Grey’s Anatomy/Telefilm

Recensione | Grey’s Anatomy 10×01 “Seal Our Fate” (part 1)

Partiamo da un presupposto.

Io sono un fan accanito di Grey’s Anatomy. Ma sinceramente non so se accanito mostri veramente il grado di attaccamento che io ho nei suoi confronti.

Potrei compararla ad una sorta di ”Sindrome di Stoccolma” non diagnosticata ufficialmente. Grey’s Anatomy è il mio rapitore ed io sono la sua vittima.

Sono passati dieci anni dal mio ”rapimento”. Ho cercato di scappare ma è stato tutto inutile.

Ora il mio rapitore è parte di me. Siamo diventati amici, è la mia famiglia, è la persona che amo.

E come con ogni persona che si ama, c’è sempre qualcosa che adoriamo follemente e qualcosa che non ci va giù e che rimane nei meandri della nostra coscienza fino al giorno in cui dobbiamo rivelare i nostri sentimenti a riguardo e sappiamo che tutto potrebbe irremediabilmente cambiare.

Insomma, basta giri di parole: Grey’s Anatomy non è più quello di una volta.

Badate bene, è (abbastanza) normale una cosa del genere. Sono passati quasi dieci anni dal pilot ed è fisiologico che nel giro di una decade sia cambiato.

Usando le parole di Meredith nella narrazione finale della quarta season premiere, ”A Change is Gonna Come”:

”Il cambiamento non ci piace, ci fa paura… ma non possiamo evitare che arrivi: o ci adattiamo al cambiamento o rimaniamo indietro. Crescere è doloroso. Chiunque vi dica il contrario sta mentendo. Ma la verità è che qualche volta più le cose cambiano più restano le stesse. E qualche volta, oh, qualche volta il cambiamento è bello. Qualche volta il cambiamento è… tutto.”

La domanda è lecita: ma in cosa è cambiato Grey’s Anatomy?

  1. I personaggi: nel giro di dieci anni, abbiamo perso molti personaggi che amavamo e abbiamo ricevuto new entries, che volenti e/o nolenti sono entrati nel nostro cuore. Invece i personaggi rimasti sono cresciuti, sono passati da specializzandi a chirurghi affermati, dando un tocco più ”maturo” alle trame.
  2. I casi clinici: se i primi anni la maggior parte dei casi erano bizzarri e al limite dell’assurdo, nelle ultime stagioni si è notata una certa ”normalizzazione” dei casi, forse per riuscire più facilmente ad avvicinare i casi della settimana ai problemi privati dei medici.
  3. Le storylines: nonostante arrivi sempre quella trama che unisce pubblico e critica, Grey’s Anatomy ha faticato negli ultimi anni nel trovare qualcosa di fresco da proporre al pubblico. Forse sarà per questo che si è ritornati al creare ”episodi disastro” per aumentare la suspense tra l’audience.

E dopo questa manfrina iniziale, che non è una critica ma solo un’esposizione oggettiva dei fatti, mi accingo a recensire finalmente questo doppio season opener, che per comodità dividerò in due recensioni distinte e separate.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

