Animazione/Sapevatelo

Sapevatelo | “Free! Iwatobi Swim Club” ovvero il fanservice è nato in Giappone

Prima di cominciare questo post, è bene chiarire un paio di cose:

– Fino a due mesi fa ero assolutamente convinta che il massimo del fanservice fossero i gemelli di Teen Wolf che si toglievano le maglie assolutamente a random prima di combattere.

– Fino a due mesi fa ero la persona più viziata del mondo in fatto di anime e manga, perché la mia divinità assoluta si chiama Berserk (su cui prima o poi devo fare un post, mi sa…) e raggiungere tali livelli di bellezza è pressoché impossibile.

Fino a due mesi fa, appunto.

Poi è successo qualcosa. Precisamente ho scoperto questo anime:

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No, no, forse è meglio che, per rendere l’idea, vi mostri un’altra immagine:

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Sì, beh, il fatto è che questi fanciulli, per tre quarti di ogni episodio stanno in costume da bagno, mentre per l’altro quarto si fanno gli occhi dolci fra loro SENZA. MAI. CONCLUDERE. NULLA.

Sì, perché Free! non è classificabile come yaoi (quei manga che parlano di relazioni omosessuali maschili) è un anime sportivo che al centro ha il nuoto e lo spirito agonistico, ma laddove il verbo nuotare è usato con implicazioni che una povera fangirl come me fatica a ricollegare solo allo sport.

La trama (sì, ce n’è una anche se non sembra e c’è chi dice che “No, ma Free lo seguo per la trama, eh…“) in breve: Haruka, Makoto e Nagisa (il secondo, quarto e quinto da sinistra nella foto) sono accomunati dall’avere un nome da ragazza e dall’aver gareggiato nella staffetta di nuoto insieme a Rin (terzo sempre da sinistra) quando erano alle elementari. Dopo quella gara però, Rin era partito per l’Australia, senza dare più notizie, salvo poi gareggiare e perdere con Haruka durante una delle sue vacanze in Giappone. Di questo episodio nessuno sa nulla, ma entrambi ne erano rimasti talmente traumatizzati dallo smettere di nuotare (lo so, le vedo le vostre facce incredule, del tipo “Ma sul serio? Per così poco?” Boh, “It’s Free!” vi rispondo io). Alle superiori ritroviamo i nostri fanciulli iscritti alla scuola superiore Iwatobi fare i conti col ritorno di Rin, iscrittosi in un’altra scuola, e con la volontà di ridar vita al club di nuoto della scuola. L’unico problema è che manca un membro per avere l’autorizzazione necessaria, così Nagisa (che è una piattola patentata, anche se è adorabile **) inizia a tampinare Rei, un altro ragazzo che, secondo la sua logica, DEVE entrare nel club perché… perché ha un nome da femmina come loro. Farà loro da manager Gou Matsuoka, una ragazza adorabile (l’incarnazione di tutte noi fangirl) che fra l’altro è la sorella di Rin. Il suo compito sarà quella di destreggiarsi in mezzo a questi ragazzi eternamente in costume da bagno, povera stella, so che anche voi provate pietà per lei.

Se da un lato ad Haru sembra non importare nulla delle gare (la sua frase preferita è “Io nuoto solo lo stile libero) dall’altro Rin ha una leggera ossessione nei suoi confronti, lo vuole sfidare per mostrargli quanto è diventato bravo in Australia. No, wait. In realtà la frase preferita di tutti, a turno è “Voglio nuotare con te!” detta con tanto di occhietto languido che lascia presagire un mondo dietro a quel “nuotare”.

Parlavo prima di fanservice. Quello che c’è in Teen Wolf a confronto è una cosa da DILETTANTI. Qui il fanservice è OVUNQUE. O-V-U-N-Q-U-E.

Volete un esempio pratico? Tipo qui:

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Volete dirmi in quale anime ci sono inquadrature di questo tipo che durano tipo cinque secondi? Oppure c’è un personaggio così fissato con l’acqua che gli basta vedere un acquario per spogliarsi e provare a tuffarvisi dentro? O roba di questo genere:

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Non parliamo poi delle relazioni amorose: dicevo prima dell’ambivalenza del verbo nuotare, ma potrei parlarvi per ore dell’occhietto emotivo di Haru, che si illumina quando Mako gli sorride (ovvero sempre, questo ragazzo a volte sorride così, senza motivo, facendomi tremare le gambe perché è bellissimo **) o che invece sussulta quando Rin si comporta come la primadonna isterica che è (tipo sempre). La cosa che mi ha conquistata credo che sia stata il fatto che, a differenza degli yaoi veri e propri, alla fin fine non c’è una vera coppia definita, quindi si può shippare tranquillamente, perché quei sadici degli sceneggiatori ne hanno per tutti, e se ne escono con trovate che hanno dell’inequivocabile **

C’è pure la cosiddetta quota etero, formata da Gou e dal capitano della squadra di nuoto della scuola di Rin.

Insomma, Free! ha davvero tutto, c’è solo l’imbarazzo della scelta ** Potete guardarlo per la trama, per shippare quante più combinazioni di coppie (e triangoli) riuscite a shippare, per i bei maschioni

Free! ha tutto, anche una trashissima sigla finale in cui i ragazzi sono disegnati in un suggestivo (?) scenario da Mille e una Notte, con tanto di Rin sultano e Haru predone del deserto:

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Certo, Free! non sarà la cosa più impegnata del secolo, però è piacevole da vedere, a me ha davvero rasserenato l’estate e mi dispiace che sia finito (per dire, sono così folle che pomeriggio ho visto la diretta dal Giappone, senza sottotitoli, con un tizio che, nella chat che c’era su questo sito di streaming, traduceva passo passo quello che dicevano i personaggi).

E nulla, in realtà non ho nemmeno detto la metà delle cose che volevo dire, al momento sono in denial perché ho visto l’ultimo episodio della prima serie (ma sono anche felice perché ce ne sarà un’altra… l’anno prossimo) e poi ecco: IO NON VOLEVO I FEELS da Free!, invece oggi mi sono ritrovata come una demente a frignare davanti allo schermo perché il mio cuoricino era a pezzi dopo l’ultima puntata.

I giapponesi sono sadici: ti attirano nella trappola con la promessa di puro fanservice e poi, BAM!, quando meno te lo aspetti, ti uccidono senza che tu te ‘aspetti. Non è giusto (o forse sì). Il mestiere della fangirl è proprio un mestiere difficile, sentite a me! *sospira*

In ultimo vi lascio i link per scaricare i torrent della serie con i sottotitoli in italiano, gentilmente offerti da Sarulandia e lo streaming, rintracciabile su animetvsubita.

Inoltre vi invito a fare un giro sulla pagina “No, ma Free lo seguo per la trama, eh…” che, oltre ad avermi fatto conoscere la serie, è stata uno dei motivi per cui guardarla è stato così bello, visto che i post delle admin fanno morire dal ridere e ci sono tantissime ragazze simpatiche pronte a condividere i vostri fangirlamenti ^^

Vostra per sempre,

Aika.

3 thoughts on “Sapevatelo | “Free! Iwatobi Swim Club” ovvero il fanservice è nato in Giappone

  1. Grazie a quest’articolo ho conosciuto e cominciato Free!, quindi grazie, perché sono arrivata all’undicesimo episodio e lo adoro. Viva il fan-service e lo shipping compulsivo! 😀

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