questo episodio lo vediamo alle prese con la sua prima volta con Jo, che in questo episodio è risultata molto convincente, specialmente nella scena in cui lei parla dei problemi di priapismo e Alex trasale, forse ripensando alla frase che prima aveva detto Cristina (“Is she a man?”).

Go, Jolex, Go!

Come avevo detto prima, sul fronte Robbins-Torres la situazione è sempre più tesa e nonostante le cose sembravano presupporre una tregua momentanea, il loro confronto finale è chiaro e conciso e non può che lasciarci con l’amaro in bocca.

Lo dovevamo capire fin dall’inizio dell’episodio, quando Arizona chiede se sia confermato l’appuntamento:

Eppure la scena in cui Callie chiedeva ad Owen e a Cristina se la terapia avesse funzionato sembrava volesse significare che lei voleva provarci, tentare di trovare una soluzione. E invece.

Forse per il caso della settimana, forse per una maggiore presa di coscienza, Callie comprende che il tradimento non è stato uno sbaglio, che lei ha chiuso e che è Arizona quella che deve andare in terapia per affrontare ciò che è successo.

Owen e Cristina, invece, sono alle prove con i loro sentimenti e a causa di ciò soffrono. Per questo alla fine è lei a far capire che così non possono continuare e seguendo un consiglio di Alex, dice che dovrebbero provare a vedere altre persone.

Anche per Webber la strada è tutta in salita: non vuole essere di peso per nessuno e convince la Bailey a non mettergli il sondino che gli permetterebbe di mangiare senza problemi.

Ma Ross, visibilmente ancora provato dagli avvenimenti accaduti nello scorso episodio, prende in mano la situazione e apre gli occhi a Meredith e alla Bailey stessa, forse ancora presa dai sensi di colpa per il litigio con Richard.

Bailey: A feeding tube takes away a man’s dignity.

Meredith: So does dying.

Ma è la scena finale a sorprendere visibilmente noi spettatori, forse perchè non ci saremmo mai aspettati un finale del genere.

Un Webber inacidito ed arrabbiato sputa la sua frustrazione riguardo la sua condizione verso Meredith, la donna che egli aveva indicato come tutore e che adesso lui rivela aver scelto solo dal punto di vista medico e non di affetto che egli prova per lei.

Parole che contraddicono quelle che la sua voce narrante proferiva alla fine dello scorso episodio, parole che ci rattristisce sentir dire da un uomo che abbiamo sempre visto forte e determinato, non sconfitto e perso come in questa puntata.

COMMENTI SPARSI SULL’EPISODIO:

Finalmente un episodio in cui mi è piaciuta Leah. Adesso speriamo che ce ne siano altri, perchè sennò addio alle possibilità di farmela piacere permanentemente.

Ho apprezzato la scelta degli autori di non aver fatto girare April o Jackson nella scena in cui camminano verso due parti opposte dopo aver saputo che lei aveva passato gli esami.

Il piacevole riutilizzo del vestito rosso di Arizona che era già stato usato in differenti scene di stagioni passate.

Il rapporto tra Cristina e Alex mi fa troppo divertire.

Mi sono piaciute le interazioni tra Owen e Jackson e il modo in cui abbiano cooperato.

Unica nota negativa, è lo sbaglio di montaggio tra la scena in cui April è prima vestita col camice nei corridoi e poi con il camice operatorio e la cuffietta nella scena seguente.

Nonostante ciò ho trovato l’episodio molto valido e credo si meriti una buona valutazione, quindi..

VOTO DELL’EPISODIO: 7 +

E non posso non mettere le immagini delle scene che ho preferito di questo episodio:

Ed ecco a voi, il promo del prossimo episodio, il duecentesimo della storia della serie, che si prospetta stupendo come al solito!

Ringraziamo: Serie Tv, che passione ღ , Beyond the Good and the Evil, • Telefilm Dependence •, Guardare decisamente troppe serie TV, And. Yes, I love telefilms and films ∞, Telefilm Dipendenti, Serial Lovers – Telefilm Page, Un’Unica Passione: Grey’s Anatomy, Tv, Cinema, Musica & Libri

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2 thoughts on “Recensione | Grey’s Anatomy 10×03 “Everybody’s Crying Mercy”

  1. “Ho apprezzato la scelta degli autori di non aver fatto girare April o Jackson nella scena in cui camminano verso due parti opposte dopo aver saputo che lei aveva passato gli esami.” Anche io mi aspettavo che uno dei due si girasse (vista la faccia di Jackson dopo aver dato il cinque ad April e viceversa).
    E devo dire che non mi aspettavo nemmeno le parole di Webber, credo sia stato troppo cattivo nei confronti di Mer :\ mi ha dato tanto l’impressione di Arizona con Callie per la faccenda della gamba (quindi, tutti e due odiosi -.-)
    BTW, devo dire che la pensiamo allo stesso modo u.u ci sono piaciute le stesse scene :3 Mamma Grey e Papà Sheperd sono adorabili!!

    Scusa la lunghezza del commento xD

    Mi piace

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