  • THE IMPERFECT STORM: Una tempesta (di proporzioni bibliche) si abbatte sul Grey-Sloan Memorial, causando danni e innescando una serie di eventi che cambieranno le vite dei protagonisti.
  • HABEMUS MCBABY!: Meredith e Derek hanno avuto il piccolo Bailey, ovvero la progenie Grey-Shepherd che noi fan abbiamo aspettato per dieci stagioni (tradotto in soldoni: 196 strabenedetti episodi di lunga attesa).
  • THE JOLEX FACTOR: Finalmente Alex ha rivelato i suoi sentimenti a  scemanumero1  Jo e i due si sono messi insieme.
  • ALL YOU CAN CHEAT: Arizona tradisce Callie con Peyton Sawyer Sara Ellis la dottoressa Lauren Boswell. Ne consegue un’accesa discussione in cui la Robbins incolpa nuovamente sua moglie per l’amputazione della gamba, causando così la fine (?) della loro relazione.
  • THE NEVER-ENDING STORY (1): Dopo essersi beccata una bizzarra proposta di matrimonio da Matthew e dopo l’eroico salvataggio in slow-motion di una bambina da parte di Rambo Jackson, April si ritrova ad un bivio: scegliere l’aitante paramedico vergine e con una passione per i musical (it sounds a little bit suspicious, isn’t it?) o il chirurgo plastico belloccio (ma fidanzato)?
  • THE NEVER ENDING STORY (2): Cristina si accorge per l’ennesima volta che Owen vuole dei bambini e dato che lei non vuole la stessa cosa, decide di lasciarlo (once more, with feeling).
  • SPARKS AND RECREATION: La Bailey e Webber hanno litigato ma dopo gli scossoni emotivi che ha subito, Miranda decide di chiedergli scusa. Unico problema? ”Chief” Webber si trova disteso sul pavimento della stanza del generatore poichè si è fulminato cercando di risistemare il quadro elettrico.

E con questi “cliffhangers” (metto le virgolette perchè sinceramente non possono definirsi tali se poi li paragoniamo a quel dannato finale dell’ottava stagione) Shonda e il suo team di simpatiche creature del demonio ci avevano lasciato lo scorso maggio.

SEAL OUR FATE

Se c’era una cosa che aspettavo con trepidazione era il poter finalmente riascoltare la voce di Ellen Pompeo che ci avrebbe introdotto con un opening voiceover in questi due episodi.

Vi do un indizio su come era la mia faccia quando mi sono accorto che la voce era di James Pickens Jr (Webber).

Ecco, ora immaginatela come un misto tra quella di Stephanie ed April!

All’inizio mi sentivo estraniato. Webber parlava di camici e di cerimonie, la Bailey aveva un’acconciatura diversa (continuity is not a matter of perception), Owen raccoglieva una busta di patatine (a metaphor? Or just product placement?) e il viso del piccolo Bailey mi aveva lasciato gli occhi a cuoricino.

Poi è arrivato questo:

E poi ho ripensato alle parole di Meredith: ”Il cambiamento non ci piace, ci fa paura… ma non possiamo evitare che arrivi: o ci adattiamo al cambiamento o rimaniamo indietro.”

E non si poteva evitare una reazione del genere, non si poteva pensare un risvolto diverso: Callie soffre e deve sfogare il suo dolore.

Decide di farlo pubblicamente, umiliando la donna che a sua volta l’ha tradita privatamente, buttando una relazione al vento per qualche minuto di piacere con una (quasi) sconosciuta.

Non c’è bisogno di dire quanto Sara Ramirez sia brava in questa scena (anche se il picco lo raggiunse nella scena del confronto sul tradimento nello scorso finale).

Nel frattempo il Pronto Soccorso è nel completo caos e c’è bisogno di più dottori possibili.

Se a quasi tutti i dottori era sorto il dubbio su dove fosse Webber, solo la Bailey era veramente in pensiero e manda Ross a cercarlo.

Uno Shane Ross in piena competizione con Heather Brooks (la specializzanda impacciata interpretata dalla sempre splendida Tina Majorino, che forse ricorderete per aver recitato nel ruolo di ”Mac” in Veronica Mars) e che geloso di lei, decide di affidare a lei il compito assegnatogli.

Purtroppo appena trovato Webber, anche la Brooks prende la scossa e cade per terra sbattendo la testa contro un pannello.

La maledizione di Edie Britt colpisce ancora!

Contrapposte a questa scena ”shockante” (put laugh tracks here) abbiamo una scena adorabile tra Meredith e Cristina e una simpatica tra Jo ed Alex.

Cerco di autoconvincermi che la partenza di Sandra Oh dallo show sia tutto un bluff e che non manchino ventidue episodi al suo ”addio”.

Sandra Oh e Ellen Pompeo hanno una chimica unica e queste scene, nonostante il loro compito siano farmi ridere, mi sciolgono il cuore.

Nonostante fuori ci sia il diluvio universale e l’ospedali pulluli di morti e feriti, Alex e Jo pensano bene di celebrare il loro amore, facendo l’amore.

Inadeguato? Si. Frettolosi? Si. Teneri? Dai, sì, concediamoglielo.

I due mostrano una certa sintonia e la scena mostra la loro goffaggine, regalando una sorta di autencità alla coppia.

Nel frattempo, Ross ha trovato Webber e Heather e i nostri chirurghi televisivi preferiti si adoperano per salvare loro la vita.

Da un lato la Bailey e Cristina per Richard, dall’altro Derek e Ross, sempre più preso dai sensi di colpa, per la giovane specializzanda.

Se per quest’ultima le TAC non predicono niente di buono rendendo le cose più complicate a Shepherd, per Webber ci sono una Yang e una Bailey pronte a tutto per salvargli la vita.

Ed è proprio in una scena tra loro due che ho pensato a quanto questi personaggi si siano evoluti e a quanto siano l’uno per l’altro una specie di ”famiglia”.

”Hug me back, Cristina Yang”

La Bailey è cambiata. Ha saputo gradualmente abbandonarsi alle emozioni senza sembrare una rammollita (Booty Call Bailey a parte) e ha saputo creare forti legami (v. l’amicizia con Callie o con Derek).

Anche Cristina sembra aver perso un po’ di quella freddezza che la contraddistingueva, forse causa di tutti le catastrofi che ha subito negli ultimi anni.

Tutte e due hanno avuto momenti difficili, tutte e due hanno saputo rialzarsi dopo una caduta.

Nonostante questo momento di unione però le due si scontreranno duramente per le cure di Webber e si vedono costrette ad andare negli archivi per scoprire quali sono le sue volontà mediche e scoprono che egli ha nominato come suo tutore sanitario Meredith, la quale, ancora incredula per la scelta del suo mentore, deve decidere se assecondare il parere medico di Miranda o quello di Cristina.

Dal fronte delle dottoresse che fanno le corna, Arizona pensa a come approcciare Callie spiegandole che ciò che fatto è stato un terribile errore e che tutto ciò può solo rendere il loro legame più forte.

Ma dato che Alex non le manda a dire, la nostra bella dottoressa bionda si becca un consiglio fraterno molto azzeccato:

Altro che orto-metafora..

L’episodio si conclude con Brooks e Webber sul tavolo operatorio mentre i nostri beneamati chirurghi cercano di salvare le loro vite e noi non possiamo non domandarci: Chi sopravviverà?

Scopritelo nella seconda parte di questa recensione, sempre su questo sito, sempre scritta da me, il vostro solo ed unico Theserieskiller!

CONSIDERAZIONI SPARSE SULL’EPISODIO:

Come avrete capito dalla recensione, quest’episodio mi è piaciuto, seppur con qualche riserva.

In primis, l’ho trovato più interessante del season finale precedente, che invece mi ha deluso, nonostante alcune scene mi avessero veramente colpito.

Inoltre, riesce bene a districarsi tra le storylines dei protagonisti e quelle dei casi clinici (di cui parlerò nella seconda parte della recensione).

Purtroppo non ho digerito certi errori di continuity (Ben che nello scorso finale c’era e poi in questo episodio scompare, l’ospedale che non sembra così nei guai con i medicinali come invece lo era prima) e alcune scelte prese dagli autori (quanto ci vorra per Ross prima di confessare? April la smetterà di fare la pazza insicura?).

Sommando ciò che mi è piaciuto e ciò che ho mal sopportato, darei un 6 + ma poi ripenso alla sigla ”ritoccata” e decido:

VOTO DELL’EPISODIO: 7-

Ringraziamo Serie Tv, che passione ღ , Beyond the Good and the Evil, • Telefilm Dependence • , Guardare decisamente troppe serie TV e mi auguro che questa recensione vi sia piaciuta!

Be sociable, share!

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